DECRETO LEGISLATIVO 29 marzo 2004, n. 99

Disposizioni in materia di soggetti e attivita', integrita' aziendale e semplificazione amministrativa in agricoltura, a norma dell'articolo 1, comma 2, lettere d), f), g), l), ee), della legge 7 marzo 2003, n. 38.

note: Entrata in vigore del decreto: 7-5-2004 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 23/06/2018)
vigente al 30/09/2020
  • Articoli
  • Capo I
    SOGGETTI E ATTIVITA'

  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • Capo II
    INTEGRITA' AZIENDALE
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
  • 11
  • 12
  • Capo III
    SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA
  • 13
  • 14
  • 15
  • 16
  • Capo IV
    TUTELA DEL PATRIMONIO AGROALIMENTARE
  • 17
  • 18
Testo in vigore dal: 30-6-2005
attiva riferimenti normativi aggiornamenti all'articolo
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

  Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
  Visto l'articolo 1 della legge 7 marzo 2003, n. 38;
  Visti gli articoli 7 e 8 della legge 5 marzo 2001, n. 57;
  Visto il decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228;
  Vista  la  preliminare  deliberazione  del  Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 19 dicembre 2003;
  Vista la nota n. 376 del 4 marzo 2004 con la quale e' stato inviato
alla  Commissione  europea,  in  attuazione  del  regolamento (CE) n.
659/1999  del  Consiglio,  del  22  marzo  1999, lo schema di decreto
legislativo  recante attuazione dell'articolo 1, comma 2, della legge
7 marzo 2003, n. 38;
  Acquisito  il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo  Stato,  le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
reso il 15 gennaio 2004;
  Acquisito  il  parere delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 25 marzo 2004;
  Sulla  proposta  del Ministro delle politiche agricole e forestali,
di  concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze, del lavoro
e  delle politiche sociali, della giustizia, per gli affari regionali
e per le politiche comunitarie;

                                Emana
                  il seguente decreto legislativo:

                               Art. 1.
                 Imprenditore agricolo professionale
  1.   Ai   fini   dell'applicazione   della  normativa  statale,  e'
imprenditore agricolo professionale (IAP) colui il quale, in possesso
di conoscenze e competenze professionali ai sensi dell'articolo 5 del
regolamento  (CE)  n.  1257/1999  del  Consiglio, del 17 maggio 1999,
dedichi  alle  attivita' agricole di cui all'articolo 2135 del codice
civile,  direttamente  o  in qualita' di socio di societa', almeno il
cinquanta  per  cento  del  proprio tempo di lavoro complessivo e che
ricavi  dalle  attivita'  medesime  almeno il cinquanta per cento del
proprio  reddito  globale  da lavoro. Le pensioni di ogni genere, gli
assegni  ad  esse  equiparati, le indennita' e le somme percepite per
l'espletamento   di   cariche   pubbliche,   ovvero  in  ((.  .  .)),
associazioni  ed  altri  enti  operanti  nel  settore  agricolo, sono
escluse  dal  computo del reddito globale da lavoro. ((Nel caso delle
societa'  di  persone  e  cooperative,  ivi incluse le cooperative di
lavoro,  l'attivita'  svolta dai soci nella societa', in presenza dei
requisiti  di  conoscenze  e competenze professionali, tempo lavoro e
reddito  di  cui  al  primo  periodo,  e'  idonea  a far acquisire ai
medesimi  la  qualifica  di  imprenditore agricolo professionale e al
riconoscimento  dei  requisiti  per  i  soci  lavoratori. Nel caso di
societa'  di  capitali, l'attivita' svolta dagli amministratori nella
societa',   in  presenza  dei  predetti  requisiti  di  conoscenze  e
competenze  professionali,  tempo  lavoro  e reddito, e' idonea a far
acquisire  ai  medesimi  amministratori  la qualifica di imprenditore
agricolo  professionale)).  Per  l'imprenditore  che operi nelle zone
svantaggiate  di  cui  all'articolo 17 del citato regolamento (CE) n.
1257/1999,  i  requisiti  di  cui  al  presente comma sono ridotti al
venticinque per cento.
  2.  Le  regioni accertano ad ogni effetto il possesso dei requisiti
di cui al comma 1. E' fatta salva la facolta' dell'Istituto nazionale
di  previdenza  sociale (INPS) di svolgere, ai fini previdenziali, le
verifiche  ritenute  necessarie  ai  sensi del decreto del Presidente
della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 476.
  3. Le societa' di persone, cooperative e di capitali, anche a scopo
consortile,  sono  considerate  imprenditori  agricoli  professionali
qualora   lo   statuto  preveda  quale  oggetto  sociale  l'esercizio
esclusivo  delle  attivita'  agricole  di  cui  all'articolo 2135 del
codice civile e siano in possesso dei seguenti requisiti:
    a) nel caso di societa' di persone qualora almeno un socio sia in
possesso  della qualifica di imprenditore agricolo professionale. Per
le  societa'  in  accomandita  la  qualifica  si  riferisce  ai  soci
accomandatari;
    b) ((LETTERA SOPPRESSA DAL D.LGS. 27 MAGGIO 2005, N. 101));
    c)  nel  caso di societa' di capitali (( o cooperative )), quando
almeno  un  amministratore  ((che  sia  anche  socio  per le societa'
cooperative,))  sia  in  possesso  della  qualifica  di  imprenditore
agricolo professionale.
    ((3-bis. La qualifica di imprenditore agricolo professionale puo'
    essere   apportata  da  parte  dell'amministratore  ad  una  sola
  societa')).
((4. All'imprenditore agricolo professionale persona fisica, se
iscritto nella gestione previdenziale ed assistenziale, sono altresi'
riconosciute  le  agevolazioni  tributarie  in materia di imposizione
indiretta  e  creditizie  stabilite  dalla normativa vigente a favore
delle  persone  fisiche  in  possesso  della qualifica di coltivatore
diretto.  La perdita dei requisiti di cui al comma 1, nei cinque anni
dalla data di applicazione delle agevolazioni ricevute in qualita' di
imprenditore  agricolo  professionale  determina  la  decadenza dalle
agevolazioni medesime)).
  ((5.  Le  indennita' e le somme percepite per l'attivita' svolta in
societa' agricole di persone, cooperative, di capitali, anche a scopo
consortile,  sono  considerate  come  redditi  da lavoro derivanti da
attivita'  agricole  ai  fini  del  presente  articolo,  e consentono
l'iscrizione del soggetto interessato nella gestione previdenziale ed
assistenziale per l'agricoltura.
  5-bis.  L'imprenditore agricolo professionale persona fisica, anche
ove socio di societa' di persone o cooperative, ovvero amministratore
di societa' di capitali, deve iscriversi nella gestione previdenziale
ed assistenziale per l'agricoltura. Ai soci lavoratori di cooperative
si applica l'articolo 1, comma 3, della legge 3 aprile 2001, n. 142.
  5-ter.   Le   disposizioni   relative   all'imprenditore   agricolo
professionale  si  applicano  anche  ai  soggetti  persone  fisiche o
societa'  che,  pur non in possesso dei requisiti di cui ai commi 1 e
3,  abbiano presentato istanza di riconoscimento della qualifica alla
Regione  competente  che rilascia apposita certificazione, nonche' si
siano  iscritti  all'apposita  gestione dell'INPS. Entro ventiquattro
mesi  dalla  data  di  presentazione  dell'istanza di riconoscimento,
salvo   diverso   termine   stabilito   dalle  regioni,  il  soggetto
interessato  deve  risultare  in  possesso  dei  requisiti  di cui ai
predetti  commi  1  e  3,  pena la decadenza degli eventuali benefici
conseguiti.   Le   regioni  e  l'Agenzia  delle  entrate  definiscono
modalita'  di  comunicazione  delle informazioni relative al possesso
dei requisiti relativi alla qualifica di IAP.
  5-quater.   Qualunque   riferimento   nella   legislazione  vigente
all'imprenditore  agricolo  a  titolo  principale si intende riferito
all'imprenditore  agricolo  professionale, come definito nel presente
articolo.
  5-quinquies.  L'articolo  12  della  legge 9 maggio 1975, n. 153, e
successive modificazioni, e' abrogato)).