DECRETO LEGISLATIVO 3 marzo 2011, n. 28

Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE. (11G0067)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 29/03/2011 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 20/05/2022)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 12-5-2017
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 2 
 
                             Definizioni 
 
  1. Ai  fini  del  presente  decreto  legislativo  si  applicano  le
definizioni della direttiva 2003/54/CE del Parlamento Europeo  e  del
Consiglio del 26  giugno  2003.  Si  applicano  inoltre  le  seguenti
definizioni: 
    a) «energia da fonti rinnovabili»: energia proveniente  da  fonti
rinnovabili  non  fossili,  vale  a  dire  energia  eolica,   solare,
aerotermica, geotermica, idrotermica e oceanica, idraulica, biomassa,
gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas; 
    b) «energia aerotermica»: energia accumulata  nell'aria  ambiente
sotto forma di calore; 
    c) «energia geotermica»: energia  immagazzinata  sotto  forma  di
calore nella crosta terrestre; 
    d)  «energia  idrotermica»:  energia  immagazzinata  nelle  acque
superficiali sotto forma di calore; 
    e) «biomassa»: la frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e
residui   di   origine   biologica    provenienti    dall'agricoltura
(comprendente sostanze vegetali  e  animali),  dalla  silvicoltura  e
dalle industrie connesse, comprese la  pesca  e  l'acquacoltura,  gli
sfalci e le  potature  provenienti  dal  verde  pubblico  e  privato,
nonche' la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani; 
    f) «consumo finale  lordo  di  energia»:  i  prodotti  energetici
forniti  a  scopi  energetici  all'industria,  ai   trasporti,   alle
famiglie, ai servizi, compresi i servizi  pubblici,  all'agricoltura,
alla  silvicoltura  e  alla  pesca,  ivi  compreso  il   consumo   di
elettricita' e di calore del settore elettrico per la  produzione  di
elettricita' e di calore, incluse le perdite  di  elettricita'  e  di
calore con la distribuzione e la trasmissione; 
    g) «teleriscaldamento» o «teleraffrescamento»:  la  distribuzione
di energia  termica  in  forma  di  vapore,  acqua  calda  o  liquidi
refrigerati, da una o piu' fonti di produzione verso  una  pluralita'
di edifici o siti  tramite  una  rete,  per  il  riscaldamento  o  il
raffreddamento di  spazi,  per  processi  di  lavorazione  e  per  la
fornitura di acqua calda sanitaria; 
    h)  «bioliquidi»:  combustibili  liquidi  per  scopi   energetici
diversi dal trasporto, compresi l'elettricita', il  riscaldamento  ed
il raffreddamento, prodotti dalla biomassa; 
    i) «biocarburanti»: carburanti liquidi o gassosi per i  trasporti
ricavati dalla biomassa; 
    l)  «garanzia  di  origine»:  documento  elettronico  che   serve
esclusivamente a provare ad un cliente  finale  che  una  determinata
quota o un determinato quantitativo di energia sono stati prodotti da
fonti rinnovabili come previsto all'articolo 3,  paragrafo  6,  della
direttiva  2003/54/CE  e   dai   provvedimenti   attuativi   di   cui
all'articolo 1, comma 5, del decreto-legge 18  giugno  2007,  n.  73,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2007, n. 125; 
    m) «edificio sottoposto a ristrutturazione  rilevante»:  edificio
che ricade in una delle seguenti categorie: 
      i) edificio esistente avente superficie utile superiore a  1000
metri quadrati, soggetto a ristrutturazione integrale degli  elementi
edilizi costituenti l'involucro; 
      ii) edificio esistente soggetto a demolizione  e  ricostruzione
anche in manutenzione straordinaria; 
    n) «edificio di nuova costruzione»:  edificio  per  il  quale  la
richiesta del pertinente titolo edilizio,  comunque  denominato,  sia
stata presentata successivamente alla data di entrata in  vigore  del
presente decreto; 
    o) «biometano»: gas  ottenuto  a  partire  da  fonti  rinnovabili
avente caratteristiche e  condizioni  di  utilizzo  corrispondenti  a
quelle del gas metano e idoneo alla immissione  nella  rete  del  gas
naturale; 
    p) «regime di sostegno»: strumento, regime o meccanismo applicato
da uno Stato membro o gruppo di Stati  membri,  inteso  a  promuovere
l'uso  delle  energie  da  fonti  rinnovabili  riducendone  i  costi,
aumentando i prezzi a cui possono essere vendute  o  aumentando,  per
mezzo di obblighi in materia di energie rinnovabili o altri mezzi, il
volume acquistato di dette energie. Comprende, non in via  esclusiva,
le sovvenzioni agli investimenti, le esenzioni o gli sgravi  fiscali,
le restituzioni  d'imposta,  i  regimi  di  sostegno  all'obbligo  in
materia di energie rinnovabili, compresi quelli che usano certificati
verdi, e i regimi di sostegno diretto dei  prezzi,  ivi  comprese  le
tariffe di riacquisto e le sovvenzioni; 
    q) «centrali ibride»: centrali che  producono  energia  elettrica
utilizzando sia fonti non rinnovabili,  sia  fonti  rinnovabili,  ivi
inclusi gli impianti di co-combustione, vale a dire gli impianti  che
producono  energia  elettrica  mediante  combustione  di  fonti   non
rinnovabili e di fonti rinnovabili; 
    ((q-bis) "rifiuti": rifiuti di  cui  all'articolo  183,  comma  1
lettera  a)  del  decreto  legislativo  3  aprile  2006  n.  152,  ad
esclusione delle sostanze che sono state deliberatamente modificate o
contaminate per soddisfare tale definizione; 
    q-ter) "colture amidacee":  colture  comprendenti  principalmente
cereali (indipendentemente dal fatto che siano utilizzati solo i semi
ovvero sia utilizzata l'intera pianta, come nel caso del mais verde),
tuberi e radici (come patate, topinambur,  patate  dolci,  manioca  e
ignami)  e  colture  di  bulbo-tuberi  (quali  la  colocasia   e   la
xantosoma); 
    q-quater)  "materie  ligno-cellulosiche":  materie  composte   da
lignina, cellulosa ed emicellulosa quali la biomassa  proveniente  da
foreste, le colture energetiche legnose e i residui e  rifiuti  della
filiera forestale; 
    q-quinquies) "materie cellulosiche di  origine  non  alimentare":
materie prime composte principalmente da cellulosa ed emicellulosa  e
aventi  un  tenore  di  lignina  inferiore  a  quello  delle  materie
ligno-cellulosiche.  Comprendono  residui  di  colture  alimentari  e
foraggere (quali paglia, steli di granturco, pule e  gusci),  colture
energetiche erbacee a basso tenore di  amido  (quali  loglio,  panico
verga, miscanthus, canna comune e colture di copertura precedenti  le
colture principali e ad esse successive), residui industriali  (anche
residui di  colture  alimentari  e  foraggere  dopo  che  sono  stati
estratti gli olii vegetali, gli zuccheri, gli amidi e le proteine)  e
materie derivate dai rifiuti organici; 
    q-sexies)  "residuo  della  lavorazione":  sostanza  diversa  dal
prodotto o dai prodotti finali cui mira direttamente il  processo  di
produzione; non costituisce  l'obiettivo  primario  del  processo  di
produzione, il quale non  e'  stato  deliberatamente  modificato  per
ottenerlo; 
    q-septies) "carburanti per  autotrazione  rinnovabili  liquidi  e
gassosi di origine non biologica": i  carburanti  liquidi  o  gassosi
diversi dai biocarburanti il cui  contenuto  energetico  proviene  da
fonti energetiche rinnovabili  diverse  dalla  biomassa  e  che  sono
utilizzati nei trasporti; 
    q-octies)  "residui  dell'agricoltura,  dell'acquacoltura,  della
pesca  e   della   silvicoltura":   residui   generati   direttamente
dall'agricoltura,   dall'acquacoltura,   dalla    pesca    e    dalla
silvicoltura; non comprendono i residui delle  industrie  connesse  o
della lavorazione; 
    q-nonies)  "biocarburanti  e  bioliquidi  a  basso   rischio   di
cambiamento indiretto di destinazione dei terreni":  biocarburanti  e
bioliquidi le cui materie prime sono state  prodotte  nell'ambito  di
sistemi che riducono la delocalizzazione  della  produzione  a  scopi
diversi dalla fabbricazione di biocarburanti e bioliquidi e che  sono
stati prodotti conformemente  ai  criteri  di  sostenibilita'  per  i
biocarburanti e i bioliquidi stabiliti nell'articolo 38; 
    q-decies)  "biocarburanti  avanzati":  biocarburanti  da  materie
prime e altri carburanti rinnovabili di  cui  all'allegato  I,  parte
2-bis, parte A.))