DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152

Norme in materia ambientale.

note: Entrata in vigore del provvedimento: 29/4/2006, ad eccezione delle disposizioni della Parte seconda che entrano in vigore il 12/8/2006. (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 30/04/2022)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 12-12-2017
aggiornamenti all'articolo
                         Articolo 29-decies 
 Rispetto delle condizioni dell'autorizzazione integrata ambientale 
 
  1.  Il  gestore,  prima  di  dare  attuazione  a  quanto   previsto
dall'autorizzazione  integrata  ambientale,  ne   da'   comunicazione
all'autorita' competente.  Per  gli  impianti  localizzati  in  mare,
l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale esegue
i controlli di cui al  comma  3,  coordinandosi  con  gli  uffici  di
vigilanza del Ministero dello sviluppo economico. 
  2. A far data dall'invio della comunicazione di cui al comma 1,  il
gestore trasmette all'autorita' competente e ai  comuni  interessati,
nonche' all'ente responsabile degli accertamenti di cui al comma 3, i
dati   relativi    ai    controlli    delle    emissioni    richiesti
dall'autorizzazione  integrata  ambientale,   secondo   modalita'   e
frequenze   stabilite   nell'autorizzazione    stessa.    L'autorita'
competente provvede a mettere tali dati a disposizione  del  pubblico
tramite gli uffici  individuati  ai  sensi  dell'articolo  29-quater,
comma  3,   ovvero   mediante   pubblicazione   sul   sito   internet
dell'autorita' competente ai sensi dell'articolo 29-quater, comma  2.
Il gestore provvede, altresi', ad informare immediatamente i medesimi
soggetti in caso di violazione delle condizioni  dell'autorizzazione,
adottando nel contempo le misure necessarie a ripristinare  nel  piu'
breve tempo possibile la conformita'. 
  3. L'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca  Ambientale,
per impianti di competenza statale, o, negli altri casi,  l'autorita'
competente, avvalendosi delle agenzie regionali e provinciali per  la
protezione  dell'ambiente,  accertano,  secondo  quanto  previsto   e
programmato nell'autorizzazione  ai  sensi  dell'articolo  29-sexies,
comma 6 e con oneri a carico del gestore: 
    a) il rispetto  delle  condizioni  dell'autorizzazione  integrata
ambientale; 
    b) la  regolarita'  dei  controlli  a  carico  del  gestore,  con
particolare  riferimento  alla  regolarita'  delle   misure   e   dei
dispositivi di prevenzione dell'inquinamento nonche' al rispetto  dei
valori limite di emissione; 
    c) che  il  gestore  abbia  ottemperato  ai  propri  obblighi  di
comunicazione  e  in  particolare  che  abbia  informato  l'autorita'
competente regolarmente e, in caso di inconvenienti o  incidenti  che
influiscano in modo significativo sull'ambiente, tempestivamente  dei
risultati della sorveglianza delle emissioni del proprio impianto. 
  4. Ferme restando le  misure  di  controllo  di  cui  al  comma  3,
l'autorita' competente, nell'ambito delle disponibilita'  finanziarie
del proprio bilancio destinate allo scopo,  puo'  disporre  ispezioni
straordinarie  sugli  impianti  autorizzati  ai  sensi  del  presente
decreto. 
  5. Al fine di consentire le attivita' di cui ai commi  3  e  4,  il
gestore deve fornire tutta l'assistenza necessaria per lo svolgimento
di qualsiasi verifica tecnica relativa  all'impianto,  per  prelevare
campioni e per raccogliere qualsiasi informazione necessaria ai  fini
del presente decreto. A tal fine, almeno dopo ogni visita in loco, il
soggetto che effettua  gli  accertamenti  redige  una  relazione  che
contiene  i  pertinenti  riscontri   in   merito   alla   conformita'
dell'installazione alle condizioni di autorizzazione e le conclusioni
riguardanti  eventuali  azioni  da  intraprendere.  La  relazione  e'
notificata al gestore interessato e  all'autorita'  competente  entro
due mesi dalla visita in loco ed e'  resa  disponibile  al  pubblico,
conformemente al comma 8, entro quattro mesi dalla  visita  in  loco.
Fatto salvo il comma 9, l'autorita' competente provvede affinche'  il
gestore, entro un termine  ragionevole,  adotti  tutte  le  ulteriori
misure che ritiene necessarie, tenendo in particolare  considerazione
quelle proposte nella relazione. 
  6. Gli esiti  dei  controlli  e  delle  ispezioni  sono  comunicati
all'autorita' competente ed al gestore  indicando  le  situazioni  di
mancato rispetto delle prescrizioni di cui al comma 3, lettere a), b)
e c), e proponendo le misure da adottare. 
  7. Ogni  organo  che  svolge  attivita'  di  vigilanza,  controllo,
ispezione e monitoraggio su impianti che svolgono  attivita'  di  cui
agli allegati VIII e XII,  e  che  abbia  acquisito  informazioni  in
materia ambientale rilevanti ai fini dell'applicazione  del  presente
decreto,  comunica  tali  informazioni,  ivi  comprese  le  eventuali
notizie di reato, anche all'autorita' competente. 
  8. I risultati  del  controllo  delle  emissioni,  richiesti  dalle
condizioni dell'autorizzazione integrata  ambientale  e  in  possesso
dell'autorita' competente, devono essere  messi  a  disposizione  del
pubblico, tramite l'ufficio individuato all'articolo 29-quater, comma
3, nel rispetto di quanto previsto dal decreto legislativo 19  agosto
2005, n. 195. 
  9. In caso di inosservanza delle prescrizioni autorizzatorie  o  di
esercizio in assenza di autorizzazione, ferma restando l'applicazione
delle sanzioni e  delle  misure  di  sicurezza  di  cui  all'articolo
29-quattuordecies, l'autorita' competente procede secondo la gravita'
delle infrazioni: 
    a) alla diffida, assegnando un  termine  entro  il  quale  devono
essere eliminate le inosservanze, nonche' un termine entro cui, fermi
restando gli obblighi del gestore in materia di autonoma adozione  di
misure di salvaguardia, devono essere applicate tutte le  appropriate
misure provvisorie o complementari che l'autorita' competente ritenga
necessarie  per  ripristinare   o   garantire   provvisoriamente   la
conformita'; 
    ((b) alla diffida e contestuale sospensione dell'attivita' per un
tempo determinato, ove si manifestino situazioni che costituiscano un
pericolo immediato per la salute umana o per l'ambiente o nel caso in
cui le violazioni siano comunque reiterate piu' di due  volte  in  un
anno. Decorso il tempo determinato contestualmente alla  diffida,  la
sospensione e' automaticamente  prorogata,  finche'  il  gestore  non
dichiara di aver individuato e risolto il  problema  che  ha  causato
l'inottemperanza. La sospensione e' inoltre automaticamente rinnovata
a cura dell'autorita' di controllo di cui al comma 3,  alle  medesime
condizioni e durata individuate contestualmente alla  diffida,  se  i
controlli sul  successivo  esercizio  non  confermano  che  e'  stata
ripristinata la conformita', almeno in relazione alle situazioni che,
costituendo  un  pericolo  immediato  per  la  salute  umana  o   per
l'ambiente, avevano determinato la precedente sospensione)); 
    c)   alla   revoca   dell'autorizzazione    e    alla    chiusura
dell'installazione, in caso di mancato adeguamento alle  prescrizioni
imposte con  la  diffida  e  in  caso  di  reiterate  violazioni  che
determinino situazioni di pericolo o di danno per l'ambiente; 
    d) alla chiusura dell'installazione, nel caso in cui l'infrazione
abbia determinato esercizio in assenza di autorizzazione. 
  10. In caso  di  inosservanza  delle  prescrizioni  autorizzatorie,
l'autorita' competente, ove si manifestino situazioni di  pericolo  o
di danno per la salute, ne  da'  comunicazione  al  sindaco  ai  fini
dell'assunzione delle eventuali misure ai sensi dell'articolo 217 del
regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265. 
  11. L'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca  ambientale
esegue i controlli di cui al comma 3 anche avvalendosi delle  agenzie
regionali   e   provinciali   per   la    protezione    dell'ambiente
territorialmente  competenti,  nel  rispetto   di   quanto   disposto
all'articolo 03, comma 5, del decreto-legge 4 dicembre 1993, n.  496,
convertito, con modificazioni, dalla legge 21 gennaio 1994, n. 61. 
  11-bis.  Le  attivita'  ispettive  in  sito  di  cui   all'articolo
29-sexies, comma 6-ter, e di cui al comma 4 sono definite in un piano
d'ispezione ambientale a livello regionale, periodicamente aggiornato
a cura della Regione o della Provincia autonoma, sentito il Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per garantire
il coordinamento con quanto previsto nelle  autorizzazioni  integrate
statali ricadenti  nel  territorio,  e  caratterizzato  dai  seguenti
elementi: 
  a)  un'analisi  generale   dei   principali   problemi   ambientali
pertinenti; 
  b) la identificazione  della  zona  geografica  coperta  dal  piano
d'ispezione; 
  c) un registro delle installazioni coperte dal piano; 
  d) le procedure per l'elaborazione dei programmi per  le  ispezioni
ambientali ordinarie; 
  e) le procedure per  le  ispezioni  straordinarie,  effettuate  per
indagare nel piu' breve tempo possibile e, se necessario,  prima  del
rilascio, del riesame o dell'aggiornamento di  un'autorizzazione,  le
denunce ed i casi gravi di incidenti, di guasti e  di  infrazione  in
materia ambientale; 
  f) se necessario, le disposizioni riguardanti la  cooperazione  tra
le varie autorita' d'ispezione. 
  11-ter. Il periodo tra due visite in loco non supera un anno per le
installazioni che presentano i rischi piu' elevati, tre anni  per  le
installazioni che presentano i rischi  meno  elevati,  sei  mesi  per
installazioni per le quali la precedente ispezione ha evidenziato una
grave inosservanza delle condizioni di autorizzazione.  Tale  periodo
e' determinato, tenendo conto delle procedure di cui al comma 11-bis,
lettera d), sulla base  di  una  valutazione  sistematica  effettuata
dalla Regione o dalla Provincia autonoma sui rischi ambientali  delle
installazioni interessate, che considera almeno: 
    a) gli impatti potenziali e reali delle installazioni interessate
sulla salute umana e sull'ambiente, tenendo conto dei livelli  e  dei
tipi di emissioni, della  sensibilita'  dell'ambiente  locale  e  del
rischio di incidenti; 
    b) il livello di osservanza delle condizioni di autorizzazione; 
    c) la  partecipazione  del  gestore  al  sistema  dell'Unione  di
ecogestione  e  audit  (EMAS)  (a  norma  del  regolamento  (CE)   n.
1221/2009). 
 
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AGGIORNAMENTO (65) 
  Il D.L. 4 giugno 2013, n. 61, convertito con modificazioni dalla L.
3 agosto 2013, n. 89, ha disposto (con l'art. 1, comma 1-ter) che "Il
commissariamento di cui al comma 1, fermo  restando  quanto  disposto
dall'articolo 29-decies, comma 10, del decreto legislativo  3  aprile
2006, n. 152, costituisce deroga all'articolo 29-decies, comma 9, del
medesimo decreto, qualora siano compiuti gli adempimenti previsti dal
comma 9 del presente articolo".