DECRETO LEGISLATIVO 29 marzo 2012, n. 68

Revisione della normativa di principio in materia di diritto allo studio e valorizzazione dei collegi universitari legalmente riconosciuti, in attuazione della delega prevista dall'articolo 5, comma 1, lettere a), secondo periodo, e d), della legge 30 dicembre 2010, n. 240, e secondo i principi e i criteri direttivi stabiliti al comma 3, lettera f), e al comma 6. (12G0088)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 15/06/2012 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 19/05/2020)
Testo in vigore dal: 19-5-2020
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                               Art. 18 
 
                      Sistema di finanziamento 
 
  1. Nelle more della  completa  definizione  dei  LEP  e  di  quanto
previsto dal decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, il  fabbisogno
finanziario necessario per garantire gli strumenti ed i  servizi  per
il pieno successo formativo di cui all'articolo 7, comma 2,  a  tutti
gli studenti capaci e  meritevoli,  anche  se  privi  di  mezzi,  che
presentino i requisiti di eleggibilita'  di  cui  all'articolo  8  e'
coperto con le seguenti modalita': 
    a) dal fondo integrativo statale per la concessione di  borse  di
studio, appositamente istituito  a  decorrere  dall'anno  finanziario
2012 nello stato di previsione del Ministero, sul quale  confluiscono
le risorse previste a  legislazione  vigente  dall'autorizzazione  di
spesa di cui all'articolo 1 della legge 11 febbraio 1992, n.  147,  e
di cui all'articolo 33, comma 27, della legge 12  novembre  2011,  n.
183, e da assegnare in misura proporzionale al fabbisogno finanziario
delle regioni; (1) (2) (3) (4) (5) (6)((7)) 
    b) dal gettito derivante dall'importo della tassa  regionale  per
il diritto allo studio istituita, ai sensi dell'articolo 3, commi 20,
21, 22 e 23, della legge 28 dicembre 1995, n.  549,  come  modificato
dal comma 8; 
    c) dalle risorse proprie delle regioni, oltre al gettito  di  cui
alla  lettera  b),  in  misura  pari  ad  almeno  il  40  per   cento
dell'assegnazione relativa al fondo integrativo statale. 
  2. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze  e'  autorizzato  ad
apportare, con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio. 
  3. L'impegno delle regioni in termini maggiori  rispetto  a  quanto
previsto  al  comma   1,   lettera   c),   e'   valutato   attraverso
l'assegnazione  di  specifici  incentivi  nel   riparto   del   fondo
integrativo statale di cui al comma 1, lettera a), e del fondo per il
finanziamento ordinario alle universita' statali che hanno  sede  nel
rispettivo contesto territoriale. 
  4. Con il decreto di cui all'articolo 7, comma 7, sono  definiti  i
criteri e le modalita' di riparto del fondo integrativo statale. 
  5. A decorrere dal 2012 la dotazione del Fondo di cui al  comma  1,
lettera  a),  e'  incrementata   della   somma   di   500.000   euro,
conseguentemente e' ridotta di pari importo l'autorizzazione di spesa
di cui all'articolo 4, comma 1, della legge 19 ottobre 1999, n.  370,
e successive modificazioni. 
  6.  Al  fine  della  razionalizzazione   dell'uso   delle   risorse
disponibili, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
sono autorizzate a destinare alle borse di studio le residue  risorse
di cui all'articolo 4, commi 99 e 100, della legge 24 dicembre  2003,
n. 350. 
  7. Le risorse di cui al Fondo integrativo  statale,  finalizzato  a
rimuovere gli ostacoli di ordine economico, sociale e  personale  che
limitano  l'accesso  e  il  conseguimento  dei  piu'  alti  gradi  di
istruzione superiore agli studenti  capaci  e  meritevoli,  anche  se
privi di mezzi, confluiscono dal bilancio dello stato, mantenendo  le
proprie finalizzazioni, in appositi fondi  a  destinazione  vincolata
attribuiti alle regioni, in attuazione dell'articolo 16 della legge 5
maggio 2009, n. 42. Tali risorse  sono  escluse  dalle  riduzioni  di
risorse erariali a qualunque titolo spettanti alle regioni a  statuto
ordinario di cui all'articolo  14,  comma  2,  del  decreto-legge  31
maggio 2010, n. 78, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  30
luglio 2010, n. 122. Sono fatte salve le riduzioni gia' concordate in
sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni
e le province autonome di Trento e di Bolzano alla data di entrata in
vigore del presente decreto. 
  8. L'importo della tassa per il diritto allo studio e' disciplinato
dall'articolo 3 della legge 28 dicembre 1995, n. 549, recante  misure
di razionalizzazione della finanza  pubblica,  il  cui  comma  21  e'
sostituito dal seguente: 
  "21. Le regioni e  le  province  autonome  rideterminano  l'importo
della tassa per il diritto allo studio articolandolo in 3  fasce.  La
misura minima della fascia piu' bassa della tassa e' fissata  in  120
euro e si applica a coloro che presentano  una  condizione  economica
non  superiore  al  livello  minimo  dell'indicatore  di   situazione
economica equivalente corrispondente ai  requisiti  di  eleggibilita'
per l'accesso ai LEP del diritto allo studio. I restanti valori della
tassa minima sono fissati in 140 euro  e  160  euro  per  coloro  che
presentano  un  indicatore  di   situazione   economica   equivalente
rispettivamente superiore al livello minimo e al doppio  del  livello
minimo previsto dai requisiti di eleggibilita' per l'accesso  ai  LEP
del diritto allo studio.  Il  livello  massimo  della  tassa  per  il
diritto allo studio e' fissato in 200 euro. Qualora le Regioni  e  le
province autonome non stabiliscano, entro il  30  giugno  di  ciascun
anno, l'importo della tassa di ciascuna fascia, la stessa  e'  dovuta
nella misura di 140 euro. Per ciascun anno il  limite  massimo  della
tassa e' aggiornato sulla base del tasso di inflazione programmato.". 
  9. L'erogazione  degli  altri  strumenti  e  servizi  previsti  dal
presente decreto, in aggiunta a quelli  relativi  alla  garanzia  dei
livelli essenziali delle prestazioni,  e'  finanziata  dalle  risorse
proprie delle  regioni,  delle  province  autonome  di  Trento  e  di
Bolzano, delle universita' e delle  istituzioni  di  alta  formazione
artistica, musicale e coreutica disponibili a  legislazione  vigente,
senza nuovi e maggiori oneri per la finanza pubblica. 
  10. Nell'ambito  della  propria  autonomia,  le  universita'  e  le
istituzioni  di  alta  formazione  artistica,  musicale  e  coreutica
possono destinare una quota del gettito dei  contributi  universitari
all'erogazione degli interventi di cui al presente decreto. 
 
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AGGIORNAMENTO (1) 
  La L. 24 dicembre 2012, n. 228 ha disposto  (con  l'art.  1,  comma
273) che "Il Fondo integrativo statale per la concessione di borse di
studio di cui all'articolo 18,  comma  1,  lettera  a),  del  decreto
legislativo 29 marzo 2012, n. 68, e' incrementato nella misura di  50
milioni di euro per l'anno 2013". 
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AGGIORNAMENTO (2) 
  Il D.L. 12 settembre 2013, n.  104,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 8 novembre 2013, n. 128, ha disposto (con l'art. 2, comma 1)
che "Al fine di garantire una programmazione degli interventi per  il
diritto allo studio a decorrere dall'anno 2014, il Fondo  integrativo
statale per la concessione di borse di studio di cui all'articolo 18,
comma 1, lettera a), del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68, e'
incrementato nella misura di 100 milioni di euro annui". 
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AGGIORNAMENTO (3) 
  La L. 27 dicembre 2013, n. 147 ha disposto  (con  l'art.  1,  comma
259) che "Al  fine  di  garantire  il  mantenimento  dei  livelli  di
intervento per il diritto allo studio universitario  a  favore  degli
studenti capaci, meritevoli e privi di mezzi, a  decorrere  dall'anno
2014 il Fondo integrativo statale per  la  concessione  di  borse  di
studio di cui all'articolo 18,  comma  1,  lettera  a),  del  decreto
legislativo 29 marzo 2012, n. 68, e' incrementato nella misura di  50
milioni di euro". 
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AGGIORNAMENTO (4) 
  La L. 11 dicembre 2016, n. 232 ha disposto  (con  l'art.  1,  comma
268) che "Al fine di sostenere l'accesso dei giovani all'universita',
e in particolare dei giovani provenienti da famiglie  meno  abbienti,
il fondo integrativo statale per la concessione di borse  di  studio,
di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto  legislativo
29 marzo  2012,  n.  68,  iscritto  nello  stato  di  previsione  del
Ministero  dell'istruzione,  dell'universita'  e  della  ricerca,  e'
incrementato di 50 milioni di euro a decorrere dall'anno 2017". 
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AGGIORNAMENTO (5) 
  La L. 30 dicembre 2018, n. 145 ha disposto  (con  l'art.  1,  comma
981) che "Al fine di ampliare i livelli di intervento per il  diritto
allo studio universitario a favore degli studenti capaci,  meritevoli
e privi di mezzi, il fondo integrativo statale per la concessione  di
borse di studio di cui all'articolo 18,  comma  1,  lettera  a),  del
decreto legislativo 29 marzo 2012,  n.  68,  e'  incrementato  di  10
milioni di euro per l'anno 2019". 
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AGGIORNAMENTO (6) 
  La L. 27 dicembre 2019, n. 160 ha disposto  (con  l'art.  1,  comma
265) che "Per promuovere il diritto  allo  studio  universitario,  il
fondo di cui all'articolo  18,  comma  1,  lettera  a),  del  decreto
legislativo 29 marzo 2012, n. 68, e' incrementato di euro 31  milioni
per l'anno 2020". 
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AGGIORNAMENTO (7) 
  Il D.L. 19 maggio 2020, n. 34, ha disposto (con l'art.  236,  comma
4) che "Al fine di promuovere il diritto  allo  studio  universitario
degli studenti capaci e meritevoli, ancorche'  privi  di  mezzi,  che
presentino i requisiti di eleggibilita' di  cui  all'articolo  8  del
decreto  legislativo  29  marzo  2012,  n.  68,  il  fondo   di   cui
all'articolo 18, comma 1, lettera a), del citato decreto  legislativo
e' incrementato, per  l'anno  2020,  di  40  milioni  di  euro.  Tale
incremento e' finalizzato a sostenere prioritariamente  gli  ordinari
interventi delle regioni  in  favore  degli  studenti  che  risultano
idonei ai benefici per il diritto allo  studio,  nonche',  fino  alla
concorrenza  dei  fondi  disponibili,  a  sostenere   gli   eventuali
ulteriori interventi promossi dalle regioni,  una  volta  soddisfatti
gli idonei, in  favore  degli  studenti  che,  in  conseguenza  della
emergenza  epidemiologica  da  Covid-19,  risultino   esclusi   dalle
graduatorie regionali per  carenza  dei  requisiti  di  eleggibilita'
collegati al merito".