DECRETO LEGISLATIVO 5 aprile 2006, n. 160

Nuova disciplina dell'accesso in magistratura, nonche' in materia di progressione economica e di funzioni dei magistrati, a norma dell'articolo 1, comma 1, lettera a), della legge 25 luglio 2005, n. 150.

note: Entrata in vigore del decreto: 14-5-2006 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 23/10/2021)
vigente al 17/05/2022
Testo in vigore dal: 31-7-2007
aggiornamenti all'articolo
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
  Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
  Vista  la  legge  25 luglio 2005, n. 150, recante delega al Governo
per  la  riforma dell'ordinamento giudiziario di cui al regio decreto
30  gennaio  1941,  n.  12,  per il decentramento del Ministero della
giustizia,  per la modifica della disciplina concernente il Consiglio
di  presidenza  della  Corte  dei  conti e il Consiglio di presidenza
della  giustizia amministrativa, nonche' per l'emanazione di un testo
unico;
  Visti,  in  particolare  gli  articoli 1, comma 1, lettera a), e 2,
comma  1, lettere a), b), c), d), e), f), g), h), i), l), m), n), o),
p),  q)  e  r),  della  legge  25 luglio 2005, n. 150, concernenti la
modifica  della  disciplina per l'accesso in magistratura, nonche' la
disciplina   della   progressione  economica  e  delle  funzioni  dei
magistrati  e  gli  articoli 1, comma 3, e 2, comma 9, della medesima
legge numero 150 del 2005;
  Vista  la  preliminare  deliberazione  del  Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 5 ottobre 2005;
  Acquisiti  i  pareri  delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati,  espressi  in  data  20 dicembre 2005 ed in data 10 gennaio
2006,  e  del  Senato  della Repubblica, espressi in data 22 dicembre
2005  ed  in  data  12 gennaio 2006, a norma dell'articolo 1, comma 4
della citata legge numero 150 del 2005;
  Ritenuto,  cogliendo  il  significato  della condizione posta dalla
Commissione   giustizia   della   Camera   dei   deputati  in  ordine
all'articolo   19,   comma  2,  di  inserire,  all'articolo  55,  una
disposizione  transitoria,  allo  scopo  di  evitare che il Consiglio
superiore  della  magistratura  sia  costretto  a  disporre repentini
mutamenti delle funzioni o, comunque, dell'incarico, rispetto a tutti
i   magistrati   che  hanno  gia'  maturato  il  periodo  massimo  di
permanenza,  con  conseguenti  possibili difficolta' di funzionamento
degli  uffici, consentendo, viceversa, al medesimo organo, uno spazio
temporale, la cui durata e' mutuata da quella prevista, in materia di
proroga  della  permanenza, dall'articolo 19, comma 1, entro il quale
provvedere comunque ai mutamenti suddetti;
  Ritenuto di non conformarsi alla condizione posta dalla Commissione
giustizia  della  Camera dei deputati in ordine all'articolo 1, comma
1,  atteso  che,  qualora  la  stessa  si  riferisca anche alle prove
scritte  del  concorso, il suo accoglimento determinerebbe un aumento
del  numero  delle  medesime  da tre a quattro che appare estraneo ai
principi  e  criteri di delega, nonche' inopportuno, tenuto conto del
piu'   ridotto   rilievo,   rispetto   alla  vita  professionale  del
magistrato,   delle   materie  attinenti  al  diritto  dell'economia,
rispetto  alle  altre  tre  oggetto  della  prova scritta; qualora la
condizione  debba, viceversa, intendersi come riferita esclusivamente
alle   prove   orali   del  concorso,  deve  invece  osservarsi  che,
nell'ambito di tali prove, lo schema prevede gia' l'inserimento delle
materie,  tra quelle riconducibili al "diritto dell'economia", con le
quali  piu'  frequentemente  il  magistrato dovra' confrontarsi nella
propria vita professionale;
  Ritenuto, parimenti, di non conformarsi alla condizione posta dalla
Commissione   giustizia   della   Camera   dei   deputati  in  ordine
all'articolo  26,  comma  2,  atteso che la legge di delegazione, col
prevedere,  all'articolo  2,  comma  1,  lettera  l),  n.  11), quale
principio   e   criterio   direttivo,   che  nella  individuazione  e
valutazione   dei  titoli,  si  tenga  conto  "prevalentemente  (...)
dell'attivita' prestata dal magistrato nell'ambito delle sue funzioni
giudiziarie",  non  esclude  che,  ai  fini  di tale individuazione e
valutazione,   venga   attribuito  rilievo,  pur  se  non  in  misura
prevalente,  a  titoli  che, anche se non direttamente attinenti alla
attivita'  svolta  come  magistrato,  possano tuttavia, come nel caso
delle  pubblicazioni di studi e ricerche apprezzabili su argomenti di
carattere  giuridico  o  di  titoli  di  studio  od  ulteriori titoli
attestanti   qualificate   esperienze  tecnico-professionali,  essere
indicativi del livello di professionalita' raggiunto;
  Esaminate le osservazioni formulate dalla Commissione giustizia del
Senato della Repubblica;
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 24 gennaio 2006;
  Sulla  proposta  del  Ministro  della giustizia, di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze;
                              E m a n a
                  il seguente decreto legislativo:
                               Art. 1.
              (( (Concorso per magistrato ordinario) ))
  ((1.  La  nomina  a  magistrato  ordinario  si consegue mediante un
concorso  per esami bandito con cadenza di norma annuale in relazione
ai posti vacanti e a quelli che si renderanno vacanti nel quadriennio
successivo,  per  i  quali  puo'  essere  attivata  la  procedura  di
reclutamento.
  2.  Il concorso per esami consiste in una prova scritta, effettuata
con  le  procedure di cui all'articolo 8 del regio decreto 15 ottobre
1925, n. 1860, e successive modificazioni, e in una prova orale.
  3.  La  prova  scritta  consiste nello svolgimento di tre elaborati
teorici,  rispettivamente  vertenti  sul  diritto civile, sul diritto
penale e sul diritto amministrativo.
4. La prova orale verte su:
    a) diritto civile ed elementi fondamentali di diritto romano;
    b) procedura civile;
    c) diritto penale;
    d) procedura penale;
    e) diritto amministrativo, costituzionale e tributario;
    f) diritto commerciale e fallimentare;
    g) diritto del lavoro e della previdenza sociale;
    h) diritto comunitario;
    i) diritto internazionale pubblico e privato;
    l)   elementi   di   informatica   giuridica   e  di  ordinamento
giudiziario;
    m)  colloquio  su  una  lingua  straniera, indicata dal candidato
all'atto  della  domanda di partecipazione al concorso, scelta fra le
seguenti: inglese, spagnolo, francese e tedesco.
  5. Sono ammessi alla prova orale i candidati che ottengono non meno
di  dodici  ventesimi  di punti in ciascuna delle materie della prova
scritta. Conseguono l'idoneita' i candidati che ottengono non meno di
sei  decimi  in  ciascuna  delle  materie della prova orale di cui al
comma  4,  lettere  da  a)  a  l),  e  un giudizio di sufficienza nel
colloquio  sulla lingua straniera prescelta, e comunque una votazione
complessiva nelle due prove non inferiore a centootto punti. Non sono
ammesse  frazioni  di punto. Agli effetti di cui all'articolo 3 della
legge  7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, il giudizio
in ciascuna delle prove scritte e orali e' motivato con l'indicazione
del  solo  punteggio numerico, mentre l'insufficienza e' motivata con
la sola formula "non idoneo".
  6.  Con  decreto  del Ministro della giustizia, previa delibera del
Consiglio  superiore  della  magistratura,  terminata  la valutazione
degli  elaborati  scritti, sono nominati componenti della commissione
esaminatrice docenti universitari delle lingue indicate dai candidati
ammessi  alla prova orale. I commissari cosi' nominati partecipano in
soprannumero ai lavori della commissione, ovvero di una o di entrambe
le  sottocommissioni,  se  formate,  limitatamente  alle  prove orali
relative alla lingua straniera della quale sono docenti.
  7.  Nulla  e'  innovato in ordine agli specifici requisiti previsti
dal decreto del Presidente della Repubblica 26 luglio 1976, n. 752, e
successive  modificazioni,  per  la copertura dei posti di magistrato
nella  provincia  di Bolzano, fermo restando, comunque, che la lingua
straniera  prevista  dal  comma  4, lettera m), del presente articolo
deve   essere   diversa   rispetto   a  quella  obbligatoria  per  il
conseguimento dell'impiego)).