DECRETO LEGISLATIVO 25 luglio 1998, n. 286

Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero.

note: Entrata in vigore del decreto: 2-9-1998 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 19/12/2020)
Testo in vigore dal: 20-12-2020
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                               Art. 19 
             (Divieti di espulsione e di respingimento. 
         Disposizioni in materia di categorie vulnerabili. ) 
                (Legge 6 marzo 1998, n. 40, art. 17) 
 
  1. In nessun caso puo' disporsi  l'espulsione  o  il  respingimento
verso  uno  Stato  in  cui  lo  straniero  possa  essere  oggetto  di
persecuzione  per  motivi  di  razza,  di  sesso,  ((di  orientamento
sessuale, di identita' di genere,)) di lingua,  di  cittadinanza,  di
religione, di opinioni politiche, di condizioni personali o  sociali,
ovvero possa rischiare di essere rinviato verso un  altro  Stato  nel
quale non sia protetto dalla persecuzione. ((80)) 
  1.1.  Non  sono  ammessi  il   respingimento   o   l'espulsione   o
l'estradizione di  una  persona  verso  uno  Stato  qualora  esistano
fondati motivi di ritenere che essa rischi  di  essere  sottoposta  a
tortura o a trattamenti inumani o degradanti  ((o  qualora  ricorrano
gli obblighi di cui all'articolo 5, comma 6)). Nella  valutazione  di
tali motivi si tiene conto anche dell'esistenza, in  tale  Stato,  di
violazioni sistematiche e gravi di diritti umani. Non  sono  altresi'
ammessi il respingimento o l'espulsione  di  una  persona  verso  uno
Stato   qualora   esistano   fondati   motivi   di    ritenere    che
l'allontanamento dal territorio nazionale comporti una violazione del
diritto al rispetto della ((sua)) vita privata e  familiare,  a  meno
che esso ((sia necessario per  ragioni  di  sicurezza  nazionale,  di
ordine e sicurezza pubblica nonche' di protezione  della  salute  nel
rispetto della  Convenzione  relativa  allo  statuto  dei  rifugiati,
firmata a Ginevra il 28 luglio 1951, resa esecutiva  dalla  legge  24
luglio  1954,  n.  722,  e  della  Carta  dei  diritti   fondamentali
dell'Unione europea)). Ai  fini  della  valutazione  del  rischio  di
violazione di cui al periodo precedente, si tiene conto della  natura
e della effettivita' dei vincoli familiari dell'interessato, del  suo
effettivo  inserimento  sociale  in  Italia,  della  durata  del  suo
soggiorno nel territorio nazionale nonche' dell'esistenza  di  legami
familiari, culturali o sociali con il suo Paese d'origine. ((80)) 
  1.2.  Nelle  ipotesi  di  rigetto  della  domanda   di   protezione
internazionale, ove ricorrano i requisiti di cui ai commi 1  e  1.1.,
la Commissione territoriale trasmette gli atti  al  Questore  per  il
rilascio di un permesso di soggiorno  per  protezione  speciale.  Nel
caso in cui sia presentata una domanda di rilascio di un permesso  di
soggiorno, ove ricorrano i requisiti di cui ai  commi  1  e  1.1,  il
Questore,  previo  parere  della  Commissione  territoriale  per   il
riconoscimento della protezione internazionale, rilascia un  permesso
di soggiorno per protezione speciale. (80) 
  1-bis. In nessun caso puo' disporsi il respingimento alla frontiera
di minori stranieri non accompagnati. 
  2. Non e' consentita l'espulsione,  salvo  che  nei  casi  previsti
dall'articolo 13, comma 1, nei confronti: 
   a) degli stranieri minori di anni diciotto,  salvo  il  diritto  a
seguire il genitore o l'affidatario espulsi; 
   b) degli stranieri in possesso della carta di soggiorno, salvo  il
disposto dell'articolo 9; 
   c) degli stranieri conviventi con parenti entro il secondo grado o
con il coniuge, di nazionalita' italiana; 
   d) delle donne in stato di gravidanza o nei  sei  mesi  successivi
alla nascita del figlio cui provvedono. (2A) 
   d-bis)  degli  stranieri  che  versano   in   ((gravi   condizioni
psicofisiche o derivanti da  gravi  patologie)),  accertate  mediante
idonea documentazione rilasciata da una struttura sanitaria  pubblica
o da un medico convenzionato con  il  Servizio  sanitario  nazionale,
tali da  determinare  un  rilevante  pregiudizio  alla  salute  degli
stessi, in caso di rientro nel Paese di origine o di provenienza.  In
tali ipotesi, il questore rilascia un permesso di soggiorno per  cure
mediche, per  il  tempo  attestato  dalla  certificazione  sanitaria,
comunque non superiore ad un anno, rinnovabile finche' persistono  le
condizioni ((di cui al periodo precedente)) debitamente  certificate,
valido solo nel territorio nazionale ((e convertibile in permesso  di
soggiorno per motivi di lavoro)). ((80)) 
  2-bis. Il respingimento o l'esecuzione dell'espulsione  di  persone
affette da disabilita', degli anziani, dei minori, dei componenti  di
famiglie monoparentali con figli minori nonche'  dei  minori,  ovvero
delle vittime di gravi violenze psicologiche, fisiche o sessuali sono
effettuate  con  modalita'  compatibili  con  le  singole  situazioni
personali, debitamente accertate. 
 
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AGGIORNAMENTO (2A) 
  La Corte costituzionale, con sentenza 12 - 27 luglio 2000,  n.  376
(in G.U. 1a s.s. 2/08/2000, n. 32)  ha  dichiarato  "l'illegittimita'
costituzionale dell'art. 17, comma 2, lettera d) della legge 6  marzo
1998, n. 40 (Disciplina dell'immigrazione e  norme  sulla  condizione
dello straniero), ora sostituito dall'art. 19, comma 2, lett. d)  del
d.lgs. 25  luglio  1998,  n.  286  (Testo  unico  delle  disposizioni
concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla  condizione
dello straniero), nella parte  in  cui  non  estende  il  divieto  di
espulsione al marito convivente della donna in stato di gravidanza  o
nei sei mesi successivi alla nascita del figlio". 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il D.L. 21 ottobre 2020, n. 130, convertito con modificazioni dalla
L. 18 dicembre 2020, n. 173, ha disposto (con l'art. 15, comma 1) che
le presenti modifiche si applicano  anche  ai  procedimenti  pendenti
alla data  di  entrata  in  vigore  del  D.L.  medesimo  avanti  alle
commissioni territoriali, al questore e  alle  sezioni  specializzate
dei tribunali, con  esclusione  dell'ipotesi  prevista  dall'articolo
384, comma 2, del codice di procedura civile.