DECRETO LEGISLATIVO 14 settembre 2015, n. 150

Disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n. 183. (15G00162)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 24/09/2015 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 19/05/2020)
Testo in vigore dal: 1-1-2016
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                               Art. 26 
 
 
Utilizzo diretto dei lavoratori titolari di strumenti di sostegno  al
                               reddito 
 
  ((1. Allo scopo di permettere il mantenimento e lo  sviluppo  delle
competenze acquisite, i lavoratori  che  fruiscono  di  strumenti  di
sostegno del reddito in costanza di  rapporto  di  lavoro  nonche'  i
lavoratori  sottoposti  a  procedure  di  mobilita'  possono   essere
chiamati a svolgere attivita' a fini di pubblica utilita' a beneficio
della comunita' territoriale di appartenenza, sotto la direzione e il
coordinamento di amministrazioni pubbliche  di  cui  all'articolo  1,
comma 2, del decreto  legislativo  n.  165  del  2001,  e  successive
modificazioni, nel territorio del comune ove siano residenti)). 
  2. Allo scopo di dar corso alle attivita' di cui  al  comma  1,  le
regioni e province autonome stipulano, con le amministrazioni di  cui
all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo  n.  165  del  2001,
operanti sul territorio, specifiche  convenzioni,  sulla  base  della
convenzione quadro predisposta dall'ANPAL. 
  3. L'utilizzazione dei lavoratori nelle attivita' di cui al comma 1
non determina  l'instaurazione  di  un  rapporto  di  lavoro  e  deve
avvenire in  modo  da  non  incidere  sul  corretto  svolgimento  del
rapporto di lavoro in corso. 
  4. I lavoratori utilizzati, percettori di trattamenti  di  sostegno
al reddito, sono impegnati nei limiti massimi di  orario  settimanale
corrispondente alla  proporzione  tra  il  trattamento  stesso  e  il
livello retributivo  iniziale,  calcolato  al  netto  delle  ritenute
previdenziali  ed  assistenziali,  previsto  per  i  dipendenti   che
svolgono   attivita'   analoghe   presso   il   soggetto    promotore
dell'intervento. 
  5. Le convenzioni di cui al comma 2 possono prevedere  l'adibizione
alle attivita' di cui al comma 1, da parte di lavoratori disoccupati,
con piu' di sessanta anni, che non abbiano ancora maturato il diritto
al pensionamento di vecchiaia o anticipato. I lavoratori  di  cui  al
presente comma, utilizzati in  attivita'  di  cui  al  comma  1,  non
possono eccedere l'orario di lavoro di 20 ore settimanali e  ad  essi
compete un importo mensile pari  all'assegno  sociale,  eventualmente
riproporzionato in caso di orario di lavoro  inferiore  alle  20  ore
settimanali. Tale assegno e' erogato dall'INPS previa  certificazione
delle  presenze  secondo  le  modalita'  fissate  dall'INPS  a   cura
dell'ente utilizzatore e per esso trovano applicazione, in quanto non
diversamente  disposto,  le  disposizioni   in   materia   di   Nuova
Assicurazione Sociale per l'Impiego. Gli oneri restano a carico delle
amministrazioni regionali e delle province autonome stipulanti. 
  6. All'assegno di cui al comma 5 si applicano  le  disposizioni  di
cui agli articoli 10 e 11 del decreto legislativo n. 22 del 2015. 
  7. L'assegno di cui al comma 5 e' incompatibile con  i  trattamenti
pensionistici   diretti   a   carico   dell'assicurazione    generale
obbligatoria per l'invalidita', la  vecchiaia  ed  i  superstiti  dei
lavoratori dipendenti, degli ordinamenti sostitutivi, esonerativi  ed
esclusivi  dell'assicurazione  medesima,   nonche'   delle   gestioni
speciali  dei  lavoratori  autonomi,   e   con   i   trattamenti   di
pensionamento anticipato. In caso di avvio alle attivita' di  cui  al
comma 1, i titolari di assegno o di pensione di  invalidita'  possono
optare per il trattamento di cui al comma 5. Sono  invece  cumulabili
con il trattamento di cui al predetto  comma  5,  gli  assegni  e  le
pensioni di invalidita' civile nonche' le pensioni  privilegiate  per
infermita' contratta a causa del servizio obbligatorio di leva. 
  8.  I  soggetti  utilizzatori  attivano  in  favore  dei   soggetti
coinvolti  nelle  attivita'  di  cui  al  comma  1  idonee  coperture
assicurative presso l'Istituto nazionale per  l'assicurazione  contro
gli infortuni sul lavoro (INAIL) contro gli infortuni e  le  malattie
professionali connesse allo  svolgimento  dell'attivita'  lavorativa,
nonche' per la responsabilita' civile verso terzi. 
  9. Le attivita' di cui al comma 1 sono organizzate in modo  che  il
lavoratore possa godere di un adeguato periodo  di  riposo,  entro  i
termini di durata  dell'impegno.  Durante  i  periodi  di  riposo  e'
corrisposto l'assegno. 
  10. Le assenze per malattia, purche' documentate, non comportano la
sospensione dell'assegno di cui al comma 5. I  soggetti  utilizzatori
stabiliscono tra le condizioni di  utilizzo  il  periodo  massimo  di
assenze per malattia compatibile con il buon andamento del  progetto.
Le  assenze  dovute  a  motivi  personali,  anche  se   giustificate,
comportano la  sospensione  dell'assegno.  E  facolta'  del  soggetto
utilizzatore concordare l'eventuale recupero delle ore non prestate e
in tal caso non viene operata detta sospensione. Nel caso di  assenze
protratte e ripetute nel tempo  che  compromettano  i  risultati  del
progetto,  e'  facolta'  del  soggetto  utilizzatore  richiedere   la
sostituzione del lavoratore. Nel caso di  assenze  per  infortunio  o
malattia professionale al lavoratore viene corrisposto l'assegno  per
le giornate non coperte dall'indennita' erogata  dall'INAIL  e  viene
riconosciuto il diritto a partecipare alle attivita'  progettuali  al
termine del periodo di inabilita'. 
  11. Per i periodi di impegno nelle attivita' di lavori  socialmente
utili per i quali e' erogato l'assegno  di  cui  al  comma  5,  trova
applicazione  il  riconoscimento  d'ufficio  di  cui   al   comma   9
dell'articolo  7  della  legge  n.  223  del  1991,  ai   soli   fini
dell'acquisizione  dei  requisiti  assicurativi  per  il  diritto  al
pensionamento. E' comunque consentita la possibilita' di riscatto dei
periodi  di  utilizzazione  nei  lavori  socialmente  utili  ai  fini
pensionistici, ai sensi  della  normativa  vigente  in  materia,  con
particolare  riguardo  agli  articoli  5  e  seguenti   del   decreto
legislativo 30 aprile 1997, n. 184. 
  12. Gli articoli 7 e 8 del decreto legislativo 1° dicembre 1997, n.
468, si applicano ai soli progetti di attivita' e lavori  socialmente
utili che hanno avuto inizio  prima  della  data  di  adozione  della
convenzione quadro di cui al comma 2.