DECRETO LEGISLATIVO 24 giugno 1998, n. 213

Disposizioni per l'introduzione dell'EURO nell'ordinamento nazionale, a norma dell'articolo 1, comma 1, della legge 17 dicembre 1997, n. 433.

note: Entrata in vigore del decreto: 9-7-1998 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 11/11/2015)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 29-6-1999
aggiornamenti all'articolo
                             Articolo 4
            (Importi in lire contenuti in norme vigenti)
    1.  A  decorrere  dal  1  gennaio 1999, quando un importo in lire
contenuto  in  (( norme vigenti, ivi comprese quelle che stabiliscono
tariffe,  prezzi  amministrati  o comunque imposti )) non costituisce
autonomo  importo  monetario  da  pagare  o contabilizzare ed occorre
convertirlo in euro, l'importo convertito va utilizzato con almeno:
    a) cinque cifre decimali per gli importi originariamente espressi
in unita' di lire;
    b)   quattro  cifre  decimali  per  gli  importi  originariamente
espressi in decine di lire;
    c) tre cifre decimali per gli importi originariamente espressi in
centinaia di lire;
    d) due cifre decimali per gli importi originariamente espressi in
migliaia di lire.
    2. A decorrere dal 1 gennaio 2002:
    a) l'articolo 2327 del codice civile e' sostituito dal seguente:
    "La  societa'  per  azioni  deve  costituirsi con un capitale non
inferiore a centomila euro.
    Il   valore   nominale  delle  azioni  delle  societa'  di  nuova
costituzione e' di un euro o suoi multipli.";
    b)  i  commi primo, secondo e terzo dell'articolo 2474 del codice
civile  sono  sostituiti  dai seguenti: "La societa' deve costituirsi
con un capitale non inferiore a diecimila euro.
    Le  quote  di  conferimento  dei  soci  possono essere di diverso
ammontare, ma in nessun caso inferiori ad un euro.
    Se  la  quota di conferimento e' superiore al minimo, deve essere
costituita da un ammontare multiplo di un euro.";
    c)  i  commi primo e secondo dell'articolo 2521 del codice civile
sono  sostituiti  dai  seguenti:  "Nelle  societa' cooperative nessun
socio  puo' avere una quota superiore a cinquantamila euro, ne' tante
azioni il cui valore nominale superi tale somma.
    Il  valore  nominale  di  ciascuna quota o azione non puo' essere
inferiore  a  venticinque euro. Il valore nominale di ciascuna azione
non puo' essere superiore a cinquecento euro.";
    d)  il  comma  2  dell'articolo  29  del  decreto  legislativo  1
settembre 1993, n. 385, e' sostituito dal seguente:
    "2.  Il  valore nominale delle azioni non puo' essere inferiore a
due euro.";
    e)  il  comma  4  dell'articolo  33  del  decreto  legislativo  1
settembre 1993, n. 385, e' sostituito dal seguente:
    "4.  Il  valore  nominale  di  ciascuna  azione  non  puo' essere
inferiore a venticinque euro ne' superiore a cinquecento euro.";
    f)  il  comma  4  dell'articolo  34  del  decreto  legislativo  1
settembre 1993, n. 385, e' sostituito dal seguente:
    "4.  Nessun  socio  puo'  possedere azioni il cui valore nominale
complessivo superi cinquantamila euro.";
    g)  il  comma 1 dell'articolo 10 del decreto legislativo 17 marzo
1995, n. 174, e' sostituito dal seguente:
    "1.  Il capitale delle societa' per azioni e il fondo di garanzia
delle  societa' di mutua assicurazione non possono essere inferiori a
cinque milioni di euro";
    h)  il  comma 1 dell'articolo 12 del decreto legislativo 17 marzo
1995, n. 175, e' sostituito dal seguente:
    "1. Il capitale delle societa' per azioni e il fondo di garanzia
    delle   societa'   di  mutua  assicurazione  non  possono  essere
    inferiori a:
a) cinque milioni di euro quando l'esercizio comprende le
assicurazioni dei rami indicati ai numeri 10, 11, 12, 13, 14 e 15 del
punto A) della tabella allegata;
    b) duemilionicinquecentomila euro quando l'esercizio comprende le
assicurazioni  dei rami indicati ai numeri 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 16
e 18 del punto A) della suddetta tabella;
    c)  unmilionecinquecentomila euro quando l'esercizio comprende le
assicurazioni  dei  rami indicati ai numeri 9 e 17 del punto A) della
suddetta tabella.".
  ((  h-bis)  il comma 1 dell'articolo 3 della legge 31 gennaio 1992,
n. 59, e' sostituito dal seguente:
  "1.  Il limite massimo della quota e delle azioni che ciascun socio
persona   fisica   puo'   possedere,   stabilito   dal   primo  comma
dell'articolo  24  del decreto legislativo del Capo provvisorio dello
Stato  14  dicembre 1947, n. 1577, ratificato, con modificazioni, con
legge  2  aprile  1951, n. 302, e successive modificazioni, da ultimo
elevato  dall'articolo 17, primo comma, della legge 19 marzo 1983, n.
72,   e'   determinato  in  cinquantamila  euro.  Per  i  soci  delle
cooperative   di   manipolazioni,   trasformazione,  conservazione  e
commercializzazione dei prodotti agricoli e di quelle di produzione e
lavoro, tale limite e' fissato in settantamila euro";
  h-ter)   l'articolo  2485  del  codice  civile  e'  sostituito  dal
seguente:
  "Ogni  socio  ha  diritto  ad  almeno un voto nell'assemblea. Se la
quota  e' multipla di un euro, il socio ha diritto a un voto per ogni
euro".))
    3. Il comma 2 si applica fin dal 1 gennaio 1999 alle societa' che
si costituiscono con capitale espresso in euro.
    4.  A decorrere dal 1 gennaio 1999 il secondo comma dell'articolo
2435 del codice civile e' sostituito dal seguente:
    "Il  bilancio  pubblicato in lire puo' essere pubblicato anche in
euro  al  tasso fisso di conversione". A decorrere dal 1 gennaio 2002
il secondo comma dell'articolo 2435 del codice civile e' abrogato.
    ((5. Le quotazioni di riferimento contro euro delle valute estere
sono  rilevate  per ciascuna giornata lavorativa secondo le procedure
stabilite nell'ambito del Sistema europeo delle banche centrali.
  5-bis.  La  Banca  d'Italia  puo'  rilevare  per  ciascuna giornata
lavorativa  le  quotazioni di valute estere, diverse da quelle le cui
quotazioni  sono  rilevate ai sensi del comma 5, secondo le modalita'
eventualmente  stabilite nell'ambito del Sistema europeo delle banche
centrali.
  5-ter.  La Banca d'Italia divulga al mercato le quotazioni rilevate
ai  sensi  dei commi 5 e 5-bis e le comunica al Ministero del tesoro,
del  bilancio  e  della  programmazione  economica,  che  ne  cura la
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
  5-quater.  Le  quotazioni delle valute estere rilevate ai sensi dei
commi 5 e 5-bis tengono luogo di quelle precedentemente rilevate, cui
le disposizioni vigenti fanno riferimento, a qualsiasi titolo.
  5-quinquies. Sono abrogate la legge 12 agosto 1993, n. 312, ed ogni
altra    disposizione   incompatibile   con   il   presente   decreto
legislativo.))