DECRETO LEGISLATIVO 26 marzo 2001, n. 151

Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternita' e della paternita', a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53.

note: Entrata in vigore del decreto: 27-4-2001 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 25/05/2021)
Testo in vigore dal: 27-4-2001
attiva riferimenti normativi
                              Art. 75.
       Assegno di maternita' per lavori atipici e discontinui
(legge 23 dicembre 1999, n. 488, art. 49, commi 8, 9, 11, 12, 13, 14;
         legge 23 dicembre 2000, n. 388, art. 80, comma 10)

  1. Alle donne residenti, cittadine italiane o comunitarie ovvero in
possesso  di  carta di soggiorno ai sensi dell'articolo 9 del decreto
legislativo  25 luglio 1998, n. 286, per le quali sono in atto o sono
stati  versati  contributi  per  la tutela previdenziale obbligatoria
della  maternita',  e'  corrisposto, per ogni figlio nato, o per ogni
minore in affidamento preadottivo o in adozione senza affidamento dal
2  luglio  2000,  un  assegno  di  importo  complessivo pari a lire 3
milioni, per l'intero nel caso in cui non beneficiano dell'indennita'
di cui agli articoli 22, 66 e 70 del presente testo unico, ovvero per
la  quota  differenziale  rispetto  alla  prestazione  complessiva in
godimento  se  questa  risulta  inferiore, quando si verifica uno dei
seguenti casi:
    a)  quando  la  donna  lavoratrice  ha  in corso di godimento una
qualsiasi  forma di tutela previdenziale o economica della maternita'
e  possa  far valere almeno tre mesi di contribuzione nel periodo che
va dai diciotto ai nove mesi antecedenti alla nascita o all'effettivo
ingresso del minore nel nucleo familiare;
    b) qualora il periodo intercorrente tra la data della perdita del
diritto  a  prestazioni previdenziali o assistenziali derivanti dallo
svolgimento, per almeno tre mesi, di attivita' lavorativa, cosi' come
individuate  con i decreti di cui al comma 5, e la data della nascita
o  dell'effettivo  ingresso  del minore nel nucleo familiare, non sia
superiore  a quello del godimento di tali prestazioni, e comunque non
sia  superiore  a  nove  mesi.  Con  i  medesimi  decreti e' altresi'
definita  la  data  di  inizio  del  predetto periodo nei casi in cui
questa non risulti esattamente individuabile;
    c)  in  caso di recesso, anche volontario, dal rapporto di lavoro
durante  il  periodo di gravidanza, qualora la donna possa far valere
tre  mesi  di  contribuzione  nel periodo che va dai diciotto ai nove
mesi antecedenti alla nascita.
  2.  Ai  trattamenti di maternita' corrispondono anche i trattamenti
economici di maternita' corrisposti da datori di lavoro non tenuti al
versamento dei contributi di maternita'.
  3.  L'assegno di cui al comma 1 e' concesso ed erogato dall'INPS, a
domanda dell'interessata, da presentare in carta semplice nel termine
perentorio  di  sei  mesi dalla nascita o dall'effettivo ingresso del
minore nel nucleo familiare.
  4.  L'importo dell'assegno e' rivalutato al 1 gennaio di ogni anno,
sulla  base della variazione dell'indice dei prezzi al consumo per le
famiglie di operai e impiegati calcolato dall'ISTAT.
  5.  Con  i  decreti  di cui al comma 6 sono disciplinati i casi nei
quali  l'assegno,  se  non  ancora  concesso  o  erogato, puo' essere
corrisposto al padre o all'adottante del minore.
  6. Con uno o piu' decreti del Ministro per la solidarieta' sociale,
di  concerto  con  i Ministri del lavoro e della previdenza sociale e
del  tesoro,  del  bilancio  e  della  programmazione economica, sono
emanate le disposizioni regolamentari necessarie per l'attuazione del
presente articolo.
          Nota all'art. 75, comma 1:
              - Per   il   testo   dell'art.  9  del  citato  decreto
          legislativo n. 286/1998, si veda in nota all'art. 74, comma
          1.