DECRETO LEGISLATIVO 21 novembre 1997, n. 461

Riordino della disciplina tributaria dei redditi di capitale e dei redditi diversi, a norma dell'articolo 3, comma 160, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.

note: Entrata in vigore del decreto: 1-7-1998 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/12/2017)
Testo in vigore dal: 1-1-2018
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 6 
Opzione  per  l'applicazione  dell'imposta  sostitutiva  su  ciascuna
           plusvalenza o altro reddito diverso realizzato 
 
  1.  Il  contribuente  ha  facolta'  di  optare  per  l'applicazione
dell'imposta sostitutiva di cui  all'articolo  5  su  ciascuna  delle
plusvalenze realizzate ((ai sensi delle lettere c), c-bis)  e  c-ter)
del comma 1)) dell'articolo 81 del  testo  unico  delle  imposte  sui
redditi, approvato con decreto del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917, come modificato dall'articolo 3, comma 1,  con
esclusione di quelle relative a depositi in valuta, a condizione  che
i titoli, quote o certificati siano in custodia o in  amministrazione
presso  banche  e  societa'  di  intermediazione  mobiliare  e  altri
soggetti individuati in appositi decreti del Ministro del tesoro, del
bilancio  e  della  programmazione  economica,  di  concerto  con  il
Ministro  delle  finanze.  Per  le  plusvalenze  realizzate  mediante
cessione a termine di valute estere ai sensi della  predetta  lettera
c-ter) del comma 1 dell'articolo 81 del testo unico n. 917 del  1986,
nonche' per i differenziali positivi e gli altri proventi  realizzati
mediante i rapporti di cui alla lettera c-quater) del citato comma  1
dell'articolo 81 o i rapporti e  le  cessioni  di  cui  alla  lettera
c-quinquies) dello stesso comma 1, l'opzione puo'  essere  esercitata
sempreche'  intervengano  nei  predetti  rapporti  o  cessioni,  come
intermediari professionali o come controparti,  i  soggetti  indicati
nel precedente periodo del presente comma, con cui siano intrattenuti
rapporti di custodia, amministrazione, deposito. Ai fini del presente
articolo, i redditi diversi  derivanti  dalle  obbligazioni  e  dagli
altri titoli di cui all'articolo 31 del decreto del Presidente  della
Repubblica  29  settembre  1973,  n.  601  ed  equiparati   e   dalle
obbligazioni emesse dagli Stati inclusi nella lista di cui al decreto
emanato ai sensi dell'articolo 168-bis, comma 1, del  medesimo  testo
unico n. 917 del 1986, e obbligazioni emesse da enti territoriali dei
suddetti Stati sono  computati  nella  misura  del  48,08  per  cento
dell'ammontare realizzato. (15) (18) ((19)) 
  2. L'opzione di cui al comma  1  e'  esercitata  con  comunicazione
sottoscritta  contestualmente   al   conferimento   dell'incarico   e
dell'apertura del deposito o conto corrente  o,  per  i  rapporti  in
essere,  anteriormente  all'inizio  del  periodo  d'imposta;  per   i
rapporti di cui alla lettera c-quater) del comma 1  dell'articolo  81
del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto  del
Presidente della Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,  e  per  i
rapporti e le cessioni di cui alla lettera c-quinquies) del  medesimo
comma 1 dell'articolo 81, del testo  unico  n.  917  del  1986,  come
modificato dall'articolo 3, comma 1, l'opzione puo' essere esercitata
anche all'atto della conclusione  del  primo  contratto  nel  periodo
d'imposta  da  cui  l'intervento  dell'intermediario  trae   origine.
L'opzione ha effetto per tutto il periodo  d'imposta  e  puo'  essere
revocata entro la scadenza di ciascun anno solare, con effetto per il
periodo d'imposta successivo. Con uno o  piu'  decreti  del  Ministro
delle finanze, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale  entro  novanta
giorni dalla pubblicazione del presente decreto,  sono  stabilite  le
modalita' per l'esercizio e la revoca dell'opzione di cui al presente
articolo. Per i soggetti non residenti  nonche'  per  le  plusvalenze
realizzate mediante cessione a titolo oneroso o rimborso di  quote  o
azioni  di  organismi  di  investimento  collettivo   del   risparmio
l'imposta  sostitutiva  di  cui  al  comma  1  e'   applicata   dagli
intermediari, anche in mancanza di esercizio dell'opzione,  salva  la
facolta' del contribuente di rinunciare a  tale  regime  con  effetto
dalla prima operazione successiva. La predetta rinuncia  puo'  essere
esercitata anche dagli intermediari non  residenti  relativamente  ai
rapporti di custodia, amministrazione e deposito ad essi intestati  e
sui quali siano detenute attivita' finanziarie di terzi; in tal  caso
gli intermediari non residenti sono tenuti ad assolvere gli  obblighi
di  comunicazione  di  cui   all'articolo   10   e   nominano   quale
rappresentante a detti fini uno degli intermediari di cui al comma 1.
(14) 
  3. I soggetti di cui al comma 1 applicano l'imposta sostitutiva  di
cui all'articolo 5 su ciascuna plusvalenza, differenziale positivo  o
provento percepito dal contribuente. Qualora tali soggetti non  siano
in  possesso  dei  dati   e   delle   informazioni   necessarie   per
l'applicazione dell'imposta sostitutiva  di  cui  al  comma  1  sulle
plusvalenze e gli altri redditi ivi indicati, devono  richiederle  al
contribuente, anteriormente all'effettuazione  delle  operazioni;  il
contribuente  comunica  al  soggetto   incaricato   dell'applicazione
dell'imposta i dati e le informazioni richieste,  consegnando,  anche
in  copia,  la  relativa  documentazione,   o,   in   mancanza,   una
dichiarazione  sostitutiva  in  cui  attesti  i  predetti   dati   ed
informazioni. I soggetti di cui al comma  1  sospendono  l'esecuzione
delle operazioni a cui sono tenuti in relazione al rapporto,  fino  a
che   non   ottengono   i   dati   e   le   informazioni   necessarie
all'applicazione dell'imposta. Nel caso di inesatta comunicazione, il
recupero dell'imposta sostitutiva non applicata o applicata in misura
inferiore e' effettuato esclusivamente a carico del contribuente  con
applicazione della sanzione amministrativa dal cento al duecento  per
cento dell'ammontare della maggiore imposta sostitutiva dovuta. 
  4.  Per  l'applicazione  dell'imposta  su   ciascuna   plusvalenza,
differenziale  positivo  o  provento   realizzato,   escluse   quelle
realizzate mediante  la  cessione  a  termine  di  valute  estere,  i
soggetti di cui al comma 1, nel caso di pluralita' di titoli,  quote,
certificati o rapporti appartenenti a  categorie  omogenee,  assumono
come costo o valore di acquisto il costo  o  valore  medio  ponderato
relativo a ciascuna categoria dei predetti titoli, quote, certificati
o rapporti. 
  5. Qualora siano realizzate minusvalenze, perdite  o  differenziali
negativi i soggetti di cui al comma 1 computano in deduzione, fino  a
loro concorrenza, l'importo delle predette  minusvalenze,  perdite  o
differenziali negativi dalle plusvalenze,  differenziali  positivi  o
proventi realizzati  nelle  successive  operazioni  poste  in  essere
nell'ambito del medesimo rapporto, nello stesso periodo  d'imposta  e
nei successivi ma non oltre il quarto. Qualora sia revocata l'opzione
o sia chiuso il rapporto di custodia, amministrazione  o  deposito  o
siano rimborsate o cedute anche parzialmente le  quote  o  azioni  di
organismi di investimento collettivo del risparmio, le  minusvalenze,
perdite o differenziali negativi possono essere portati in deduzione,
non oltre  il  quarto  periodo  d'imposta  successivo  a  quello  del
realizzo,  dalle  plusvalenze,  proventi  e  differenziali   positivi
realizzati nell'ambito di altro rapporto di cui al comma 1, intestato
agli  stessi  soggetti  intestatari  del  rapporto  o   deposito   di
provenienza, ovvero  portate  in  deduzione  ai  sensi  del  comma  4
dell'articolo 82 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato
con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
come modificato dall'articolo 4, comma 1. I soggetti di cui al  comma
1 rilasciano al  contribuente  apposita  certificazione  dalla  quale
risultino i  dati  e  le  informazioni  necessarie  a  consentire  la
deduzione  delle  predette  minusvalenze,  perdite  o   differenziali
negativi. (14) 
  6. Agli effetti del  presente  articolo  si  considera  cessione  a
titolo oneroso anche il trasferimento dei titoli, quote,  certificati
o rapporti di cui al comma 1 a rapporti di custodia o amministrazione
di  cui  al  medesimo  comma,  intestati  a  soggetti  diversi  dagli
intestatari del rapporto di provenienza, nonche' ad  un  rapporto  di
gestione di cui all'articolo 7, salvo che il  trasferimento  non  sia
avvenuto per successione o donazione. In tal caso la plusvalenza,  il
provento,  la  minusvalenza  o   perdita   realizzate   mediante   il
trasferimento sono determinate con riferimento al  valore,  calcolato
secondo i criteri previsti dal comma 5 dell'articolo 7, alla data del
trasferimento, dei titoli, quote, certificati o  rapporti  trasferiti
ed i soggetti di cui al comma 1, tenuti al  versamento  dell'imposta,
possono sospendere l'esecuzione  delle  operazioni  fino  a  che  non
ottengano dal contribuente provvista per il  versamento  dell'imposta
dovuta. Nelle ipotesi di cui al presente comma i soggetti di  cui  al
comma 1 rilasciano  al  contribuente  apposita  certificazione  dalla
quale risulti il valore dei titoli,  quote,  certificati  o  rapporti
trasferiti. 
  7. Nel caso di prelievo dei titoli, quote, certificati  o  rapporti
di cui al comma 1 o di loro trasferimento a rapporti  di  custodia  o
amministrazione,  intestati  agli  stessi  soggetti  intestatari  dei
rapporti di provenienza, e comunque di revoca dell'opzione di cui  al
comma 2, per il calcolo della plusvalenza,  reddito,  minusvalenza  o
perdita, ai fini dell'applicazione dell'imposta sostitutiva di cui al
precedente articolo, si assume il costo o valore determinati ai sensi
dei commi 3 e 4 e si applica il comma  12,  sulla  base  di  apposita
certificazione rilasciata dai soggetti di cui al comma 1. 
  8. ((COMMA ABROGATO DALLA L. 27 DICEMBRE 2017, N. 205)). ((19)) 
  9. I soggetti di cui al comma 1 provvedono  al  versamento  diretto
dell'imposta  dovuta  dal  contribuente   al   concessionario   della
riscossione ovvero alla sezione di  tesoreria  provinciale  entro  il
quindicesimo giorno del secondo mese successivo a quello  in  cui  e'
stata  applicata,  trattenendone   l'importo   su   ciascun   reddito
realizzato  o  ricevendone  provvista  dal   contribuente.   Per   le
operazioni effettuate con l'intervento di intermediari autorizzati ad
operare nei mercati regolamentati italiani, l'operazione si considera
effettuata, ai fini del versamento, entro il termine previsto per  le
relative liquidazioni. I soggetti di cui al  comma  1  rilasciano  al
contribuente una attestazione dei versamenti entro il mese  di  marzo
dell'anno successivo ovvero entro 12  giorni  dalla  richiesta  degli
interessati. 
  10. I soggetti di cui al  comma  1  comunicano  all'amministrazione
finanziaria entro il termine stabilito  per  la  presentazione  della
dichiarazione dei sostituti d'imposta dal quarto comma  dell'articolo
9 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre  1973,  n.
600, l'ammontare complessivo delle plusvalenze e degli altri proventi
e  quello  delle  imposte  sostitutive  applicate  nell'anno   solare
precedente. Con  il  decreto  di  approvazione  dei  modelli  di  cui
all'articolo  8  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  29
settembre 1973, n. 600, sono stabilite le modalita' di  effettuazione
di tale comunicazione. 
  11.  Per  la  liquidazione,  l'accertamento,  la  riscossione,   le
sanzioni,  i  rimborsi  e  il  contenzioso  in  materia  di   imposta
sostitutiva si applicano  le  disposizioni  previste  in  materia  di
imposte sui redditi. 
  12. COMMA ABROGATO DAL D.L. 25 SETTEMBRE 2001, N.  350,  CONVERTITO
CON MODIFICAZIONI DALLA L. 23 NOVEMBRE 2001, N. 409. 
 
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AGGIORNAMENTO (14) 
  Il D.L. 29 dicembre 2010,  n.  225,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 26 febbraio 2011, n. 10, ha disposto (con  l'art.  2,  comma
69) che le presenti modifiche esplicano  effetto  a  partire  dal  1°
luglio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (15) 
  Il D.L. 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni  dalla
L. 14 settembre 2011, n. 148, ha disposto (con l'art.  2,  comma  24)
che "Le disposizioni dei  commi  da  13  a  23  esplicano  effetto  a
decorrere dal 1° gennaio 2012". 
--------------- 
AGGIORNAMENTO (18) 
  Il D.L. 24 aprile 2014, n. 66, convertito con  modificazioni  dalla
L. 23 giugno 2014, n. 89, ha disposto (con l'art. 4, comma 1) che "Le
disposizioni di cui all'articolo 3 hanno effetto a decorrere  dal  1°
luglio 2014." 
------------- 
AGGIORNAMENTO (19) 
  La L. 27 dicembre 2017, n. 205 ha disposto  (con  l'art.  1,  comma
1005) che le presenti modifiche si applicano ai redditi  di  capitale
percepiti a partire  dal  1º  gennaio  2018  ed  ai  redditi  diversi
realizzati a decorrere dal 1º gennaio 2019. 
  Ha inoltre disposto (con l'art. 1, comma 1006) che "In deroga  alle
previsioni di cui ai commi da 999 a 1005, alle distribuzioni di utili
derivanti da partecipazioni qualificate in societa' ed enti  soggetti
all'imposta sul reddito delle societa' formatesi con  utili  prodotti
fino all'esercizio in corso al 31 dicembre 2017,  deliberate  dal  1º
gennaio 2018  al  31  dicembre  2022,  continuano  ad  applicarsi  le
disposizioni di cui al decreto del  Ministro  dell'economia  e  delle
finanze 26 maggio 2017, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  n.  160
dell'11 luglio 2017".