DECRETO LEGISLATIVO 18 agosto 2015, n. 142

Attuazione della direttiva 2013/33/UE recante norme relative all'accoglienza dei richiedenti protezione internazionale, nonche' della direttiva 2013/32/UE, recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale. (15G00158)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 30/09/2015 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 19/12/2020)
Testo in vigore dal: 4-12-2018
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                               Art. 19 
 
               Accoglienza dei minori non accompagnati 
 
  1. Per le esigenze di soccorso e di protezione immediata, i  minori
non accompagnati sono  accolti  in  strutture  governative  di  prima
accoglienza a loro destinate,  istituite  con  decreto  del  Ministro
dell'interno, sentita la Conferenza unificata di cui  all'articolo  8
del decreto  legislativo  27  agosto  1997,  n.  281,  per  il  tempo
strettamente necessario, comunque  non  superiore  a  trenta  giorni,
all'identificazione, che si deve concludere  entro  dieci  giorni,  e
all'eventuale  accertamento  dell'eta',  nonche'  a   ricevere,   con
modalita' adeguate alla loro  eta',  ogni  informazione  sui  diritti
riconosciuti al  minore  e  sulle  modalita'  di  esercizio  di  tali
diritti, compreso quello di chiedere la protezione internazionale. Le
strutture  di  prima  accoglienza   sono   attivate   dal   Ministero
dell'interno, in accordo con l'ente  locale  nel  cui  territorio  e'
situata la struttura, e gestite dal Ministero dell'interno  anche  in
convenzione  con  gli  enti  locali.   Con   decreto   del   Ministro
dell'interno, di concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e  delle
finanze per i  profili  finanziari,  sono  fissati  le  modalita'  di
accoglienza, gli standard strutturali, in coerenza con  la  normativa
regionale,  e  i  servizi  da  erogare,   in   modo   da   assicurare
un'accoglienza adeguata alla minore eta', nel  rispetto  dei  diritti
fondamentali del minore  e  dei  principi  di  cui  all'articolo  18.
Durante  la  permanenza  nella  struttura  di  prima  accoglienza  e'
garantito un colloquio con uno  psicologo  dell'eta'  evolutiva,  ove
necessario in presenza di un mediatore culturale,  per  accertare  la
situazione personale del minore, i  motivi  e  le  circostanze  della
partenza dal suo Paese di origine e del viaggio  effettuato,  nonche'
le sue  aspettative  future.  La  prosecuzione  dell'accoglienza  del
minore e' assicurata ai sensi del comma 2. 
  2. I minori non accompagnati sono accolti nell'ambito  del  Sistema
di protezione per richiedenti asilo, rifugiati e minori stranieri non
accompagnati, di  cui  all'articolo  1-sexies  del  decreto-legge  30
dicembre 1989, n. 416, convertito, con modificazioni, dalla legge  28
febbraio 1990, n. 39, e in particolare  nei  progetti  specificamente
destinati a tale categoria di soggetti vulnerabili. La  capienza  del
Sistema  e'  commisurata  alle  effettive  presenze  dei  minori  non
accompagnati nel territorio nazionale ed e', comunque, stabilita  nei
limiti delle risorse del Fondo nazionale per le politiche e i servizi
dell'asilo,  di  cui  all'articolo  1-septies  del  decreto-legge  30
dicembre 1989, n. 416, convertito, con modificazioni, dalla legge  28
febbraio 1990, n. 39, da riprogrammare annualmente. A  tal  fine  gli
enti locali che partecipano alla ripartizione del Fondo nazionale per
le politiche e i servizi dell'asilo di cui all'articolo 1-septies del
decreto-legge   30   dicembre   1989,   n.   416,   convertito,   con
modificazioni,  dalla  legge  28  febbraio  1990,  n.  39,  prevedono
specifici  programmi  di  accoglienza   riservati   ai   minori   non
accompagnati. 
  2-bis. Nella scelta del  posto,  tra  quelli  disponibili,  in  cui
collocare il minore, si deve tenere  conto  delle  esigenze  e  delle
caratteristiche dello stesso minore risultanti dal colloquio  di  cui
all'articolo 19-bis, comma 1, in relazione alla tipologia dei servizi
offerti dalla struttura di  accoglienza.  Le  strutture  nelle  quali
vengono  accolti  i  minori   stranieri   non   accompagnati   devono
soddisfare, nel rispetto dell'articolo 117,  secondo  comma,  lettera
m),  della  Costituzione,  gli  standard   minimi   dei   servizi   e
dell'assistenza forniti dalle strutture residenziali per minorenni ed
essere autorizzate o accreditate ai sensi della normativa nazionale e
regionale in materia. La non conformita' alle dichiarazioni  rese  ai
fini dell'accreditamento comporta la cancellazione della struttura di
accoglienza dal Sistema. 
  3. In caso di temporanea indisponibilita' nelle strutture di cui ai
commi  1  e  2,  l'assistenza  e  l'accoglienza   del   minore   sono
temporaneamente assicurate dalla pubblica autorita' del Comune in cui
il minore si trova, fatta salva la possibilita' di trasferimento  del
minore in un altro comune, secondo gli indirizzi fissati  dal  Tavolo
di coordinamento di cui all'articolo 16,  tenendo  in  considerazione
prioritariamente il superiore interesse  del  minore.  I  Comuni  che
assicurano l'attivita' di accoglienza ai  sensi  del  presente  comma
accedono ai contributi disposti dal Ministero dell'interno  a  valere
sul Fondo  nazionale  per  l'accoglienza  dei  minori  stranieri  non
accompagnati di  cui  all'articolo  1,  comma  181,  della  legge  23
dicembre 2014, n. 190, nel limite delle risorse  del  medesimo  Fondo
((e  comunque  senza  alcuna  spesa  o  onere  a  carico  del  Comune
interessato all'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati)). 
  3-bis. In presenza di arrivi consistenti e  ravvicinati  di  minori
non accompagnati, qualora l'accoglienza non possa  essere  assicurata
dai comuni ai sensi del comma 3, e' disposta dal prefetto,  ai  sensi
dell'articolo 11, l'attivazione  di  strutture  ricettive  temporanee
esclusivamente dedicate ai minori non accompagnati, con una  capienza
massima di cinquanta posti per ciascuna struttura. Sono assicurati in
ogni caso i servizi indicati nel  decreto  di  cui  al  comma  1  del
presente articolo. L'accoglienza nelle strutture ricettive temporanee
non puo' essere disposta nei confronti del minore di  eta'  inferiore
agli anni quattordici ed e' limitata al tempo strettamente necessario
al trasferimento nelle strutture di cui ai commi 2 e 3  del  presente
articolo.  Dell'accoglienza  del  minore   non   accompagnato   nelle
strutture di cui al presente comma e al comma 1 del presente articolo
e' data notizia, a cura del gestore della struttura, al comune in cui
si trova la struttura stessa, per il coordinamento con i servizi  del
territorio. 
  4. Il minore non accompagnato non puo' essere trattenuto o  accolto
presso i centri di cui agli articoli 6 e 9. 
  5. L'autorita' di pubblica sicurezza  da'  immediata  comunicazione
della presenza di un minore non  accompagnato  al  Procuratore  della
Repubblica presso il Tribunale per i minorenni e al Tribunale  per  i
minorenni per l'apertura della tutela e la nomina del tutore ai sensi
degli articoli 343 e seguenti del  codice  civile  e  delle  relative
disposizioni  di  attuazione   del   medesimo   codice,   in   quanto
compatibili,  e  per  la  ratifica  delle   misure   di   accoglienza
predisposte, nonche'  al  Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche
sociali, con mezzi idonei a garantirne la riservatezza,  al  fine  di
assicurare il censimento e il monitoraggio della presenza dei  minori
non accompagnati. Il provvedimento di nomina del tutore e  gli  altri
provvedimenti relativi alla tutela sono adottati dal  presidente  del
tribunale per i minorenni o da un giudice da lui delegato. Il reclamo
contro  tali  provvedimenti  si   propone   al   collegio   a   norma
dell'articolo 739 del codice di procedura civile.  Del  collegio  non
puo' far parte il giudice che ha emesso il  provvedimento  reclamato.
(4) 
  6. Il tutore possiede  le  competenze  necessarie  per  l'esercizio
delle proprie funzioni e svolge i propri compiti  in  conformita'  al
principio dell'interesse superiore del  minore.  Non  possono  essere
nominati tutori individui o organizzazioni i cui  interessi  sono  in
contrasto anche potenziale con quelli  del  minore.  Il  tutore  puo'
essere sostituito solo in caso di necessita'. 
  7.  Al  fine  di  garantire  il  diritto  all'unita'  familiare  e'
tempestivamente avviata  ogni  iniziativa  per  l'individuazione  dei
familiari  del  minore  non   accompagnato   richiedente   protezione
internazionale. Il Ministero dell'interno, sentiti il Ministero della
giustizia e il Ministero degli affari  esteri  e  della  cooperazione
internazionale,  stipula  convenzioni,  sulla  base   delle   risorse
disponibili  del  Fondo  nazionale  per  le  politiche  e  i  servizi
dell'asilo, con  organizzazioni  internazionali,  intergovernative  e
associazioni umanitarie, per  l'attuazione  di  programmi  diretti  a
rintracciare i familiari dei minori non accompagnati. Le ricerche  ed
i programmi diretti  a  rintracciare  i  familiari  sono  svolti  nel
superiore  interesse  dei  minori  e  con  l'obbligo  della  assoluta
riservatezza, in modo da tutelare la sicurezza del richiedente e  dei
familiari. 
  7-bis.  Nei  cinque  giorni  successivi   al   colloquio   di   cui
all'articolo 19-bis, comma 1, se  non  sussiste  un  rischio  per  il
minore straniero non accompagnato o  per  i  suoi  familiari,  previo
consenso informato dello stesso  minore  ed  esclusivamente  nel  suo
superiore  interesse,  l'esercente  la  responsabilita'  genitoriale,
anche in via temporanea, invia una relazione all'ente  convenzionato,
che avvia immediatamente le indagini. 
  7-ter. Il risultato delle indagini di cui al comma 7  e'  trasmesso
al Ministero dell'interno, che e' tenuto ad informare tempestivamente
il minore, l'esercente  la  responsabilita'  genitoriale  nonche'  il
personale qualificato che ha svolto il colloquio di cui  all'articolo
19-bis, comma 1. 
  7-quater. Qualora siano individuati familiari  idonei  a  prendersi
cura del minore  straniero  non  accompagnato,  tale  soluzione  deve
essere preferita al collocamento in comunita'. 
 
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AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.Lgs. 22 dicembre 2017, n. 220,  ha  disposto  (con  l'art.  4,
comma 2) che "Le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 1, lettera
b),  e  comma  2,  si  applicano  in  relazione  alle   comunicazioni
effettuate dopo il trentesimo giorno dalla data di entrata in  vigore
del presente decreto; le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 1,
lettera  c),  numero  2),  si  applicano  in  relazione  agli   esami
socio-sanitari disposti  dopo  la  data  di  entrata  in  vigore  del
presente decreto".