DECRETO LEGISLATIVO 24 febbraio 1998, n. 58

Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, ai sensi degli articoli 8 e 21 della legge 6 febbraio 1996, n. 52.

note: Entrata in vigore del decreto: 1-7-1998 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 02/09/2022)
vigente al 07/04/2017
  • Allegati
Testo in vigore dal: 1-1-2017
al: 19-7-2017
aggiornamenti all'articolo
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
  Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; 
  Visti gli articoli 1, 8 e 21 della legge 6 febbraio  1996,  n.  52,
recanti delega al Governo per l'attuazione della direttiva  93/22/CEE
del 10 maggio 1993, relativa ai servizi  d'investimento  nel  settore
dei valori mobiliari e della direttiva 93/6/CEE del  15  marzo  1993,
relativa all'adeguatezza patrimoniale delle imprese d'investimento  e
degli enti creditizi; 
  Vista la preliminare  deliberazione  del  Consiglio  dei  Ministri,
adottata nella riunione del 19 dicembre 1997; 
  Acquisiti i pareri delle competenti commissioni parlamentari  della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica; 
  Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,  adottata  nella
riunione del 20 febbraio 1998; 
  Sulla proposta del Presidente del  Consiglio  dei  Ministri  e  dei
Ministri del tesoro, del bilancio e della programmazione economica  e
di grazia e giustizia, di concerto con i Ministri degli affari esteri
e dell'industria, del commercio e dell'artigianato. 
 
                                EMANA 
il seguente decreto legislativo: 
 
                               Art. 1 
                             Definizioni 
 
  1. Nel presente decreto legislativo si intendono per: 
    a) "legge fallimentare": il regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 e
successive modificazioni; 
    b) "Testo Unico bancario" (T.U. bancario): il decreto legislativo
1 settembre 1993, n. 385 e successive modificazioni; 
    c) "CONSOB": la Commissione nazionale per le societa' e la borsa; 
    d) 'IVASS': L'Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni; 
    d-bis) "SEVIF":  il  Sistema  europeo  di  vigilanza  finanziaria
composto dalle seguenti parti: 
      1) "ABE": Autorita' bancaria europea, istituita con regolamento
(UE) n. 1093/2010; 
      2)  "AEAP":  Autorita'  europea  delle  assicurazioni  e  delle
pensioni aziendali e professionali, istituita con regolamento (UE) n.
1094/2010; 
      3) "AESFEM": Autorita' europea degli strumenti finanziari e dei
mercati, istituita con regolamento (UE) n. 1095/2010; 
      4) "Comitato congiunto": il Comitato congiunto delle  Autorita'
europee di vigilanza, previsto dall'articolo 54 del regolamento  (UE)
n. 1093/2010, del regolamento (UE) n. 1094/2010, del regolamento (UE)
n. 1095/2010; 
      5) "CERS": Comitato europeo per il rischio sistemico, istituito
dal regolamento (UE) n. 1092/2010; 
      6) "Autorita' di vigilanza degli Stati  membri":  le  autorita'
competenti o di vigilanza degli Stati membri specificate  negli  atti
dell'Unione di cui all'articolo 1, paragrafo 2, del regolamento  (UE)
n. 1093/2010, del regolamento (UE) n.  1094/2010  e  del  regolamento
(UE) n. 1095/2010; 
    e) "societa'  di  intermediazione  mobiliare"  (SIM):  l'impresa,
diversa  dalle  banche  e  dagli  intermediari  finanziari   iscritti
nell'elenco previsto dall'articolo 107 del T.U. bancario, autorizzata
a svolgere servizi o attivita' di investimento, avente sede legale  e
direzione generale in Italia; 
    f) "impresa  di  investimento  comunitaria":  l'impresa,  diversa
dalla  banca,  autorizzata  a  svolgere  servizi   o   attivita'   di
investimento, avente sede legale e direzione generale in un  medesimo
Stato comunitario, diverso dall'Italia; 
    g) "impresa di investimento extracomunitaria": l'impresa, diversa
dalla  banca,  autorizzata  a  svolgere  servizi   o   attivita'   di
investimento, avente sede legale in uno Stato extracomunitario; 
    h) "imprese di investimento": le SIM e le imprese di investimento
comunitarie ed extracomunitarie; 
    i) 'societa' di investimento a capitale variabile'(Sicav): l'Oicr
aperto  costituito  in  forma  di  societa'  per  azioni  a  capitale
variabile con sede legale e direzione generale in Italia  avente  per
oggetto esclusivo l'investimento collettivo del  patrimonio  raccolto
mediante l'offerta di proprie azioni; 
    i-bis) 'societa'  di  investimento  a  capitale  fisso'  (Sicaf):
l'Oicr chiuso costituito in forma di societa' per azioni  a  capitale
fisso con sede legale e  direzione  generale  in  Italia  avente  per
oggetto esclusivo l'investimento collettivo del  patrimonio  raccolto
mediante l'offerta di proprie azioni e di altri strumenti  finanziari
partecipativi; 
    i-ter) "personale": i dipendenti e coloro  che  comunque  operano
sulla   base   di   rapporti   che   ne   determinano   l'inserimento
nell'organizzazione aziendale, anche in forma diversa dal rapporto di
lavoro subordinato; 
    j) 'fondo comune di investimento': l'Oicr costituito in forma  di
patrimonio autonomo, suddiviso in quote, istituito e  gestito  da  un
gestore; 
    k) 'Organismo di investimento collettivo del  risparmio'  (Oicr):
l'organismo istituito per la prestazione  del  servizio  di  gestione
collettiva del risparmio, il  cui  patrimonio  e'  raccolto  tra  una
pluralita' di investitori mediante l'emissione e l'offerta di quote o
azioni, gestito  in  monte  nell'interesse  degli  investitori  e  in
autonomia dai medesimi nonche'  investito  in  strumenti  finanziari,
crediti, inclusi quelli erogati , a favore  di  soggetti  diversi  da
consumatori, a valere  sul  patrimonio  dell'OICR,  partecipazioni  o
altri beni mobili o immobili, in base a una politica di  investimento
predeterminata; (60) 
    k-bis) 'Oicr aperto': l'Oicr i cui partecipanti hanno il  diritto
di chiedere il rimborso delle quote o azioni a valere sul  patrimonio
dello stesso, secondo le modalita' e con la  frequenza  previste  dal
regolamento,  dallo  statuto   e   dalla   documentazione   d'offerta
dell'Oicr; 
    k-ter)'Oicr chiuso': l'Oicr diverso da quello aperto; 
    l) 'Oicr italiani': i fondi comuni d'investimento, le Sicav e  le
Sicaf; 
    m) 'Organismi di  investimento  collettivo  in  valori  mobiliari
italiani' (OICVM italiani): il fondo  comune  di  investimento  e  la
Sicav  rientranti  nell'ambito  di   applicazione   della   direttiva
2009/65/CE; 
    m-bis) 'Organismi di investimento collettivo in valori  mobiliari
UE' (OICVM UE): gli Oicr rientranti nell'ambito di applicazione della
direttiva  2009/65/CE,  costituiti  in  uno  Stato  dell'UE   diverso
dall'Italia; 
    m-ter) 'Oicr  alternativo  italiano'  (FIA  italiano):  il  fondo
comune di investimento, la Sicav e la Sicaf rientranti nell'ambito di
applicazione della direttiva 2011/61/UE; 
    m-quater)'FIA  italiano  riservato':  il  FIA  italiano  la   cui
partecipazione  e'  riservata  a  investitori  professionali  e  alle
categorie  di  investitori  individuate  dal   regolamento   di   cui
all'articolo 39; 
    m-quinquies) 'Oicr alternativi UE (FIA UE)': gli Oicr  rientranti
nell'ambito di applicazione della direttiva 2011/61/UE, costituiti in
uno Stato dell'UE diverso dall'Italia; 
    m-sexies) 'Oicr alternativi  non  UE  (FIA  non  UE)':  gli  Oicr
rientranti nell'ambito di applicazione  della  direttiva  2011/61/UE,
costituiti in uno Stato non appartenente all'UE; 
    m-septies)'fondo europeo per il venture capital' (EuVECA): l'Oicr
rientrante  nell'ambito  di  applicazione  del  regolamento  (UE)  n.
345/2013; 
    m-octies) 'fondo europeo per  l'imprenditoria  sociale'  (EuSEF);
l'Oicr rientrante nell'ambito di applicazione del regolamento (UE) n.
346/2013; 
    m-novies) 'Oicr feeder': l'Oicr che investe le proprie  attivita'
totalmente o in prevalenza nell'Oicr master; 
    m-decies) 'Oicr master': l'Oicr nel quale uno o  piu'  Oicrfeeder
investono totalmente o in prevalenza le proprie attivita'; 
    m-undecies) 'investitori professionali': i clienti  professionali
ai sensi dell'articolo 6, commi 2-quinquies e 2-sexies; 
    m-duodecies) 'investitori al dettaglio': gli investitori che  non
sono investitori professionali; 
    n) 'gestione  collettiva  del  risparmio':  il  servizio  che  si
realizza attraverso la gestione di Oicr e dei relativi rischi; 
    o) "societa' di gestione del risparmio" (SGR):  la  societa'  per
azioni con sede legale e direzione generale in Italia  autorizzata  a
prestare il servizio di gestione collettiva del risparmio; 
    o-bis) 'societa' di gestione  UE':  la  societa'  autorizzata  ai
sensi  della  direttiva  2009/65/CE  in  uno  Stato  dell'UE  diverso
dall'Italia, che esercita l'attivita'  di  gestione  di  uno  o  piu'
OICVM; 
    p) 'gestore di FIA UE' (GEFIA UE):  la  societa'  autorizzata  ai
sensi  della  direttiva  2011/61/UE  in  uno  Stato  dell'UE  diverso
dall'Italia, che esercita l'attivita' di gestione di uno o piu' FIA; 
    q)  'gestore  di  FIA  non  UE'  (GEFIA  non  UE):  la   societa'
autorizzata ai sensi della direttiva 2011/61/UE con  sede  legale  in
uno Stato  non  appartenente  all'UE,  che  esercita  l'attivita'  di
gestione di uno o piu' FIA; 
    q-bis) 'gestore': la Sgr, la Sicav  e  la  Sicaf  che  gestiscono
direttamente i propri patrimoni, la societa' di gestione UE, il GEFIA
UE, il GEFIA non UE, il gestore di EuVECA e il gestore di EuSEF. 
    q-ter)'depositario di Oicr': il soggetto autorizzato nel paese di
origine dell'Oicr ad assumere l'incarico di depositario; 
    q-quater) 'depositario dell'Oicr master  o  dell'Oicrfeeder':  il
depositario dell'Oicr master o dell'Oicr  feeder  ovvero,  se  l'Oicr
master o l'Oicr feeder e' unOicr UE o non UE, il soggetto autorizzato
nello Stato di origine a svolgere i compiti di depositario; 
    q-quinquies) 'quote e azioni di Oicr': le quote dei fondi  comuni
di investimento, le azioni di Sicav e le  azioni  e  altri  strumenti
finanziari partecipativi di Sicaf; 
    r) 'soggetti abilitati':  le  Sim,  le  imprese  di  investimento
comunitarie con succursale in  Italia,  le  imprese  di  investimento
extracomunitarie, le Sgr, le societa' di gestione UE  con  succursale
in Italia, le Sicav, le Sicaf, i GEFIA UE con succursale in Italia, i
GEFIA non UE autorizzati in Italia, i GEFIA non UE autorizzati in uno
Stato dell'UE diverso dall'Italia con succursale in  Italia,  nonche'
gli   intermediari   finanziari   iscritti    nell'elenco    previsto
dall'articolo 106 del Testo Unico bancario e le banche  italiane,  le
banche  comunitarie  con   succursale   in   Italia   e   le   banche
extracomunitarie,  autorizzate  all'esercizio  dei  servizi  o  delle
attivita' di investimento; 
    r-bis) 'Stato di origine della societa' di gestione UE': lo Stato
dell'UE dove la societa' di gestione UE ha la propria sede  legale  e
direzione generale; 
    r-ter) 'Stato di origine dell'OICR': Stato dell'UE in cui  l'OICR
e' stato costituito; 
    r-quater) 'rating del credito':  un  parere  relativo  al  merito
creditizio  di  un'entita',  cosi'  come  definito  dall'articolo  3,
paragrafo 1, lettera a), del regolamento (CE) n. 1060/2009; 
    r-quinquies)  'agenzia  di  rating  del  credito':  una   persona
giuridica la cui attivita' include l'emissione di rating del  credito
a livello professionale; 
    s) "servizi ammessi al mutuo riconoscimento": le  attivita'  e  i
servizi elencati nelle sezioni  A  e  B  della  tabella  allegata  al
presente decreto, autorizzati nello Stato comunitario di origine; 
    t)  "offerta  al   pubblico   di   prodotti   finanziari":   ogni
comunicazione rivolta a persone, in qualsiasi forma e  con  qualsiasi
mezzo,  che  presenti  sufficienti  informazioni   sulle   condizioni
dell'offerta e dei prodotti finanziari offerti cosi'  da  mettere  un
investitore in grado di decidere di  acquistare  o  di  sottoscrivere
tali prodotti finanziari, incluso il  collocamento  tramite  soggetti
abilitati; 
    u) "prodotti finanziari": gli strumenti finanziari e  ogni  altra
forma  di  investimento  di  natura  finanziaria;  non  costituiscono
prodotti finanziari i depositi bancari o postali non rappresentati da
strumenti finanziari; 
    v) "offerta pubblica di acquisto o  di  scambio":  ogni  offerta,
invito  a  offrire  o  messaggio  promozionale,  in  qualsiasi  forma
effettuati, finalizzati  all'acquisto  o  allo  scambio  di  prodotti
finanziari  e  rivolti  a  un  numero  di  soggetti  e  di  ammontare
complessivo superiori a  quelli  indicati  nel  regolamento  previsto
dall'articolo 100, comma 1, lettere b) e c); non costituisce  offerta
pubblica di acquisto o di scambio  quella  avente  a  oggetto  titoli
emessi dalle banche centrali degli Stati comunitari; 
    w) "emittenti quotati": i soggetti, italiani o esteri, inclusi  i
trust, che  emettono  strumenti  finanziari  quotati  in  un  mercato
regolamentato italiano. Nel caso di ricevute di deposito ammesse alle
negoziazioni in un mercato regolamentato, per  emittente  si  intende
l'emittente dei valori mobiliari rappresentati,  anche  qualora  tali
valori  non  sono   ammessi   alla   negoziazione   in   un   mercato
regolamentato; 
    w-bis) "prodotti finanziari emessi da imprese di  assicurazione":
le polizze e le operazioni di cui  ai  rami  vita  III  e  V  di  cui
all'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 7 settembre 2005, n.
209, con esclusione delle forme  pensionistiche  individuali  di  cui
all'articolo 13, comma 1,  lettera  b),  del  decreto  legislativo  5
dicembre 2005, n. 252; 
    w-bis.1) «prodotto di investimento al  dettaglio  e  assicurativo
preassemblato» o «PRIIP»: un prodotto ai sensi all'articolo 4, numero
3), del regolamento (UE) n. 1286/2014; (69) 
    w-bis.2) «prodotto d'investimento al dettaglio  preassemblato»  o
«PRIP»: un investimento ai sensi  dell'articolo  4,  numero  1),  del
regolamento (UE) n. 1286/2014; (69) 
    w-bis.3) «prodotto di investimento assicurativo»: un prodotto  ai
sensi dell'articolo 4, numero 2), del regolamento (UE) n.  1286/2014;
(69) 
    w-bis.4)  «ideatore  di  prodotti  d'investimento  al   dettaglio
preassemblati e assicurativi» o «ideatore di PRIIP»: un  soggetto  di
cui all'articolo 4, numero 4), del  regolamento  (UE)  n.  1286/2014;
(69) 
    w-bis.5) «persona  che  vende  un  PRIIP»:  un  soggetto  di  cui
all'articolo 4, numero 5), del regolamento (UE) n. 1286/2014; (69) 
    w-bis.6) «investitore al dettaglio in PRIIP»: un cliente ai sensi
dell'articolo 4, numero 6), del regolamento (UE) n. 1286/2014.(69) 
    w-ter)  "mercato  regolamentato":   sistema   multilaterale   che
consente o facilita l'incontro, al suo interno e in base a regole non
discrezionali, di interessi multipli di  acquisto  e  di  vendita  di
terzi relativi a  strumenti  finanziari,  ammessi  alla  negoziazione
conformemente alle regole del mercato stesso, in modo da dare luogo a
contratti,  e  che  e'  gestito  da  una  societa'  di  gestione,  e'
autorizzato e funziona regolarmente. 
    w-quater) "emittenti quotati aventi l'Italia  come  Stato  membro
d'origine": 
      1) gli emittenti azioni ammesse alle  negoziazioni  in  mercati
regolamentati italiani o di altro Stato membro  dell'Unione  europea,
aventi sede legale in Italia; 
      2) gli emittenti titoli di debito di valore  nominale  unitario
inferiore ad euro mille, o valore corrispondente in  valuta  diversa,
ammessi alle negoziazioni in  mercati  regolamentati  italiani  o  di
altro Stato membro dell'Unione europea, aventi sede legale in Italia; 
      3) gli emittenti valori mobiliari di cui ai  numeri  1)  e  2),
aventi sede legale in uno Stato non appartenente all'Unione  europea,
che hanno scelto l'Italia come Stato membro d'origine tra  gli  Stati
membri  in  cui  i  propri  valori  mobiliari   sono   ammessi   alla
negoziazione in un  mercato  regolamentato.  La  scelta  dello  Stato
membro d'origine resta valida salvo che l'emittente abbia  scelto  un
nuovo Stato membro d'origine ai  sensi  del  numero  4-bis)  e  abbia
comunicato tale scelta; 
      4) gli emittenti valori mobiliari diversi da quelli di  cui  ai
numeri 1) e 2), aventi sede legale in Italia o i cui valori mobiliari
sono ammessi alle negoziazioni in un mercato regolamentato  italiano,
che hanno scelto l'Italia come Stato  membro  d'origine.  L'emittente
puo' scegliere un solo Stato membro d'origine. La scelta resta valida
per almeno tre  anni,  salvo  il  caso  in  cui  i  valori  mobiliari
dell'emittente non sono  piu'  ammessi  alla  negoziazione  in  alcun
mercato regolamentato dell'Unione europea, o salvo  che  l'emittente,
nel triennio, rientri tra gli emittenti di cui ai numeri 1), 2), 3) e
4-bis), della presente lettera. 
      4-bis) gli emittenti di cui ai numeri 3)  e  4)  i  cui  valori
mobiliari non sono piu'  ammessi  alla  negoziazione  in  un  mercato
regolamentato dello Stato membro d'origine,  ma  sono  stati  ammessi
alla negoziazione in un mercato regolamentato  italiano  o  di  altri
Stati membri e, se del caso, aventi sede legale in Italia oppure  che
hanno scelto l'Italia come nuovo Stato membro d'origine; 
    w-quater.1) "PMI": fermo quanto previsto da altre disposizioni di
legge, le piccole e medie imprese, emittenti azioni quotate,  il  cui
fatturato anche anteriormente all'ammissione alla negoziazione  delle
proprie azioni, sia inferiore a  300  milioni  di  euro,  ovvero  che
abbiano una capitalizzazione di mercato inferiore ai 500  milioni  di
euro. Non si considerano PMI gli emittenti azioni quotate che abbiano
superato entrambi i predetti limiti  per  tre  anni  consecutivi.  La
Consob stabilisce con regolamento  le  disposizioni  attuative  della
presente lettera, incluse le modalita' informative  cui  sono  tenuti
tali emittenti in relazione all'acquisto ovvero  alla  perdita  della
qualifica di PMI. La Consob sulla  base  delle  informazioni  fornite
dagli emittenti pubblica l'elenco delle PMI tramite il  proprio  sito
internet. 
    w-quinquies)  "controparti   centrali":   i   soggetti   indicati
nell'articolo 2, punto 1),  del  regolamento  (UE)  n.  648/2012  del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 4  luglio  2012,  concernente
gli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori  di
dati sulle negoziazioni. 
    w-sexies) "provvedimenti di risanamento": i provvedimenti con cui
sono disposte: 
      1) l'amministrazione straordinaria, nonche' le misure  adottate
nel suo ambito; 
      2) le misure adottate ai sensi dell'articolo 60-bis.4; 
      3) le misure, equivalenti a quelle indicate ai  punti  1  e  2,
adottate da autorita' di altri Stati comunitari. 
      w-septies) "depositari centrali di titoli": i soggetti indicati
nell'articolo 2, paragrafo 1,  punto  1),  del  regolamento  (UE)  n.
909/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio  2014,
relativo al miglioramento del regolamento titoli nell'Unione  europea
e ai depositari centrali di titoli. 
  1-bis. Per "valori mobiliari" si intendono categorie di valori  che
possono essere negoziati nel mercato dei capitali, quali ad esempio: 
    a) le azioni di societa' e altri titoli equivalenti ad azioni  di
societa', di  partnership  o  di  altri  soggetti  e  certificati  di
deposito azionario; 
    b) obbligazioni e altri titoli di debito, compresi i  certificati
di deposito relativi a tali titoli; 
    c) qualsiasi altro titolo normalmente negoziato che  permette  di
acquisire o di vendere i valori mobiliari  indicati  alle  precedenti
lettere; 
    d) qualsiasi altro titolo che comporta un regolamento in contanti
determinato  con  riferimento  ai  valori  mobiliari  indicati   alle
precedenti lettere, a valute, a tassi di interesse, a  rendimenti,  a
merci, a indici o a misure. 
  1-ter. Per "strumenti del mercato monetario" si intendono categorie
di strumenti normalmente negoziati nel mercato monetario,  quali,  ad
esempio, i buoni del Tesoro, i certificati di  deposito  e  le  carte
commerciali. 
  2. Per "strumenti finanziari" si intendono: 
    a) valori mobiliari; 
    b) strumenti del mercato monetario; 
    c)  quote  di  un  organismo  di  investimento   collettivo   del
risparmio; 
    d)  contratti  di  opzione,  contratti   finanziari   a   termine
standardizzati ("future"), "swap", accordi per scambi futuri di tassi
di interesse e altri contratti derivati connessi a valori  mobiliari,
valute, tassi  di  interesse  o  rendimenti,  o  ad  altri  strumenti
derivati, indici finanziari o misure finanziarie che  possono  essere
regolati  con  consegna  fisica  del  sottostante  o  attraverso   il
pagamento di differenziali in contanti; 
    e)  contratti  di  opzione,  contratti   finanziari   a   termine
standardizzati ("future"), "swap", accordi per scambi futuri di tassi
di interesse e altri contratti  derivati  connessi  a  merci  il  cui
regolamento avviene  attraverso  il  pagamento  di  differenziali  in
contanti o puo' avvenire in tal  modo  a  discrezione  di  una  delle
parti, con esclusione dei  casi  in  cui  tale  facolta'  consegue  a
inadempimento o ad altro evento  che  determina  la  risoluzione  del
contratto; 
    f)  contratti  di  opzione,  contratti   finanziari   a   termine
standardizzati ("future"), "swap" e altri contratti derivati connessi
a merci il cui regolamento puo' avvenire attraverso la  consegna  del
sottostante e che sono negoziati su un mercato regolamentato  e/o  in
un sistema multilaterale di negoziazione; 
    g)  contratti  di  opzione,  contratti   finanziari   a   termine
standardizzati ("future"), "swap", contratti a termine ("forward")  e
altri contratti derivati connessi a merci  il  cui  regolamento  puo'
avvenire attraverso la consegna fisica del  sottostante,  diversi  da
quelli indicati alla lettera f) che non hanno  scopi  commerciali,  e
aventi le caratteristiche di  altri  strumenti  finanziari  derivati,
considerando, tra l'altro, se sono compensati ed eseguiti  attraverso
stanze di compensazione riconosciute o se sono  soggetti  a  regolari
richiami di margini; 
    h)  strumenti  derivati  per  il  trasferimento  del  rischio  di
credito; 
    i) contratti finanziari differenziali; 
    j)  contratti  di  opzione,  contratti   finanziari   a   termine
standardizzati ("future"), "swap",  contratti  a  termine  sui  tassi
d'interesse  e  altri  contratti  derivati   connessi   a   variabili
climatiche, tariffe  di  trasporto,  quote  di  emissione,  tassi  di
inflazione  o  altre  statistiche  economiche   ufficiali,   il   cui
regolamento avviene  attraverso  il  pagamento  di  differenziali  in
contanti o puo' avvenire in tal  modo  a  discrezione  di  una  delle
parti, con esclusione dei  casi  in  cui  tale  facolta'  consegue  a
inadempimento o ad altro evento  che  determina  la  risoluzione  del
contratto, nonche' altri contratti derivati connessi a beni, diritti,
obblighi, indici e misure, diversi da quelli  indicati  alle  lettere
precedenti, aventi le caratteristiche di altri  strumenti  finanziari
derivati, considerando, tra l'altro, se sono negoziati su un  mercato
regolamentato o in un sistema multilaterale di negoziazione, se  sono
compensati   ed   eseguiti   attraverso   stanze   di   compensazione
riconosciute o se sono soggetti a regolari richiami di margini. 
  2-bis.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle   finanze,   con   il
regolamento di cui all'articolo 18, comma 5, individua: 
    a) gli altri contratti derivati di cui al comma  2,  lettera  g),
aventi le caratteristiche di  altri  strumenti  finanziari  derivati,
compensati   ed   eseguiti   attraverso   stanze   di   compensazione
riconosciute o soggetti a regolari richiami di margine; 
    b) gli altri contratti derivati di cui al comma  2,  lettera  j),
aventi le caratteristiche di  altri  strumenti  finanziari  derivati,
negoziati su un mercato regolamentato o in un  sistema  multilaterale
di  negoziazione,  compensati  ed  eseguiti  attraverso   stanze   di
compensazione riconosciute o soggetti a regolari richiami di margine. 
  3. Per "strumenti finanziari derivati" si intendono  gli  strumenti
finanziari previsti dal comma 2, lettere d), e), f), g), h), i) e j),
nonche' gli strumenti finanziari previsti dal  comma  1-bis,  lettera
d). 
  4. I  mezzi  di  pagamento  non  sono  strumenti  finanziari.  Sono
strumenti  finanziari  ed,  in  particolare,   contratti   finanziari
differenziali, i contratti di acquisto e vendita di valuta,  estranei
a transazioni commerciali e regolati per differenza,  anche  mediante
operazioni di rinnovo automatico (c.d.  "roll-over").  Sono  altresi'
strumenti finanziari le ulteriori operazioni su valute individuate ai
sensi dell'articolo 18, comma 5. 
  5. Per  "servizi  e  attivita'  di  investimento"  si  intendono  i
seguenti, quando hanno per oggetto strumenti finanziari: 
    a) negoziazione per conto proprio; 
    b) esecuzione di ordini per conto dei clienti; 
    c) sottoscrizione e/o collocamento con assunzione a fermo  ovvero
con assunzione di garanzia nei confronti dell'emittente; 
    c-bis) collocamento senza assunzione a fermo  ne'  assunzione  di
garanzia nei confronti dell'emittente; 
    d) gestione di portafogli; 
    e) ricezione e trasmissione di ordini; 
    f) consulenza in materia di investimenti; 
    g) gestione di sistemi multilaterali di negoziazione. 
  5-bis. Per "negoziazione per conto proprio" si intende  l'attivita'
di acquisto e  vendita  di  strumenti  finanziari,  in  contropartita
diretta e in relazione a ordini dei clienti, nonche'  l'attivita'  di
market maker. 
  5-ter. Per "internalizzatore sistematico" si  intende  il  soggetto
che in modo organizzato, frequente e sistematico  negozia  per  conto
proprio eseguendo gli ordini del cliente al di fuori  di  un  mercato
regolamentato o di un sistema multilaterale di negoziazione. 
  5-quater. Per "market maker" si intende il soggetto che si  propone
sui  mercati   regolamentati   e   sui   sistemi   multilaterali   di
negoziazione,  su  base  continua,  come  disposto  a  negoziare   in
contropartita diretta acquistando e vendendo strumenti finanziari  ai
prezzi da esso definiti. 
  5-quinquies. Per "gestione di portafogli" si intende  la  gestione,
su  base  discrezionale  e   individualizzata,   di   portafogli   di
investimento  che  includono  uno  o  piu'  strumenti  finanziari   e
nell'ambito di un mandato conferito dai clienti. 
  5-sexies. Il servizio di cui al comma 5, lettera e),  comprende  la
ricezione  e  la  trasmissione   di   ordini,   nonche'   l'attivita'
consistente nel mettere in contatto due o piu' investitori,  rendendo
cosi'  possibile   la   conclusione   di   un'operazione   fra   loro
(mediazione). 
  5-septies. Per "consulenza in materia di investimenti"  si  intende
la prestazione di raccomandazioni personalizzate a un cliente, dietro
sua richiesta o per iniziativa del prestatore del servizio,  riguardo
a  una  o  piu'  operazioni  relative  ad  un  determinato  strumento
finanziario.  La  raccomandazione   e'   personalizzata   quando   e'
presentata  come  adatta  per  il   cliente   o   e'   basata   sulla
considerazione delle caratteristiche del cliente. Una raccomandazione
non e' personalizzata se viene diffusa al pubblico mediante canali di
distribuzione. 
  5-octies. Per "gestione di sistemi multilaterali  di  negoziazione"
si intende  la  gestione  di  sistemi  multilaterali  che  consentono
l'incontro, al loro interno ed in base a regole non discrezionali, di
interessi multipli di acquisto e  di  vendita  di  terzi  relativi  a
strumenti finanziari, in modo da dare luogo a contratti. 
  ((5-novies. Per "portale per la raccolta di capitali per le PMI" si
intende una piattaforma on line che abbia come finalita' esclusiva la
facilitazione della raccolta di capitale di rischio  da  parte  delle
PMI come  definite  dalla  disciplina  dell'Unione  europea  e  degli
organismi di investimento collettivo del risparmio o  altre  societa'
che investono prevalentemente in PMI)). 
  5-decies. Per "start-up innovativa" si intende la societa' definita
dall'articolo 25, comma 2, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179. 
  5-undecies.  Per  'piccola  e  media  impresa  innovativa'  o  'PMI
innovativa' si intende la PMI definita dall'articolo 4, comma 1,  del
decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3. 
  6. Per "servizi accessori" si intendono: 
    a) la  custodia  e  amministrazione  di  strumenti  finanziari  e
relativi servizi connessi; 
    b) la locazione di cassette di sicurezza; 
    c)  la  concessione  di  finanziamenti   agli   investitori   per
consentire loro di  effettuare  un'operazione  relativa  a  strumenti
finanziari,  nella  quale  interviene  il  soggetto  che  concede  il
finanziamento; 
    d)  la  consulenza  alle  imprese   in   materia   di   struttura
finanziaria,  di  strategia  industriale  e  di  questioni  connesse,
nonche' la consulenza e i servizi  concernenti  le  concentrazioni  e
l'acquisto di imprese; 
    e)  i  servizi  connessi  all'emissione  o  al  collocamento   di
strumenti finanziari, ivi compresa l'organizzazione e la costituzione
di consorzi di garanzia e collocamento; 
    f) la ricerca in materia di investimenti, l'analisi finanziaria o
altre  forme  di  raccomandazione  generale  riguardanti   operazioni
relative a strumenti finanziari; 
    g) l'intermediazione in cambi, quando collegata alla  prestazione
di servizi d'investimento; 
    g-bis) le attivita' e i servizi individuati con  regolamento  del
Ministro dell'economia e delle finanze, sentite la Banca  d'Italia  e
la Consob, e connessi alla prestazione di servizi di  investimento  o
accessori aventi ad oggetto strumenti derivati. 
  6-bis. Per 'partecipazioni' si intendono le azioni, le quote e  gli
altri strumenti finanziari che attribuiscono diritti amministrativi o
comunque quelli previsti dall'articolo 2351, ultimo comma, del codice
civile. 
  6-ter. Se non diversamente disposto, le norme del presente  decreto
legislativo che fanno riferimento al  consiglio  di  amministrazione,
all'organo amministrativo ed agli amministratori si  applicano  anche
al consiglio di gestione e ai suoi componenti. 
  6-quater. Se non  diversamente  disposto,  le  norme  del  presente
decreto legislativo che fanno riferimento al collegio  sindacale,  ai
sindaci e all'organo che svolge la funzione di controllo si applicano
anche al consiglio di sorveglianza e al  comitato  per  il  controllo
sulla gestione e ai loro componenti. 
 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (60) 
  La L. 27  dicembre  2006,  n.  296  come  modificata  dal  D.L.  12
settembre 2014, n. 133, convertito  con  modificazioni  dalla  L.  11
novembre 2014, n. 164, ha disposto (con l'art. 1, comma 119-ter)  che
"Le SIIQ non costituiscono Organismi di investimento  collettivo  del
risparmio di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58". 
------------ 
AGGIORNAMENTO (69) 
  Il D.Lgs. 14 novembre 2016, n. 224 ha disposto (con l'art. 3, comma
1) che le presenti modifiche si applicano a decorrere dalla  data  di
applicazione del regolamento (UE) n. 1286/2014.