DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152

Norme in materia ambientale.

note: Entrata in vigore del provvedimento: 29/4/2006, ad eccezione delle disposizioni della Parte seconda che entrano in vigore il 12/8/2006. (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 05/08/2022)
vigente al 20/08/2022
Testo in vigore dal: 15-9-2020
aggiornamenti all'articolo
                               ART. 66 
           (adozione ed approvazione dei piani di bacino) 
 
   1.  I  piani  di  bacino,  prima  della  loro  approvazione,  sono
sottoposti ((alla  verifica  di  assoggettabilita'  alla  valutazione
ambientale  strategica  (VAS),  di  cui  all'articolo   12,   qualora
definiscano  il  quadro  di  riferimento  per  la  realizzazione  dei
progetti elencati negli allegati II, III e IV alla parte seconda  del
presente decreto, oppure  possano  comportare  un  qualsiasi  impatto
ambientale sui siti designati come zone di protezione speciale per la
conservazione degli uccelli selvatici e su quelli  classificati  come
siti di  importanza  comunitaria  per  la  protezione  degli  habitat
naturali e della  flora  e  della  fauna  selvatica))  a  valutazione
ambientale strategica (VAS) in sede  statale,  secondo  la  procedura
prevista dalla parte seconda del presente decreto. 
   2. Il Piano di bacino, corredato dal relativo rapporto  ambientale
ai fini di cui al comma 1, e' adottato a maggioranza dalla Conferenza
istituzionale permanente di cui all'articolo 63,  comma  4  che,  con
propria deliberazione, contestualmente stabilisce: 
    a)  i  termini  per  l'adozione  da  parte  delle   regioni   dei
provvedimenti conseguenti; 
    b) quali componenti del piano costituiscono  interesse  esclusivo
delle singole regioni e quali costituiscono interessi comuni a due  o
piu' regioni. 
   3. Il Piano di bacino, corredato dal relativo rapporto  ambientale
di cui  al  comma  2,  e'  inviato  ai  componenti  della  Conferenza
istituzionale permanente almeno venti giorni prima della data fissata
per la conferenza; in caso di decisione a maggioranza, la delibera di
adozione deve fornire una adeguata ed analitica motivazione  rispetto
alle opinioni dissenzienti espresse nel corso della conferenza. 
   4. In caso di inerzia in ordine  agli  adempimenti  regionali,  il
Presidente del Consiglio  dei  Ministri,  su  proposta  del  Ministro
dell'ambiente e della  tutela  del  territorio  e  del  mare,  previa
diffida ad adempiere entro un congruo termine e  sentita  la  regione
interessata, assume i provvedimenti necessari, ivi compresa la nomina
di un commissario "ad acta", per garantire  comunque  lo  svolgimento
delle procedure e l'adozione degli atti necessari per  la  formazione
del piano. 
   5. Dell'adozione del piano e' data notizia secondo le forme e  con
le modalita' previste dalla parte seconda  del  presente  decreto  ai
fini  dell'esperimento  della  procedura  di  valutazione  ambientale
strategica (VAS) in sede statale. 
   6. Conclusa la  procedura  di  valutazione  ambientale  strategica
(VAS), sulla base del giudizio di compatibilita' ambientale  espresso
dall'autorita' competente, i  piani  di  bacino  sono  approvati  con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, con  le  modalita'
di cui all'articolo 57, comma 1, lettera a), numero 2),  e  sono  poi
pubblicati nella Gazzetta Ufficiale e nei Bollettini Ufficiali  delle
regioni territorialmente competenti. 
   7. Le Autorita' di bacino promuovono la partecipazione  attiva  di
tutte  le  parti   interessate   all'elaborazione,   al   riesame   e
all'aggiornamento dei piani di  bacino,  provvedendo  affinche',  per
ciascun distretto idrografico, siano pubblicati  e  resi  disponibili
per  eventuali  osservazioni  del  pubblico,  inclusi   gli   utenti,
concedendo un periodo minimo di sei  mesi  per  la  presentazione  di
osservazioni scritte, i seguenti documenti: 
    a) il calendario e il programma di lavoro  per  la  presentazione
del piano, inclusa una  dichiarazione  delle  misure  consultive  che
devono essere prese almeno tre anni prima dell'inizio del periodo cui
il piano si riferisce; 
    b) una valutazione globale provvisoria dei principali problemi di
gestione delle acque, identificati nel bacino idrografico almeno  due
anni prima dell'inizio del periodo cui si riferisce il piano; 
    c) copie del progetto del piano di bacino, almeno un  anno  prima
dell'inizio del periodo cui il piano si riferisce.