DECRETO LEGISLATIVO 4 marzo 2010, n. 28

Attuazione dell'articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali. (10G0050)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 20/03/2010 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 16/06/2018)
Testo in vigore dal: 21-8-2013
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 17 
 
 
               Risorse, regime tributario e indennita' 
 
  1. In attuazione dell'articolo 60, comma 3, lettera o), della legge
18 giugno 2009, n. 69, le agevolazioni fiscali previste dal  presente
articolo, commi 2 e 3, e dall'articolo 20, rientrano tra le finalita'
del Ministero della giustizia finanziabili con la parte delle risorse
affluite al «Fondo Unico Giustizia» attribuite al predetto Ministero,
ai sensi del comma 7 dell'articolo 2, lettera b),  del  decreto-legge
16 settembre 2008, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge
13 novembre 2008, n. 181, e dei commi  3  e  4  dell'articolo  7  del
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 30 luglio 2009, n.
127. 
  2.  Tutti  gli  atti,  documenti  e   provvedimenti   relativi   al
procedimento di mediazione sono esenti dall'imposta  di  bollo  e  da
ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura. 
  3. Il verbale di accordo e' esente dall'imposta di  registro  entro
il limite di valore di 50.000 euro, altrimenti  l'imposta  e'  dovuta
per la parte eccedente. 
  ((4. Fermo restando quanto previsto dai commi  5-bis  e  5-ter  del
presente articolo, con il decreto di cui all'articolo  16,  comma  2,
sono determinati: 
  a) l'ammontare minimo e massimo  delle  indennita'  spettanti  agli
organismi  pubblici,  il  criterio  di  calcolo  e  le  modalita'  di
ripartizione tra le parti; 
  b) i criteri per  l'approvazione  delle  tabelle  delle  indennita'
proposte dagli organismi costituiti da enti privati; 
  c) le maggiorazioni massime delle indennita' dovute, non  superiori
al 25 per cento, nell'ipotesi di successo della mediazione; 
  d) le riduzioni minime delle indennita' dovute nelle ipotesi in cui
la mediazione e' condizione di procedibilita' ai sensi  dell'articolo
5, comma 1-bis, ovvero e' disposta dal giudice ai sensi dell'articolo
5, comma 2)).((4)) 
  5. Quando la  mediazione  e'  condizione  di  procedibilita'  della
domanda ai sensi dell'articolo  5,  comma  1,  all'organismo  non  e'
dovuta alcuna indennita' dalla parte che si  trova  nelle  condizioni
per  l'ammissione  al  patrocinio  a  spese  dello  Stato,  ai  sensi
dell'articolo 76 (L) del testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia di spese di giustizia di cui al decreto  del
Presidente della Repubblica del 30 maggio 2002, n. 115. A  tale  fine
la  parte  e'  tenuta  a  depositare  presso   l'organismo   apposita
dichiarazione   sostitutiva   dell'atto   di   notorieta',   la   cui
sottoscrizione  puo'  essere  autenticata  dal  medesimo   mediatore,
nonche' a produrre, a pena di  inammissibilita',  se  l'organismo  lo
richiede, la documentazione necessaria a comprovare la veridicita' di
quanto dichiarato. (3) 
  ((5-bis. Quando la mediazione e' condizione di procedibilita' della
domanda ai sensi dell'articolo 5, comma 1-bis, ovvero e' disposta dal
giudice ai sensi dell'articolo 5,  comma  2,  del  presente  decreto,
all'organismo non e' dovuta alcuna  indennita'  dalla  parte  che  si
trova nelle condizioni per l'ammissione al patrocinio a  spese  dello
Stato,  ai  sensi  dell'articolo  76  (L)  del  testo   unico   delle
disposizioni legislative e  regolamentari  in  materia  di  spese  di
giustizia, di cui al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  30
maggio 2002, n. 115, e successive modificazioni. A tale fine la parte
e' tenuta a  depositare  presso  l'organismo  apposita  dichiarazione
sostitutiva dell'atto  di  notorieta',  la  cui  sottoscrizione  puo'
essere autenticata dal medesimo mediatore, nonche' a produrre, a pena
di inammissibilita', se l'organismo lo  richiede,  la  documentazione
necessaria a comprovare la veridicita' di quanto dichiarato)).((4)) 
  ((5-ter. Nel caso di mancato accordo all'esito del primo  incontro,
nessun compenso e' dovuto per l'organismo di mediazione)).((4)) 
  6. Il Ministero della giustizia provvede, nell'ambito delle proprie
attivita' istituzionali, al monitoraggio delle mediazioni concernenti
i soggetti esonerati dal pagamento dell'indennita' di mediazione. Dei
risultati di tale monitoraggio si tiene conto per la  determinazione,
con il decreto di cui all'articolo  16,  comma  2,  delle  indennita'
spettanti agli organismi pubblici, in modo da coprire anche il  costo
dell'attivita'  prestata  a  favore  dei  soggetti   aventi   diritto
all'esonero. 
  7. L'ammontare dell'indennita' puo' essere rideterminato  ogni  tre
anni in relazione alla variazione, accertata dall'Istituto  Nazionale
di Statistica, dell'indice dei prezzi al consumo per le  famiglie  di
operai e impiegati, verificatasi nel triennio precedente. 
  8. Alla copertura degli  oneri  derivanti  dalle  disposizioni  dei
commi 2 e 3, valutati in 5,9 milioni di euro per l'anno 2010 e  7,018
milioni di euro a decorrere  dall'anno  2011,  si  provvede  mediante
corrispondente riduzione della quota delle risorse del  «Fondo  unico
giustizia»  di  cui  all'articolo  2,  comma  7,   lettera   b)   del
decreto-legge  16   settembre   2008,   n.   143,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008,  n.  181,  che,  a  tale
fine, resta acquisita all'entrata del bilancio dello Stato. 
  9.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle   finanze   provvede   al
monitoraggio degli oneri di cui  ai  commi  2  e  3  ed  in  caso  si
verifichino scostamenti rispetto alle previsioni di cui al  comma  8,
resta  acquisito  all'entrata  l'ulteriore   importo   necessario   a
garantire la copertura finanziaria del maggiore onere a valere  sulla
stessa quota del Fondo unico giustizia di cui al comma 8. 
 
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AGGIORNAMENTO (3) 
  La Corte Costituzionale, con sentenza 24 ottobre 2012 - 6  dicembre
2012, n. 272 (in G.U. 1a s.s. 12/12/2012, n. 49), ha  dichiarato  "in
via consequenziale, ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo  1953,
n. 87 (Norme sulla  costituzione  e  sul  funzionamento  della  Corte
costituzionale), l'illegittimita' costituzionale: [...] m)  dell'art.
17, comma 4, lettera d), del detto decreto legislativo; n)  dell'art.
17, comma 5, del detto decreto legislativo". 
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AGGIORNAMENTO (4) 
  Il D.L. 21 giugno 2013, n. 69, convertito con  modificazioni  dalla
L. 9 agosto 2013, n. 98 ha disposto (con l'art. 84, comma 2) che  "Le
disposizioni di cui al comma 1 si  applicano  decorsi  trenta  giorni
dall'entrata in  vigore  della  legge  di  conversione  del  presente
decreto."