DECRETO LEGISLATIVO 31 marzo 1998, n. 114

Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell'articolo 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59.

note: Entrata in vigore della legge: 9-5-1998 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 30/08/2012)
Testo in vigore dal: 26-6-2012
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 25. 
                       Disciplina transitoria 
 
  1.  I  soggetti  titolari   di   autorizzazione   per   l'esercizio
dell'attivita' di vendita  dei  prodotti  appartenenti  alle  tabelle
merceologiche di cui all'allegato 5 al decreto ministeriale 4  agosto
1988, n. 375, e all'articolo 2 del decreto ministeriale 16  settembre
1996, n. 561, hanno titolo  a  porre  in  vendita  tutti  i  prodotti
relativi al  settore  merceologico  corrispondente,  fatto  salvo  il
rispetto  dei  requisiti  igienicosanitari,   e   ad   ottenere   che
l'autorizzazione  sia  modificata  d'ufficio  con  l'indicazione  del
settore medesimo a partire dalla data di pubblicazione  del  presente
decreto, ad eccezione dei soggetti in possesso delle tabelle speciali
riservate ai titolari di farmacie di cui all'allegato 9  del  decreto
ministeriale 4 agosto 1988,  n.  375,  nonche'  quella  riservata  ai
soggetti  titolari  di  rivendite  di  generi  di  monopolio  di  cui
all'articolo 1 del decreto del Ministro dell'industria, del commercio 
e dell'artigianato 17 settembre 1996, n. 561. 
  2. A partire dalla data di pubblicazione del presente decreto  sono
soggette a previa comunicazione al comune competente  per  territorio
il trasferimento della proprieta' o della gestione dell'attivita', il
trasferimento di sede e l'ampliamento della superficie degli esercizi
di vendita entro i limiti di superficie di cui all'articolo 4,  comma
1, lettera d). Resta fermo l'obbligo per il subentrante del  possesso
dell'iscrizione al registro  degli  esercenti  il  commercio  secondo
quanto previsto dall'articolo 49 del decreto ministeriale 4 agosto 
1988, n. 375. 
  3. Fino al termine di cui all'articolo 26, comma 1, non puo' essere
negata l'autorizzazione  all'apertura  di  un  esercizio  avente  una
superficie  di  vendita  non  superiore  a  1.500  mq  in   caso   di
concentrazione di esercizi di vendita di cui all'articolo 4, comma 1,
lettera d), operanti nello  stesso  comune  e  autorizzati  ai  sensi
dell'articolo 24 della legge 11 giugno 1971, n.  426,  alla  data  di
pubblicazione del presente decreto, per la vendita di generi di largo
e generale consumo. La superficie di vendita del nuovo esercizio deve
essere pari alla somma dei  limiti  massimi  indicati  alla  predetta
lettera d), tenuto conto del numero degli  esercizi  concentrati.  Il
rilascio dell'autorizzazione comporta la revoca dei titoli 
autorizzatori preesistenti. 
  4. Le domande di rilascio dell'autorizzazione  all'apertura  di  un
nuovo esercizio prevista dall'articolo 24 della legge 11 giugno 1971,
n. 426, in corso  di  istruttoria  alla  data  di  pubblicazione  del
presente decreto, sono esaminate ai sensi della predetta legge n. 426
del 1971 e decise con provvedimento espresso entro  e  non  oltre  90
giorni dalla suddetta data. Dalla data di pubblicazione del  presente
decreto e fino al termine del periodo di cui all'articolo  26,  comma
1, e' sospesa la presentazione delle domande, tranne nel caso di cui 
al comma 3. 
  5. Le domande  di  rilascio  delle  autorizzazioni  previste  dagli
articoli 26 e 27 della legge 11 giugno 1971, n. 426,  gia'  trasmesse
alla giunta regionale per il prescritto nulla osta alla data  del  16
gennaio  1998  e  corredate  a   norma   secondo   attestazione   del
responsabile  del  procedimento,  sono   esaminate   e   decise   con
provvedimento espresso entro centottanta giorni dalla suddetta data. 
  6. Fino alla emanazione delle disposizioni di cui  all'articolo  6,
fatto comunque salvo quanto previsto dal successivo articolo 31, alle
domande di rilascio delle autorizzazioni previste dagli articoli 26 e
27 della legge 11 giugno 1971, n.  426,  non  trasmesse  alla  giunta
regionale per il prescritto nulla osta alla data del 16 gennaio 1998,
nonche' alle domande per il rilascio  delle  medesime  autorizzazioni
presentate successivamente e fino  alla  data  di  pubblicazione  del
presente decreto, non e' dato seguito. Dalla  data  di  pubblicazione
del presente decreto e fino all'emanazione delle disposizioni di cui 
all'articolo 6 e' sospesa la presentazione delle domande. 
  7. ((COMMA ABROGATO DAL D.L. 22 GIUGNO 2012, N. 83, CONVERTITO, CON
MODIFICAZIONI, DALLA L. 7 AGOSTO 2012, N. 134)). ((13)) 
  8. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, di
concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza  sociale,  con
proprio regolamento definisce criteri e  modalita'  per  l'erogazione
dell'indennizzo di cui al  comma  7,  l'entita'  dello  stesso  e  la
relativa modulazione tenuto conto dell'anzianita'  di  esercizio  dei
titolari, della  eventuale  esclusivita'  dell'attivita'  commerciale
esercitata quale fonte di reddito, della situazione patrimoniale e 
della tipologia dell'attivita' svolta. 
  9. La concessione dell'indennizzo di cui al comma  7  e'  stabilita
nel limite di 20 miliardi di lire  per  l'anno  1998  e  di  lire  40
miliardi per ciascuno degli anni 1999 e 2000 a carico  delle  risorse
disponibili, per gli interventi di cui alla legge 1  marzo  1986,  n.
64, nell'apposita sezione del Fondo di cui all'articolo 4,  comma  6,
del decreto-legge 8 febbraio 1995, n. 32, convertito  dalla  legge  7
aprile 1995, n. 104. A  tal  fine  il  Ministro  dell'industria,  del
commercio e dell'artigianato e' autorizzato  a  trasferire  le  somme
suddette ad apposita sezione del Fondo di cui all'articolo 14 della 
legge 17 febbraio 1982, n 46. 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (13) 
  Il D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla
L. 7 agosto 2012, n. 134, ha disposto (con l'art. 23, comma  11)  che
"I procedimenti avviati in data anteriore  a  quella  di  entrata  in
vigore del presente decreto-legge sono disciplinati,  ai  fini  della
concessione e dell'erogazione delle agevolazioni e comunque fino alla
loro definizione, dalle disposizioni delle leggi di cui  all'Allegato
1  e   dalle   norme   di   semplificazione   recate   dal   presente
decreto-legge."