DECRETO LEGISLATIVO 18 aprile 2016, n. 50

((Codice dei contratti pubblici)). (16G00062)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 19/04/2016 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 11/06/2022)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 1-6-2021
aggiornamenti all'articolo
 
                               Art. 25 
 
          (Verifica preventiva dell'interesse archeologico) 
 
  1. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 28, comma 4, del  codice
dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto  legislativo  22
gennaio 2004, n. 42, per le opere sottoposte  all'applicazione  delle
disposizioni del presente codice, le stazioni appaltanti  trasmettono
al     soprintendente     territorialmente     competente,      prima
dell'approvazione, copia del progetto di fattibilita' dell'intervento
o di uno stralcio di  esso  sufficiente  ai  fini  archeologici,  ivi
compresi  gli  esiti  delle  indagini  geologiche   e   archeologiche
preliminari,  con  particolare  attenzione  a  idatidi   archivio   e
bibliografici  reperibili,   all'esito   delle   ricognizioni   volte
all'osservazione dei terreni, alla lettura  della  geomorfologia  del
territorio, nonche', per le opere a rete,  alle  fotointerpretazioni.
Le stazioni appaltanti raccolgono ed  elaborano  tale  documentazione
mediante  i  dipartimenti  archeologici  delle  universita',   ovvero
mediante  i  soggetti  in   possesso   di   diploma   di   laurea   e
specializzazione  in  archeologia  o  di  dottorato  di  ricerca   in
archeologia. La trasmissione della documentazione suindicata  non  e'
richiesta per gli interventi che non comportino nuova edificazione  o
scavi  a  quote  diverse  da  quelle  gia'  impegnate  dai  manufatti
esistenti. 
  2. Presso il Ministero dei beni e delle attivita' culturali  e  del
turismo e' istituito un apposito elenco, reso accessibile a tutti gli
interessati, degli istituti archeologici universitari e dei  soggetti
in possesso della necessaria qualificazione. Con decreto del Ministro
dei beni e delle attivita'  culturali  e  del  turismo,  sentita  una
rappresentanza  dei  dipartimenti   archeologici   universitari,   si
provvede a disciplinare i criteri per  la  tenuta  di  detto  elenco,
comunque prevedendo modalita' di partecipazione di tutti  i  soggetti
interessati. Fino alla data di entrata in vigore di detto decreto, si
applica l'articolo 216, comma 7. 
  3. Il soprintendente, qualora sulla base degli elementi trasmessi e
delle ulteriori informazioni disponibili, ravvisi l'esistenza  di  un
interesse archeologico nelle  aree  oggetto  di  progettazione,  puo'
richiedere motivatamente, entro  il  termine  di  trenta  giorni  dal
ricevimento del progetto di fattibilita' ovvero dello stralcio di cui
al comma 1, la sottoposizione dell'intervento alla procedura prevista
dai  commi  8  e  seguenti.  Per   i   progetti   di   grandi   opere
infrastrutturali o a rete il termine della richiesta per la procedura
di verifica preventiva dell'interesse archeologico  e'  stabilito  in
sessanta giorni. ((29)) 
  4. In caso di incompletezza della  documentazione  trasmessa  o  di
esigenza  di  approfondimenti  istruttori,  il  soprintendente,   con
modalita' anche informatiche,  richiede  integrazioni  documentali  o
convoca il responsabile  unico  del  procedimento  per  acquisire  le
necessarie informazioni integrative. La richiesta di  integrazioni  e
informazioni sospende il  termine  di  cui  al  comma  3,  fino  alla
presentazione delle stesse. 
  5. Avverso la richiesta di cui al comma 3 e' esperibile il  ricorso
amministrativo di cui all'articolo 16 del codice dei beni culturali e
del paesaggio. 
  6. Ove il soprintendente non richieda l'attivazione della procedura
di cui ai commi 8 e seguenti nel termine di  cui  al  comma3,  ovvero
tale procedura si concluda con esito negativo, l'esecuzione di  saggi
archeologici e' possibile solo in caso di successiva acquisizione  di
nuove informazioni o di emersione, nel corso  dei  lavori,  di  nuovi
elementi  archeologicamente  rilevanti,  che  inducano   a   ritenere
probabile la sussistenza in sito di  reperti  archeologici.  In  tale
evenienza il Ministero dei beni e delle  attivita'  culturali  e  del
turismo procede, contestualmente, alla richiesta di saggi preventivi,
alla comunicazione  di  avvio  del  procedimento  di  verifica  o  di
dichiarazione dell'interesse culturale ai sensi degli articoli  12  e
13 del codice dei beni culturali e del paesaggio. 
  7. I commi da 1 a 6 non si applicano alle aree archeologiche  e  ai
parchi archeologici di cui  all'articolo  101  del  codice  dei  beni
culturali e del  paesaggio,  per  i  quali  restano  fermi  i  poteri
autorizzatori e cautelari  ivi  previsti,  compresa  la  facolta'  di
prescrivere  l'esecuzione,  a  spese   del   committente   dell'opera
pubblica, di saggi archeologici.  Restano  altresi'  fermi  i  poteri
previsti dall'articolo 28, comma 2, del codice dei beni  culturali  e
del paesaggio, nonche' i poteri autorizzatori  e  cautelari  previsti
per le zone di interesse archeologico, di cui all'articolo 142, comma
1, lettera m), del medesimo codice. 
  8. La procedura di verifica preventiva dell'interesse  archeologico
si   articola   in   fasi   costituenti   livelli   progressivi    di
approfondimento dell'indagine archeologica. L'esecuzione  della  fase
successiva dell'indagine e'  subordinata  all'emersione  di  elementi
archeologicamente significativi all'esito della fase  precedente.  La
procedura di verifica preventiva dell'interesse archeologico consiste
nel  compimento  delle  seguenti  indagini  e  nella  redazione   dei
documenti integrativi del progetto di fattibilita': 
  a) esecuzione di carotaggi; 
  b) prospezioni geofisiche e geochimiche; 
  c) saggi archeologici e, ove necessario, esecuzione di  sondaggi  e
di scavi, anche in estensione  tali  da  assicurare  una  sufficiente
campionatura dell'area interessata dai lavori. 
  9. La procedura  si  conclude  in  un  termine  predeterminato  dal
soprintendente in relazione all'estensione dell'area interessata, con
la redazione della relazione archeologica definitiva,  approvata  dal
soprintendente di settore territorialmente competente.  La  relazione
contiene una descrizione analitica delle  indagini  eseguite,  con  i
relativi  esiti  di  seguito  elencati,  e   detta   le   conseguenti
prescrizioni: 
  a) contesti in cui lo scavo  stratigrafico  esaurisce  direttamente
l'esigenza di tutela; 
  b) contesti che non evidenziano reperti  leggibili  come  complesso
strutturale unitario, con scarso livello di conservazione per i quali
sono possibili interventi di  reinterro,  smontaggio,  rimontaggio  e
musealizzazione, in altra sede rispetto a quella di rinvenimento; 
  c) complessi  la  cui  conservazione  non  puo'  essere  altrimenti
assicurata  che  in  forma  contestualizzata   mediante   l'integrale
mantenimento in sito. 
  10.  Per  l'esecuzione  dei  saggi  e  degli   scavi   archeologici
nell'ambito  della  procedura  di  cui  al  presente   articolo,   il
responsabile  unico  del  procedimento  puo'  motivatamente  ridurre,
previo accordo con la  soprintendenza  archeologica  territorialmente
competente, i livelli di progettazione,  nonche'  i  contenuti  della
progettazione, in particolare in relazione ai dati, agli elaborati  e
ai documenti  progettuali  gia'  comunque  acquisiti  agli  atti  del
procedimento. 
  11. Nelle ipotesi di cui al comma 9, lettera a),  la  procedura  di
verifica preventiva dell'interesse archeologico si  considera  chiusa
con  esito  negativo  e  accertata   l'insussistenza   dell'interesse
archeologico nell'area interessata dai lavori. Nelle ipotesi  di  cui
al comma  9,  lettera  b),  la  soprintendenza  determina  le  misure
necessarie  ad  assicurare  la  conoscenza,  la  conservazione  e  la
protezione dei rinvenimenti  archeologicamente  rilevanti,  salve  le
misure di tutela eventualmente da adottare ai sensi  del  codice  dei
beni culturali e del paesaggio, relativamente a singoli  rinvenimenti
o al loro contesto. Nel caso di  cui  al  comma  9,  lettera  c),  le
prescrizioni sono incluse  nei  provvedimenti  di  assoggettamento  a
tutela dell'area interessata dai rinvenimenti e il Ministero dei beni
e delle attivita' culturali e del turismo avvia  il  procedimento  di
dichiarazione di cui agli articoli 12 e 13 del  predetto  codice  dei
beni culturali e del paesaggio. 
  12. La procedura di verifica preventiva dell'interesse archeologico
e' condotta sotto  la  direzione  della  soprintendenza  archeologica
territorialmente competente. Gli oneri sono a carico  della  stazione
appaltante. 
  13. Con decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  su
proposta del Ministro dei beni e  delle  attivita'  culturali  e  del
turismo, di concerto con  il  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei
trasporti, entro il 31  dicembre  2017,  sono  adottate  linee  guida
finalizzate ad assicurare speditezza, efficienza  ed  efficacia  alla
procedura di cui al presente articolo. Con il medesimo  decreto  sono
individuati  procedimenti  semplificati,  con  termini   certi,   che
garantiscano la tutela  del  patrimonio  archeologico  tenendo  conto
dell'interesse pubblico sotteso alla realizzazione dell'opera. 
  14. Per gli interventi soggetti alla procedura di cui  al  presente
articolo, il soprintendente, entro trenta giorni dalla  richiesta  di
cui al comma 3,stipula un apposito accordo con la stazione appaltante
per disciplinare le forme di coordinamento e di collaborazione con il
responsabile  del  procedimento  e  con  gli  uffici  della  stazione
appaltante.  Nell'accordo  le  amministrazioni  possono  graduare  la
complessita' della procedura di cui al presente articolo, in  ragione
della  tipologia  e  dell'entita'  dei  lavori  da  eseguire,   anche
riducendole  fasi  e  i   contenuti   del   procedimento.   L'accordo
disciplina, altresi', le forme di documentazione  e  di  divulgazione
dei risultati dell'indagine, mediante  l'informatizzazione  dei  dati
raccolti,  la  produzione  di  edizioni  scientifiche  e  didattiche,
eventuali ricostruzioni virtuali volte alla  comprensione  funzionale
dei complessi antichi, eventuali mostre  ed  esposizioni  finalizzate
alla diffusione e alla pubblicizzazione delle indagini svolte. 
  15. Le stazioni  appaltanti,  in  caso  di  rilevanti  insediamenti
produttivi, opere di rilevante impatto per il territorio o  di  avvio
di  attivita'  imprenditoriali  suscettibili  di  produrre   positivi
effetti sull'economia o sull'occupazione, gia' inseriti nel programma
triennale di cui all'articolo 21, possono ricorrere alla procedura di
cui al regolamento adottato in attuazione dell'articolo 4 della legge
7 agosto 2015, n. 124, in  caso  di  ritenuta  eccessiva  durata  del
procedimento di cui  ai  commi  8  e  seguenti  o  quando  non  siano
rispettati i termini fissati nell'accordo di cui al comma 14. 
  16.Le  Regioni  e  le  Province  autonome  di  Trento   e   Bolzano
disciplinano  la  procedura  di  verifica  preventiva  dell'interesse
archeologico per le opere di loro competenza  sulla  base  di  quanto
disposto dal presente articolo. 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (29) 
  Il D.L. 31 maggio 2021, n. 77 ha disposto (con l'art. 44, comma  2)
che "Il termine di cui al comma 3, secondo periodo, dell'articolo  25
del decreto legislativo n. 50 del 2016 e'  ridotto  a  quarantacinque
giorni. Le risultanze della verifica preventiva  sono  acquisite  nel
corso della conferenza di servizi di cui al comma 4".