DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152

Norme in materia ambientale.

note: Entrata in vigore del provvedimento: 29/4/2006, ad eccezione delle disposizioni della Parte seconda che entrano in vigore il 12/8/2006. (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 18/11/2022)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 12-11-2014
aggiornamenti all'articolo
                              ART. 146 
                         (risparmio idrico) 
 
   1. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della parte terza
del presente decreto, le regioni, sentita  l'Autorita'  di  vigilanza
sulle risorse idriche e sui rifiuti, nel rispetto dei principi  della
legislazione statale, adottano norme e misure volte a  razionalizzare
i consumi e eliminare gli sprechi ed in particolare a: 
    a) migliorare la  manutenzione  delle  reti  di  adduzione  e  di
distribuzione di acque a qualsiasi uso destinate al fine  di  ridurre
le perdite; 
    b) prevedere, nella costruzione o sostituzione di nuovi  impianti
di trasporto e distribuzione  dell'acqua  sia  interni  che  esterni,
l'obbligo di utilizzo di sistemi anticorrosivi  di  protezione  delle
condotte di materiale metallico; 
    c) realizzare, in particolare nei nuovi  insediamenti  abitativi,
commerciali e produttivi  di  rilevanti  dimensioni,  reti  duali  di
adduzione al fine  dell'utilizzo  di  acque  meno  pregiate  per  usi
compatibili; 
    d) promuovere l'informazione e la diffusione di metodi e tecniche
di risparmio idrico domestico e nei settori industriale, terziario ed
agricolo; 
    e)  adottare  sistemi   di   irrigazione   ad   alta   efficienza
accompagnati da una loro corretta gestione e dalla sostituzione,  ove
opportuno, delle reti di canali a pelo libero con reti in pressione; 
    f) installare contatori per il consumo dell'acqua in ogni singola
unita' abitativa nonche' contatori  differenziati  per  le  attivita'
produttive e del settore terziario esercitate nel contesto urbano; 
    g) realizzare nei nuovi  insediamenti,  quando  economicamente  e
tecnicamente conveniente  anche  in  relazione  ai  recapiti  finali,
sistemi di collegamento differenziati per le acque piovane e  per  le
acque reflue e di prima pioggia; 
    h) individuare aree di ricarica delle falde ed adottare misure di
protezione e gestione  atte  a  garantire  un  processo  di  ricarica
quantitativamente e qualitativamente idoneo. 
   2.  Gli  strumenti  urbanistici,  compatibilmente  con   l'assetto
urbanistico e territoriale e con le risorse finanziarie  disponibili,
devono prevedere reti duali al fine di rendere possibili  appropriate
utilizzazioni di acque anche non potabili. Il rilascio  del  permesso
di  costruire  e'  subordinato   alla   previsione,   nel   progetto,
dell'installazione di contatori per ogni  singola  unita'  abitativa,
nonche' del collegamento a reti duali, ove gia' disponibili. 
   3. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della parte terza
del presente decreto, il Ministro dell'ambiente e  della  tutela  del
territorio e del mare, sentita l'Autorita' di vigilanza sulle risorse
idriche e sui rifiuti e il Dipartimento tutela delle acque interne  e
marine dell' Istituto  superiore  per  la  protezione  e  la  ricerca
ambientale (ISPRA), adotta un  regolamento  per  la  definizione  dei
criteri e dei metodi in base  ai  quali  valutare  le  perdite  degli
acquedotti e delle fognature. Entro il mese di  febbraio  di  ciascun
anno, i soggetti gestori dei servizi idrici trasmettono all'Autorita'
di vigilanza sulle risorse idriche e sui  rifiuti  ed  ((all'ente  di
governo  dell'ambito))  competente  i  risultati  delle   rilevazioni
eseguite con i predetti metodi.