DECRETO LEGISLATIVO 9 gennaio 2006, n. 5

Riforma organica della disciplina delle procedure concorsuali a norma dell'articolo 1, comma 5, della legge 14 maggio 2005, n. 80.

note: Entrata in vigore del provvedimento: 17/7/2006, ad eccezione degli articoli 45, 46, 47, 151 e 152, che entrano in vigore il 16/01/2006 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 20/03/2006)
vigente al 20/08/2022
Testo in vigore dal: 17-7-2006
                              Art. 152.
                       Disposizioni abrogative
           in materia di limitazioni personali del fallito
  1. Sono abrogate le seguenti disposizioni:
    a)  art.  2, comma 1, lettera a), del testo unico delle leggi per
la  disciplina  dell'elettorato attivo e per la tenuta e la revisione
delle  liste  elettorali,  di  cui  al  decreto  del Presidente della
Repubblica 20 marzo 1967, n. 223;
    b)  art.  3,  comma  1, lettera e), della legge 8 agosto 1991, n.
264, limitatamente alle parole: "o dichiarato fallito, ovvero non sia
in  corso,  nei  suoi confronti, un procedimento per dichiarazione di
fallimento".
          Note all'art. 152:
              - Si  riporta  il  testo  dell'art.  2  del decreto del
          Presidente   della   Repubblica   20  marzo  1967,  n.  223
          (Approvazione del testo unico delle leggi per la disciplina
          dell'elettorato attivo e per la tenuta e la revisione delle
          liste  elettorali - pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del
          28  aprile  1967,  n.  106)  come  modificato  dal presente
          decreto:
              «Art. 2. 1. Non sono elettori:
                a) (abrogata);
                b) coloro   che   sono   sottoposti,   in   forza  di
          provvedimenti definitivi, alle misure di prevenzione di cui
          all'art.  3  della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, come da
          ultimo modificato dall'art. 4 della legge 3 agosto 1988, n.
          327, finche' durano gli effetti dei provvedimenti stessi;
                c) coloro   che   sono   sottoposti,   in   forza  di
          provvedimenti definitivi, a misure di sicurezza detentive o
          alla  liberta'  vigilata o al divieto di soggiorno in uno o
          piu' comuni o in una o piu' province, a norma dell'art. 215
          del   codice   penale,   finche'  durano  gli  effetti  dei
          provvedimenti stessi;
                d) i  condannati  a  pena che importa la interdizione
          perpetua dai pubblici uffici;
                e) coloro   che   sono   sottoposti  all'interdizione
          temporanea  dai  pubblici  uffici, per tutto il tempo della
          sua durata.
              2.  Le sentenze penali producono la perdita del diritto
          elettorale  solo  quando  sono  passate  in  giudicato.  La
          sospensione  condizionale della pena non ha effetto ai fini
          della privazione del diritto di elettorato.».
              - Si  riporta il testo dell'art. 3 della legge 8 agosto
          1991,  n.  264 (Disciplina dell'attivita' di consulenza per
          la  circolazione  dei  mezzi di trasporto.) come modificato
          dal presente decreto:
              «Art. 3 (Autorizzazione all'esercizio dell'attivita' di
          consulenza  per  la circolazione dei mezzi di trasporto). -
          1.  Nel  riquadro dello sviluppo programmato del settore di
          cui     all'art.    2,    l'autorizzazione    all'esercizio
          dell'attivita'  di consulenza per la circolazione dei mezzi
          di  trasporto  e'  rilasciata, dalla provincia, al titolare
          dell'impresa che sia in possesso dei seguenti requisiti:
                a) sia  cittadino  italiano  o cittadino di uno degli
          Stati membri della Comunita' economica europea stabilito in
          Italia;
                b) abbia raggiunto la maggiore eta';
                c) non abbia riportato condanne per delitti contro la
          pubblica  amministrazione,  contro  l'amministrazione della
          giustizia,  contro  la  fede  pubblica,  contro  l'economia
          pubblica,  l'industria e il commercio, ovvero per i delitti
          di  cui agli artt. 575, 624, 628, 629, 630, 640, 646, 648 e
          648-bis  del  codice penale, per il delitto di emissione di
          assegno  senza  provvista  di cui all'art. 2 della legge 15
          dicembre  1990,  n.  386, o per qualsiasi altro delitto non
          colposo  per  il  quale  la  legge  preveda  la  pena della
          reclusione  non  inferiore,  nel  minimo, a due anni e, nel
          massimo,  a  cinque  anni,  salvo  che  non sia intervenuta
          sentenza definitiva di riabilitazione;
                d) non  sia  stato sottoposto a misure amministrative
          di sicurezza personali o a misure di prevenzione;
                e) non sia stato interdetto o inabilitato;
                f) sia   in   possesso  dell'attestato  di  idoneita'
          professionale di cui all'art. 5;
                g) disponga  di locali idonei e di adeguata capacita'
          finanziaria  valutati  alla  stregua  di  criteri definiti,
          entro  centottanta  giorni  dalla data di entrata in vigore
          della  presente  legge,  dal  Ministro  dei  trasporti  con
          proprio  decreto,  sentite  le  associazioni  di  categoria
          maggiormente rappresentative a livello nazionale.
              2.  Nel  caso  di  societa', l'autorizzazione di cui al
          comma  1  e'  rilasciata  alla  societa'.  A  tal  fine,  i
          requisiti  di  cui  alle  lettere  a), b), c), d) ed e) del
          comma 1 devono essere posseduti:
                a) da  tutti  i  soci, quando trattasi di societa' di
          persone;
                b) dai   soci   accomandatari,   quando  trattasi  di
          societa'  in  accomandita  semplice  o  in  accomandita per
          azioni;
                c) dagli  amministratori,  per  ogni  altro  tipo  di
          societa'.
              3.  Nel  caso  di  societa',  il  requisito di cui alla
          lettera  f) del comma 1 deve essere posseduto da almeno uno
          dei  soggetti di cui alle lettere a), b) e c) del comma 2 e
          il requisito di cui alla lettera g) del comma 1 deve essere
          posseduto dalla societa'.
              4. Il rilascio dell'autorizzazione di cui al comma 1 e'
          subordinato al versamento del contributo una tantum, di cui
          al comma 4 dell'art. 8.
              4-bis.    L'autorizzazione   non   e'   richiesta   per
          l'esercente  attivita' di servizi tecnico-amministrativi di
          altro   Stato   membro   dell'Unione   europea  secondo  le
          disposizioni  di quest'ultimo, che fornisca occasionalmente
          in   Italia,   per   conto   della  propria  clientela,  le
          prestazioni di consulenza di cui alla presente legge.».