DECRETO LEGISLATIVO 18 maggio 2018, n. 72

Tutela del lavoro nell'ambito delle imprese sequestrate e confiscate in attuazione dell'articolo 34 della legge 17 ottobre 2017, n. 161. (18G00098)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 06/07/2018 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 30/12/2020)
Testo in vigore dal: 1-1-2021
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                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
  Visti gli articoli 76 e 87, quinto comma, della Costituzione; 
  Vista la legge 17 ottobre 2017,  n.  161,  recante:  «Modifiche  al
codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al
decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, al codice penale e alle
norme di attuazione, di coordinamento e  transitorie  del  codice  di
procedura penale e altre  disposizioni.  Delega  al  Governo  per  la
tutela del lavoro nelle  aziende  sequestrate  e  confiscate»  e,  in
particolare,  l'articolo  34,  che  delega  il  Governo  ad  adottare
disposizioni per le imprese sequestrate e  confiscate  sottoposte  ad
amministrazione giudiziaria fino alla  loro  assegnazione,  favorendo
l'emersione   del   lavoro   irregolare,   nonche'    il    contrasto
dell'intermediazione illecita  e  dello  sfruttamento  del  lavoro  e
consentendo, ove necessario, l'accesso all'integrazione  salariale  e
agli ammortizzatori sociali; 
  Visto il decreto legislativo 6  settembre  2011,  n.  159,  recante
codice delle leggi antimafia e delle misure di  prevenzione,  nonche'
nuove disposizioni in materia di documentazione  antimafia,  a  norma
degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136; 
  Visto il decreto-legge  20  marzo  2014,  n.  34,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 16 maggio 2014, n. 78, e, in  particolare,
l'articolo 4, recante: «Semplificazioni in materia di documento unico
di regolarita' contributiva»; 
  Visto  il  decreto  legislativo  4  marzo  2015,  n.  22,  recante:
«Disposizioni  per  il  riordino  della  normativa  in   materia   di
ammortizzatori sociali in  caso  di  disoccupazione  involontaria  in
attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183; 
  Visto il decreto legislativo 14 settembre 2015,  n.  148,  recante:
«Disposizioni  per  il  riordino  della  normativa  in   materia   di
ammortizzatori  sociali  in  costanza  di  rapporto  di   lavoro   in
attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183»; 
  Visto il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche  sociali
30 gennaio 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.  125  del  1°
giugno 2015, recante: «Semplificazione in materia di documento  unico
di regolarita' contributiva (DURC)»; 
  Vista la preliminare  deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri,
adottata nella riunione del 16 marzo 2018; 
  Acquisiti i pareri delle competenti commissioni  della  Camera  dei
deputati e del Senato della Repubblica; 
  Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri,  adottata  nella
riunione del 16 maggio 2018; 
  Sulla proposta del Ministro del lavoro e delle  politiche  sociali,
di concerto con i Ministri dello sviluppo economico, della giustizia,
dell'interno e dell'economia e delle finanze; 
 
                              E m a n a 
                  il seguente decreto legislativo: 
 
                               Art. 1 
 
        Sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro 
 
  1. Quando non sia possibile il ricorso ai trattamenti previsti  dal
decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148,  per  superamento  dei
limiti soggettivi e  oggettivi  ivi  previsti  o  per  difetto  delle
condizioni di applicabilita', per gli anni  2018,  2019  e  2020,  ai
lavoratori  sospesi  dal  lavoro  o  impiegati  a   orario   ridotto,
dipendenti  da  aziende  sequestrate  e  confiscate   sottoposte   ad
amministrazione giudiziaria  per  le  quali  e'  stato  approvato  il
programma  di  prosecuzione  o  di  ripresa  dell'attivita'  di   cui
all'articolo 41 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n.  159,  e
fino alla loro assegnazione o destinazione, il Ministero del lavoro e
delle politiche sociali concede, nel rispetto dello specifico  limite
di spesa come definito dal decreto di cui all'articolo 7, comma 2, su
richiesta  dell'amministratore  giudiziario,  previa   autorizzazione
scritta del giudice delegato, uno specifico trattamento  di  sostegno
al  reddito,  pari  al  trattamento  straordinario  di   integrazione
salariale, per la durata  massima  complessiva  di  dodici  mesi  nel
triennio. Per i periodi di sospensione  o  riduzione  dell'orario  di
lavoro per i quali e' ammesso il trattamento di sostegno  al  reddito
e' riconosciuta la contribuzione figurativa ai sensi dell'articolo  6
del decreto legislativo n. 148 del 2015. L'Amministratore giudiziario
specifica i  nominativi  dei  lavoratori  per  i  quali  richiede  il
riconoscimento del trattamento. ((1)) 
  2. Il trattamento di cui al comma 1 e' concesso anche ai lavoratori
dipendenti per i quali il datore di lavoro non ha adempiuto in  tutto
o in parte agli obblighi in materia di lavoro e legislazione sociale,
il  cui  rapporto  di  lavoro  e'  riconosciuto  con  il  decreto  di
approvazione   del   programma   di   prosecuzione   o   di   ripresa
dell'attivita' di cui all'articolo 41 del decreto legislativo n.  159
del 2011 o con altri provvedimenti anche precedenti del  tribunale  o
del giudice delegato. 
  3. Il trattamento di cui al comma 1 e' concesso in via  provvisoria
su richiesta dell'amministratore giudiziario e previa  autorizzazione
scritta del giudice delegato a decorrere dal provvedimento emesso  ai
sensi dell'articolo 41, comma 1-quinquies, del decreto legislativo n.
159 del 2011. Il trattamento cessa di essere  corrisposto  quando  la
richiesta  non  e'  reiterata  dall'amministratore  giudiziario  dopo
l'approvazione  del  programma   di   prosecuzione   o   di   ripresa
dell'attivita' di cui all'articolo 41, comma 1-sexies,  del  medesimo
decreto legislativo. 
  4. L'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione  dei
beni sequestrati e  confiscati  alla  criminalita'  organizzata  puo'
richiedere, per le  imprese  poste  sotto  la  propria  gestione,  il
trattamento di cui al comma 1, previo nulla osta del giudice delegato
ai sensi dell'articolo 44, comma 2, del decreto  legislativo  n.  159
del 2011. 
  5. Il trattamento di cui al comma 1 non puo' essere richiesto per: 
    a) i lavoratori indagati, imputati o condannati per il  reato  di
associazione mafiosa, per i reati aggravati  ai  sensi  dell'articolo
416-bis.1, primo comma,  del  codice  penale  o  per  reati  ad  essi
connessi; 
    b) il proposto, il coniuge del proposto o  la  parte  dell'unione
civile, i parenti, gli affini e le persone con  essi  conviventi  ove
risulti che il rapporto di lavoro sia fittizio o che  gli  stessi  si
siano concretamente ingeriti nella gestione dell'azienda; 
    c)  i  lavoratori  che  abbiano  concretamente  partecipato  alla
gestione dell'azienda prima del sequestro e  fino  all'esecuzione  di
esso. 
  6. Il trattamento di cui al comma 1 cessa di essere corrisposto nel
momento in cui le condizioni di esclusione  di  cui  al  comma  5  si
realizzano ed e'  revocato,  con  effetto  retroattivo,  quando  tali
condizioni sono accertate successivamente. 
  7. Con decreto del Ministro del lavoro e delle  politiche  sociali,
di concerto con i Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e
delle finanze, sentito il Ministro della giustizia, da emanarsi entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
sono definite le modalita' applicative del presente articolo. 
 
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AGGIORNAMENTO (1) 
  La L. 30 dicembre 2020, n. 178 ha disposto  (con  l'art.  1,  comma
284) che "Il trattamento di cui all'articolo 1, comma 1, del  decreto
legislativo 18 maggio 2018, n. 72, e' prorogato per  gli  anni  2021,
2022 e 2023, alle medesime condizioni stabilite dal medesimo articolo
1, comma 1, per una durata massima complessiva  di  dodici  mesi  nel
triennio e nel limite di spesa di 1 milione di euro per ciascuno  dei
tre anni".