DECRETO LEGISLATIVO 5 aprile 2006, n. 160

Nuova disciplina dell'accesso in magistratura, nonche' in materia di progressione economica e di funzioni dei magistrati, a norma dell'articolo 1, comma 1, lettera a), della legge 25 luglio 2005, n. 150.

note: Entrata in vigore del decreto: 14-5-2006 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 20/06/2022)
Testo in vigore dal: 31-7-2007
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 19.
          Permanenza nell'incarico presso lo stesso ufficio
  1.  Salvo  quanto previsto dagli articoli 45 e 46, i magistrati che
esercitano  funzioni  di  primo  e  secondo grado possono rimanere in
servizio  presso  lo stesso ufficio svolgendo le medesime funzioni o,
comunque,  ((  nella stessa posizione tabellare o nel medesimo gruppo
di lavoro )) nell'ambito delle stesse funzioni, per (( per un periodo
stabilito  dal  Consiglio  superiore  della  magistratura con proprio
regolamento  tra  un  minimo  di  cinque e un massimo di dieci anni a
seconda delle differenti funzioni )) (( ; il Consiglio superiore puo'
disporre   la  proroga  dello  svolgimento  delle  medesime  funzioni
limitatamente   alle  udienze  preliminari  gia'  iniziate  e  per  i
procedimenti  penali  per i quali sia stato gia' dichiarato aperto il
dibattimento, e per un periodo non superiore a due anni. ))
  2.  Nei  due anni antecedenti la scadenza del termine di permanenza
di  cui al comma 1 ((...)) ai magistrati non possono essere assegnati
procedimenti la cui definizione non appare probabile entro il termine
di permanenza nell'incarico.
  ((  2-bis.  Il magistrato che, alla scadenza del periodo massimo di
permanenza,  non  abbia  presentato domanda di trasferimento ad altra
funzione all' interno dell'ufficio o ad altro ufficio e' assegnato ad
altra   posizione   tabellare   o  ad  altro  gruppo  di  lavoro  con
provvedimento  del  capo dell'ufficio immediatamente esecutivo. Se ha
presentato  domanda almeno sei mesi prima della scadenza del termine,
puo'   rimanere  nella  stessa  posizione  fino  alla  decisione  del
Consiglio  superiore  della  magistratura  e, comunque, non oltre sei
mesi dalla scadenza del termine stesso. ))