DECRETO LEGISLATIVO 11 aprile 2006, n. 198

Codice delle pari opportunita' tra uomo e donna, a norma dell'articolo 6 della legge 28 novembre 2005, n. 246.

note: Entrata in vigore del decreto: 15-6-2006 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 30/06/2022)
Testo in vigore dal: 3-12-2021
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 25. 
                 Discriminazione diretta e indiretta 
 
       (legge 10 aprile 1991, n. 125, articolo 4, commi 1 e 2) 
 
  1. Costituisce  discriminazione  diretta,  ai  sensi  del  presente
titolo, qualsiasi  disposizione,  criterio,  prassi,  atto,  patto  o
comportamento, nonche' l'ordine di porre  in  essere  un  atto  o  un
comportamento, che produca un effetto  pregiudizievole  discriminando
((le candidate e i candidati, in fase di selezione  del  personale,))
le lavoratrici o i lavoratori in ragione del loro sesso e,  comunque,
il  trattamento  meno  favorevole  rispetto  a  quello  di   un'altra
lavoratrice o di un altro lavoratore in situazione analoga. 
  2. Si ha discriminazione indiretta, ai sensi del  presente  titolo,
quando una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un patto o
un comportamento  ((,  compresi  quelli  di  natura  organizzativa  o
incidenti sull'orario di lavoro,)) apparentemente  neutri  mettono  o
possono mettere ((i candidati in fase di selezione e))  i  lavoratori
di un determinato sesso in una posizione  di  particolare  svantaggio
rispetto  a  lavoratori  dell'altro  sesso,  salvo   che   riguardino
requisiti  essenziali  allo  svolgimento  dell'attivita'  lavorativa,
purche' l'obiettivo sia legittimo e i  mezzi  impiegati  per  il  suo
conseguimento siano appropriati e necessari. 
  ((2-bis. Costituisce discriminazione, ai sensi del presente titolo,
ogni trattamento o modifica dell'organizzazione  delle  condizioni  e
dei tempi di lavoro che, in ragione del sesso, dell'eta'  anagrafica,
delle  esigenze  di  cura  personale  o  familiare,  dello  stato  di
gravidanza nonche' di maternita' o paternita', anche adottive, ovvero
in ragione della titolarita' e dell'esercizio dei  relativi  diritti,
pone o  puo'  porre  il  lavoratore  in  almeno  una  delle  seguenti
condizioni: 
    a) posizione di svantaggio rispetto alla generalita' degli  altri
lavoratori; 
    b) limitazione delle opportunita' di partecipazione alla  vita  o
alle scelte aziendali; 
    c) limitazione dell'accesso ai meccanismi  di  avanzamento  e  di
progressione nella carriera)).