DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152

Norme in materia ambientale.

note: Entrata in vigore del provvedimento: 29/4/2006, ad eccezione delle disposizioni della Parte seconda che entrano in vigore il 12/8/2006. (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 15/07/2022)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 28-8-2020
aggiornamenti all'articolo
                              ART. 268 
                            (definizioni) 
 
  1.  Ai  fini  del  presente  titolo  si   applicano   le   seguenti
definizioni: 
    a)  inquinamento  atmosferico:   ogni   modificazione   dell'aria
atmosferica, dovuta all'introduzione nella stessa di una  o  di  piu'
sostanze in quantita' e con  caratteristiche  tali  da  ledere  o  da
costituire un  pericolo  per  la  salute  umana  o  per  la  qualita'
dell'ambiente oppure tali da ledere i beni materiali o  compromettere
gli usi legittimi dell'ambiente; 
    b) emissione in atmosfera: qualsiasi sostanza solida,  liquida  o
gassosa introdotta  nell'atmosfera  che  possa  causare  inquinamento
atmosferico e, per le attivita' di cui  all'articolo  275,  qualsiasi
scarico, diretto o indiretto, di COV nell'ambiente; 
    c) emissione  convogliata:  emissione  di  un  effluente  gassoso
effettuata attraverso uno o piu' appositi punti; 
    d) emissione diffusa: emissione diversa da quella ricadente nella
lettera c); per le lavorazioni di cui all'articolo 275  le  emissioni
diffuse includono anche i COV contenuti negli  scarichi  idrici,  nei
rifiuti e nei prodotti, fatte salve le diverse indicazioni  contenute
nella parte III dell'Allegato III  alla  parte  quinta  del  presente
decreto; 
    e) emissione tecnicamente convogliabile:  emissione  diffusa  che
deve  essere  convogliata  sulla   base   delle   migliori   tecniche
disponibili o in presenza di situazioni o di zone che richiedono  una
particolare tutela; 
    f) emissioni totali: la somma delle  emissioni  diffuse  e  delle
emissioni convogliate; 
    ((f-bis) emissioni odorigene:  emissioni  convogliate  o  diffuse
aventi effetti di natura odorigena;)) 
    g) effluente gassoso: lo scarico  gassoso,  contenente  emissioni
solide,  liquide  o  gassose;  la  relativa  portata  volumetrica  e'
espressa in  metri  cubi  all'ora  riportate  in  condizioni  normali
(Nm3/ora), previa detrazione del tenore  di  vapore  acqueo,  se  non
diversamente stabilito dalla parte quinta del presente decreto; 
    h)  stabilimento:  il  complesso  unitario  e  stabile,  che   si
configura come un complessivo ciclo produttivo, sottoposto al  potere
decisionale di un unico gestore, in cui  sono  presenti  uno  o  piu'
impianti o  sono  effettuate  una  o  piu'  attivita'  che  producono
emissioni attraverso, per  esempio,  dispositivi  mobili,  operazioni
manuali, deposizioni  e  movimentazioni.  Si  considera  stabilimento
anche il luogo adibito in modo stabile all'esercizio di  una  o  piu'
attivita'; 
    i) stabilimento anteriore al 1988:  uno  stabilimento  che,  alla
data del 1° luglio 1988, era in esercizio o costruito in tutte le sue
parti o autorizzato ai sensi della normativa  previgente,  e  che  e'
stato autorizzato ai sensi degli articoli 12 e  13  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203; 
    i-bis) stabilimento anteriore al 2006: uno  stabilimento  che  e'
stato autorizzato ai sensi  dell'articolo  6  o  dell'articolo  11  o
dell'articolo 15, comma 1, lettera b),  del  decreto  del  Presidente
della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, purche' in funzione o  messo
in funzione entro il 29 aprile 2008; 
    i-ter) stabilimento nuovo: uno stabilimento che non ricade  nelle
definizioni di cui alle lettere i) e i-bis); 
    l)  impianto:  il  dispositivo  o  il  sistema  o  l'insieme   di
dispositivi o sistemi fisso e destinato a svolgere in  modo  autonomo
una specifica attivita', anche nell'ambito di un ciclo piu' ampio; 
    m) modifica dello stabilimento: installazione di  un  impianto  o
avvio di una attivita' presso  uno  stabilimento  o  modifica  di  un
impianto o  di  una  attivita'  presso  uno  stabilimento,  la  quale
comporti una variazione di  quanto  indicato  nel  progetto  o  nella
relazione   tecnica   di   cui   all'articolo   269,   comma   2,   o
nell'autorizzazione di cui all'articolo 269, comma 3, o nella domanda
di adesione all'autorizzazione generale di cui  all'articolo  272,  o
nell'autorizzazione rilasciata ai sensi del  decreto  del  Presidente
della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203,  o  nei  documenti  previsti
dall'articolo 12 di tale decreto; ricadono nella definizione anche le
modifiche relative alle modalita'  di  esercizio  o  ai  combustibili
utilizzati; 
    m-bis) modifica sostanziale: modifica che comporta un  aumento  o
una variazione qualitativa delle emissioni o che altera le condizioni
di convogliabilita' tecnica delle stesse e che possa produrre effetti
negativi e significativi  sull'ambiente;  per  gli  impianti  di  cui
all'articolo 273 si applica la definizione prevista dall'articolo  5,
comma 1, lettera l-bis); per le attivita' di cui all'articolo 275  si
applicano le definizioni previste ai commi 21e 22 di tale articolo Le
regioni e le province autonome possono, nel rispetto  della  presente
definizione, definire ulteriori criteri per la  qualificazione  delle
modifiche sostanziali e indicare modifiche  non  sostanziali  per  le
quali non vi e' l'obbligo di comunicazione di cui  all'articolo  269,
comma 8; 
    n)  gestore:  la  persona  fisica  o  giuridica  che  ha   potere
decisionale circa l'installazione o l'esercizio dello stabilimento  e
che e' responsabile dell'applicazione dei limiti e delle prescrizioni
disciplinate  nel  presente  decreto;  per  gli   impianti   di   cui
all'articolo 273 e per  le  attivita'  di  cui  all'articolo  275  si
applica la definizione prevista  all'articolo  5,  comma  1,  lettera
r-bis); 
    o) autorita' competente: la regione o la provincia autonoma o  la
diversa autorita' indicata  dalla  legge  regionale  quale  autorita'
competente  al  rilascio   dell'autorizzazione   alle   emissioni   e
all'adozione degli altri provvedimenti previsti dal presente  titolo;
per  gli  stabilimenti   sottoposti   ad   autorizzazione   integrata
ambientale e per  gli  adempimenti  a  questa  connessi,  l'autorita'
competente e' quella che rilascia tale autorizzazione; 
    p) autorita' competente per il controllo: l'autorita'  a  cui  la
legge regionale attribuisce il compito di eseguire in via ordinaria i
controlli circa il rispetto dell'autorizzazione e delle  disposizioni
del presente titolo, ferme restando le  competenze  degli  organi  di
polizia  giudiziaria;   in   caso   di   stabilimenti   soggetti   ad
autorizzazione alle emissioni tale autorita' coincide, salvo  diversa
indicazione della legge regionale, con quella di cui alla lettera o);
per stabilimenti sottoposti ad autorizzazione integrata ambientale  e
per i controlli a questa  connessi,  l'autorita'  competente  per  il
controllo e' quella prevista  dalla  normativa  che  disciplina  tale
autorizzazione; 
    q) valore limite  di  emissione:  il  fattore  di  emissione,  la
concentrazione, la percentuale o  il  flusso  di  massa  di  sostanze
inquinanti nelle emissioni che non devono essere superati.  I  valori
di limite di emissione espressi come  concentrazione  sono  stabiliti
con riferimento al funzionamento dell'impianto  nelle  condizioni  di
esercizio piu' gravose e, salvo diversamente  disposto  dal  presente
titolo o  dall'autorizzazione,  si  intendono  stabiliti  come  media
oraria. 
    r)  fattore  di  emissione:  rapporto  tra  massa   di   sostanza
inquinante emessa e unita' di  misura  specifica  di  prodotto  o  di
servizio; 
    s) concentrazione: rapporto  tra  massa  di  sostanza  inquinante
emessa  e  volume  dell'effluente  gassoso;  per  gli   impianti   di
combustione  i  valori  di  emissione  espressi  come  concentrazione
(mg/Nm3) sono calcolati considerando, se non  diversamente  stabilito
dalla parte quinta del presente decreto,  un  tenore  volumetrico  di
ossigeno di riferimento del 3  per  cento  in  volume  dell'effluente
gassoso per i combustibili liquidi e gassosi,  del  6  per  cento  in
volume per i combustibili solidi e del 15 per cento in volume per  le
turbine a gas; 
    t) percentuale: rapporto tra massa di sostanza inquinante  emessa
e massa della stessa sostanza  utilizzata  nel  processo  produttivo,
moltiplicato per cento; 
    u) flusso di massa:  massa  di  sostanza  inquinante  emessa  per
unita' di tempo; 
    v) soglia di  rilevanza  dell'emissione:  flusso  di  massa,  per
singolo inquinante o per singola classe di  inquinanti,  calcolato  a
monte di eventuali sistemi di abbattimento,  e  nelle  condizioni  di
esercizio piu' gravose dell'impianto, al di sotto del  quale  non  si
applicano i valori limite di emissione; 
    z) condizioni  normali:  una  temperatura  di  273,15  K  ed  una
pressione di 101,3 kPa; 
    aa) migliori tecniche disponibili: la piu' efficiente ed avanzata
fase  di  sviluppo  di  attivita'  e  relativi  metodi  di  esercizio
indicanti l'idoneita' pratica  di  determinate  tecniche  ad  evitare
ovvero, se cio' risulti impossibile, a ridurre le  emissioni;  a  tal
fine, si intende per: 
      1) tecniche: sia le tecniche impiegate,  sia  le  modalita'  di
progettazione, costruzione, manutenzione, esercizio e chiusura  degli
impianti e delle attivita'; 
      2) disponibili: le tecniche sviluppate  su  una  scala  che  ne
consenta l'applicazione in condizioni economicamente  e  tecnicamente
valide nell'ambito del pertinente comparto industriale, prendendo  in
considerazione i costi e i vantaggi, indipendentemente dal fatto  che
siano o meno applicate o prodotte in  ambito  nazionale,  purche'  il
gestore possa avervi accesso a condizioni ragionevoli; 
      3) migliori: le tecniche piu' efficaci per ottenere un  elevato
livello di protezione dell'ambiente nel suo complesso; 
      Per gli impianti di cui all'articolo 273 e per le attivita'  di
cui all'articolo 275 si applica la definizione prevista  all'articolo
5, comma 1, lettera l-ter). 
    aa-bis) ore operative: il tempo,  espresso  in  ore,  durante  il
quale un grande impianto  di  combustione  o  un  medio  impianto  di
combustione e', in tutto o in parte, in esercizio e produce emissioni
in atmosfera, esclusi i periodi di avviamento e di arresto; 
    bb)   periodo   di   avviamento:   salva   diversa   disposizione
autorizzativa, il tempo in cui l'impianto, a seguito  dell'erogazione
di energia, combustibili o materiali, e' portato  da  una  condizione
nella quale non  esercita  l'attivita'  a  cui  e'  destinato,  o  la
esercita in situazione di carico  di  processo  inferiore  al  minimo
tecnico, ad una condizione nella quale tale attivita'  e'  esercitata
in situazione di carico  di  processo  pari  o  superiore  al  minimo
tecnico; 
    cc) periodo di arresto: salva diversa disposizione autorizzativa,
il   tempo   in   cui   l'impianto,   a   seguito   dell'interruzione
dell'erogazione di energia, combustibili o materiali, non  dovuta  ad
un  guasto,  e'  portato  da  una  condizione  nella  quale  esercita
l'attivita' a cui e' destinato in situazione di  carico  di  processo
pari o superiore al minimo tecnico ad una condizione nella quale tale
funzione e' esercitata in situazione di carico di processo  inferiore
al minimo tecnico o non e' esercitata; 
    dd) carico di processo:  il  livello  percentuale  di  produzione
rispetto alla potenzialita' nominale dell'impianto; 
    ee) minimo tecnico: il carico minimo di processo compatibile  con
l'esercizio dell'attivita' cui l'impianto e' destinato; 
    ff) impianto di combustione: qualsiasi dispositivo tecnico in cui
sono ossidati combustibili al fine  di  utilizzare  il  calore  cosi'
prodotto; 
    gg) grande impianto di combustione: impianto  di  combustione  di
potenza termica nominale pari o superiore a 50MW. Un grande  impianto
di combustione e' classificato come: 
      1) anteriore al 2013: il grande impianto di combustione che  ha
ottenuto un'autorizzazione prima del 7 gennaio  2013  o  per  cui  e'
stata presentata una domanda completa di  autorizzazione  entro  tale
data, a condizione che sia messo in servizio entro il 7 gennaio 2014; 
      2) anteriore al 2002: il grande impianto di combustione che  ha
ottenuto un'autorizzazione prima del 27 novembre 2002 o  per  cui  e'
stata presentata una domanda completa di autorizzazione prima di tale
data, a condizione che sia stato  messo  in  esercizio  entro  il  27
novembre 2003; 
      3) nuovo: il grande impianto  di  combustione  che  non  ricade
nella definizione di cui ai numeri 2) e 3); 
    gg-bis) medio impianto di combustione: impianto di combustione di
potenza termica nominale pari o superiore a 1 MW e inferiore a  50MW,
inclusi i motori e le turbine a gas  alimentato  con  i  combustibili
previsti all'allegato X alla Parte Quinta o con le  biomasse  rifiuto
previste all'allegato II alla Parte  Quinta.  Un  medio  impianto  di
combustione e' classificato come: 
      1)  esistente:  il  medio  impianto  di  combustione  messo  in
esercizio prima del 20 dicembre 2018  nel  rispetto  della  normativa
all'epoca vigente o previsto in una autorizzazione alle  emissioni  o
in una  autorizzazione  unica  ambientale  o  in  una  autorizzazione
integrata ambientale che il gestore  ha  ottenuto  o  alla  quale  ha
aderito prima del 19 dicembre 2017 a  condizione  che  sia  messo  in
esercizio entro il 20 dicembre 2018; 
      2) nuovo: il medio impianto  di  combustione  che  non  rientra
nella definizione di cui al punto 1); 
    gg-ter) motore: un motore a gas, diesel o a doppia alimentazione; 
    gg-quater) motore a gas: un  motore  a  combustione  interna  che
funziona secondo il ciclo Otto e che utilizza l'accensione  comandata
per bruciare il combustibile; 
    gg-quinquies) motore diesel: un motore a combustione interna  che
funziona  secondo  il  ciclo  diesel  e  che  utilizza   l'accensione
spontanea per bruciare il combustibile; 
    gg-sexies) motore a doppia alimentazione: un motore a combustione
interna che utilizza l'accensione spontanea e che funziona secondo il
ciclo diesel quando brucia combustibili liquidi e  secondo  il  ciclo
Otto quando brucia combustibili gassosi; 
    gg-septies)  turbina  a  gas:  qualsiasi  macchina  rotante   che
trasforma energia termica in meccanica, costituita principalmente  da
un compressore, un dispositivo termico  in  cui  il  combustibile  e'
ossidato per riscaldare il fluido motore e una turbina; sono  incluse
le turbine a gas a ciclo aperto, le turbine a gas a ciclo combinato e
le turbine a gas  in  regime  di  cogenerazione,  dotate  o  meno  di
bruciatore supplementare; 
    hh)  potenza  termica  nominale  dell'impianto  di   combustione:
prodotto del potere calorifico inferiore del combustibile  utilizzato
e della portata massima di combustibile bruciato al singolo  impianto
di combustione, cosi' come dichiarata dal  costruttore,  espressa  in
Watt termici o suoi multipli; 
    ii)  composto  organico:  qualsiasi  composto  contenente  almeno
l'elemento carbonio e uno o piu' degli elementi  seguenti:  idrogeno,
alogeni, ossigeno, zolfo, fosforo,  silicio  o  azoto,  ad  eccezione
degli ossidi di carbonio e dei carbonati e bicarbonati inorganici; 
    ll) composto organico volatile (COV): qualsiasi composto organico
che abbia a 293,15 K una pressione di vapore di 0,01 kPa o superiore,
oppure  che  abbia  una  volatilita'  corrispondente  in   condizioni
particolari di uso. Ai fini della parte quinta del presente  decreto,
e' considerata come COV la frazione di creosoto che alla  temperatura
di 293,15 K ha una pressione di vapore superiore a 0,01 kPa; 
    ((mm) solvente  organico:  qualsiasi  COV  usato  da  solo  o  in
combinazione con altri agenti, senza subire trasformazioni  chimiche,
al fine di dissolvere materie prime, prodotti o rifiuti, o usato come
agente  di  pulizia   per   dissolvere   contaminanti   oppure   come
dissolvente,  mezzo  di  dispersione,   correttore   di   viscosita',
correttore di tensione superficiale, plastificante o conservante;)) 
    nn) capacita' nominale: la massa giornaliera massima di  solventi
organici utilizzati per le attivita' di cui all'articolo 275,  svolte
in  condizioni  di  normale  funzionamento  ed  in   funzione   della
potenzialita' di prodotto per cui le attivita' sono progettate; 
    oo) consumo di  solventi:  il  quantitativo  totale  di  solventi
organici utilizzato in uno  stabilimento  per  le  attivita'  di  cui
all'articolo 275 per anno civile ovvero per qualsiasi  altro  periodo
di dodici mesi, detratto qualsiasi COV recuperato per riutilizzo; 
    pp) consumo massimo teorico di solventi: il consumo  di  solventi
calcolato sulla  base  della  capacita'  nominale  riferita,  se  non
diversamente stabilito dall'autorizzazione, a  trecentotrenta  giorni
all'anno in caso  di  attivita'  effettuate  su  tutto  l'arco  della
settimana ed a duecentoventi giorni all'anno per le altre attivita'; 
    qq) riutilizzo  di  solventi  organici:  l'utilizzo  di  solventi
organici prodotti da una attivita' e successivamente  recuperati  per
qualsiasi finalita' tecnica o commerciale, ivi  compreso  l'uso  come
combustibile; 
    rr) soglia  di  consumo:  il  consumo  di  solvente  espresso  in
tonnellate/anno stabilito dalla parte II dell'Allegato III alla parte
quinta del presente decreto, per le attivita' ivi previste; 
    rr-bis)  raffinerie:  stabilimenti  in   cui   si   effettua   la
raffinazione di oli minerali o gas; 
    ss) LETTERA SOPPRESSA DAL D.LGS. 29 GIUGNO 2010, N. 128; 
    tt) impianti di distribuzione:  impianti  in  cui  il  carburante
viene erogato ai  serbatoi  dei  veicoli  a  motore  da  impianti  di
deposito; ai fini dell'applicazione dell'articolo 277 si  considerano
esistenti gli impianti di distribuzione di benzina gia'  costruiti  o
la cui costruzione ed il cui  esercizio  sono  autorizzati  ai  sensi
della vigente normativa prima del 1° gennaio 2012  e  si  considerano
nuovi gli impianti di distribuzione di benzina la cui costruzione  ed
il cui esercizio sono autorizzati ai sensi  della  vigente  normativa
dal 1° gennaio 2012; sono equiparati agli impianti nuovi gli impianti
distribuzione che, a decorrere dal 1° gennaio 2012, sono  oggetto  di
una ristrutturazione  completa,  intesa  come  il  totale  rinnovo  o
riposizionamento dei serbatoi e delle relative tubazioni; 
    tt-bis) distributore: ogni apparecchio finalizzato all'erogazione
di benzina;  il  distributore  degli  impianti  di  distribuzione  di
benzina deve essere dotato di idonea pompa di erogazione in grado  di
prelevare il carburante dagli impianti di deposito o, in alternativa,
essere collegato a un sistema di pompaggio centralizzato; 
    tt-ter) sistema di recupero dei vapori di benzina: 
      1) ai fini dell'articolo 276, l'attrezzatura per il recupero di
benzina dai vapori durante le  operazioni  di  caricamento  presso  i
terminali; 
      2) ai fini dell'articolo 277, l'attrezzatura  per  il  recupero
dei vapori di benzina  spostati  dal  serbatoio  del  carburante  del
veicolo durante il rifornimento presso un impianto di distribuzione; 
    tt-quater) sistema di recupero di fase II:  sistema  di  recupero
dei vapori di benzina che prevede  il  trasferimento  dei  vapori  di
benzina in un impianto di deposito presso l'impianto di distribuzione
o  il  riconvogliamento  degli  stessi   al   distributore   per   la
reimmissione in commercio; 
    tt-quinquies) flusso: quantita' totale annua di benzina scaricata
da  cisterne  mobili  di  qualsiasi  capacita'  in  un  impianto   di
distribuzione; 
    uu) benzina: ogni derivato del petrolio, con  o  senza  additivi,
corrispondente ai seguenti codici doganali: NC 2710 1131 - 2710  1141
- 2710 1145 - 2710 1149 - 2710 1151 -  2710  1159  o  che  abbia  una
tensione di vapore Reid pari o superiore a  27,6  kilopascal,  pronto
all'impiego quale carburante per veicoli a motore, ad  eccezione  del
gas di petrolio liquefatto (GPL); 
    uu-bis) vapori di benzina: composti gassosi che  evaporano  dalla
benzina; 
    vv) terminale: ogni  struttura  adibita  al  caricamento  e  allo
scaricamento di  benzina  in/da  veicolo-cisterna,  carro-cisterna  o
nave-cisterna, ivi compresi gli impianti  di  deposito  presenti  nel
sito della struttura; 
    zz) impianto di  deposito:  ogni  serbatoio  fisso  adibito  allo
stoccaggio di combustibile; ai fini  dell'applicazione  dell'articolo
277 si fa riferimento ai serbatoi fissi adibiti  allo  stoccaggio  di
benzina presso gli impianti di distribuzione; 
    aaa) impianto di caricamento: ogni impianto di un  terminale  ove
la benzina puo' essere caricata in cisterne mobili. Gli  impianti  di
caricamento per i veicoli-cisterna comprendono una o  piu'  torri  di
caricamento; 
    bbb)  torre  di  caricamento:  ogni  struttura  di  un  terminale
mediante la quale  la  benzina  puo'  essere,  in  un  dato  momento,
caricata in un singolo veicolo-cisterna; 
    ccc) deposito temporaneo di vapori:  il  deposito  temporaneo  di
vapori in un impianto di deposito a tetto fisso presso  un  terminale
prima del  trasferimento  e  del  successivo  recupero  in  un  altro
terminale. Il trasferimento dei vapori da un impianto di deposito  ad
un  altro  nello  stesso  terminale  non  e'   considerato   deposito
temporaneo di  vapori  ai  sensi  della  parte  quinta  del  presente
decreto; 
    ddd) cisterna mobile: una cisterna di capacita'  superiore  ad  1
m3, trasportata su strada,  per  ferrovia  o  per  via  navigabile  e
adibita al trasferimento di benzina da un terminale ad un altro o  da
un terminale ad un impianto di distribuzione di carburanti; 
    eee) veicolo-cisterna: un veicolo adibito al trasporto su  strada
della benzina che comprenda una o piu' cisterne montate stabilmente o
facenti  parte  integrante  del  telaio  o  una   o   piu'   cisterne
rimuovibili. 
    eee-bis)  combustibile:  qualsiasi  materia  solida,  liquida   o
gassosa, di cui l'allegato X alla Parte Quinta preveda l'utilizzo per
la produzione di energia mediante combustione, esclusi i rifiuti; 
    eee-ter)  combustibile  di  raffineria:  materiale   combustibile
solido, liquido o gassoso risultante dalle fasi  di  distillazione  e
conversione della raffinazione del petrolio greggio, inclusi  gas  di
raffineria, gas di sintesi, oli di raffineria e coke di petrolio; 
    eee-quater) olio  combustibile  pesante:  qualsiasi  combustibile
liquido derivato dal petrolio di cui al codice NC da  2710  19  51  a
2710 19 68, 2710 20 31,  2710  20  35,  o  2710  20  39  o  qualsiasi
combustibile liquido derivato dal petrolio, diverso dal gasolio, che,
per i suoi limiti di distillazione, rientra nella categoria degli oli
pesanti destinati a essere usati come combustibile e di cui meno  del
65% in volume, comprese le perdite, distilla  a  250°  C  secondo  il
metodo ASTM D86. anche se la percentuale del distillato a 250° C  non
puo' essere determinata secondo il predetto metodo; 
    eee-quinquies) gasolio: qualsiasi combustibile  liquido  derivato
dal petrolio di cui ai codici NC 2710 19 25, 2710 19 29, 2710 19  47,
2710 19 48, 2710 20 17 o 2710 20 19 o qualsiasi combustibile  liquido
derivato dal petrolio di cui meno del  65%  in  volume,  comprese  le
perdite, distilla a 250° C e di cui almeno l'85% in volume,  comprese
le perdite, distilla a 350° C secondo il metodo ASTM D86; 
    eee-sexies)  gas  naturale:  il  metano   presente   in   natura,
contenente non piu' del 20% in volume di inerti e altri costituenti; 
    eee-septies) polveri: particelle, di qualsiasi forma, struttura o
densita', disperse in fase  gassosa  alle  condizioni  del  punto  di
campionamento,  che,  in  determinate  condizioni,   possono   essere
raccolte  mediante  filtrazione  dopo   il   prelievo   di   campioni
rappresentativi  del  gas  da  analizzare  e  che,   in   determinate
condizioni,  restano  a  monte  del  filtro   e   sul   filtro   dopo
l'essiccazione; 
    eee-octies) ossidi di azoto (NOx): il monossido di azoto (NO)  ed
il biossido di azoto espressi come biossido di azoto (NO2)»; 
    eee-nonies) rifiuto:  rifiuto  come  definito  all'articolo  183,
comma 1, lett. a);