DECRETO LEGISLATIVO 18 dicembre 1997, n. 471

Riforma delle sanzioni tributarie non penali in materia di imposte dirette, di imposta sul valore aggiunto e di riscossione dei tributi, a norma dell'articolo 3, comma 133, lettera q) , della legge 23 dicembre 1996, n. 662.

note: Entrata in vigore del decreto: 1-4-1998 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 15/06/2021)
Testo in vigore dal: 30-6-2021
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 5 
Violazioni  relative  alla  dichiarazione  dell'imposta  sul   valore
                       aggiunto e ai rimborsi 
 
  1. Nel caso di omessa  presentazione  della  dichiarazione  annuale
dell'imposta   sul   valore   aggiunto   si   applica   la   sanzione
amministrativa  dal  centoventi   al   duecentoquaranta   per   cento
dell'ammontare del tributo dovuto per il periodo d'imposta o  per  le
operazioni che avrebbero dovuto formare oggetto di dichiarazione. Per
determinare l'imposta dovuta sono computati  in  detrazione  tutti  i
versamenti effettuati  relativi  al  periodo,  il  credito  dell'anno
precedente del quale non e' stato chiesto  il  rimborso,  nonche'  le
imposte  detraibili  risultanti   dalle   liquidazioni   regolarmente
eseguite.  Nel   caso   di   omessa   ((...))   presentazione   della
dichiarazione cui sono tenuti  i  soggetti  che  applicano  i  regimi
speciali ((di cui agli articoli 70.1 e da 74-quinquies a 74-septies))
del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.  633,
((la sanzione di cui al primo periodo e' commisurata))  all'ammontare
dell'imposta dovuta nel territorio dello  Stato  che  avrebbe  dovuto
formare  oggetto  di  dichiarazione.  La  sanzione  non  puo'  essere
comunque  inferiore  a  euro  250.  Se  la  dichiarazione  omessa  e'
presentata entro il  termine  di  presentazione  della  dichiarazione
relativa  al  periodo  d'imposta  successivo   e,   comunque,   prima
dell'inizio di qualunque attivita' amministrativa di accertamento  di
cui il soggetto passivo abbia avuto formale conoscenza, si applica la
sanzione  amministrativa  dal  sessanta  al  centoventi   per   cento
dell'ammontare del tributo dovuto per il periodo d'imposta o  per  le
operazioni che avrebbero dovuto formare oggetto di dichiarazione, con
un  minimo  di  euro  200.  ((Nel   caso   di   presentazione   della
dichiarazione cui sono tenuti  i  soggetti  che  applicano  i  regimi
speciali di cui agli articoli 70.1 e da 74-quinquies a 74-septies del
decreto del Presidente della Repubblica  26  ottobre  1972,  n.  633,
entro tre anni dalla data in cui doveva essere presentata, si applica
la sanzione dal  sessanta  al  centoventi  per  cento  dell'ammontare
dell'imposta dovuta nel territorio dello Stato per il periodo oggetto
di dichiarazione, con un minimo di euro 200. Se la  dichiarazione  di
cui  al  periodo  precedente  e'  presentata  entro  il  termine   di
presentazione della dichiarazione relativa al periodo  successivo  si
applica la sanzione dal trenta al sessanta per  cento  dell'ammontare
dell'imposta dovuta nel territorio dello Stato per il periodo oggetto
di dichiarazione, con un minimo di euro 100.)) (1) (3) (18) (20) (21)
((33)) 
  2. Se l'omissione riguarda la dichiarazione mensile  relativa  agli
acquisti intracomunitari, prescritta dall'articolo 49, comma  1,  del
decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con  modificazioni,
dalla legge  29  ottobre  1993,  n.  427,  la  sanzione  e'  riferita
all'ammontare dell'imposta dovuta per le operazioni che ne  avrebbero
dovuto formare oggetto. In caso di presentazione della  dichiarazione
con indicazione dell'ammontare delle operazioni in  misura  inferiore
al vero, la  sanzione  e'  commisurata  all'ammontare  della  maggior
imposta dovuta. 
  3. Se il soggetto effettua esclusivamente operazioni per  le  quali
non e' dovuta l'imposta, l'omessa presentazione  della  dichiarazione
e' punita con la sanzione amministrativa da euro 250 a euro 2.000. La
stessa sanzione si  applica  anche  se  e'  omessa  la  dichiarazione
prescritta dall'articolo 50, comma 4,  del  decreto-legge  30  agosto
1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge  29  ottobre
1993, n. 427, nel caso di effettuazione di  acquisti  intracomunitari
soggetti ad imposta ed in ogni altro caso nel quale non vi e'  debito
d'imposta. Se la dichiarazione omessa e' presentata entro il  termine
di presentazione della dichiarazione relativa  al  periodo  d'imposta
successivo e, comunque,  prima  dell'inizio  di  qualunque  attivita'
amministrativa di accertamento di cui il soggetto passivo abbia avuto
formale conoscenza, si applica la sanzione amministrativa da euro 150
a euro 1.000. (3) (20) (21) 
  4. Se dalla dichiarazione presentata risulta un'imposta inferiore a
quella dovuta ovvero un'eccedenza detraibile o rimborsabile superiore
a quella spettante, si applica la sanzione amministrativa dal novanta
al centoottanta per  cento  della  maggior  imposta  dovuta  o  della
differenza di credito utilizzato. (20) (21) 
  4-bis. La sanzione di cui al  comma  4  e'  aumentata  della  meta'
quando la violazione e' realizzata mediante l'utilizzo di  fatture  o
altra documentazione falsa o  per  operazioni  inesistenti,  mediante
artifici o raggiri, condotte simulatorie o fraudolente. (20) (21) 
  4-ter. Fuori dai casi di cui al comma 4-bis, la sanzione di cui  al
comma 4 e' ridotta di un terzo quando la maggiore imposta  ovvero  la
minore   eccedenza   detraibile   o   rimborsabile    accertata    e'
complessivamente   inferiore   al   tre   per   cento   dell'imposta,
dell'eccedenza detraibile  o  rimborsabile  dichiarata  e,  comunque,
complessivamente inferiore a euro 30.000. (20) (21) 
  4-quater.  Per  imposta  dovuta  si  intende  la   differenza   tra
l'ammontare del tributo liquidato in base all'accertamento  e  quello
liquidabile in base alle dichiarazioni, ai sensi dell'articolo 54-bis
del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.  633.
(20) (21) 
  5. Chi chiede a rimborso l'eccedenza  detraibile  risultante  dalla
dichiarazione in assenza dei presupposti individuati dall'articolo 30
del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.  633,
e' punito con la sanzione amministrativa pari al trenta per cento del
credito rimborsato. (20) (21) 
  6.  Chiunque,  essendovi  obbligato,   non   presenta   una   delle
dichiarazioni di inizio o variazione  di  attivita',  previste  dagli
articoli 35 e 35-ter del decreto del Presidente della  Repubblica  26
ottobre 1972, n. 633, o la  presenta  con  indicazioni  incomplete  o
inesatte tali da non consentire l'individuazione del  contribuente  o
dei luoghi ove e' esercitata l'attivita' o  in  cui  sono  conservati
libri, registri, scritture e documenti e' punito con sanzione da euro
500 a euro 2.000. E' punito con la medesima sanzione chi presenta  la
richiesta di registrazione o le comunicazioni ((di cui agli  articoli
74-quinquies, commi 1 e 4, e 74-sexies.1, commi 4 e 7,)) del  decreto
del  Presidente  della  Repubblica  26  ottobre  1972,  n.  633,  con
indicazioni incomplete o inesatte, anche relativamente  all'indirizzo
di posta elettronica e all'URL del sito web, tali da  non  consentire
l'individuazione del contribuente o  dei  luoghi  ove  e'  esercitata
l'attivita'. La sanzione e'  ridotta  ad  un  quinto  del  minimo  se
l'obbligato  provvede  alla  regolarizzazione   della   dichiarazione
presentata nel termine di  trenta  giorni  dall'invito  dell'ufficio.
(18) (20) (21) ((33)) 
                                                                 (14) 
 
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AGGIORNAMENTO (1) 
  Il D.Lgs. 5 giugno 1998, n. 203 ha disposto (con l'art. 5, comma 1)
che "Le disposizioni del presente decreto hanno effetto  a  decorrere
dal 1 aprile 1998". 
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AGGIORNAMENTO (3) 
  Il D.Lgs. 30 marzo 2000, n. 99 ha disposto (con l'art. 4, comma  1)
che "Le disposizioni del presente decreto hanno effetto  a  decorrere
dal 1° aprile  1998,  salvo  quelle  che  modificano  il  trattamento
sanzionatorio in senso sfavorevole al contribuente". 
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AGGIORNAMENTO (14) 
  Il D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni  dalla
L. 14 settembre 2011, n.  148,  ha  disposto  (con  l'art.  2,  comma
36-vicies ter) che "Per gli esercenti imprese o  arti  e  professioni
con ricavi e compensi dichiarati non superiori a 5 milioni di euro  i
quali  per  tutte  le  operazioni   attive   e   passive   effettuate
nell'esercizio dell'attivita' utilizzano esclusivamente strumenti  di
pagamento diversi  dal  denaro  contante  e  nelle  dichiarazioni  in
materia di imposte sui redditi e imposte sul valore aggiunto indicano
gli estremi identificativi dei rapporti con gli operatori  finanziari
di cui all'articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente  della
Repubblica 29 settembre  1973,  n.  605,  in  corso  nel  periodo  di
imposta, le sanzioni amministrative previste dagli articoli 1, 5 e  6
del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, sono  ridotte  alla
meta'". 
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AGGIORNAMENTO (18) 
  Il D.Lgs. 31 marzo 2015, n. 42 ha disposto (con l'art. 8, comma  1)
che  "Le  disposizioni  del  presente  decreto  si   applicano   alle
operazioni effettuate a partire dal 1° gennaio 2015". 
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AGGIORNAMENTO (20) 
  Il D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158 ha  disposto  (con  l'art.  32,
comma 1) che le presenti modifiche si applicano a  decorrere  dal  1°
gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (21) 
  Il D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 158, come modificato  dalla  L.  28
dicembre 2015, n. 208, ha disposto (con l'art. 32, comma  1)  che  le
presenti modifiche si applicano a decorrere dal 1 gennaio 2016. 
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AGGIORNAMENTO (33) 
  Il D.Lgs. 25 maggio 2021, n. 83 ha disposto (con l'art.  10,  comma
1)  che  le  presenti  modifiche  si  applicano   "alle   operazioni,
disciplinate dal decreto stesso, effettuate a partire dal  1°  luglio
2021".