DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 2006, n. 152

Norme in materia ambientale.

note: Entrata in vigore del provvedimento: 29/4/2006, ad eccezione delle disposizioni della Parte seconda che entrano in vigore il 12/8/2006. (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 18/11/2022)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 11-4-2014
aggiornamenti all'articolo
                              ART. 137 
                          (sanzioni penali) 
 
   1.  ((Fuori   dai   casi   sanzionati   ai   sensi   dell'articolo
29-quattuordecies, comma 1,)) Chiunque apra o comunque effettui nuovi
scarichi di acque reflue industriali,  senza  autorizzazione,  oppure
continui  ad  effettuare  o  mantenere  detti   scarichi   dopo   che
l'autorizzazione  sia  stata  sospesa  o  revocata,  e'  punito   con
l'arresto da due mesi a due anni o con l'ammenda da  millecinquecento
euro a diecimila euro. 
   2. Quando le condotte descritte al comma 1 riguardano gli scarichi
di  acque  reflue  industriali  contenenti  le  sostanze   pericolose
comprese nelle famiglie e  nei  gruppi  di  sostanze  indicate  nelle
tabelle 5 e  3/A  dell'Allegato  5  alla  parte  terza  del  presente
decreto, la  pena  e'  dell'arresto  da  tre  mesi  a  tre  anni  ((e
dell'ammenda da 5.000 euro a 52.000 euro)). 
   3. Chiunque, al di fuori delle ipotesi di cui al comma  5  ((o  di
cui all'articolo 29-quattuordecies, comma 3,)), effettui uno  scarico
di  acque  reflue  industriali  contenenti  le  sostanze   pericolose
comprese nelle famiglie e  nei  gruppi  di  sostanze  indicate  nelle
tabelle 5 e 3/A dell'Allegato 5 alla parte terza del presente decreto
senza osservare  le  prescrizioni  dell'autorizzazione,  o  le  altre
prescrizioni dell'autorita' competente a norma  degli  articoli  107,
comma 1, e 108, comma 4, e' punito con l'arresto fino a due anni. 
   4. Chiunque violi le prescrizioni concernenti l'installazione e la
gestione dei controlli in automatico o l'obbligo di conservazione dei
risultati degli stessi di cui all'articolo 131 e' punito con la  pena
di cui al comma 3. 
   5. ((Salvo che il fatto costituisca piu' grave  reato))  Chiunque,
in relazione alle sostanze indicate nella tabella 5  dell'Allegato  5
alla parte terza del  presente  decreto,  nell'effettuazione  di  uno
scarico di acque reflue industriali, superi i valori  limite  fissati
nella tabella 3 o, nel caso di scarico sul  suolo,  nella  tabella  4
dell'Allegato 5 alla parte  terza  del  presente  decreto,  oppure  i
limiti piu'  restrittivi  fissati  dalle  regioni  o  dalle  province
autonome o dall'Autorita' competente a norma dell'articolo 107, comma
1, e' punito con l'arresto fino a due anni e con l'ammenda da tremila
euro a trentamila euro.  Se  sono  superati  anche  i  valori  limite
fissati per le sostanze contenute  nella  tabella  3/A  del  medesimo
Allegato 5, si applica l'arresto da sei mesi a tre anni  e  l'ammenda
da seimila euro a centoventimila euro. 
   6. Le sanzioni di cui al comma 5 si applicano altresi' al  gestore
di  impianti  di  trattamento   delle   acque   reflue   urbane   che
nell'effettuazione dello  scarico  supera  i  valori-limite  previsti
dallo stesso comma. 
   7. Al gestore del servizio  idrico  integrato  che  non  ottempera
all'obbligo di comunicazione di cui all'articolo 110, comma 3, o  non
osserva le prescrizioni o i divieti di cui all'articolo 110, comma 5,
si applica la pena  dell'arresto  da  tre  mesi  ad  un  anno  o  con
l'ammenda da tremila euro a trentamila euro se si tratta  di  rifiuti
non pericolosi e con la pena dell'arresto da sei mesi a  due  anni  e
con l'ammenda da tremila euro a  trentamila  euro  se  si  tratta  di
rifiuti pericolosi. 
   8. Il titolare di uno scarico  che  non  consente  l'accesso  agli
insediamenti da parte del soggetto incaricato del controllo  ai  fini
di cui all'articolo 101,  commi  3  e  4,  salvo  che  il  fatto  non
costituisca piu' grave reato, e' punito con la pena dell'arresto fino
a due anni. Restano fermi i poteri-doveri di interventi dei  soggetti
incaricati del controllo anche ai sensi dell'articolo 13 della  legge
n. 689 del 1981 e degli articoli 55 e 354  del  codice  di  procedura
penale. 
   9. Chiunque non ottempera alla disciplina dettata dalle regioni ai
sensi dell'articolo 113, comma 3, e' punito con le  sanzioni  di  cui
all'articolo 137, comma 1. 
   10.   Chiunque   non   ottempera   al    provvedimento    adottato
dall'autorita' competente ai sensi dell'articolo 84, comma 4,  ovvero
dell'articolo   85,   comma   2,   e'   punito   con   l'ammenda   da
millecinquecento euro a quindicimila euro. 
   11. Chiunque non osservi  i  divieti  di  scarico  previsti  dagli
articoli 103 e 104 e' punito con l'arresto sino a tre anni. 
   12. Chiunque non osservi le prescrizioni regionali assunte a norma
dell'articolo  88,  commi  1  e   2,   dirette   ad   assicurare   il
raggiungimento o il ripristino  degli  obiettivi  di  qualita'  delle
acque designate ai sensi dell'articolo 87, oppure  non  ottemperi  ai
provvedimenti   adottati   dall'autorita'   competente    ai    sensi
dell'articolo 87, comma 3, e' punito con l'arresto sino a due anni  o
con l'ammenda da quattromila euro a quarantamila euro. 
   13. Si applica sempre la pena dell'arresto da due mesi a due  anni
se lo scarico nelle acque del mare da parte  di  navi  od  aeromobili
contiene sostanze o materiali per  i  quali  e'  imposto  il  divieto
assoluto di sversamento ai sensi delle disposizioni  contenute  nelle
convenzioni  internazionali   vigenti   in   materia   e   ratificate
dall'Italia, salvo  che  siano  in  quantita'  tali  da  essere  resi
rapidamente innocui dai processi fisici, chimici e biologici, che  si
verificano naturalmente in mare e purche' in presenza  di  preventiva
autorizzazione da parte dell'autorita' competente. 
   14. Chiunque effettui l'utilizzazione agronomica di  effluenti  di
allevamento, di acque di vegetazione dei frantoi oleari,  nonche'  di
acque reflue  provenienti  da  aziende  agricole  e  piccole  aziende
agroalimentari di cui all'articolo 112, al di fuori dei casi e  delle
procedure ivi previste, oppure non ottemperi al divieto o  all'ordine
di sospensione dell'attivita' impartito a norma di detto articolo, e'
punito con l'ammenda da euro millecinquecento a euro diecimila o  con
l'arresto fino ad un anno. La  stessa  pena  si  applica  a  chiunque
effettui l'utilizzazione agronomica al di  fuori  dei  casi  e  delle
procedure di cui alla normativa vigente.