DECRETO LEGISLATIVO 18 luglio 2005, n. 171

Codice della nautica da diporto ed attuazione della direttiva 2003/44/CE, a norma dell'articolo 6 della legge 8 luglio 2003, n. 172.

note: Entrata in vigore del decreto: 15-9-2005 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 23/09/2022)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 13-2-2018
aggiornamenti all'articolo
                           Art. 49-quater. 
              (( Attivita' del mediatore del diporto )) 
 
  ((1.  L'attivita'  di  cui  all'articolo  49-ter  e'   soggetta   a
segnalazione certificata di inizio di attivita'  da  presentare  alla
Camera di commercio, industria,  artigianato  e  agricoltura  per  il
tramite dello sportello unico del comune competente per territorio ai
sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n.  241,  corredata
delle  autocertificazioni  e  delle  certificazioni   attestanti   il
possesso dei requisiti prescritti  con  decreto  del  Ministro  dello
sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle  infrastrutture
e dei trasporti. 
  2. La Camera di commercio,  industria,  artigianato  e  agricoltura
verifica il possesso dei requisiti e  iscrive  i  relativi  dati  nel
registro delle imprese, se l'attivita' e' svolta in forma di impresa,
oppure, per i soggetti diversi dalle imprese, in una apposita sezione
del  repertorio  delle  notizie  economiche  e  amministrative  (REA)
previsto dall'articolo 8 della legge 29  dicembre  1993,  n.  580,  e
dall'articolo  9  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  7
dicembre 1995, n. 581, assegnando ad essi la relativa  qualifica  con
effetto  dichiarativo   del   possesso   dei   requisiti   abilitanti
all'esercizio della relativa attivita' professionale. 
  3. Possono svolgere la professione del mediatore del diporto coloro
che sono in possesso dei seguenti requisiti: 
    a) cittadinanza dell'Unione europea; 
    b) eta' minima di 18 anni; 
    c) requisiti di onorabilita' previsti per i  mediatori  marittimi
di cui alla legge 12 marzo 1968, n. 478; 
    d) avere assolto l'obbligo di istruzione, di cui all'articolo  1,
comma 622, della legge 27 dicembre 2006, n. 296; 
    e) aver frequentato un apposito corso teorico-pratico e  superato
il relativo esame, salvo che per i mediatori marittimi  di  cui  alla
legge 12 marzo 1968, n. 478; 
    f)  aver   stipulato   una   polizza   di   assicurazione   della
responsabilita'  civile   per   i   danni   arrecati   nell'esercizio
dell'attivita' derivanti da condotte proprie  o  di  terzi,  del  cui
operato essi rispondono a norma di legge; 
    g)   non   essere   stati   dichiarati   delinquenti    abituali,
professionali o per tendenza, non essere stati sottoposti a misure di
sicurezza personali o alle misure di prevenzione,  non  essere  stati
condannati a una pena detentiva non inferiore a tre anni,  salvo  che
non sono intervenuti provvedimenti di  riabilitazione  e  non  essere
stati sottoposti  alle  misure  di  prevenzione  di  cui  al  decreto
legislativo 6 settembre 2011, n. 159. 
  4. Il  corso  di  cui  al  comma  3,  lettera  e),  e'  organizzato
annualmente dalle Regioni. L'iscrizione al corso  e'  subordinata  al
pagamento da parte di coloro che intendono iscriversi di  un  diritto
commisurato al costo sostenuto dalle  Regioni  per  la  gestione  del
corso. 
  5. L'ammontare del diritto di cui al comma 4 e' stabilito ogni  tre
anni con decreto del Ministro delle infrastrutture e  dei  trasporti,
di concerto con il Ministro dell'economia e delle  finanze  e  previa
intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del  decreto
delegato 28 agosto 1997, n. 281. 
  6. Il mediatore del diporto di  cui  all'articolo  49-ter,  che  si
rende  colpevole   di   violazioni   delle   norme   di   deontologia
professionale  ovvero  delle  norme  di  comportamento  previste  dal
presente codice  e'  soggetto  alle  seguenti  sanzioni  disciplinari
disposte  dalla  Camera  di  commercio,  industria,   artigianato   e
agricoltura del luogo in cui e' stata commessa la condotta: 
    a) ammonimento, che consiste nell'informare  l'incolpato  che  la
sua condotta non e' stata conforme  alle  norme  deontologiche  e  di
legge, con invito ad astenersi dal compiere altre infrazioni. Esso e'
disposto quando il fatto contestato non e' grave e vi  e'  motivo  di
ritenere che l'incolpato non commetta altre infrazioni; 
    b) censura, che consiste nel biasimo formale e si applica  quando
la  gravita'  dell'infrazione,  il  grado   di   responsabilita',   i
precedenti dell'incolpato e il suo comportamento successivo al  fatto
inducono a ritenere che egli non incorrera' in un'altra infrazione; 
    c)   sospensione,   che   consiste   nell'esclusione   temporanea
dall'esercizio  dell'attivita'  professionale  e   si   applica   per
infrazioni consistenti in comportamenti e in responsabilita' gravi  o
quando non sussistono le condizioni per  irrogare  la  sola  sanzione
della censura; 
    d) inibizione  perpetua  dell'attivita',  che  impedisce  in  via
definitiva lo svolgimento dell'attivita' professionale.  L'inibizione
perpetua  e'  inflitta  per  violazioni  molto  gravi   che   rendono
incompatibile la prosecuzione dell'attivita' professionale  da  parte
dell'incolpato. 
  7. La sospensione, di cui al comma 6, lettera c), e'  disposta  per
una durata non superiore a 12 mesi. 
  8. La sospensione e' obbligatoria, oltre che nei casi previsti  dal
codice penale, nei seguenti casi: 
    a) mancata stipula  o  sopravvenuta  mancanza  della  polizza  di
assicurazione di cui al comma 4, lettera f); 
    b) emissione del decreto di fermo di  cui  all'articolo  384  del
codice di procedura penale e dell'ordinanza di custodia cautelare  di
cui all'articolo 285 del codice di procedura penale; 
    c) interdizione dai pubblici uffici per una durata non  superiore
a tre anni; 
    d) ricovero in un ospedale psichiatrico  giudiziario,  fuori  dei
casi previsti dal comma 13, lettera b); 
    e) assegnazione  a  una  casa  di  cura  e  di  custodia  di  cui
all'articolo 219 del codice penale; 
    f) applicazione di una delle misure di  sicurezza  non  detentive
previste dall'articolo 215, comma terzo, numeri 1), 2), 3) del codice
penale. 
  9. Nel caso di esercizio dell'azione penale contro un mediatore del
diporto la Camera di commercio, industria, artigianato e  agricoltura
ha  facolta'  di  ordinare  la  sospensione  cautelare  del  medesimo
dall'esercizio professionale dell'attivita' fino  alle  sentenze  che
definiscono il grado di giudizio. 
  10. La sospensione obbligatoria di cui al comma 8  o  cautelare  di
cui al comma 9 non e' soggetta al  limite  di  durata  stabilito  dal
comma 7. 
  11. L'inibizione perpetua dell'attivita' puo' essere pronunciata  a
carico del mediatore del diporto che, con  la  propria  condotta,  ha
gravemente compromesso la propria reputazione  e  la  dignita'  della
categoria ed e' obbligatoria nei seguenti casi: 
    a)  interdizione  dai  pubblici  uffici,  perpetua  o  di  durata
superiore a tre anni, o interdizione  dalla  professione  per  uguale
durata; 
    b) ricovero in un  ospedale  psichiatrico  giudiziario  nei  casi
indicati dall'articolo 222, secondo comma, del codice penale; 
    c) assegnazione ad una colonia agricola o ad una casa di lavoro; 
    d) condanne  per  delitto  contro  la  pubblica  amministrazione,
l'amministrazione  della  giustizia,  la  fede  pubblica,  l'economia
pubblica, l'industria e il commercio, il  patrimonio,  per  esercizio
abusivo della mediazione e per ogni altro delitto non colposo per  il
quale la legge commini la pena della reclusione  non  inferiore,  nel
minimo, a due anni e, nel massimo,  a  cinque  anni,  salvo  che  sia
intervenuta la riabilitazione. 
  12. Le sanzioni di cui al comma 6 sono  annotate  ed  iscritte  per
estratto nel REA. A  detti  provvedimenti  accedono  gli  uffici  del
registro delle imprese nonche', nel rispetto delle procedure previste
dal capo V della legge 7 agosto 1990,  n.  241,  gli  altri  soggetti
interessati. 
  13. Con decreto da adottare, ai sensi dell'articolo  17,  comma  3,
della legge 23 agosto  1988,  n.  400,  il  Ministro  dello  sviluppo
economico, di concerto con i Ministri dell'economia e delle  finanze,
per  la  semplificazione  e  la   pubblica   amministrazione,   della
giustizia,  previa  intesa  con  la  Conferenza  unificata   di   cui
all'articolo  8  del  decreto  delegato  28  agosto  1997,  n.   281,
stabilisce le modalita' di iscrizione nel registro  delle  imprese  e
nel REA, i programmi del corso e i criteri per le prove di  esame  di
cui al comma 3, lettera e), nonche' nel rispetto  del  principio  del
contradditorio e dei principi generali dell'attivita' amministrativa,
le procedure di applicazione delle sanzioni disciplinari  di  cui  al
comma 6  per  le  violazioni  disposte  dalla  Camera  di  commercio,
industria, artigianato e  agricoltura  del  luogo  in  cui  e'  stata
commessa la violazione.))