DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152

Norme in materia ambientale.

note: Entrata in vigore del provvedimento: 29/4/2006, ad eccezione delle disposizioni della Parte seconda che entrano in vigore il 12/8/2006. (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 10/06/2022)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 19-12-2017
aggiornamenti all'articolo
                              ART. 273 
                  (grandi impianti di combustione) 
 
  1. L'Allegato Il alla parte quinta del presente decreto stabilisce,
in relazione ai grandi impianti di combustione, i  valori  limite  di
emissione,  inclusi  quelli  degli  impianti  multicombustibili,   le
modalita' di monitoraggio e di controllo delle emissioni,  i  criteri
per la verifica della conformita' ai valori limite e  le  ipotesi  di
anomalo funzionamento o di guasto degli impianti. 
  2.  Ai  grandi  impianti  di  combustione  nuovi  si  applicano   i
pertinenti valori limite di emissione di cui alla Parte  II,  sezioni
da 1 a 6, dell'Allegato II alla Parte Quinta. 
  3. Ai grandi impianti di combustione anteriori al 2013 i pertinenti
valori limite di emissione di cui alla Parte II, sezioni da  1  a  6,
dell'Allegato II alla Parte Quinta si  applicano  a  partire  dal  1°
gennaio 2016. Ai grandi impianti di combustione  che  hanno  ottenuto
l'esenzione prevista all'Allegato II,  Parte  I,  paragrafo  2,  alla
Parte Quinta si applicano, in caso di esercizio dal 1° gennaio  2016,
i valori limite di emissione previsti dal comma 2  per  gli  impianti
nuovi. Le vigenti autorizzazioni sono entro tale data  adeguate  alle
disposizioni  del  presente  articolo  nell'ambito  delle   ordinarie
procedure di rinnovo periodico ovvero, se nessun rinnovo periodico e'
previsto entro tale data, a seguito di una richiesta di aggiornamento
presentata  dal  gestore  entro  il  1°   gennaio   2015   ai   sensi
dell'articolo 29-nonies. Fatto  salvo  quanto  disposto  dalla  parte
seconda del presente decreto, tali autorizzazioni  continuano,  nelle
more del loro adeguamento, a costituire titolo all'esercizio fino  al
1° gennaio 2016. Le autorizzazioni rilasciate in sede di rinnovo  non
possono stabilire valori limite meno severi di quelli previsti  dalle
autorizzazioni soggette  al  rinnovo,  ferma  restando  l'istruttoria
relativa alle domande di modifica degli impianti; 
  3-bis. Il termine del 1° gennaio  2016,  di  cui  al  comma  3,  e'
prorogato al 1° gennaio 2017 per i grandi impianti di combustione per
i quali sono state regolarmente presentate istanze di deroga ai sensi
dei commi 4  o  5.  Sino  alla  definitiva  pronuncia  dell'Autorita'
Competente in merito all'istanza, e comunque non oltre il 1°  gennaio
2017, le  relative  autorizzazioni  continuano  a  costituire  titolo
all'esercizio  a  condizione  che  il  gestore  rispetti   anche   le
condizioni aggiuntive indicate nelle istanze di deroga. 
  3-ter. Il termine del 1°  gennaio  2016,  di  cui  al  comma  3  e'
prorogato al 1° gennaio 2017 per i grandi impianti di combustione per
i quali sono state regolarmente presentate, alla data del 31 dicembre
2015, istanze di deroga ai sensi dei paragrafi 3.3 o 3.4 della  parte
I dell'allegato II alla parte quinta del presente decreto  ovvero  ai
sensi della parte II dell'allegato II alla parte quinta del  presente
decreto. Sino alla definitiva pronuncia dell'Autorita' Competente  in
merito all'istanza, e comunque non  oltre  il  1°  gennaio  2017,  le
relative autorizzazioni continuano a costituire titolo all'esercizio,
a condizione che il gestore rispetti anche le  condizioni  aggiuntive
indicate nelle istanze di deroga e rispetti dal 1° gennaio 2016,  per
gli inquinanti non oggetto  di  richiesta  di  deroga,  i  pertinenti
valori  limite  di  emissione  massimi  indicati   nella   parte   II
dell'allegato II alla parte quinta del presente decreto. 
  4. L'autorizzazione puo' consentire che, nel periodo  compreso  tra
il  1°  gennaio  2016  ed  il  31  dicembre  2023,  gli  impianti  di
combustione di cui al comma 3 siano in esercizio per un numero di ore
operative pari o inferiore a 17.500 senza rispettare i valori  limite
di emissione di cui al comma 3, ove ricorrano le seguenti condizioni: 
    a) il gestore dell'impianto  presenta  all'autorita'  competente,
entro il 30 giugno 2014, nell'ambito  delle  ordinarie  procedure  di
rinnovo  periodico  dell'autorizzazione  ovvero,  se  nessun  rinnovo
periodico e' previsto entro tale data, nell'ambito di  una  richiesta
di aggiornamento presentata ai  sensi  dell'articolo  29-nonies,  una
dichiarazione scritta  contenente  l'impegno  a  non  far  funzionare
l'impianto per piu' di 17.500 ore operative tra il 1° gennaio 2016 ed
il  31  dicembre  2023,  informandone  contestualmente  il  Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare; 
    b) entro il 31 maggio di  ogni  anno,  a  partire  dal  2017,  il
gestore presenta all'autorita' competente e, comunque,  al  Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare  un  documento
in cui e' riportata la registrazione delle ore  operative  utilizzate
dal 1° gennaio 2016; 
    c) nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2016 ed il 31  dicembre
2023 si applicano valori limite  di  emissione  non  meno  severi  di
quelli che l'impianto deve rispettare alla data del 31 dicembre  2015
ai sensi  dell'autorizzazione,  del  presente  Titolo  e  del  Titolo
III-bis alla Parte Seconda; 
    d) l'impianto non ha ottenuto l'esenzione  prevista  all'Allegato
II, parte I, paragrafo 2, alla Parte Quinta. 
  4-bis. Se l'esenzione prevista dal comma 4 e' concessa ad  impianti
di combustione con potenza termica nominale totale superiore a 500 MW
alimentati con combustibili solidi, autorizzati per  la  prima  volta
dopo il 1° luglio 1987, devono essere in tutti i casi rispettati, nel
periodo compreso tra il 1° gennaio 2016 ed il  31  dicembre  2023,  i
valori limite previsti per gli ossidi azoto  all'Allegato  II,  Parte
II, alla Parte Quinta. 
  5. L'autorizzazione puo' consentire che, nel periodo  compreso  tra
il  1°  gennaio  2016  ed  il  31  dicembre  2022,  gli  impianti  di
combustione anteriori al 2002 con potenza termica nominale totale non
superiore a 200 MW siano  in  esercizio  senza  rispettare  i  valori
limite di emissione di cui al comma  3,  ove  ricorrano  le  seguenti
condizioni: 
    a) almeno il 50  per  cento  della  produzione  di  calore  utile
dell'impianto, calcolata come media  mobile  su  ciascun  periodo  di
cinque anni a partire dal quinto anno  antecedente  l'autorizzazione,
e' fornito ad una rete pubblica di teleriscaldamento sotto  forma  di
vapore  o  di  acqua  calda;  il  gestore  e'  tenuto  a   presentare
all'autorita' competente e, comunque, al  Ministero  dell'ambiente  e
della tutela del territorio e del mare, entro il 31  maggio  di  ogni
anno, a partire  dal  2017,  un  documento  in  cui  e'  indicata  la
percentuale di produzione di calore utile dell'impianto  destinata  a
tale fornitura; 
    b) nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2016 ed il 31  dicembre
2022 si applicano valori limite  di  emissione  non  meno  severi  di
quelli che l'impianto deve rispettare alla data del 31 dicembre  2015
ai sensi  dell'autorizzazione,  del  presente  titolo  e  del  Titolo
III-bis della Parte Seconda. 
  6. Ai sensi dell'articolo 271, commi 5, 14 e  15,  l'autorizzazione
di tutti i grandi  impianti  di  combustione  deve  prevedere  valori
limite di emissione non meno severi dei pertinenti valori di cui alla
Parte II, sezioni da 1 a 7, dell'Allegato II  e  dei  valori  di  cui
all'Allegato I alla Parte Quinta. 
  7. Per i grandi impianti di combustione, ciascun camino, contenente
una  o  piu'  canne  di   scarico,   corrisponde,   anche   ai   fini
dell'applicazione dell'articolo 270, ad un punto di emissione. 
  8. In aggiunta a quanto previsto dall'articolo  271,  comma  14,  i
valori limite di emissione non si applicano  ai  grandi  impianti  di
combustione nei casi di anomalo funzionamento previsti dalla parte  I
dell'Allegato II alla parte quinta del presente decreto, nel rispetto
delle condizioni ivi previste. 
  ((9. Si considerano come un unico grande impianto  di  combustione,
ai fini della determinazione della potenza termica nominale  in  base
alla quale stabilire i valori limite di emissione, piu'  impianti  di
combustione di potenza termica pari o superiore a 15 MW  e  la  somma
delle cui potenze e' pari o superiore a 50 MW  che  sono  localizzati
nello stesso stabilimento e le cui emissioni risultano convogliate  o
convogliabili,  sulla  base  di  una  valutazione  delle   condizioni
tecniche svolta dalle autorita'  competenti,  ad  un  solo  punto  di
emissione. La valutazione relativa alla convogliabilita' tiene  conto
dei criteri previsti all'articolo 270. Non sono considerati,  a  tali
fini, gli impianti di riserva che funzionano in sostituzione di altri
impianti  quando  questi   ultimi   sono   disattivati.   L'autorita'
competente, tenendo conto delle condizioni  tecniche  ed  economiche,
puo' altresi' disporre il  convogliamento  delle  emissioni  di  tali
impianti ad un solo punto di emissione ed applicare i  valori  limite
che,  in  caso  di   mancato   convogliamento,   si   applicherebbero
all'impianto piu' recente.)) 
  10. L'adeguamento alle disposizioni del comma 9 e'  effettuato  nei
tempi a tal fine stabiliti dall'autorizzazione. 
  11.  Nel  caso  in  cui  un  grande  impianto  di  combustione  sia
sottoposto a  modifiche  sostanziali,  si  applicano  all'impianto  i
valori limite di emissione stabiliti alla Parte II, sezioni da 1 a 5,
lettera B, e sezione 6 dell'Allegato II alla Parte Quinta. 
  12. Fermo restando  quanto  previsto  dalla  normativa  vigente  in
materia di autorizzazione  integrata  ambientale,  per  gli  impianti
nuovi o in caso di modifiche ai sensi del comma  11,  la  domanda  di
autorizzazione  deve  essere  corredata   da   un   apposito   studio
concernente la fattibilita' tecnica ed  economica  della  generazione
combinata  di  calore  e  di  elettricita'.  Nel  caso  in  cui  tale
fattibilita' sia accertata, anche alla luce di  elementi  diversi  da
quelli contenuti nello studio, l'autorita' competente,  tenuto  conto
della situazione del mercato e  della  distribuzione,  condiziona  il
rilascio del provvedimento autorizzativo alla realizzazione immediata
o differita di tale soluzione. 
  13. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 15 NOVEMBRE 2017, N. 183)). 
  14. In caso di realizzazione di grandi impianti di combustione  che
potrebbero arrecare un significativo pregiudizio all'ambiente  di  un
altro Stato della Comunita' europea, l'autorita'  competente  informa
il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e  del  mare
per l'adempimento  degli  obblighi  di  cui  alla  convenzione  sulla
valutazione dell'impatto ambientale in un contesto  transfrontaliero,
stipulata a Espoo il 25 febbraio 1991,  ratificata  con  la  legge  3
novembre 1994, n. 640. 
  15.  Le  disposizioni  del  presente  articolo  si  applicano  agli
impianti di combustione destinati  alla  produzione  di  energia,  ad
esclusione di  quelli  che  utilizzano  direttamente  i  prodotti  di
combustione  in  procedimenti  di  fabbricazione.  Sono  esclusi   in
particolare: 
    a)  gli  impianti  in  cui  i  prodotti  della  combustione  sono
utilizzati per il riscaldamento diretto, l'essiccazione  o  qualsiasi
altro trattamento degli oggetti o dei  materiali,  come  i  forni  di
riscaldo o i forni di trattamento termico; 
    b) gli impianti di postcombustione, cioe'  qualsiasi  dispositivo
tecnico  per   la   depurazione   dell'effluente   gassoso   mediante
combustione, che  non  sia  gestito  come  impianto  indipendente  di
combustione; 
    c) i dispositivi di rigenerazione dei  catalizzatori  di  craking
catalitico; 
    d) i dispositivi di conversione del solfuro di idrogeno in zolfo; 
    e) i reattori utilizzati nell'industria chimica; 
    f) le batterie di forni per il coke; 
    g) i cowpers degli altiforni; 
    h) qualsiasi dispositivo tecnico usato per la propulsione  di  un
veicolo, una nave, o un aeromobile; 
    i) le turbine a gas e motori a gas usati su piattaforme off-shore
e sugli impianti  di  rigassificazione  di  gas  naturale  liquefatto
off-shore; 
    l) IL D.LGS. 4 MARZO 2014, N.  46,  HA  CONFERMATO  L'ABROGAZIONE
DELLA PRESENTE LETTERA; 
    m) LETTERA ABROGATA DAL D.LGS. 4 MARZO 2014, N. 46; 
    m-bis) gli impianti che utilizzano  come  combustibile  qualsiasi
rifiuto solido o liquido non ricadente nella definizione di  biomassa
di cui all'Allegato II alla Parte Quinta. 
  16. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 4 MARZO 2014, N. 46. 
  16-bis. A partire dalla data  di  entrata  in  vigore  del  decreto
legislativo  14  settembre  2011,  n.  162,  ai  fini  del   rilascio
dell'autorizzazione prevista per la costruzione degli di impianti  di
combustione con una potenza termica nominale pari o superiore  a  300
MW, il gestore presenta una relazione  che  comprova  la  sussistenza
delle seguenti condizioni: 
    a) disponibilita'  di  appropriati  siti  di  stoccaggio  di  cui
all'articolo 3, comma 1,  lettera  c),  del  decreto  legislativo  14
settembre 2011, n. 162; 
    b) fattibilita' tecnica ed economica di strutture di trasporto di
cui all'articolo 3, comma 1, lettera aa), del decreto legislativo  14
settembre 2011, n. 162; 
    c) possibilita' tecnica ed economica di installare  a  posteriori
le strutture per la cattura di CO2. 
  16-ter. L'autorita' competente, sulla base della documentazione  di
cui al comma 16-bis, stabilisce se le condizioni di cui  allo  stesso
comma sono soddisfatte. In tal caso il gestore provvede  a  riservare
un'area sufficiente all'interno del sito per installare le  strutture
necessarie alla cattura e alla compressione di CO2 .