DECRETO LEGISLATIVO 13 agosto 2010, n. 155

Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualita' dell'aria ambiente e per un'aria piu' pulita in Europa. (10G0177)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 30/9/2010. (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 02/07/2018)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 12-2-2013
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 9 
 
Piani e misure per il raggiungimento dei valori limite e dei  livelli
critici,  per  il  perseguimento  dei  valori  obiettivo  e  per   il
                 mantenimento del relativo rispetto 
 
  1. Se, in una o piu' aree all'interno di zone o di  agglomerati,  i
livelli degli inquinanti di cui all'articolo 1,  comma  2,  superano,
sulla base della valutazione di cui all'articolo 5, i  valori  limite
di cui all'allegato XI,  le  regioni  e  le  province  autonome,  nel
rispetto dei criteri previsti all'appendice IV, adottano un piano che
contenga almeno gli elementi previsti all'allegato XV e  che  preveda
le misure necessarie ad agire sulle principali sorgenti di  emissione
aventi influenza su tali aree  di  superamento  ed  a  raggiungere  i
valori limite nei termini prescritti. In caso di superamenti  dopo  i
termini prescritti all'allegato XI il piano deve essere integrato con
l'individuazione  di  misure  atte  a  raggiungere  i  valori  limite
superati nel piu' breve tempo possibile.  Se,  in  una  o  piu'  aree
all'interno di zone o di agglomerati, e' superato il valore obiettivo
previsto per il  PM2,5  all'allegato  XIV,  il  piano  contiene,  ove
individuabili, le misure  che  non  comportano  costi  sproporzionati
necessarie a perseguirne il raggiungimento. 
  2. Se, in una o piu' aree all'interno di zone o di  agglomerati,  i
livelli degli inquinanti di cui all'articolo 1,  comma  2,  superano,
sulla  base  della  valutazione  di  cui  all'articolo  5,  i  valori
obiettivo  di  cui  all'allegato  XIII,  le  regioni  e  le  province
autonome, adottano, anche sulla base  degli  indirizzi  espressi  dal
Coordinamento di cui all'articolo 20, le misure  che  non  comportano
costi sproporzionati necessarie ad agire sulle principali sorgenti di
emissione  aventi  influenza  su  tali  aree  di  superamento  ed   a
perseguire  il  raggiungimento  dei  valori  obiettivo  entro  il  31
dicembre 2012. Il perseguimento del valore  obiettivo  non  comporta,
per gli impianti soggetti ((all'autorizzazione integrata  ambientale,
di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152  ,  e  successive
modificazioni,))  condizioni  piu'  rigorose   di   quelle   connesse
all'applicazione delle migliori tecniche disponibili. 
  3. Le regioni e le province autonome  adottano,  anche  sulla  base
degli indirizzi espressi dal Coordinamento di cui all'articolo 20, le
misure  necessarie  a  preservare  la  migliore  qualita'   dell'aria
ambiente compatibile con lo sviluppo sostenibile nelle aree  in  cui,
sulla base della valutazione di cui all'articolo 5, i  livelli  degli
inquinanti di cui all'articolo 1, comma 2, rispettano i valori limite
e i valori obiettivo. Le misure interessano, anche in via preventiva,
le principali sorgenti di emissione che possono influenzare i livelli
degli inquinanti in tali aree e sono inserite, laddove adottati,  nei
piani di cui al comma 1. 
  4. Se, in una o piu' aree all'interno di zone o di  agglomerati,  i
livelli degli inquinanti di cui all'articolo 1,  comma  2,  superano,
sulla base della valutazione di cui all'articolo 5, i livelli critici
di cui all'allegato XI, le regioni e le province  autonome  adottano,
anche sulla base degli indirizzi espressi dal  Coordinamento  di  cui
all'articolo 20, le  misure  necessarie  ad  agire  sulle  principali
sorgenti di emissione aventi influenza su tali aree di superamento ed
a raggiungere i livelli critici nei termini prescritti. 
  5. I piani e le misure di cui ai  commi  1,  2  e  4,  relativi  ad
un'area di superamento all'interno di una zona o di  un  agglomerato,
devono agire sull'insieme delle  principali  sorgenti  di  emissione,
puntuali  o  diffuse,  aventi  influenza  su  tale  area   anche   se
localizzate in altre aree o in altre zone e agglomerati della regione
o della provincia autonoma. 
  6. Se lo stesso insieme  di  sorgenti  di  emissione  determina  il
superamento dei  valori  limite  o  dei  valori  obiettivo  per  piu'
inquinanti, le regioni e le province autonome predispongono un  piano
integrato per tali inquinanti. 
  7. Ai fini dell'elaborazione e dell'attuazione dei  piani  previsti
dal presente articolo le regioni e le province autonome assicurano la
partecipazione  degli  enti  locali  interessati  mediante  opportune
procedure di raccordo  e  concertazione,  ai  sensi  della  normativa
vigente. Si provvede anche, con  tali  procedure,  ad  individuare  e
coordinare, all'interno dei  piani,  i  provvedimenti  di  attuazione
previsti dall'articolo 11, al  fine  di  assicurare  che  gli  stessi
concorrano in modo efficace e programmato all'attuazione  dei  piani.
Le regioni e le province autonome provvedono, nel rispetto del quadro
delle competenze amministrative in materia territoriale e ambientale,
con  apposita  normativa  e  comunque  in  conformita'   al   proprio
ordinamento,  ad  adottare  i  piani  di  cui  al  presente  decreto,
assicurando  il  coordinamento  di  tali  piani  e  degli   obiettivi
stabiliti dagli stessi con  gli  altri  strumenti  di  pianificazione
settoriale e con gli strumenti di pianificazione degli enti locali. 
  8. Nel caso in cui, sulla base di una specifica istruttoria  svolta
da una regione  o  provincia  autonoma,  risulti  che  le  principali
sorgenti di emissione aventi influenza su un'area di superamento sono
localizzate in una  diversa  regione  o  provincia  autonoma,  devono
essere adottate da entrambe le regioni  o  province  autonome  misure
coordinate finalizzate al  raggiungimento  dei  valori  limite  o  al
perseguimento  dei  valori  obiettivo.  Il  Ministero   dell'ambiente
promuove l'elaborazione e l'adozione di tali misure  nell'ambito  del
Coordinamento di cui all'articolo 20. 
  9. Nel caso in cui, sulla base di una specifica istruttoria svolta,
su richiesta di una o piu' regioni o province  autonome,  nell'ambito
del Coordinamento di cui  all'articolo  20,  risulti  che,  tutte  le
possibili  misure  individuabili  dalle  regioni  e  dalle   province
autonome nei propri piani di qualita' dell'aria non sono in grado  di
assicurare il raggiungimento dei valori limite in aree di superamento
influenzate, in modo determinante, da sorgenti di emissione su cui le
regioni e le province autonome non hanno competenza amministrativa  e
legislativa,  si  procede  all'adozione  di   misure   di   carattere
nazionale. ((La richiesta della regione o  della  provincia  autonoma
deve essere adeguatamente motivata sotto  il  profilo  tecnico.))  In
tali casi e'  convocato,  presso  la  Presidenza  del  Consiglio  dei
Ministri, su  richiesta  del  Ministero  dell'ambiente,  un  comitato
tecnico con il compito  di  presentare  un  programma  di  misure  di
carattere  nazionale  alla  cui  elaborazione  partecipano  anche   i
Ministeri aventi competenza  su  specifici  settori  emissivi,  quali
trasporti, energia, inclusi gli usi civili,  attivita'  produttive  e
agricoltura. Il programma e' approvato con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri. Il comitato e' istituito senza oneri a carico
dello  Stato  ed  opera  per  il  tempo  strettamente  necessario  ad
elaborare il programma. Ai  soggetti  che  partecipano,  a  qualsiasi
titolo, al comitati non e' dovuto alcun compenso o rimborso  spese  o
altro tipo di emolumento per tale partecipazione. Per lo  svolgimento
di tale attivita' il Ministero dell'ambiente si avvale  del  supporto
dell'ISPRA e dell'ENEA. 
  10. Nelle zone e negli  agglomerati  per  i  quali  la  Commissione
europea conceda le deroghe previste dall'articolo 22 della  direttiva
2008/50/CE secondo la procedura ivi  disciplinata,  i  valori  limite
previsti dall'allegato XI per il biossido di azoto ed il  benzene  si
applicano a partire dalla  data  individuata  nella  decisione  della
Commissione e i valori limite previsti dall'allegato XI per  il  PM10
si  applicano  a  partire   dall'11   giugno   2011.   Il   Ministero
dell'ambiente cura, in accordo con la Presidenza  del  Consiglio  dei
Ministri, l'esecuzione di tale procedura  in  collaborazione  con  le
regioni e le province autonome, coordinando le attivita'  istruttorie
finalizzate a dimostrare i requisiti richiesti all'articolo 22  della
direttiva 2008/50/CE per la concessione delle deroghe.  Il  Ministero
dell'ambiente coordina, in particolare, l'adeguamento, da parte delle
regioni e delle province autonome,  dei  vigenti  piani  di  qualita'
dell'aria al fine di introdurre gli elementi richiesti  dall'articolo
22 della direttiva 2008/50/CE per la concessione delle deroghe  e  di
dimostrare che, presso tali  zone  e  agglomerati,  i  valori  limite
oggetto di deroga saranno rispettati entro i nuovi termini. Nel  caso
in cui da una specifica istruttoria risulti che il rispetto dei nuovi
termini possa essere ottenuto solo con il  contributo  di  misure  di
carattere nazionale, il Ministero dell'ambiente presenta un programma
di  misure  alla  cui  elaborazione  partecipano  anche,   sotto   il
coordinamento  della  Presidenza  del  Consiglio  dei   Ministri,   i
Ministeri aventi competenza  su  specifici  settori  emissivi,  quali
trasporti, energia, inclusi gli usi civili,  attivita'  produttive  e
agricoltura. Il programma e' approvato con decreto del Presidente del
Consiglio  dei  Ministri.  Per   lo   svolgimento   delle   attivita'
istruttorie previste dal presente articolo il Ministero dell'ambiente
si avvale dell'ISPRA e dell'ENEA. Fino alla data di entrata in vigore
dei valori limite  oggetto  di  deroga,  le  regioni  e  le  province
autonome attuano,  in  tali  zone  e  agglomerati,  tutte  le  misure
necessarie a raggiungere  e  mantenere  i  livelli  degli  inquinanti
interessati al di sotto dei  valori  limite  aumentati  del  relativo
margine di tolleranza massimo previsti dall'allegato XI. 
  11. Nella elaborazione dei piani previsti dal presente articolo  e'
assicurata  la  coerenza  con   le   prescrizioni   contenute   nella
pianificazione nazionale per la  riduzione  delle  emissioni  di  gas
responsabili dell'effetto serra, nei piani e nei  programmi  adottati
ai sensi del decreto legislativo  21  maggio  2004,  n.  171,  e  del
decreto  legislativo  19  agosto  2005,  n.  194,  nei  provvedimenti
regionali di attuazione dell'articolo 2, comma 167,  della  legge  24
dicembre  2007,  n.  244,  ed  in  tutti  gli  altri   strumenti   di
pianificazione e di programmazione regionali e locali, come  i  piani
energetici, i piani dei trasporti e i piani  di  sviluppo.  Anche  le
autorita' competenti all'elaborazione  e  all'aggiornamento  di  tali
piani, programmi e provvedimenti assicurano la coerenza degli  stessi
con  le  prescrizioni  contenute  nei  piani  di  qualita'  dell'aria
previsti dal presente articolo. 
  12.  I  piani  previsti  dal  presente   articolo   sono   soggetti
all'obbligo di cui all'articolo 6, comma 2, del  decreto  legislativo
n. 152 del 2006, esclusivamente nel caso in cui sia stata  verificata
la condizione prevista dall'articolo 6,  comma  1,  di  tale  decreto
secondo la procedura ivi disciplinata all'articolo 12.