DECRETO LEGISLATIVO 3 luglio 2017, n. 117

Codice del Terzo settore, a norma dell'articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 6 giugno 2016, n. 106. (17G00128)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 03/08/2017 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 31/05/2021)
Testo in vigore dal: 19-12-2018
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                               Art. 77 
 
 
                       Titoli di solidarieta' 
 
  1. Al fine di  favorire  il  finanziamento  ed  il  sostegno  delle
attivita' di cui all'articolo 5, svolte dagli enti del Terzo  settore
((...)) iscritti al Registro di cui all'articolo 45, gli istituti  di
credito  autorizzati  ad  operare  in  Italia,  in  osservanza  delle
previsioni  del  testo  unico  delle  leggi  in  materia  bancaria  e
creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n.  385,
di  seguito  «emittenti»  o,  singolarmente,  l'«emittente»,  possono
emettere specifici «titoli di solidarieta'», di seguito «titoli»,  su
cui gli emittenti non applicano le commissioni di collocamento. 
  2. I titoli sono  obbligazioni  ed  altri  titoli  di  debito,  non
subordinati, non convertibili e non scambiabili, e  non  conferiscono
il diritto di sottoscrivere  o  acquisire  altri  tipi  di  strumenti
finanziari e non sono collegati ad uno  strumento  derivato,  nonche'
certificati  di  deposito  consistenti  in  titoli  individuali   non
negoziati nel mercato monetario. 
  3. Per le obbligazioni e per gli altri  titoli  di  debito  restano
ferme le disposizioni  legislative  e  regolamentari  in  materia  di
strumenti finanziari di cui al decreto legislativo 24 febbraio  1998,
n. 58, e  relative  disposizioni  attuative.  Per  i  certificati  di
deposito consistenti in titoli individuali non negoziati nel  mercato
monetario restano ferme le disposizioni  in  materia  di  trasparenza
bancaria dettate dal decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385. 
  4. Le obbligazioni e gli altri titoli di debito di cui al  comma  3
hanno scadenza non inferiore a 36  mesi,  possono  essere  nominativi
ovvero al portatore e corrispondono interessi con periodicita' almeno
annuale, in misura almeno pari al maggiore tra  il  tasso  rendimento
lordo  annuo  di   obbligazioni   dell'emittente,   aventi   analoghe
caratteristiche e durata, collocate nel trimestre  solare  precedente
la data di emissione dei titoli e il tasso di rendimento lordo  annuo
dei titoli di Stato con vita residua similare a quella dei titoli.  I
certificati di  deposito  di  cui  al  comma  3  hanno  scadenza  non
inferiore a 12 mesi, corrispondono interessi con periodicita'  almeno
annuale, in misura almeno pari al maggiore tra  il  tasso  rendimento
lordo  annuo  di  certificati  di  deposito  dell'emittente,   aventi
analoghe  caratteristiche  e  durata,  emessi  nel  trimestre  solare
precedente la data di emissione dei titoli e il tasso  di  rendimento
lordo annuo dei titoli di Stato con vita residua  similare  a  quella
dei titoli.  Gli  emittenti  possono  applicare  un  tasso  inferiore
rispetto al maggiore tra i due tassi di rendimento sopra indicati,  a
condizione che si riduca corrispondentemente il  tasso  di  interesse
applicato sulle correlate  operazioni  di  finanziamento  secondo  le
modalita' indicate nel decreto attuativo di cui al comma 15.  A  tale
fine, gli emittenti devono essere in grado  di  fornire  un'evidenza,
oggetto di approvazione da parte del relativo organo  amministrativo,
dei tassi ordinariamente applicati sulle  operazioni  di  raccolta  e
sulle operazioni di impiego, equivalenti per durata,  forma  tecnica,
tipologia di tasso fisso o variabile e, se  disponibile,  rischio  di
controparte. 
  5. Gli emittenti possono erogare,  a  titolo  di  liberalita',  una
somma commisurata all'ammontare nominale collocato dei titoli, ad uno
o piu' enti del Terzo settore ((non commerciali di  cui  all'articolo
79, comma 5)), per il sostegno di attivita' di  cui  all'articolo  5,
ritenute  meritevoli  dagli  emittenti  sulla  base  di  un  progetto
predisposto dagli enti destinatari della  liberalita'.  Qualora  tale
somma sia almeno pari allo 0,60 per cento del predetto ammontare agli
emittenti spetta il credito d'imposta di cui al comma 10. 
  6. Gli emittenti, tenuto conto  delle  richieste  di  finanziamento
pervenute dagli enti del  Terzo  settore  e  compatibilmente  con  le
esigenze di  rispetto  delle  regole  di  sana  e  prudente  gestione
bancaria,  devono  destinare  una  somma  pari  all'intera   raccolta
effettuata attraverso l'emissione dei titoli, al netto dell'eventuale
erogazione liberale di cui al comma 5, ad  impieghi  a  favore  degli
enti del Terzo settore di cui al comma 1,  per  il  finanziamento  di
iniziative di cui all'articolo 5.((Le somme raccolte con  l'emissione
dei titoli e non impiegate a favore  degli  enti  del  Terzo  settore
entro dodici mesi  dal  loro  collocamento  sono  utilizzate  per  la
sottoscrizione o per l'acquisto di titoli di  Stato  italiani  aventi
durata pari a quella originaria dei relativi titoli)). 
  7. Salvo quanto previsto al comma 5, il  rispetto  da  parte  degli
emittenti della previsione di cui al comma 6 e' condizione necessaria
per l'applicazione dei commi da 8 a 13. 
  8. I titoli di solidarieta' non rilevano ai fini del computo  delle
contribuzioni dovute dai soggetti  sottoposti  alla  vigilanza  della
CONSOB e da quest'ultima determinate ai sensi dell'articolo 40, comma
3, della legge 23 dicembre 1994, n. 724. 
  9.  Gli  interessi,  i  premi  ed  ogni  altro  provento   di   cui
all'articolo 44 del testo unico delle imposte sui redditi,  approvato
con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986 n. 917 e
i redditi diversi di cui all'articolo 67, comma 1, lettera c-ter) del
medesimo decreto, relativi ai titoli, sono soggetti al regime fiscale
previsto  per  i  medesimi  redditi  relativi  a  titoli   ed   altre
obbligazioni di cui all'articolo 31 del decreto del Presidente  della
Repubblica 29 settembre 1973 n. 601. 
  10. Agli emittenti e' riconosciuto un credito d'imposta pari al  50
per cento delle erogazioni liberali in  danaro  di  cui  al  comma  5
effettuate a favore  degli  enti  del  Terzo  settore.  Tale  credito
d'imposta  non  e'  cumulabile  con  altre  agevolazioni   tributarie
previste con riferimento alle erogazioni  liberali,  e'  utilizzabile
tramite  compensazione  ai  sensi  dell'articolo   17   del   decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241 e non rileva ai fini delle  imposte
sui redditi e dell'imposta regionale sulle attivita'  produttive.  Al
credito d'imposta di cui al presente  articolo  non  si  applicano  i
limiti di cui all'articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007,
n. 244 e di cui all'articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388. 
  11.  I  titoli  non  rilevano  ai  fini  della  previsione  di  cui
all'articolo 1, comma 6-bis del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. 
  12. I titoli non concorrono alla formazione dell'attivo  ereditario
di cui all'articolo 9 del decreto legislativo  31  ottobre  1990,  n.
346. 
  13. I titoli non rilevano ai fini della determinazione dell'imposta
di bollo dovuta per le comunicazioni relative ai depositi titoli,  di
cui alla nota 2-ter dell'allegato A - Tariffa (Parte I),  al  decreto
del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642. 
  14. Gli emittenti devono comunicare al Ministero del lavoro e delle
politiche sociali entro il 31 marzo di ogni  anno,  il  valore  delle
emissioni di Titoli effettuate nell'anno  precedente,  le  erogazioni
liberali impegnate a favore degli Enti  di  cui  al  comma  1  e  gli
importi  erogati  ai  sensi  del  comma  5  del   presente   articolo
specificando l'Ente beneficiario e  le  iniziative  sostenute  e  gli
importi impiegati di  cui  al  comma  6  specificando  le  iniziative
oggetto di finanziamento. Gli emittenti provvedono a  pubblicare  sul
proprio sito internet, con cadenza almeno annuale, i dati relativi ai
finanziamenti erogati  con  l'indicazione  dell'ente  beneficiario  e
delle iniziative sostenute ai sensi del presente articolo. 
  15. ((COMMA ABROGATO DAL D.L. 23 OTTOBRE 2018, N.  119,  CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 17 DICEMBRE 2018, N. 136)).