DECRETO LEGISLATIVO 18 agosto 2000, n. 267

Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali.

note: Entrata in vigore del decreto: 13-10-2000 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 21/09/2022)
Testo in vigore dal: 17-9-2011
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 38 
                   Consigli comunali e provinciali 
 
  1. L'elezione dei consigli comunali e provinciali, la  loro  durata
in carica, il numero dei consiglieri e la  loro  posizione  giuridica
sono regolati dal presente testo unico. 
  2. Il funzionamento dei consigli, nel quadro dei principi stabiliti
dallo  statuto,  e'  disciplinato  dal   regolamento,   approvato   a
maggioranza assoluta, che prevede, in particolare, le  modalita'  per
la convocazione  e  per  la  presentazione  e  la  discussione  delle
proposte. Il regolamento indica altresi' il  numero  dei  consiglieri
necessario per la validita' delle sedute, prevedendo che in ogni caso
debba  esservi  la  presenza  di  almeno  un  terzo  dei  consiglieri
assegnati per legge all'ente, senza computare a tale fine il  sindaco
e il presidente della provincia. 
  3. I consigli sono dotati di autonomia funzionale e  organizzativa.
Con norme regolamentari i comuni e le province fissano  le  modalita'
per fornire ai consigli servizi, attrezzature e risorse  finanziarie.
Nei comuni con  popolazione  superiore  a  15.000  abitanti  e  nelle
province  possono  essere  previste   strutture   apposite   per   il
funzionamento dei consigli. Con il regolamento di cui al  comma  2  i
consigli disciplinano la gestione di tutte le risorse attribuite  per
il  proprio  funzionamento  e  per  quello  dei   gruppi   consiliari
regolarmente costituiti. 
  4. I consiglieri entrano in  carica  all'atto  della  proclamazione
ovvero, in caso di surrogazione, non appena adottata dal consiglio la
relativa deliberazione. 
  5. I  consigli  durano  in  carica  sino  all'elezione  dei  nuovi,
limitandosi, dopo la  pubblicazione  del  decreto  di  indizione  dei
comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti e improrogabili. 
  6. Quando  lo  statuto  lo  preveda,  il  consiglio  si  avvale  di
commissioni costituite nel proprio seno con  criterio  proporzionale.
Il regolamento determina i poteri delle commissioni e  ne  disciplina
l'organizzazione e le forme di pubblicita' dei lavori. 
  7. Le sedute del consiglio e delle commissioni sono pubbliche salvi
i casi previsti dal regolamento ((e, nei comuni con popolazione  fino
a 15.000 abitanti, si tengono preferibilmente in  un  arco  temporale
non coincidente con l'orario di lavoro dei partecipanti)). ((49)) 
  8. Le  dimissioni  dalla  carica  di  consigliere,  indirizzate  al
rispettivo  consiglio,  devono  essere  presentate  personalmente  ed
assunte immediatamente al protocollo dell'ente nell'ordine  temporale
di presentazione. Le dimissioni non presentate  personalmente  devono
essere autenticate ed inoltrate  al  protocollo  per  il  tramite  di
persona delegata con atto autenticato in data non anteriore a  cinque
giorni. Esse sono irrevocabili, non necessitano  di  presa  d'atto  e
sono immediatamente efficaci. Il consiglio, entro e non  oltre  dieci
giorni, deve procedere alla surroga dei consiglieri dimissionari, con
separate deliberazioni,  seguendo  l'ordine  di  presentazione  delle
dimissioni quale risulta dal protocollo. Non si fa luogo alla surroga
qualora,  ricorrendone  i  presupposti,  si  debba   procedere   allo
scioglimento del consiglio a norma dell'articolo 141. 
  9. In  occasione  delle  riunioni  del  consiglio  vengono  esposte
all'esterno  degli  edifici,  ove  si  tengono,  la  bandiera   della
Repubblica italiana e quella dell'Unione europea per il tempo in  cui
questi esercita le rispettive funzioni e attivita'. Sono fatte  salve
le ulteriori disposizioni emanate sulla base della legge  5  febbraio
1998,  n.  22,  concernente  disposizioni  generali  sull'uso   della
bandiera italiana ed europea. 
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AGGIORNAMENTO (49) 
  Il D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni  dalla
L. 14 settembre 2011, n. 148, ha disposto (con l'art. 16,  comma  29)
che "Le disposizioni di cui al  presente  articolo  si  applicano  ai
comuni appartenenti alle regioni a statuto speciale ed alle  province
autonome di Trento e di Bolzano  nel  rispetto  degli  statuti  delle
regioni e province medesime, delle relative  norme  di  attuazione  e
secondo quanto previsto dall'articolo 27 della legge 5  maggio  2009,
n. 42".