DECRETO LEGISLATIVO 23 aprile 2004, n. 124

Razionalizzazione delle funzioni ispettive in materia di previdenza sociale e di lavoro, a norma dell'articolo 8 della legge 14 febbraio 2003, n. 30.

note: Entrata in vigore del decreto: 27-5-2004 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 23/09/2015)
Testo in vigore dal: 27-5-2004
attiva riferimenti normativi
                              Art. 12.
            Diffida accertativa per crediti patrimoniali

  1.   Qualora   nell'ambito  dell'attivita'  di  vigilanza  emergano
inosservanze alla disciplina contrattuale da cui scaturiscono crediti
patrimoniali  in  favore  dei  prestatori  di  lavoro,  il  personale
ispettivo  delle  Direzioni  del lavoro diffida il datore di lavoro a
corrispondere gli importi risultanti dagli accertamenti.
  2. Entro trenta giorni dalla notifica della diffida accertativa, il
datore di lavoro puo' promuovere tentativo di conciliazione presso la
Direzione  provinciale  del lavoro. In caso di accordo, risultante da
verbale  sottoscritto  dalle parti, il provvedimento di diffida perde
efficacia  e,  per  il  verbale medesimo, non trovano applicazione le
disposizioni  di  cui all'articolo 2113, commi primo, secondo e terzo
del codice civile.
  3.  Decorso  inutilmente  il termine di cui al comma 2 o in caso di
mancato  raggiungimento  dell'accordo, attestato da apposito verbale,
il  provvedimento  di  diffida  di  cui  al  comma  1  acquista,  con
provvedimento  del  direttore della Direzione provinciale del lavoro,
valore di accertamento tecnico, con efficacia di titolo esecutivo.
  4.  Nei confronti del provvedimento di diffida di cui al comma 3 e'
ammesso  ricorso  davanti  al  Comitato  regionale  per i rapporti di
lavoro  di  cui  all'articolo 17, integrato con un rappresentante dei
datori  di lavoro ed un rappresentante dei lavoratori designati dalle
organizzazioni  sindacali  comparativamente  piu'  rappresentative  a
livello nazionale. In mancanza della designazione entro trenta giorni
dalla  richiesta  di  nomina, il Comitato decide il ricorso nella sua
composizione  ordinaria.  I  ricorsi  vanno  inoltrati alla direzione
regionale  del  lavoro e sono decisi, con provvedimento motivato, dal
Comitato  nel  termine  di novanta giorni dal ricevimento, sulla base
della  documentazione prodotta dal ricorrente e di quella in possesso
dell'Amministrazione.  Decorso inutilmente il termine previsto per la
decisione  il  ricorso  si  intende  respinto.  Il  ricorso  sospende
l'esecutivita' della diffida.
          Nota all'art. 12:
              -  Per  il  testo  del  citato  art. 2113, commi primo,
          secondo e terzo del codice civile si veda nota all'art. 11.