DECRETO LEGISLATIVO 29 aprile 1998, n. 124

Ridefinizione del sistema di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie e del regime delle esenzioni, a norma dell'articolo 59, comma 50, della legge 27 dicembre 1997, n. 449.

note: Entrata in vigore del decreto: 1/5/1998 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 19/09/2001)
Testo in vigore dal: 18-11-2001
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 3
       Modalita' di partecipazione al costo delle prestazioni

  1. Le modalita' di partecipazione al costo da parte degli assistiti
non  esenti  per  le  prestazioni  di cui all'articolo 2, comma 1, si
applicano a decorrere dall'introduzione del sistema di partecipazione
e  di  esenzione  correlato  alla  situazione  economica  del  nucleo
familiare,  ai  sensi  dell'articolo  4,  e  comunque a partire dal 1
gennaio 2000. (2)
  2.  Per  i  farmaci  collocati  nella classe di cui all'articolo 8,
comma 10, lettera a), della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e' dovuta
una  partecipazione  al  costo  pari  a  3.000  lire per ricetta, per
prescrizione  di una confezione, e pari a 6.000 lire per ricetta, per
prescrizioni di piu' confezioni. Per i farmaci collocati nella classe
di  cui  al  citato  articolo  8, comma 10, lettera b), e' dovuta una
partecipazione al costo pari al 50% del prezzo di vendita al pubblico
dagli   assistiti   parzialmente   esentati   e  non  esentati  dalla
partecipazione   ai  sensi  del  successivo  articolo  4.  I  farmaci
collocati nella classe di cui al citato articolo 8, comma 10, lettera
c),  sono  a  totale carico dell'assistito. E' abrogato l'articolo 1,
comma 42, della legge 23 dicembre 1996, n. 662. (2)
  3.  Per  le  singole  prestazioni  di  diagnostica strumentale e di
laboratorio  e  per  le  altre  prestazioni specialistiche erogate in
regime  ambulatoriale  e'  dovuta  una  partecipazione  al costo pari
all'85%  della  corrispondente  tariffa  determinata dalla regione di
appartenenza  del  soggetto  erogatore, fino ad un importo massimo di
spesa  di  100.000  lire  per  singola ricetta, fermo restando quanto
previsto dall'articolo 1, comma 3, della legge 25 gennaio 1990, n. 8,
e  successive  modificazioni.  Per  gli  assistiti  che hanno diritto
all'esenzione  parziale  ai sensi dell'articolo 4, comma 5, e' dovuta
una  partecipazione al costo pari al 70% della corrispondente tariffa
fino ad un importo massimo di spesa per singola ricetta pari a 60.000
lire.  Le regioni ridefiniscono il valore del limite massimo di spesa
per  le ricette contenenti accorpamenti per profilo di trattamento di
due  o  piu' prestazioni eventualmente definiti a livello regionale e
provinciale  ai  sensi  dell'articolo  1,  comma  2,  del decreto del
Ministro  della sanita' del 22 luglio 1996, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale  n.  216  del  14  settembre  1996. Al fine di procedere al
graduale  superamento  dei  limiti di prescrivibilita' per ricetta di
cui  alla legge 25 gennaio 1990, n. 8, e successive modificazioni, di
razionalizzare la spesa a carico del Servizio sanitario nazionale, di
semplificare  l'accesso  alle  prestazioni  da parte degli assistiti,
nonche'  di ridurre la spesa a loro carico e di promuovere l'utilizzo
dei percorsi diagnostici e terapeutici, il Ministro della sanita' con
proprio  decreto, ai sensi dell'articolo 59, comma 50, della legge 27
dicembre  1997, n. 449, individua i criteri per la sperimentazione di
forme agevolate di erogazione di pacchetti di prestazioni predefiniti
a  fronte di determinate condizioni cliniche, identificati sulla base
dei  percorsi, consentendo la prescrivibilita' in un'unica ricetta di
prestazioni  afferenti  a branche specialistiche diverse e prevedendo
la  ridefinizione  in  aumento del valore del limite massimo di spesa
per ricetta. (2)
  4.   Per   ciascun  episodio  di  ricovero  diurno  finalizzato  ad
accertamenti   diagnostici,  e  quindi  con  l'esclusione  di  quelli
individuati  nell'allegato 1, e' dovuta una partecipazione forfetaria
pari   a   150.000   lire;   per  gli  assistiti  che  hanno  diritto
all'esenzione  parziale  ai  sensi  dell'articolo  4,  comma  5, tale
partecipazione e' pari a 75.000 lire. (2)
  5.   Per  le  prestazioni  di  assistenza  termale  e'  dovuta  una
partecipazione  al  costo  pari  al  75% della corrispondente tariffa
determinata  dalla  regione  di  appartenenza del soggetto erogatore,
fino ad un massimo di spesa di 200.000 lire per prescrizione; per gli
assistiti   che   hanno   diritto  all'esenzione  parziale  ai  sensi
dell'articolo 4, comma 5, il limite massimo di spesa per prescrizione
e' pari a 100.000 lire. (2)
  6.  Per le prestazioni di assistenza riabilitativa extraospedaliera
erogate  in  regime  semiresidenziale  e  residenziale, e' dovuta una
partecipazione  forfetaria,  differenziata  in  base  al  costo delle
diverse  modalita'  di  erogazione, fissata dalle regioni, fino ad un
massimo  di  spesa  di 80.000 lire a settimana. Per gli assistiti che
hanno  diritto all'esenzione parziale ai sensi dell'articolo 4, comma
5,   tale  limite  massimo  di  spesa  e'  pari  a  40.000  lire.  La
partecipazione  non  puo'  comunque  essere inferiore a 20.000 lire a
settimana.   Per   le   prestazioni   di   assistenza   riabilitativa
extraospedaliera   semiresidenziale  e  residenziale  conseguenti  ad
episodi  di  ricovero  in  ospedale  per  acuti  erogate in favore di
soggetti direttamente inviati da ospedali per acuti la partecipazione
e'  dovuta  a decorrere dal sessantesimo giorno di assistenza. Per le
prestazioni  di  assistenza riabilitativa extraospedaliera erogate in
regime  domiciliare  e  ambulatoriale  e'  dovuta  una partecipazione
forfetaria,  fissata  dalle  regioni  fino  ad un massimo di spesa di
20.000  lire  per  giornata;  per  gli  assistiti  che  hanno diritto
all'esenzione parziale ai sensi dell'articolo 4, comma 5, tale limite
massimo  di  spesa  e' pari a 10.000 lire. La partecipazione non puo'
comunque  essere  inferiore  a  6.000  lire  per  giornata. Il valore
massimo  della  partecipazione  alla  spesa  mensile  non puo' essere
superiore  a  100.000  lire  e,  per  gli assistiti che hanno diritto
all'esenzione  parziale  ai  sensi  dell'articolo  4, comma 5, a lire
60.000. (2)
  7.  Per  le  prestazioni  erogate  in regime di pronto soccorso non
seguite  da  ricovero,  effettuabili  in  regime  ambulatoriale senza
pregiudizio del paziente e per le quali non si riscontra carattere di
emergenza  o urgenza le regioni possono fissare una partecipazione al
costo  in  relazione  alle  prestazioni  erogate,  fino ad un importo
massimo  di  100.000  lire  per  accesso. Per gli assistiti che hanno
diritto  all'esenzione  parziale  ai  sensi dell'articolo 4, comma 5,
tale limite massimo di spesa e' pari a 60.000 lire. (2)
  8.  La partecipazione al costo da parte degli assistiti non esenti,
per  le  prestazioni  di  cui  al  comma  3, non puo' comunque essere
inferiore a 6.000 lire per ricetta; gli importi dovuti per ricetta si
arrotondano, per eccesso o per difetto, alle 500 lire. (2)
  9.   ((PERIODO  ABROGATO  DAL  D.L.  18  SETTEMBRE  2001,  N.  347,
CONVERTITO,  CON  MODIFICAZIONI, DALLA L. 16 NOVEMBRE 2001, N. 405)).
((PERIODO  ABROGATO  DAL  D.L. 18 SETTEMBRE 2001, N. 347, CONVERTITO,
CON  MODIFICAZIONI,  DALLA  L.  16  NOVEMBRE 2001, N. 405)). La quota
fissa  per  ricetta  non  e' dovuta per le prescrizioni relative alle
prestazioni  di  diagnostica  strumentale  e  di laboratorio e per le
altre  prestazioni  specialistiche erogate in regime ambulatoriale di
cui  al comma 3. Per le prescrizioni relative alle restanti tipologie
di  prestazioni  di  cui  ai  commi 4, 5, 6 e 7 la quota fissa dovuta
dagli assistiti totalmente esenti e' pari a 6.000 lire. (2)
  10.  Entro  tre  mesi  dalla data di entrata in vigore del presente
decreto,  le  regioni  disciplinano  i  criteri  secondo  i  quali  i
direttori   generali   delle   aziende  unita'  sanitarie  locali  ed
ospedaliere  determinano,  entro  trenta  giorni dall'efficacia della
disciplina  regionale,  il tempo massimo che puo' intercorrere tra la
data  della  richiesta  delle  prestazioni  di  cui  ai commi 3 e 4 e
l'erogazione  della  stessa.  Di  tale  termine e' data comunicazione
all'assistito  al  momento  della  presentazione  della domanda della
prestazione,  nonche'  idonea pubblicita' a cura delle aziende unita'
sanitarie locali ed ospedaliere.
  11.  In  caso  di  mancata  definizione  da parte delle regioni dei
criteri  e  delle  modalita'  di  cui  al comma 10, il Ministro della
sanita'  vi  provvede,  previa  diffida, tenendo conto dell'interesse
degli  utenti,  della  realta'  organizzativa  delle  aziende  unita'
sanitarie  locali ed ospedaliere della regione, della media dei tempi
fissati  dalle  regioni adempienti. I direttori generali provvedono a
determinare  il  tempo massimo di cui al comma 10 entro trenta giorni
dall'efficacia  del provvedimento ministeriale. Le determinazioni del
Ministro  cessano  di  avere  effetto  al  momento dell'esercizio dei
poteri regionali di cui al comma 10.
  12.  Le regioni disciplinano, anche mediante l'adozione di appositi
programmi,  il  rispetto  della  tempestivita'  dell'erogazione delle
predette  prestazioni,  con  l'osservanza  dei  seguenti  principi  e
criteri direttivi:
    a)  assicurare all'assistito la effettiva possibilita' di vedersi
garantita  l'erogazione delle prestazioni nell'ambito delle strutture
pubbliche  attraverso  interventi di razionalizzazione della domanda,
nonche'  interventi  tesi  ad aumentare i tempi di effettivo utilizzo
delle apparecchiature e delle strutture, ad incrementare la capacita'
di   offerta   delle  aziende  eventualmente  attraverso  il  ricorso
all'attivita'  liberoprofessionale  intramuraria,  ovvero  a forme di
remunerazione  legate  al  risultato, anche ad integrazione di quanto
gia'  previsto  dai  vigenti  accordi  nazionali di lavoro, nonche' a
garantire  l'effettiva corresponsabilizzazione di sanitari dipendenti
e convenzionati;
    b)  prevedere, anche sulla scorta dei risultati dell'attivita' di
vigilanza e controllo di cui all'articolo 32, comma 9, della legge 27
dicembre  1997,  n. 449, idonee misure da adottarsi nei confronti del
direttore   generale   dell'azienda   unita'   sanitaria   locale   o
dell'azienda  ospedaliera  in  caso di reiterato mancato rispetto dei
termini  individuati  per l'erogazione delle prestazioni ai sensi del
comma 10;
    c)  imputare  gli  eventuali maggiori oneri derivanti dal ricorso
all'erogazione    delle    prestazioni   in   regime   di   attivita'
liberoprofessionale  intramuraria alle risorse di cui all'articolo 13
del  decreto  legislativo  30  dicembre  1992,  n.  502, e successive
modificazioni  ed  integrazioni,  con  conseguente esclusione di ogni
intervento finanziario a carico dello Stato;
    d) prevedere correzioni al regime di partecipazione al costo come
definito nei commi 3 e 4 secondo i criteri desumibili dal comma 13.
  13. Fino all'entrata in vigore delle discipline regionali di cui al
comma  12,  qualora l'attesa della prestazione richiesta si prolunghi
oltre il termine fissato dal direttore generale ai sensi dei commi 10
e  11,  l'assistito  puo'  chiedere  che  la  prestazione  venga resa
nell'ambito  dell'attivita' liberoprofessionale intramuraria, ponendo
a  carico  dell'azienda  unita'  sanitaria  locale  di appartenenza e
dell'azienda  unita'  sanitaria locale nel cui ambito e' richiesta la
prestazione,  in  misura eguale, la differenza tra la somma versata a
titolo  di  partecipazione  al  costo della prestazione e l'effettivo
costo  di  quest'ultima, sulla scorta delle tariffe vigenti. Nel caso
l'assistito sia esente dalla predetta partecipazione l'azienda unita'
sanitaria  locale di appartenenza e l'azienda unita' sanitaria locale
nel  cui  ambito e' richiesta la prestazione corrispondono, in misura
eguale,  l'intero  costo  della  prestazione. Agli eventuali maggiori
oneri  derivanti  dal  ricorso  all'erogazione  delle  prestazioni in
regime di attivita' liberoprofessionale intramuraria si fa fronte con
le risorse di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 30 dicembre
1992,  n.  502,  e  successive  modificazioni  ed  integrazioni,  con
conseguente  esclusione di ogni intervento finanziario a carico dello
Stato.
  14.   Il  direttore  generale  dell'azienda  sanitaria  vigila  sul
rispetto  delle disposizioni adottate in attuazione del comma 12 e di
quelle  del  comma  13,  anche  al  fine  dell'esercizio  dell'azione
disciplinare   e  di  responsabilita'  contabile  nei  confronti  dei
soggetti   ai  quali  sia  imputabile  la  mancata  erogazione  della
prestazione nei confronti dell'assistito.
  15.   L'utente   che   non   si   presenti  ovvero  non  preannunci
l'impossibilita' di fruire della prestazione prenotata e' tenuto, ove
non esente, al pagamento della quota di partecipazione al costo della
prestazione.
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AGGIORNAMENTO (2)
  La L. 23 dicembre 2000, n. 388 ha disposto (con l'art. 84, comma 2,
lettera  c))  che  "In  vista  della  progressiva  eliminazione della
partecipazione  degli  assistiti al costo delle prestazioni sanitarie
erogate dal Servizio sanitario nazionale, e' sospesa l'efficacia" del
presente  dell'articolo 3, comma l; comma 2, ad eccezione dell'ultimo
periodo;  comma  3,  primo  e  secondo periodo; commi 4, 5, 6, 7 e 8;
comma 9, primo periodo.