DECRETO LEGISLATIVO 6 settembre 2011, n. 159

Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonche' nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136. (11G0201)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 13/10/2011.
Le disposizioni del libro II, capi I, II, III e IV entrano in vigore secondo quanto disposto dall'art. 119.
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 06/11/2021)
Testo in vigore dal: 19-11-2017
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                               Art. 34 
 
 
(( (L'amministrazione giudiziaria  dei  beni  connessi  ad  attivita'
                   economiche e delle aziende).)) 
 
  ((1. Quando, a seguito degli accertamenti di cui all'articolo 19  o
di  quelli  compiuti  per  verificare  i  pericoli  di  infiltrazione
mafiosa, previsti dall'articolo 92,  ovvero  di  quelli  compiuti  ai
sensi dell'articolo 213 del codice dei contratti pubblici, di cui  al
decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50,  dall'Autorita'  nazionale
anticorruzione, sussistono sufficienti indizi  per  ritenere  che  il
libero esercizio di determinate attivita' economiche, comprese quelle
di  carattere  imprenditoriale,  sia  direttamente  o  indirettamente
sottoposto alle condizioni  di  intimidazione  o  di  assoggettamento
previste dall'articolo 416-bis del codice  penale  o  possa  comunque
agevolare l'attivita' di persone nei confronti delle quali  e'  stata
proposta o applicata una delle  misure  di  prevenzione  personale  o
patrimoniale previste dagli articoli 6 e  24  del  presente  decreto,
ovvero di persone sottoposte a procedimento  penale  per  taluno  dei
delitti di cui all'articolo 4, comma 1, lettere a), b) e i-bis),  del
presente decreto, ovvero per i delitti di cui agli articoli  603-bis,
629, 644, 648-bis e 648-ter del codice  penale,  e  non  ricorrono  i
presupposti  per   l'applicazione   delle   misure   di   prevenzione
patrimoniali di cui al capo  I  del  presente  titolo,  il  tribunale
competente  per  l'applicazione  delle  misure  di  prevenzione   nei
confronti  delle  persone  sopraindicate  dispone   l'amministrazione
giudiziaria delle aziende o dei  beni  utilizzabili,  direttamente  o
indirettamente,  per  lo   svolgimento   delle   predette   attivita'
economiche, su proposta dei soggetti di cui al comma 1  dell'articolo
17 del presente decreto. 
  2. L'amministrazione  giudiziaria  dei  beni  e'  adottata  per  un
periodo non superiore a un anno e puo' essere prorogata di  ulteriori
sei mesi per un periodo comunque non superiore complessivamente a due
anni, a richiesta del pubblico ministero o d'ufficio,  a  seguito  di
relazione dell'amministratore giudiziario che evidenzi la  necessita'
di completare il programma  di  sostegno  e  di  aiuto  alle  imprese
amministrate e la rimozione delle situazioni di fatto  e  di  diritto
che avevano determinato la misura. 
  3. Con il provvedimento di cui al comma 1, il tribunale  nomina  il
giudice delegato e l'amministratore giudiziario,  il  quale  esercita
tutte le facolta' spettanti ai titolari dei diritti sui beni e  sulle
aziende oggetto della misura. Nel caso di imprese esercitate in forma
societaria, l'amministratore giudiziario  puo'  esercitare  i  poteri
spettanti agli organi di amministrazione e agli altri organi  sociali
secondo le modalita' stabilite  dal  tribunale,  tenuto  conto  delle
esigenze di prosecuzione dell'attivita'  d'impresa,  senza  percepire
ulteriori emolumenti. 
  4. Il provvedimento  di  cui  al  comma  1  e'  eseguito  sui  beni
aziendali con l'immissione dell'amministratore  nel  possesso  e  con
l'iscrizione  nel  registro  tenuto  dalla   camera   di   commercio,
industria, artigianato e agricoltura nel quale e' iscritta l'impresa.
Qualora oggetto  della  misura  siano  beni  immobili  o  altri  beni
soggetti a iscrizione in pubblici registri, il provvedimento  di  cui
al comma 1 deve essere trascritto nei medesimi pubblici registri. 
  5. L'amministratore giudiziario adempie agli obblighi di  relazione
e segnalazione di cui all'articolo 36, comma 2, anche  nei  confronti
del pubblico ministero.  Si  applicano,  in  quanto  compatibili,  le
disposizioni di cui ai capi I e II del titolo III del presente libro. 
  6. Entro la data di scadenza dell'amministrazione  giudiziaria  dei
beni o del sequestro di cui al comma 7,  il  tribunale,  qualora  non
disponga  il  rinnovo  del  provvedimento,  delibera  in  camera   di
consiglio  la  revoca  della  misura  disposta  ed  eventualmente  la
contestuale   applicazione   del   controllo   giudiziario   di   cui
all'articolo 34-bis, ovvero la confisca dei beni che si ha motivo  di
ritenere che siano il frutto di attivita' illecite o ne costituiscano
il  reimpiego.  Alla  camera  di  consiglio  partecipano  il  giudice
delegato e il pubblico ministero. Al procedimento  si  applicano,  in
quanto compatibili, le disposizioni previste dal titolo I,  capo  II,
sezione  I,  del  presente  libro.  Per  le  impugnazioni  contro   i
provvedimenti di revoca con controllo giudiziario e  di  confisca  si
applicano le disposizioni previste dall'articolo 27. 
  7. Quando vi  sia  concreto  pericolo  che  i  beni  sottoposti  al
provvedimento di  cui  al  comma  1  vengano  dispersi,  sottratti  o
alienati, nei casi in cui si ha motivo di ritenere che i  beni  siano
frutto di attivita' illecite o ne costituiscano l'impiego, i soggetti
di cui all'articolo 17 possono richiedere al tribunale di disporne il
sequestro, osservate, in quanto applicabili, le disposizioni previste
dal presente titolo. Il sequestro e' disposto sino alla scadenza  del
termine stabilito a norma del comma 2)).