DECRETO LEGISLATIVO 26 marzo 2010, n. 59

Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno. (10G0080)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 8/5/2010 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 31/12/2018)
vigente al 08/08/2022
Testo in vigore dal: 14-9-2012
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 64 
              (Somministrazione di alimenti e bevande) 
((1.  L'apertura  o  il  trasferimento  di  sede  degli  esercizi  di
somministrazione di alimenti e bevande al pubblico,  comprese  quelle
alcooliche di qualsiasi gradazione, di cui alla legge 25 agosto 1991,
n.  287,  sono  soggetti  ad  autorizzazione  rilasciata  dal  comune
competente per territorio solo nelle zone soggette a tutela ai  sensi
del comma 3. L'apertura e il trasferimento di sede, negli altri casi,
e il trasferimento della gestione o della titolarita' degli  esercizi
di cui al presente comma, in ogni caso, sono soggetti a  segnalazione
certificata di inizio di attivita' da presentare allo sportello unico
per le attivita' produttive del comune competente per territorio,  ai
sensi  dell'articolo  19  della  legge  7  agosto  1990,  n.  241,  e
successive modificazioni.)) 
2. ((E'  subordinata  alla  segnalazione  certificata  di  inizio  di
attivita' ai sensi dell'articolo 19 della  legge  n.  241  del  1990,
anche))  l'attivita'  di  somministrazione  di  alimenti  e   bevande
riservata a particolari soggetti elencati alle lettere  a),  b),  e),
d), e), f), g) e h) del comma 6 dell'articolo 3 della legge 25 agosto
1991, n. 287. Resta fermo quanto previsto dal decreto del  Presidente
della Repubblica 4 aprile 2001, n. 235. 
3. Al fine di assicurare un corretto sviluppo del settore, i  comuni,
limitatamente alle  zone  del  territorio  da  sottoporre  a  tutela,
adottano  provvedimenti  di  programmazione  delle   aperture   degli
esercizi di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico di cui
al comma 1, ferma restando l'esigenza di  garantire  sia  l'interesse
della collettivita' inteso come fruizione di un servizio adeguato sia
quello dell'imprenditore al  libero  esercizio  dell'attivita'.  Tale
programmazione puo' prevedere, sulla base di  parametri  oggettivi  e
indici di qualita' del servizio, divieti o  limitazioni  all'apertura
di  nuove  strutture  limitatamente  ai  casi  in  cui  ragioni   non
altrimenti risolvibili di sostenibilita'  ambientale,  sociale  e  di
viabilita'  rendano  impossibile  consentire  ulteriori   flussi   di
pubblico nella zona senza incidere in modo  gravemente  negativo  sui
meccanismi di' controllo in particolare per il consumo di alcolici, e
senza ledere il diritto dei residenti alla vivibilita' del territorio
e alla normale mobilita'. In ogni caso, resta ferma la  finalita'  di
tutela e  salvaguardia  delle  zone  di  pregio  artistico,  storico,
architettonico e  ambientale  e  sono  vietati  criteri  legati  alla
verifica di natura economica o fondati sulla prova dell'esistenza  di
un bisogno economico o sulla prova di una domanda di  mercato,  quali
entita' delle vendite di alimenti  e  bevande  e  presenza  di  altri
esercizi di somministrazione. 
4.  Il  trasferimento  della  gestione  o  della  titolarita'  di  un
esercizio di somministrazione per atto tra vivi o a causa di morte e'
subordinato all'effettivo trasferimento dell'attivita' e al  possesso
dei requisiti prescritti da parte del subentrante. 
5. L'esercizio dell'attivita' e'  subordinato  alla  conformita'  del
locale ai criteri sulla sorvegli abilita' stabiliti con  decreto  del
Ministro dell'interno, anche in caso di ampliamento della superficie. 
6.  L'avvio  e  l'esercizio  dell'attivita'  di  somministrazione  di
alimenti e bevande e' soggetto al rispetto delle norme  urbanistiche,
edilizie, igienico-sanitarie e di sicurezza nei luoghi di lavoro. 
7. Il comma 6 dell'articolo 3 della legge 25 agosto 1991, n. 287,  e'
sostituito dal seguente: 
"6.   Sono   escluse   dalla   programmazione   le    attivita'    di
somministrazione di alimenti e bevande: 
a) al domicilio del consumatore; 
b) negli esercizi annessi ad alberghi, pensioni, locande o  ad  altri
complessi  ricettivi,limitatamente   alle   prestazioni   rese   agli
alloggiati; 
c) negli esercizi posti nelle aree di' servizio  delle  autostrade  e
nell'interno di stazioni ferroviarie, aeroportuali e marittime; 
d) negli esercizi di cui all'articolo 5, comma  1,  lettera  e),  nei
quali sia prevalente l'attivita' congiunta di trattenimento e svago; 
e)  nelle  mense  aziendali  e  negli  spacci  annessi   ai   circoli
cooperativi e degli enti  a  carattere  nazionale  le  cui  finalita'
assistenziali sono riconosciute dal Ministero dell'interno; 
f) esercitate in via  diretta  a  favore  dei  propri  dipendenti  da
amministrazioni, enti o imprese pubbliche; 
g) nelle  scuole;  negli  ospedali;  nelle  comunita'  religiose;  in
stabilimenti militari delle Forze di polizia e  del  Corpo  nazionale
dei vigili del fuoco; 
h) nei mezzi di trasporto pubblico. ". 
8. L'autorizzazione e il titolo  abilitativo  decadono  nei  seguenti
casi: 
a) qualora il titolare dell'attivita' non risulti  piu'  in  possesso
dei requisiti di cui all'articolo 71, commi 1 e 2; 
b) qualora il titolare sospenda l'attivita' per un periodo  superiore
a dodici mesi; 
c) qualora venga meno  la  rispondenza  dello  stato  dei  locali  ai
criteri  stabiliti  dal  Ministro  dell'interno.  In  tale  caso,  il
titolare puo'  essere  espressamente  diffidato  dall'amministrazione
competente a ripristinare entro  il  termine  assegnato  il  regolare
stato dei locali; 
d) nel caso di  attivita'  soggetta  ad  autorizzazione,  qualora  il
titolare, salvo proroga in caso di comprovata necessita', non  attivi
l'esercizio entro centottantagiorni. 
9. Il comma 1 dell'articolo 10 della legge 25 agosto 1991, n. 287, e'
sostituito dal seguente:  "l.  A  chiunque  eserciti  l'attivita'  di
somministrazione  al   pubblico   di   alimenti   e   bevande   senza
l'autorizzazione,  ovvero  senza  la  ((segnalazione  certificata  di
inizio  di  attivita')),  ovvero   quando   sia   stato   emesso   un
provvedimento  di   inibizione   o   di   divieto   di   prosecuzione
dell'attivita' ed il titolare non vi abbia ottemperato, si applica la
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da  2.500  euro  a
15.000 euro e la chiusura dell'esercizio.". 
10. L'articolo 3, commi 1, 2, 3, 4 e 5,  l'articolo  4,  comma  1,  e
l'articolo 7 della legge 25 agosto 1991, n. 287, sono abrogati.