DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152

Norme in materia ambientale.

note: Entrata in vigore del provvedimento: 29/4/2006, ad eccezione delle disposizioni della Parte seconda che entrano in vigore il 12/8/2006. (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 09/11/2021)
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Testo in vigore dal: 31-7-2021
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                              Art. 243 
              (Gestione delle acque sotterranee emunte) 
 
  1. Al fine di  impedire  e  arrestare  l'inquinamento  delle  acque
sotterranee nei siti contaminati, oltre  ad  adottare  le  necessarie
misure di messa in sicurezza e di prevenzione dell'inquinamento delle
acque, anche tramite  conterminazione  idraulica  con  emungimento  e
trattamento,  devono  essere  individuate  e  adottate  le   migliori
tecniche  disponibili  per  eliminare,  anche  mediante   trattamento
secondo quanto previsto dall'articolo 242,  o  isolare  le  fonti  di
contaminazione  dirette  e  indirette;  in  caso  di  emungimento   e
trattamento  delle  acque  sotterranee  deve   essere   valutata   la
possibilita' tecnica di utilizzazione delle acque  emunte  nei  cicli
produttivi in esercizio  nel  sito,  in  conformita'  alle  finalita'
generali e agli obiettivi di conservazione e risparmio delle  risorse
idriche stabiliti nella parte terza. 
  2. Il ricorso al barrieramento fisico e' consentito solo  nel  caso
in cui non sia possibile conseguire altrimenti gli obiettivi  di  cui
al comma 1 secondo le modalita' dallo stesso previste. 
  3. Ove non si proceda ai sensi dei commi 1  e  2,  l'immissione  di
acque emunte  in  corpi  idrici  superficiali  o  in  fognatura  deve
avvenire  previo  trattamento  depurativo  da  effettuare  presso  un
apposito impianto di trattamento delle acque di falda  o  presso  gli
impianti di trattamento delle acque reflue industriali esistenti e in
esercizio in loco, che risultino tecnicamente idonei. 
  4. Le acque  emunte  convogliate  tramite  un  sistema  stabile  di
collettamento che collega senza soluzione di continuita' il punto  di
prelievo di tali acque con  il  punto  di  immissione  delle  stesse,
previo  trattamento  di  depurazione,  in   corpo   ricettore,   sono
assimilate alle  acque  reflue  industriali  che  provengono  da  uno
scarico e come tali soggette al regime di cui alla parte terza. 
  5. In deroga a quanto previsto dal comma 1  dell'articolo  104,  ai
soli  fini  della  bonifica,  e'  ammessa  la  reimmissione,   previo
trattamento, delle acque sotterranee nello stesso  acquifero  da  cui
sono emunte. A tal fine il progetto  di  cui  all'articolo  242  deve
indicare la tipologia di trattamento, le caratteristiche  qualitative
e quantitative delle acque reimmesse, le modalita' di reimmissione  e
le misure di controllo e monitoraggio  della  porzione  di  acquifero
interessata; le acque emunte possono essere reimmesse anche  mediante
reiterati cicli di emungimento, trattamento  e  reimmissione,  e  non
devono contenere  altre  acque  di  scarico  ne'  altre  sostanze  ad
eccezione  di  sostanze  necessarie  per  la  bonifica  espressamente
autorizzate, con particolare riferimento alle quantita'  utilizzabili
e alle modalita' d'impiego. 
  6. Il trattamento delle acque emunte, da effettuarsi anche in  caso
di utilizzazione nei cicli produttivi in  esercizio  nel  sito,  deve
garantire  un'effettiva  riduzione   della   massa   delle   sostanze
inquinanti scaricate in corpo ricettore, al fine di evitare  il  mero
trasferimento della contaminazione presente nelle  acque  sotterranee
ai corpi idrici superficiali. Al fine di garantire  la  tempestivita'
degli interventi di messa  in  sicurezza  ((,))  di  emergenza  e  di
prevenzione, i  termini  per  il  rilascio  dell'autorizzazione  allo
scarico sono dimezzati.