DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152

Norme in materia ambientale.

note: Entrata in vigore del provvedimento: 29/4/2006, ad eccezione delle disposizioni della Parte seconda che entrano in vigore il 12/8/2006. (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 09/11/2021)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 2-2-2016
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                              ART. 147 
     (organizzazione territoriale del servizio idrico integrato) 
 
   1. I servizi idrici  sono  organizzati  sulla  base  degli  ambiti
territoriali ottimali definiti  dalle  regioni  in  attuazione  della
legge 5 gennaio 1994, n. 36. Le regioni che non hanno individuato gli
enti di  governo  dell'ambito  provvedono,  con  delibera,  entro  il
termine perentorio del 31 dicembre  2014.  Decorso  inutilmente  tale
termine si applica l'articolo 8 della legge 5 giugno  2003,  n.  131.
Gli enti locali ricadenti nel medesimo  ambito  ottimale  partecipano
obbligatoriamente all'ente di governo dell'ambito, individuato  dalla
competente regione per ciascun ambito territoriale ottimale, al quale
e' trasferito l'esercizio  delle  competenze  ad  essi  spettanti  in
materia  di  gestione  delle  risorse  idriche,   ivi   compresa   la
programmazione delle infrastrutture idriche di cui all'articolo  143,
comma 1. 
   1-bis. Qualora gli enti locali non aderiscano agli enti di governo
dell'ambito individuati ai sensi del comma 1 entro il termine fissato
dalle regioni e  dalle  province  autonome  e,  comunque,  non  oltre
sessanta giorni dalla delibera di individuazione, il Presidente della
regione esercita, previa diffida all'ente locale ad  adempiere  entro
ulteriori trenta giorni, i poteri sostitutivi,  ponendo  le  relative
spese a carico dell'ente inadempiente.  Si  applica  quanto  previsto
dagli ultimi due periodi dell'articolo 172, comma 4. (89) 
   2. Le regioni possono modificare  le  delimitazioni  degli  ambiti
territoriali ottimali per migliorare la gestione del servizio  idrico
integrato, assicurandone comunque lo svolgimento secondo  criteri  di
efficienza, efficacia ed economicita', nel rispetto, in  particolare,
dei seguenti principi: 
    a) unita' del bacino idrografico o del sub-bacino  o  dei  bacini
idrografici contigui, tenuto conto dei piani di bacino, nonche' della
localizzazione delle risorse e  dei  loro  vincoli  di  destinazione,
anche  derivanti  da  consuetudine,  in  favore  dei  centri  abitati
interessati; 
    b) unicita' della gestione; 
    c) adeguatezza delle dimensioni gestionali, definita  sulla  base
di parametri fisici, demografici, tecnici. 
    2-bis.  Qualora  l'ambito  territoriale  ottimale  coincida   con
l'intero territorio regionale, ove si renda  necessario  al  fine  di
conseguire  una  maggiore  efficienza  gestionale  ed  una   migliore
qualita' del servizio all'utenza,  e'  consentito  l'affidamento  del
servizio  idrico  integrato  in  ambiti  territoriali  comunque   non
inferiori agli ambiti territoriali  corrispondenti  alle  province  o
alle citta' metropolitane. ((Sono fatte salve:  a)  le  gestioni  del
servizio idrico in forma autonoma nei comuni montani con  popolazione
inferiore a 1.000 abitanti  gia'  istituite  ai  sensi  del  comma  5
dell'articolo 148; b)  le  gestioni  del  servizio  idrico  in  forma
autonoma esistenti, nei  comuni  che  presentano  contestualmente  le
seguenti  caratteristiche:   approvvigionamento   idrico   da   fonti
qualitativamente pregiate; sorgenti ricadenti in  parchi  naturali  o
aree  naturali  protette  ovvero  in  siti  individuati   come   beni
paesaggistici ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio,
di cui al decreto  legislativo  22  gennaio  2004,  n.  42;  utilizzo
efficiente della risorsa e tutela del corpo  idrico.  Ai  fini  della
salvaguardia delle gestioni in forma autonoma di cui alla lettera b),
l'ente  di  governo  d'ambito  territorialmente  competente  provvede
all'accertamento dell'esistenza dei predetti requisiti)). 
   3. Le regioni, sentite le province, stabiliscono norme integrative
per  il  controllo  degli  scarichi  degli  insediamenti   civili   e
produttivi allacciati alle pubbliche fognature, per la  funzionalita'
degli impianti di pretrattamento e per il rispetto dei limiti e delle
prescrizioni previsti dalle relative autorizzazioni. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Successivamente la Corte Costituzionale, con sentenza 23 febbraio -
10 marzo 2016, n.  51  (in  G.U.  1ª  s.s.  16/03/2016,  n.  11),  ha
dichiarato l'illegittimita'  costituzionale  dell'art.  7,  comma  1,
lettera b) del  D.L.  12  settembre  2014,  n.  133,  convertito  con
modificazioni dalla L. 11 novembre 2014, n. 164, (che  ha  introdotto
il comma 1-bis al presente articolo), limitatamente  alle  parole  «e
dalle province autonome».