DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152

Norme in materia ambientale.

note: Entrata in vigore del provvedimento: 29/4/2006, ad eccezione delle disposizioni della Parte seconda che entrano in vigore il 12/8/2006. (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 15/07/2022)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 26-9-2020
aggiornamenti all'articolo
                              ART. 237 
          (( (Criteri direttivi dei sistemi di gestione).)) 
 
   ((1. Al  fine  di  migliorare  la  qualita'  dell'ambiente  e  per
contribuire alla transizione verso un'economia circolare,  i  sistemi
di gestione adottati favoriscono misure intese, in via prioritaria, a
prevenire la produzione di  rifiuti  tenuto  conto  dell'obsolescenza
programmata,  nonche'  a  incentivare  il  riciclaggio,  la  simbiosi
industriale e altre forme di recupero,  quindi,  la  riduzione  dello
smaltimento finale di tali rifiuti, tenendo conto dei principi di cui
all'articolo 178 e dei criteri di cui all'articolo 179  del  presente
decreto legislativo. I Consorzi ovvero i sistemi di gestione in forma
individuale o collettiva, di cui ai  titoli  II  e  III  della  parte
quarta  del  presente  decreto  legislativo,  gia'  istituiti  ovvero
riconosciuti ovvero in corso di riconoscimento,  operano  sull'intero
territorio nazionale senza generare  distorsioni  della  concorrenza,
curano per conto dei produttori la gestione dei  rifiuti  provenienti
dai prodotti che immettono  sul  mercato  nazionale  e  dai  prodotti
importati in condizioni  non  discriminatorie,  in  modo  da  evitare
ostacoli al commercio, adempiono ai propri obblighi senza limitare le
operazioni di raccolta e di gestione nelle aree piu' proficue. 
   2. I sistemi  di  gestione  adottati  devono  essere  aperti  alla
partecipazione degli operatori economici interessati, assicurando  il
rispetto del principio  di  trasparenza  e  di  non  discriminazione,
garantiscono la continuita'  dei  servizi  di  gestione  dei  rifiuti
sull'anno solare di riferimento, ancorche' siano stati conseguiti gli
obiettivi generali e specifici ad essi applicabili, nonche'  adeguata
attivita' di informazione ai detentori di  rifiuti  sulle  misure  di
prevenzione e di riutilizzo, sui sistemi di ritiro e di raccolta  dei
rifiuti anche al fine di prevenire la dispersione degli stessi. 
   3. I produttori del  prodotto,  dispongono  dei  mezzi  finanziari
ovvero dei mezzi finanziari e organizzativi della gestione del  ciclo
di vita in cui il  prodotto  diventa  rifiuto;  tale  responsabilita'
finanziaria non supera i costi necessari per la prestazione  di  tali
servizi; i costi sono determinati in modo trasparente tra gli  attori
interessati, inclusi i produttori di prodotti, i  sistemi  collettivi
che operano per loro conto e le autorita' pubbliche; a  tal  fine,  i
produttori del prodotto, ovvero i sistemi collettivi, determinano  il
contributo ambientale secondo le modalita' di cui al comma 4. 
   4. Il contributo ambientale, determinato per tipologia, per unita'
o per peso del prodotto immesso sul mercato  nazionale,  assicura  la
copertura dei costi di gestione  del  rifiuto  da  esso  generato  in
conformita' ai principi di  cui  all'articolo  178,  al  netto  degli
introiti ricavati dal riutilizzo, dalla vendita delle  materie  prime
ottenute dal prodotto, nonche' da eventuali cauzioni di deposito  non
reclamate. Esso e' modulato, ove possibile, per  singoli  prodotti  o
gruppi di prodotti  simili,  tenuto  conto  della  loro  durevolezza,
riparabilita',  riutilizzabilita'  e  riciclabilita',  nonche'  della
presenza di sostanze pericolose, garantendo un approccio  basato  sul
ciclo di vita del  prodotto  e  il  buon  funzionamento  del  mercato
interno. 
   5. Il contributo e' inoltre impiegato per accrescere  l'efficienza
della filiera, mediante attivita' di  ricerca  scientifica  applicata
all'ecodesign dei prodotti  e  allo  studio  di  nuove  tecnologie  e
sistemi innovativi per la gestione dei relativi rifiuti. 
   6. Annualmente,  entro  il  31  ottobre,  i  sistemi  di  gestione
adottati presentano al Ministero dell'ambiente  e  della  tutela  del
territorio e del mare un piano specifico di  prevenzione  e  gestione
relativo all'anno solare successivo,  e  il  bilancio  con  relazione
sulla gestione relativa all'anno solare precedente, che riporti: 
    a)  l'indicazione  nominativa  degli  operatori   economici   che
partecipano al sistema; 
    b) i dati sui prodotti immessi sul mercato nazionale, sui rifiuti
raccolti e trattati, e sui quantitativi recuperati e riciclati; 
    c) le modalita' di determinazione del contributo ambientale; 
    d)  le  finalita'  per  le  quali  e'  utilizzato  il  contributo
ambientale; 
    e) l'indicazione delle procedure  di  selezione  dei  gestori  di
rifiuti di filiera, secondo la normativa vigente, nonche' dell'elenco
degli stessi gestori individuati per area geografica  e  che  operano
sull'intero territorio nazionale; 
    f) le eventuali ragioni che impediscono il  raggiungimento  degli
obiettivi di recupero e riciclo previsti, con le  relative  misure  e
interventi correttivi finalizzati  ad  assicurare  il  raggiungimento
degli stessi. In presenza di piu' attivita' produttive, il centro  di
costo afferente all'attivita' di gestione del fine vita del  prodotto
e' evidenziato in una contabilita' dedicata, tale da  mostrare  tutte
le  componenti  di   costo   associate   al   contributo   ambientale
effettivamente sostenute. Eventuali avanzi di gestione derivanti  dal
contributo ambientale non concorrono alla formazione del reddito.  E'
fatto  divieto  di  distribuire  utili  e  avanzi  di  esercizio   ai
consorziati.  L'avanzo  di  gestione   proveniente   dal   contributo
ambientale costituisce anticipazione per l'esercizio successivo e  ne
determina  la  riduzione  del  suo  importo   nel   primo   esercizio
successivo. 
  7. Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio  e  del
mare, ove non ritenga congruo il contributo determinato,  provvede  a
nuova  determinazione.  I  sistemi  collettivi  si  conformano   alle
indicazioni del Ministero ed applicano il contributo come determinato
nell'esercizio finanziario successivo. 
  8. Il  contributo  ambientale  versato  ad  un  sistema  collettivo
esclude l'assoggettamento del medesimo bene, e  delle  materie  prime
che lo costituiscono, ad altro contributo ambientale  previsto  dalla
parte  quarta  del  presente   decreto   legislativo.   La   presente
disposizione si applica con efficacia retroattiva. 
  9. I sistemi collettivi gia' istituiti si conformano ai principi  e
criteri contenuti negli articoli 178-bis e 178-ter entro il 5 gennaio
2023. 
  10. I produttori che non intendono aderire  ai  sistemi  collettivi
esistenti di cui al Titolo III, presentano al Ministero dell'Ambiente
e della Tutela del Territorio e del  Mare  una  apposita  istanza  di
riconoscimento per la costituzione di un sistema  autonomo  in  forma
individuale  ovvero  collettiva,  avente  personalita'  giuridica  di
diritto privato, senza scopo di lucro, retto da uno statuto  conforme
ai principi del presente  decreto,  nonche'  allo  statuto  tipo.  Il
riconoscimento  e'  effettuato   secondo   le   modalita'   contenute
nell'articolo 221-bis, in quanto compatibili con il regime  specifico
applicabile.))