DECRETO LEGISLATIVO 14 settembre 2015, n. 150

Disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n. 183. (15G00162)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 24/09/2015 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 19/05/2020)
vigente al 24/10/2020
Testo in vigore dal: 3-11-2019
attiva riferimenti normativi aggiornamenti all'articolo
                               Art. 21 
 
Rafforzamento dei meccanismi di condizionalita' e livelli  essenziali
delle prestazioni relative ai beneficiari di strumenti di sostegno al
                               reddito 
 
  1. La domanda  di  Assicurazione  Sociale  per  l'Impiego,  di  cui
all'articolo 2 della legge n. 92 del  2012,  di  Nuova  Assicurazione
Sociale per l'Impiego (NASpI) o Indennita' di  disoccupazione  per  i
lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata  (DIS-COLL),  di
cui agli articoli 1 e 15 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22,
e la domanda di indennita' di mobilita' di cui all'articolo  7  della
legge  23  luglio  1991,  n.  223,  resa  dall'interessato  all'INPS,
equivale a dichiarazione di immediata disponibilita', ed e' trasmessa
dall'INPS all'ANPAL, ai fini dell'inserimento nel sistema informativo
unitario delle politiche del lavoro. 
  2. I beneficiari delle prestazioni a sostegno del reddito di cui al
comma 1,  ancora  privi  di  occupazione,  contattano  i  centri  per
l'impiego, con le modalita' definite da questi, entro il  termine  di
15 giorni dalla data di presentazione della domanda di cui  al  comma
1, e, in mancanza, sono convocati dal centro per l'impiego  entro  il
termine stabilito con il decreto di cui all'articolo 2, comma 1,  per
stipulare il patto di servizio di cui all'articolo 20. 
  3. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 SETTEMBRE 2017, N. 147. 
  4. Il  beneficiario  di  prestazioni  e'  tenuto  ad  attenersi  ai
comportamenti previsti nel patto di servizio personalizzato,  di  cui
all'articolo 20, nei tempi ivi previsti, restando comunque fermi  gli
obblighi e le sanzioni di cui al presente articolo. 
  5. Oltre agli obblighi derivanti  dalla  specifica  disciplina,  il
lavoratore  che  fruisce   di   benefici   legati   allo   stato   di
disoccupazione soggiace agli obblighi di cui al presente articolo. 
  6. Oltre che per i contatti con il responsabile delle attivita'  di
cui all'articolo 20, comma 2,  lettera  d),  previsti  dal  patto  di
servizio personalizzato, il beneficiario puo'  essere  convocato  nei
giorni feriali dai competenti servizi per il lavoro con preavviso  di
almeno 24 ore e non piu' di 72 ore secondo modalita'  concordate  nel
medesimo patto di servizio personalizzato. 
  7. Con riferimento all'Assicurazione Sociale  per  l'Impiego,  alla
Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego (NASpI), alla Indennita' di
disoccupazione  per  i  lavoratori  con  rapporto  di  collaborazione
coordinata (DIS-COLL) e all'indennita' di mobilita', si applicano  le
seguenti sanzioni: 
    a) in caso di mancata presentazione, in assenza  di  giustificato
motivo,  alle  convocazioni   ovvero   agli   appuntamenti   di   cui
all'articolo 20, commi 1 e 2, lettera d),  e  di  commi  2  e  6  del
presente articolo: 
      1) la decurtazione di un quarto di una mensilita', in  caso  di
prima mancata presentazione; 
      2) la decurtazione di  una  mensilita',  alla  seconda  mancata
presentazione; 
      3)  la  decadenza  dalla   prestazione   e   dallo   stato   di
disoccupazione, in caso di ulteriore mancata presentazione; 
    b) in caso di mancata partecipazione, in assenza di  giustificato
motivo, alle iniziative di orientamento di cui all'articolo 20, comma
3, lettera a), le medesime conseguenze di cui  alla  lettera  a)  del
presente comma 7; 
    c) in caso di mancata partecipazione, in assenza di  giustificato
motivo, alle iniziative di cui all'articolo 20, comma 3, lettera b) e
all'articolo 26: 
      1) la  decurtazione  di  una  mensilita',  alla  prima  mancata
partecipazione; 
      2)  la  decadenza  dalla   prestazione   e   dallo   stato   di
disoccupazione, in caso di ulteriore mancata presentazione; 
    d) in caso di mancata accettazione, in  assenza  di  giustificato
motivo, di un'offerta di lavoro congrua ai sensi dell'articolo 25, la
decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione. 
  8. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 SETTEMBRE 2017, N. 147. 
  9. In caso di decadenza dallo stato di disoccupazione prodottasi ai
sensi dei commi 7, 8 e dell'articolo 23, comma 4,  non  e'  possibile
una nuova registrazione prima che siano decorsi due mesi. 
  10. In caso di violazione degli obblighi di cui ai commi 7 e 8,  il
centro per l'impiego adotta le  relative  sanzioni,  inviando  pronta
comunicazione,  per  il  tramite  del  sistema  informativo  di   cui
all'articolo 13, all'ANPAL ed all'INPS, che  emette  i  provvedimenti
conseguenti e provvede a recuperare le somme  indebite  eventualmente
erogate. 
  11.  La  mancata  adozione  dei  provvedimenti  di  decurtazione  o
decadenza della prestazione determina responsabilita' disciplinare  e
contabile del funzionario  responsabile,  ai  sensi  dell'articolo  1
della legge n. 20 del 1994. 
  ((12. Avverso il provvedimento del centro per l'impiego di  cui  al
comma 10 e' ammesso ricorso all'ANPAL, che provvede ad  istituire  un
apposito comitato, con la partecipazione delle parti sociali. Avverso
il provvedimento emesso, ai  sensi  del  comma  10,  dalla  struttura
organizzativa competente  della  Provincia  autonoma  di  Bolzano  e'
ammesso  ricorso  alla  commissione  provinciale  di  controllo   sul
collocamento di cui all'articolo 3 del decreto del  Presidente  della
Repubblica 22 marzo 1974, n. 280, nel rispetto di quanto previsto  al
comma 5 dell'articolo 1 del presente decreto)). 
  13. L'INPS provvede annualmente a versare le risorse non erogate in
relazione a prestazioni oggetto di provvedimenti  di  decurtazione  o
decadenza per il 50 per cento al Fondo per le politiche attive di cui
all'articolo 1, comma 215, della legge n. 147  del  2013,  e  per  il
restante 50 per cento alle regioni e province autonome cui fanno capo
i centri per l'impiego che hanno adottato i  relativi  provvedimenti,
per l'impiego in strumenti di incentivazione del  personale  connessi
al raggiungimento di particolari obiettivi.