DECRETO LEGISLATIVO 9 maggio 2005, n. 96

Revisione della parte aeronautica del Codice della navigazione, a norma dell'articolo 2 della legge 9 novembre 2004, n. 265.

note: Entrata in vigore del decreto: 23-6-2005 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/12/2011)
Testo in vigore dal: 28-2-2012
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 3. 
 Dei beni destinati alla navigazione e della polizia degli aerodromi 
 
  1. Il titolo II e' soppresso e i capi da I a III del titolo III del
libro I della parte II del codice della navigazione  sono  sostituiti
dai seguenti: 
 
                             "Titolo III 
 
 DEI BENI DESTINATI ALLA NAVIGAZIONE E DELLA POLIZIA DEGLI AERODROMI 
 
                               Capo I 
 
             Della proprieta' e dell'uso degli aerodromi 
 
  Art. 692 (Beni del demanio aeronautico statale).  Fanno  parte  del
demanio aronautico civile statale: 
    a) gli aerodromi civili istituiti dallo Stato o  appartenenti  al
medesimo; 
    b)  ogni  costruzione  o   impianto   appartenente   allo   Stato
strumentalmente destinato al servizio della navigazione aerea. 
  Gli  aerodromi  militari   fanno   parte   del   demanio   militare
aeronautico. 
  Art. 693 (Assegnazione dei beni del demanio aeronautico). - I  beni
del demanio aeronautico di cui alle lettere a) e b) del  primo  comma
dell'art. 692  sono  assegnati  all'ENAC  in  uso  gratuito  ai  fini
dell'affidamento in concessione al gestore aeroportuale. 
  All'individuazione dei beni di cui al  primo  comma  provvedono  le
amministrazioni statali competenti con apposito atto di intesa. 
  I beni del demanio militare aeronautico da destinare  all'aviazione
civile sono individuati con provvedimento del Ministero della  difesa
e trasferiti al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per la
successiva assegnazione in uso gratuito all'ENAC. 
  Le regioni e le province autonome di  Trento  e  di  Bolzano  hanno
diritto  di  prelazione  per  l'acquisizione  al  proprio  demanio  o
patrimonio degli aerodromi e dei beni del demanio aeronautico  civile
di cui all'articolo 692, in caso di loro alienazione o dismissione da
parte dello Stato. 
  Art. 694 (Aerodromi privati).  -  Ferme  restando  le  attribuzioni
degli   enti   locali   e   fatti   salvi   gli   effetti   derivanti
dall'applicazione delle leggi speciali vigenti,  la  realizzazione  e
l'ampliamento da parte dei privati, sul suolo di proprieta'  privata,
di aerodromi  e  di  altri  impianti  aeronautici,  sono  autorizzati
dall'ENAC. 
  Art. 695 (Mutamenti relativi ai diritti su  aerodromi  e  su  altri
impianti privati). - L'alienazione, la locazione, la costituzione  di
usufrutto e qualunque altro atto dispositivo di aerodromi o di  altri
impianti  aeronautici   privati   sono   preventivamente   comunicati
all'ENAC, anche ai fini dell'esercizio dei poteri di vigilanza. 
  Art. 696 (Opere di  pubblico  interesse).  -  La  dichiarazione  di
pubblico  interesse  per  le  opere  necessarie  all'istituzione   ed
all'ampliamento di aerodromi  e  di  altri  impianti  aeronautici  da
destinare al servizio della navigazione aerea e' fatta  dall'ENAC  ed
e' comunicata al Ministero delle infrastrutture e  dei  trasporti  il
quale, sentito il  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze,  puo'
annullarla entro il termine di trenta giorni dalla data di ricezione. 
Art. 697 (Aerodromi  aperti  al  traffico  civile).  Sono  aperti  al
traffico aereo civile, previa valutazione di idoneita' al servizio da
parte dell'ENAC: 
    a) gli aeroporti civili istituiti dallo Stato o  appartenenti  al
medesimo e agli enti pubblici territoriali; 
    b)  gli  aeroporti  militari   designati   dal   Ministro   delle
infrastrutture e  dei  trasporti,  d'intesa  con  il  Ministro  della
difesa; 
    c) gli aeroporti privati autorizzati ai sensi dell'articolo 694 e
adibiti dal gestore all'esercizio del traffico aereo. 
  Art.  698  (Aeroporti  di  rilevanza  nazionale  e   di   interesse
regionale). - Con decreto del  Presidente  della  Repubblica,  previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri, su  proposta  del  Ministro
delle infrastrutture e dei  trasporti,  d'intesa  con  la  Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province
autonome di Trento e di Bolzano e sentita l'Agenzia del demanio, sono
individuati, previo parere delle competenti Commissioni  parlamentari
da esprimere entro trenta giorni  dalla  data  di  assegnazione,  gli
aeroporti  di  rilevanza  nazionale,  quali   nodi   essenziali   per
l'esercizio delle competenze esclusive  dello  Stato,  tenendo  conto
delle dimensioni e  della  tipologia  del  traffico,  dell'ubicazione
territoriale e del ruolo strategico dei medesimi, nonche'  di  quanto
previsto nei progetti europei TEN. Con il  medesimo  procedimento  si
provvede alle modifiche del suddetto  decreto  del  Presidente  della
Repubblica. 
  Allo scopo di coordinare le politiche di sviluppo  degli  aeroporti
di interesse regionale, e' istituito, senza nuovi o maggiori oneri  a
carico  della   finanza   pubblica,   presso   il   Ministero   delle
infrastrutture e dei trasporti, un comitato di coordinamento tecnico,
composto dai rappresentanti delle regioni e delle province  autonome,
del Governo e degli enti aeronautici. La partecipazione  al  comitato
di cui al presente comma non comporta  la  corresponsione  di  alcuna
indennita' o compenso ne' rimborsi spese. 
  Art. 699 (Uso degli aeroporti aperti al  traffico  civile).  -  Gli
aeromobili possono  approdare,  sostare  e  partire  negli  aeroporti
aperti al traffico civile, nel rispetto delle  condizioni  per  l'uso
degli aeroporti. 
  Gli aeromobili stranieri sono ammessi a condizione di  reciprocita'
o quando cio' sia stabilito da convenzioni internazionali,  salva  in
ogni caso la facolta' dell'ENAC di dare autorizzazioni temporanee. 
  Art. 700 (Uso  degli  aerodromi  privati  non  aperti  al  traffico
civile). - Salvo il caso di necessita',  per  l'uso  degli  aerodromi
privati non aperti  al  traffico  civile  e'  richiesto  il  consenso
dell'esercente dell'aeroporto. 
  Art. 701 (Aviosuperfici). - Le  aviosuperfici  sono  aree,  diverse
dagli  aeroporti,  idonee   alla   partenza   ed   all'approdo,   non
appartenenti al demanio aeronautico e sono disciplinate  dalle  norme
speciali, ferme  restando  le  competenze  dell'ENAC  in  materia  di
sicurezza. 
  Art. 702 (Progettazione delle infrastrutture aeroportuali). - Ferma
restando la normativa  generale  applicabile  alla  realizzazione  di
opere pubbliche,  l'approvazione  dei  progetti  di  costruzione,  di
ampliamento, di ristrutturazione, di manutenzione straordinaria e  di
adeguamento delle  infrastrutture  aeroportuali,  anche  al  fine  di
eliminare le  barriere  architettoniche  per  gli  utenti  a  ridotta
mobilita', e' di spettanza dell'ENAC, anche  per  la  verifica  della
conformita' alle norme di sicurezza, nel rispetto delle  funzioni  di
pianificazione, programmazione e  di  indirizzo  del  Ministro  delle
infrastrutture e dei trasporti. 
  Le opere realizzate dal gestore aeroportuale sul  sedime  demaniale
appartengono  al  suo   patrimonio   fino   alla   cessazione   della
concessione. 
  Art. 703  (Devoluzione  delle  opere  non  amovibili).  -  Ove  non
diversamente stabilito nell'atto di  concessione,  quando  la  stessa
venga  a  cessare,  le  opere  non  amovibili,  costruite   sull'area
demaniale, restano acquisite allo Stato,  fatto  salvo  l'obbligo  di
rimborsare,  da  parte  del  concessionario  subentrante,  il  valore
contabile residuo non ammortizzato. 
  L'ENAC ha  facolta',  d'intesa  con  le  autorita'  competenti,  di
ordinare la demolizione delle opere  con  la  restituzione  del  bene
demaniale nel pristino stato. 
  Nelle  ipotesi  di  cui  al   secondo   comma,   l'ENAC,   ove   il
concessionario non esegua l'ordine di demolizione,  puo'  provvedervi
d'ufficio ai sensi dell'articolo 54. 
 
                               Capo II 
   Delle gestioni aeroportuali e dei servizi di assistenza a terra 
 
  Art. 704 (Rilascio della concessione di gestione  aeroportuale).  -
Alla concessione della gestione totale aeroportuale  degli  aeroporti
di rilevanza nazionale si provvede con  decreto  del  Ministro  delle
infrastrutture  e  dei  trasporti,  di  concerto  con   il   Ministro
dell'economia  e  delle  finanze  e,  limitatamente  agli   aeroporti
militari aperti al traffico civile, con il Ministro della difesa. 
  Il provvedimento concessorio,  nel  limite  massimo  di  durata  di
quaranta anni, e' adottato,  su  proposta  del-l'ENAC,  all'esito  di
selezione effettuata tramite procedura di gara ad  evidenza  pubblica
secondo la normativa comunitaria, previe idonee forme di pubblicita',
nel rispetto dei termini procedimentali fissati  dall'ENAC,  sentita,
laddove  competente,  la  regione  o  provincia  autonoma   nel   cui
territorio ricade l'aeroporto oggetto di concessione. 
  Alle procedure di gara sono ammesse  a  partecipare  anche  imprese
straniere non comunitarie, a condizione che lo Stato in cui esse sono
stabilite ammetta imprese italiane a condizioni di reciprocita'. 
  L'affidamento in concessione e' subordinato alla sottoscrizione  di
una convenzione e  di  un  contratto  di  programma  fra  il  gestore
aeroportuale e l'ENAC,  nel  rispetto  delle  direttive  emanate  dal
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. 
  La convenzione deve contenere il termine, almeno quadriennale,  per
la verifica della sussistenza dei requisiti soggettivi e oggettivi  e
delle altre condizioni che hanno determinato il rilascio del  titolo,
compresa la rispondenza dell'effettivo sviluppo e della qualita'  del
servizio alle previsioni contenute nei piani di investimento  di  cui
all'atto di concessione.  Deve  inoltre  contenere  le  modalita'  di
definizione ed approvazione dei programmi quadriennali di intervento,
le sanzioni e le altre cause di decadenza o revoca della concessione,
nonche' le disposizioni necessarie alla regolazione ed alla vigilanza
e controllo del settore. 
  Art.  705  (Compiti   del   gestore   aeroportuale).   Il   gestore
aeroportuale e'  il  soggetto  cui  e'  affidato,  insieme  ad  altre
attivita' o in via esclusiva, il compito di amministrare e di gestire
le infrastrutture aeroportuali  e  di  coordinare  e  controllare  le
attivita' dei vari operatori privati presenti  nell'aeroporto  o  nel
sistema   aeroportuale   considerato.   L'idoneita'    del    gestore
aeroportuale ad espletare le attivita' di cui al presente comma,  nel
rispetto  degli  standard  tecnici  di  sicurezza,  e'  attestata  da
apposita certificazione rilasciata dall'ENAC. 
  Ferme  restando  la  disciplina  del  titolo  VII  e  comunque   le
competenze attribuite agli organi statali  in  materia  di  ordine  e
sicurezza pubblica, difesa civile, prevenzione  incendi,  soccorso  e
protezione civile, il gestore aeroportuale: 
    a) assicura il puntuale rispetto degli obblighi  assunti  con  la
convenzione ed il contratto di programma; 
    b)  organizza  l'attivita'  aeroportuale  al  fine  di  garantire
l'efficiente  utilizzazione  delle  risorse  per  la   fornitura   di
attivita' e  di  servizi  di  livello  adeguato,  anche  mediante  la
pianificazione  degli  interventi  in  relazione  alla  tipologia  di
traffico; 
    c) corrisponde il canone di concessione; 
    d) assicura agli utenti la presenza in  aeroporto  dei  necessari
servizi di assistenza a terra, di cui  all'articolo  706,  fornendoli
direttamente  o  coordinando  l'attivita'  dei  soggetti  idonei  che
forniscono i suddetti servizi a favore di terzi o in autoproduzione; 
    e) sotto la vigilanza dell'ENAC e coordinandosi con  la  societa'
Enav, assegna  le  piazzole  di  sosta  agli  aeromobili  e  assicura
l'ordinato movimento degli altri mezzi e del personale sui  piazzali,
al fine di non interferire con l'attivita'  di  movimentazione  degli
aeromobili,  verificando   il   rispetto   delle   prescrizioni   del
regolamento di scalo da parte degli operatori  privati  fornitori  di
servizi aeroportuali, al fine dell'emissione delle sanzioni  previste
nel regolamento stesso e negli atti convenzionali; 
    f) fornisce tempestivamente notizie all'ENAC, alla societa' Enav,
ai vettori e agli enti interessati in merito a riduzioni del  livello
del servizio ed a interventi sull'area di  movimento  dell'aeroporto,
nonche' alla presenza di ostacoli o di altre  condizioni  di  rischio
per la navigazione aerea nell'ambito del sedime di concessione; 
    g) redige la Carta dei  servizi  in  conformita'  alle  direttive
emanate  dal  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti   e
dall'ENAC e garantisce il rispetto dei previsti livelli  di  qualita'
dei servizi offerti all'utenza; 
    h) assicura i controlli di sicurezza  su  passeggeri,  bagagli  e
merci, conformemente alle disposizioni vigenti. 
  Art. 706 (Servizi di assistenza a terra). - I servizi di assistenza
a  terra  negli  aeroporti  aperti  al  traffico  aereo  commerciale,
espletati sia dal gestore aeroportuale che dagli  operatori  terzi  o
dagli  utenti  in  autoassistenza  ritenuti  idonei  dall'ENAC,  sono
regolati dalle norme speciali in materia. 
 
                              Capo III 
 
                  Vincoli della proprieta' privata 
 
  Art. 707 (Determinazione delle zone soggette a limitazioni).  -  Al
fine di  garantire  la  sicurezza  della  navigazione  aerea,  l'ENAC
individua le zone da sottoporre a vincolo nelle aree  limitrofe  agli
aeroporti e stabilisce le limitazioni relative agli ostacoli  per  la
navigazione  aerea  ed  ai  potenziali  pericoli   per   la   stessa,
conformemente alla normativa tecnica internazionale. Gli enti locali,
nell'esercizio delle proprie competenze in ordine alla programmazione
ed  al  governo  del  territorio,  adeguano  i  propri  strumenti  di
pianificazione alle prescrizioni dell'ENAC. 
  Il personale incaricato  dall'ENAC  di  eseguire  i  rilievi  e  di
collocare  i  segnali  puo'  accedere   nella   proprieta'   privata,
richiedendo, nel caso di opposizione dei privati, l'assistenza  della
forza pubblica. 
  Le zone di cui al  primo  comma  e  le  relative  limitazioni  sono
indicate dall'ENAC su apposite  mappe  pubblicate  mediante  deposito
nell'ufficio del comune interessato. 
  Dell'avvenuto  deposito  e'  data  notizia,  entro  dieci   giorni,
mediante avviso  inserito  nel  Bollettino  ufficiale  della  regione
interessata.  Il  comune  interessato  provvede   inoltre   a   darne
pubblicita'  ai  singoli  soggetti  interessati,  nei  modi  ritenuti
idonei. 
  Nelle direzioni di atterraggio e decollo possono essere autorizzate
opere o attivita' compatibili con gli appositi piani di rischio,  che
i comuni territorialmente competenti adottano sentito l'ENAC. 
  Per gli aeroporti militari le funzioni di cui  al  primo,  secondo,
terzo e quarto comma sono esercitate dal Ministero della difesa. 
  Art.  708  (Opposizione).  -  Nel  termine   di   sessanta   giorni
dall'avviso di  deposito  di  cui  all'articolo  707,  quarto  comma,
chiunque vi abbia  interesse  puo',  con  atto  notificato  all'ENAC,
proporre opposizione avverso la determinazione della zona soggetta  a
limitazioni. Di questa facolta', e del  predetto  termine,  e'  fatta
menzione nel medesimo avviso. 
  L'ENAC decide sull'opposizione entro sessanta giorni dalla notifica
della medesima. Decorso vanamente il suddetto termine,  l'opposizione
s'intende respinta. 
  Art. 709 (Ostacoli alla navigazione). - Costituiscono ostacolo alla
navigazione aerea le costruzioni, le piantagioni arboree,  i  rilievi
orografici ed in genere le opere che interferiscono con le  superfici
di rispetto, come definite dall'ENAC con proprio regolamento. 
  La costituzione di ostacoli fissi o mobili alla  navigazione  aerea
e' subordinata all'autorizzazione  dell'ENAC,  previo  coordinamento,
ove necessario, con il Ministero della difesa. 
  Art. 710 (Aeroporti militari). - Per  gli  aeroporti  militari,  il
Ministero della difesa esercita le competenze relative: 
    a) alla predisposizione e pubblicazione delle mappe aeronautiche; 
    b) alla autorizzazione alla costituzione degli ostacoli alla 
navigazione aerea nelle vicinanze degli stessi; 
    c) all'imposizione di limitazioni e rilascio di autorizzazioni di
cui all'articolo 711; 
    d) al collocamento di segnali di cui all'articolo 712; 
    e)  all'abbattimento  degli  ostacoli  ed  all'eliminazione   dei
pericoli di cui all'articolo 714. 
  Art. 711 (Pericoli  per  la  navigazione).  -  Nelle  zone  di  cui
all'articolo  707,  sono  soggette  a  limitazioni   le   opere,   le
piantagioni e le attivita' che costituiscono un  potenziale  richiamo
per la fauna selvatica o comunque  un  pericolo  per  la  navigazione
aerea. 
  La realizzazione delle opere, le piantagioni  e  l'esercizio  delle
attivita' di  cui  al  comma  1,  fatte  salve  le  competenze  delle
autorita' preposte, sono  subordinati  all'autorizzazione  dell'ENAC,
che ne accerta il grado di  pericolosita'  ai  fini  della  sicurezza
della navigazione aerea. 
  Art. 712 (Collocamento di segnali). - L'ENAC, anche su segnalazione
delle autorita' e degli organismi locali e con  oneri  a  carico  del
proprietario, ordina, anche con riguardo alle zone estranee a  quelle
delimitate ai sensi dell'articolo 707,  il  collocamento  di  segnali
sulle costruzioni, sui rilievi orografici e in genere sulle opere che
richiedono maggiore visibilita', nonche' l'adozione di  altre  misure
necessarie per la sicurezza della navigazione. 
  Il  monitoraggio  dell'efficienza  dei  segnali   e   la   relativa
manutenzione compete al gestore aeroportuale. 
  I comuni territorialmente competenti segnalano  all'ENAC  eventuali
inosservanze  delle  prescrizioni  in  materia  di  collocamento   di
segnali. 
  Art.  713  (Aviosuperfici  e  impianti  aeronautici  destinati   al
servizio della navigazione  aerea).  -  Le  aree  in  prossimita'  di
aviosuperfici o di impianti aeronautici destinati al  servizio  della
navigazione  aerea  possono  essere   assoggettate   dall'ENAC   alle
limitazioni  previste  dagli   articoli   709   e   711,   a   tutela
dell'interesse pubblico. 
  Art.  714  (Abbattimento  degli  ostacoli   ed   eliminazione   dei
pericoli). - L'ENAC ordina, con  provvedimento  motivato,  che  siano
abbattuti  gli  ostacoli  non  compatibili  con  la  sicurezza  della
navigazione aerea o eliminati i pericoli per la stessa.  Il  relativo
onere e' posto a carico del proprietario dell'opera  che  costituisce
ostacolo. 
  Se l'ostacolo o la situazione di pericolo  sono  preesistenti  alla
data di pubblicazione  del  piano  di  sviluppo  aeroportuale  o,  in
carenza di esso, del piano regolatore  aeroportuale,  e'  corrisposta
un'indennita' all'interessato che  abbia  subito  un  pregiudizio  in
conseguenza dell'abbattimento o dell'eliminazione. 
  Art. 715 (Valutazione di rischio delle attivita'  aeronautiche).  -
Al fine di ridurre il rischio derivante dalle attivita'  aeronautiche
le comunita' presenti sul territorio limitrofo agli aeroporti, l'ENAC
individua  gli  aeroporti  per  i  quali  effettuare  la  valutazione
dell'impatto di rischio. 
  Nell'esercizio delle proprie funzioni di pianificazione e  gestione
del territorio, i comuni interessati tengono conto della  valutazione
di cui al primo comma. 
  Art. 716 (Inquinamento acustico). - La  realizzazione  di  opere  e
l'imposizione di  nuove  destinazioni  urbanistiche  nelle  vicinanze
degli aeroporti sono subordinate all'osservanza delle  norme  vigenti
in materia di inquinamento acustico.". 
 
  2.  Indipendentemente  dall'individuazione   degli   aeroporti   di
rilevanza nazionale, ai sensi  dell'articolo  698  del  codice  della
navigazione, ((. . .)) le disposizioni di cui all'articolo 704, primo
e secondo comma, del codice della navigazione,  come  modificato  dal
presente decreto legislativo, non si applicano alle concessioni della
gestione aeroportuale gia' rilasciate, anche in base a legge speciale
e in ipotesi di delocalizzazione funzionale, nonche' ai  procedimenti
di rilascio della concessione su istanza  antecedente  alla  data  di
entrata in vigore del presente  decreto  legislativo,  ai  sensi  del
decreto del Ministro dei trasporti e della  navigazione  12  novembre
1997, n. 521. Detti procedimenti devono  concludersi  entro  il  ((30
giugno 2012)). Decorso  inutilmente  il  detto  termine  le  societa'
istanti possono chiedere, con  oneri  a  carico  delle  medesime,  al
Ministro delle  infrastrutture  e  dei  trasporti  la  nomina  di  un
Commissario ad acta, il quale nei successivi sessanta giorni provvede
sull'istanza, provvedendo al rilascio  della  concessione  una  volta
verificato il possesso dei necessari requisiti. (6) (7a) ((7)) 
 
  3. Sono abrogate le seguenti disposizioni: 
    a) il comma 4 dell'articolo 8 del decreto legislativo  25  luglio
1997, n. 250; 
    b) il comma 1 dell'articolo 1-bis del decreto-legge  8  settembre
2004, n. 237, convertito, con modificazioni, dalla legge  9  novembre
2004, n. 265; 
    c) i commi 2 e 4 dell'articolo 2 del  decreto-legge  8  settembre
2004, n. 237, convertito, con modificazioni, dalla legge  9  novembre
2004, n. 265. 
 
  4. L'articolo 718 del codice della navigazione  e'  sostituito  dal
seguente: 
  "Art. 718 (Funzioni di polizia e di vigilanza). -  Le  funzioni  di
polizia degli aerodromi sono esercitate dall'ENAC, anche mediante  le
proprie articolazioni periferiche. 
  I soggetti privati che esercitano un'attivita'  nell'interno  degli
aerodromi sono soggetti alla vigilanza dell'ENAC, nell'esercizio  dei
poteri  autoritativi  di  competenza,  nonche'  al  coordinamento   e
controllo del gestore aeroportuale. 
  L'ENAC vigila sulla fornitura dei servizi  forniti  dalla  societa'
Enav, fatte salve le competenze del Ministero della difesa. 
  Al personale dell'ENAC autorizzato a svolgere  attivita'  ispettiva
e' garantito l'accesso  ai  mezzi,  alle  aree  aeroportuali  e  alle
infrastrutture, nonche' alle documentazioni pertinenti alle attivita'
connesse alla navigazione aerea.". 
 
  5. Gli articoli da 719 a 725  del  codice  della  navigazione  sono
abrogati. 
 
  6. All'articolo 730, terzo comma, le parole: ",  previo  versamento
della somma fissata nell'atto d'ingiunzione" sono soppresse. 
 
  7. Le regioni disciplinano le materie  di  propria  competenza  nel
rispetto dei principi desumibili  dalle  disposizioni  contenute  nel
titolo III del libro I della parte II del codice  della  navigazione,
come modificato dal presente articolo. 
 
  8. L'articolo 14 del decreto legislativo 13 gennaio 1999, n. 18, e'
sostituito dal seguente: 
                              "Art. 14. 
                         Protezione sociale 
 
  1. Salva restando l'applicazione di specifiche  norme  contrattuali
di   tutela,   l'ENAC,   in   esecuzione   delle   direttive    delle
Amministrazioni competenti e nell'ambito delle  vigenti  disposizioni
in materia, assicura, senza nuovi o maggiori  oneri  a  carico  della
finanza  pubblica,  nel  caso  di   trasferimento   delle   attivita'
concernenti una o piu' categorie di servizi di' assistenza a terra di
cui agli allegati A e B, l'applicazione delle  misure  di  protezione
sociale previste dalla normativa vigente, privilegiando il  reimpiego
del personale in attivita' analoghe che  richiedono  il  possesso  di
particolari requisiti di sicurezza da parte del personale addetto.". 
 
------------- 
AGGIORNAMENTO (6) 
  Il D.L. 29 dicembre 2010,  n.  225,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 26 febbraio 2011, n. 10 (in S.O. n. 53/L relativo alla  G.U.
26/2/2011, n. 47), ha disposto (con l'art. 1, comma 1), in  relazione
al comma 2 del presente articolo, che "E' fissato al 31 marzo 2011 il
termine di scadenza dei termini e dei regimi giuridici indicati nella
tabella 1 allegata con scadenza in data anteriore al 15 marzo 2011". 
------------- 
AGGIORNAMENTO (7a) 
  Il Il D.P.C.M. 25  marzo  2011  (in  G.U.  31/03/2011,  n.  74)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che il termine di cui al comma 2 del
presente articolo e' prorogato al 31 dicembre 2011. 
  Ha inoltre disposto  (con  l'art.  1,  comma  2)  che  la  presente
modifica ha effeto dal 1° aprile 2011. 
------------- 
AGGIORNAMENTO (7) 
  Il D.L. 29 dicembre 2011,  n.  216,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 24 febbraio 2012, n. 14, ha disposto (con l'art.  11,  comma
2) che "Il termine del 30 giugno 2012, di cui all'articolo  3,  comma
2, del decreto legislativo 9 maggio 2005, n. 96, come modificato  dal
presente comma, e' prorogato al 31 dicembre 2012  per  gli  aeroporti
che, pur in presenza di perdite di esercizio pregresse, presentino un
piano da cui  risultino,  nel  rispetto  delle  disposizioni  di  cui
all'articolo 6, comma 19, del decreto-legge 31 maggio  2010,  n.  78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, il
riequilibrio economico-finanziario della gestione e il raggiungimento
di adeguati indici di solvibilita' patrimoniale.  Entro  il  predetto
termine si provvede all'individuazione degli aeroporti e dei  sistemi
aeroportuali di interesse nazionale,  di  cui  all'articolo  698  del
codice della navigazione".