DECRETO LEGISLATIVO 26 marzo 2001, n. 151

Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternita' e della paternita', a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53.

note: Entrata in vigore del decreto: 27-4-2001 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 31/05/2022)
Testo in vigore dal: 1-2-2022
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 75. 
       Assegno di maternita' per lavori atipici e discontinui 
(legge 23 dicembre 1999, n. 488, art. 49, commi 8, 9, 11, 12, 13, 14; 
         legge 23 dicembre 2000, n. 388, art. 80, comma 10) 
 
  1.  Alle  donne  residenti,  cittadine  italiane  o  comunitarie((o
familiari titolari della carta di soggiorno di cui agli articoli 10 e
17 del decreto legislativo 6 febbraio 2007,  n.  30,  o  titolari  di
permesso di soggiorno ed equiparate alle cittadine italiane ai  sensi
dell'articolo 41, comma 1-ter, del testo  unico  di  cui  al  decreto
legislativo 25 luglio 1998, n. 286, ovvero titolari  di  permesso  di
soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo)), per le  quali  sono
in atto o sono stati versati contributi per la  tutela  previdenziale
obbligatoria della maternita', e' corrisposto, per ogni figlio  nato,
o per ogni minore in affidamento  preadottivo  o  in  adozione  senza
affidamento dal 2 luglio 2000, un assegno di importo complessivo pari
a lire 3 milioni, per  l'intero  nel  caso  in  cui  non  beneficiano
dell'indennita' di cui agli articoli 22, 66 e 70 del  presente  testo
unico, ovvero per la quota differenziale  rispetto  alla  prestazione
complessiva in godimento  se  questa  risulta  inferiore,  quando  si
verifica uno dei seguenti casi: 
    a) quando la donna lavoratrice  ha  in  corso  di  godimento  una
qualsiasi forma di tutela previdenziale o economica della  maternita'
e possa far valere almeno tre mesi di contribuzione nel  periodo  che
va dai diciotto ai nove mesi antecedenti alla nascita o all'effettivo
ingresso del minore nel nucleo familiare; 
    b) qualora il periodo intercorrente tra la data della perdita del
diritto a prestazioni previdenziali o assistenziali  derivanti  dallo
svolgimento, per almeno tre mesi, di attivita' lavorativa, cosi' come
individuate con i decreti di cui al comma 5, e la data della  nascita
o dell'effettivo ingresso del minore nel nucleo  familiare,  non  sia
superiore a quello del godimento di tali prestazioni, e comunque  non
sia superiore a  nove  mesi.  Con  i  medesimi  decreti  e'  altresi'
definita la data di inizio del  predetto  periodo  nei  casi  in  cui
questa non risulti esattamente individuabile; 
    c) in caso di recesso, anche volontario, dal rapporto  di  lavoro
durante il periodo di gravidanza, qualora la donna possa  far  valere
tre mesi di contribuzione nel periodo che va  dai  diciotto  ai  nove
mesi antecedenti alla nascita. 
  2. Ai trattamenti di maternita' corrispondono anche  i  trattamenti
economici di maternita' corrisposti da datori di lavoro non tenuti al
versamento dei contributi di maternita'. 
  3. L'assegno di cui al comma 1 e' concesso ed erogato dall'INPS,  a
domanda dell'interessata, da presentare in carta semplice nel termine
perentorio di sei mesi dalla nascita o  dall'effettivo  ingresso  del
minore nel nucleo familiare. 
  4. L'importo dell'assegno e' rivalutato al 1 gennaio di ogni  anno,
sulla base della variazione dell'indice dei prezzi al consumo per  le
famiglie di operai e impiegati calcolato dall'ISTAT. 
  5. Con i decreti di cui al comma 6 sono  disciplinati  i  casi  nei
quali l'assegno, se  non  ancora  concesso  o  erogato,  puo'  essere
corrisposto al padre o all'adottante del minore. 
  6. Con uno o piu' decreti del Ministro per la solidarieta' sociale,
di concerto con i Ministri del lavoro e della  previdenza  sociale  e
del tesoro, del  bilancio  e  della  programmazione  economica,  sono
emanate le disposizioni regolamentari necessarie per l'attuazione del
presente articolo.