DECRETO LEGISLATIVO 24 aprile 1997, n. 181

Attuazione della delega conferita dall'articolo 2, comma 22, della legge 8 agosto 1995, n. 335, in materia di regime pensionistico per gli iscritti all'Istituto nazionale di previdenza per i dirigenti di aziende industriali.

note: Entrata in vigore del decreto: 10-7-1997 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 13/08/1998)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 10-7-1997
                               Art. 3.
              Modalita' di calcolo e requisiti d'accesso
                  delle prestazioni pensionistiche
  1.  L'importo complessivo  del trattamento  pensionistico liquidato
esclusivamente  in  base  al   metodo  retributivo  non  puo'  essere
superiore   all'80   per   cento  della   retribuzione   pensionabile
determinata secondo  le norme  in vigore  nell'assicurazione generale
obbligatoria per i lavoratori dipendenti.
  2.  E' abrogato  il terzo  comma  dell'articolo 1  del decreto  del
Presidente  della Repubblica  8  gennaio 1976,  n.  58, e  successive
modificazioni ed integrazioni.
  3. Per  i lavoratori di  cui all'articolo 2,  comma 1, la  quota di
pensione  corrispondente al  trattamento pensionistico  relativo alle
anzianita' contributive maturate successivamente  al 31 dicembre 1996
e'  calcolata secondo  le  fasce  di retribuzione  e  le aliquote  di
rendimento indicate  nell'allegata tabella A. Per  tutti i lavoratori
iscritti all'INPDAI,  per le anzianita' contributive  maturate tra il
31 dicembre 1994 e la data  di entrata in vigore del presente decreto
trova  applicazione   l'aliquota  di  rendimento  del   2  per  cento
relativamente alla prima fascia di retribuzione pensionabile.
  4.  L'importo del  trattamento pensionistico  complessivo non  puo'
comunque  risultare  inferiore  a   quello  previsto,  alle  medesime
condizioni,    dall'assicurazione     generale    obbligatoria    per
l'invalidita', la vecchiaia ed i superstiti.
  5.  I   massimali  relativi  a  ciascuna   fascia  di  retribuzione
pensionabile  di  cui  alla  tabella  A  restano  congelati  fino  al
raggiungimento dei corrispondenti limiti risultanti dall'applicazione
dell'articolo 12, comma 1, dcl  decreto legislativo 30 dicembre 1992,
n. 503,  ad eccezione di  quanto previsto al  comma 7. A  partire dal
medesimo momento, trova applicazione  la normativa vigente in materia
nell'assicurazione generale obbligatoria per i lavoratori dipendenti.
  6.  L'anzianita'  contributiva  massima  computabile  ai  fini  del
calcolo della pensione  e' fissata in 40 anni. Per  le quote parti di
pensione riferite ai rendimenti  applicati alle fasce di retribuzione
successive alla prima  di cui alla tabella A  rimangono confermate le
previgenti anzianita' contributive massime fino al raggiungimento, ai
sensi del comma 5, delle  corrispondenti quote di retribuzione di cui
all'articolo 12, comma  1, del decreto legislativo  30 dicembre 1992,
n. 503.
  7.  A  decorrere dal  1  gennaio  1997,  per  i lavoratori  di  cui
all'articolo 2, commi 1 e 2, che non esercitino il diritto di opzione
di cui all'articolo  1, comma 23, della legge 8  agosto 1995, n. 335,
il  massimale  annuo  della   base  contributiva  e  pensionabile  e'
stabilito  nella  misura  di  lire   250  milioni  ed  e'  rivalutato
annualmente  sulla base  dell'indice  dei prezzi  al  consumo per  le
famiglie di operai ed impiegati, cosi' come calcolato dall'ISTAT.
  8.  Nel  caso  in  cui,   dopo  il  conseguimento  del  trattamento
pensionistico, il dirigente instauri un nuovo rapporto di impiego con
la stessa  qualifica che  prefiguri la reiscrizione  all'INPDAI, alla
cessazione   della  predetta   attivita'  lavorativa   l'importo  del
trattamento  pensionistico  e'  incrementato con  un  supplemento  di
pensione ai sensi dell'articolo 7 della legge 23 aprile 1981, n. 155.
In  materia di  cumulo rimangono  confermate le  disposizioni vigenti
nell'assicurazione generale obbligatoria per i lavoratori dipendenti.
  9. Ai lavoratori  di cui all'articolo 2, commi 1  e 2, si applicano
le  norme  in  materia  di  pensione  minima  e  di  integrazione  al
trattamento minimo  vigenti nell'assicurazione  generale obbligatoria
per i lavoratori  dipendenti. Sono abrogati gli articoli 15  e 16 del
decreto  del  Presidente della  Repubblica  8  gennaio 1976,  n.  58,
nonche' l'articolo 12, secondo comma del decreto del Presidente della
Repubblica 17 agosto 1955, n. 914.
  10.  Per i  lavoratori di  cui all'articolo  2, comma  4, l'importo
della pensione  annua e'  determinato sulla  base di  quanto disposto
dall'articolo 1, commi 6, 7 e 11 della legge 8 agosto 1995, n. 335.
  11. L'aliquota di  computo per il calcolo delle  prestazioni di cui
al  comma 10  e'  fissata al  33 per  cento.  La contribuzione  cosi'
ottenuta  e' rivalutata  in base  ai criteri  di cui  all'articolo 1,
commi 8 e 9, della legge 8 agosto 1995, n. 335.
  12. I  criteri di  calcolo di  cui ai  commi 10  e 11  del presente
articolo trovano altresi' applicazione nel caso di liquidazione della
quota di pensione di cui all'articolo  1, comma 12, lettera b), della
legge 8 agosto 1995, n. 335.
  13.  Ai lavoratori  di  cui  all'articolo 2,  comma  4, si  applica
l'articolo 1, commi 20, 21 e 22, della legge 8 agosto 1995, n. 335.
           Note all'art. 3:
            -    Il terzo   comma dell'art.  1 del  D.P.R. 8  gennaio
          1976,  n. 58 (Norme   per l'esecuzione   della  legge    15
          marzo  1973,    n. 44,   sulla previdenza dei  dirigenti di
          aziende industriali, e   modificazioni  e  integrazioni  al
          regolamento per  l'esecuzione della legge 27 dicembre 1953,
          n.  967,    approvato  con  decreto  del   Presidente della
          Repubblica  17  agosto   1955,   n.   914,   e   successive
          modificazioni), ora abrogato dal presente  decreto, era  il
          seguente:    "Il  dirigente    che  consegua   il diritto a
          pensione o che  comunque lo eserciti posteriormente  al  65
          anno  di  eta'   se uomo, o al 60 se  donna, beneficia, per
          l'anzianita' contributiva  di cui   al primo   comma    del
          presente    articolo,  di    un  aumento   della   relativa
          prestazione  nella  misura  prevista  dalla tabella  A,  di
          cui all'art. 8 della legge 15 marzo 1973, n. 44".
            -    Il comma   1 dell'art.   12 del  D.Lgs. 30  dicembre
          1992,   n. 503 (Norme per il  riordinamento    del  sistema
          previdenziale  dei  lavoratori  privati e pubblici, a norma
          dell'art.  3 della legge 23 ottobre 1992,  n.  421)  e'  il
          seguente:
            "1.  La    tabella  di  cui all'art.   21, comma 6, della
          legge 11 marzo 1988, n. 67,  e' cosi' modificata:
                                              Quote di pensione
 Quote di  retribuzione eccedenti il     corrispondenti per ogni anno
 limite (espresse in percentuale del      di anzianita' contributiva
           limite stesso)                         complessiva
                __                                    __
Sino al 33 per cento                                 1,60
Dal 33 per cento al 66 per cento                     1,35
Dal 66 per cento al 90 per cento                     1,10
Oltre il 90 per cento                                0,90"
            -  Per  il  testo del comma 23 dell'art. 1 della legge n.
          335/1995, si veda in nota all'art. 2.
            - L'art.    7  della  legge  23    aprile  1981,  n.  155
          (Adeguamento  delle strutture  e  delle  procedure  per  la
          liquidazione  urgente  delle pensioni e per  i  trattamenti
          di   disoccupazione,   e      misure   urgenti  in  materia
          previdenziale e pensionistica) cosi' recita:
            "Art. 7    (Pensioni  supplementari  e    supplementi  di
          pensione).    -  Le  pensioni supplementari da liquidare ai
          sensi dell'art. 5 della legge  12  agosto  1962,  n.  1338,
          nell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidita',
          la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti sono
          calcolate  in  forma  retributiva    con  le  stesse  norme
          previste  per  le     pensioni  autonome      a      carico
          dell'assicurazione  medesima,    fatta  eccezione    per le
          norme    relative  all'integrazione    alla  misura     del
          trattamento minimo.
            La   disposizione  di  cui  al  primo  comma  si  applica
          anche  ai supplementi  di pensione  da  liquidare  a carico
          dell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidita',
          la vecchiaia ed i superstiti dei  lavoratori dipendenti  ai
          sensi dell'art.   19   del decreto   del  Presidente  della
          Repubblica 27 aprile 1968, n. 488.
            Per  la    determnazione della misura  del supplemento si
          prendono in considerazione le retribuzioni ed i periodi  ad
          esso relativi.
            La   liquidazione   del   supplemento   di  pensione  non
          puo'  essere richiesta prima che  siano  trascorsi  alineno
          cinque  anni  dalla  data  di decorrenza della pensione   o
          dalla data di  decorrenza del precedente supplemento.
            In deroga  a quanto  previsto nel  precedente comma    il
          supplemento  puo' essere   richiesto, per  una sola  volta,
          quando    siano  trascorsi  anche    solo  due    anni    a
          condizione che  sia  stata superata  l'eta' pensionabile.
            La  disposizioni di  cui  ai  commi quarto  e  quinto del
          presente  articolo  si  applicano  anche  ai supplementi di
          pensione da liquidare a carico delle gestioni speciali  per
          i lavoratori autonomi.
            Il  primo  supplemento   su  pensioni  dell'assicurazione
          generale   obbligatoria  dei    lavoratori  dipendenti  per
          contributi   versati  nelle  gestioni    speciali  per    i
          lavoratori      autonomi  non    potra',  peraltro,  venire
          richiesto prima  del  compimento dell'eta'   stabilita  per
          il  pensionamento  per  vecchiaia  nelle  predette gestioni
          speciali.
            Il  supplemento  di pensione  si   somma   aila  pensione
          autonoma   e diviene parte  integrante di essa a  tutti gli
          effetti dalla  data di decorrenza del supplemento stesso.
            E' abrogato l'art. 23 - septiesdecies del decreto - legge
          30 giugno 1972, n.   267, convertito, con    modificazioni,
          nella legge  11 agosto 1972, n. 485".
            -  Gli articoli 15 e 16  del decreto del Presidente della
          Repubblica n. 58/1976, ora abrogati dal  presente  decreto,
          cosi' recitavano:
            "Art.  15 (Cumulo   di anzianita' contributive in caso di
          morte o  di  invalidita').  -  In    caso  di  morte  o  di
          invalidita'   la quota parte di pensione    spettante    in
          conseguenza    della    contribuzione all'I.N.P.D.A.I.  non
          potra' essere inferiore  ai minimi di  cui agli articoli 12
          e  15  del regolamento approvato con decreto del Presidente
          della Repubblica 17 agosto 1955,    n.  914,  e  successive
          modificazioni, fermi restando gli effetti del trasferimento
          dei  periodi contributivi di cui all'art. 27 della legge 22
          febbraio 1973, n. 27, ed all'art. 5 della  legge  15  marzo
          1973, n. 44".
            "Art.  16  (Pensione  minima).  - L'importo  annuo  delle
          pensioni  dirette,  indirette o di   reversibilita' erogate
          dall'I.N.P.D.A.I. non puo' in ogni caso essere   inferiore,
          al  netto  delle maggiorazioni per carichi familiari, al 40
          per cento del minimale soggetto a contributo  vigente  alla
          data dell'entrata in vigore del presente decreto".
            -  Il  secondo   comma dell'art. 12 del D.P.R. 17  agosto
          1955,  n.  914  (Norme  per  l'attuazione  della  legge  27
          dicembre  1953, n. 967, per la previdenza dei  dirigenti di
          aziende industriali), ora  abrogato dal  presente  decreto,
          era  il   seguente: "In ogni  caso, e'  garantito un minimo
          di  10/30simi della percentuale predetta,  se l'invalidita'
          e' di grado compreso  fra il 50 e   l'80 per  cento,  e  di
          15/30simi se di grado superiore all'80 per cento".
            -  I  commi  6,  7  e  11  della  legge n. 335/1995 cosi'
          recitano:
            "6.  L'importo  della  pensione annua  nell'assicurazione
          generale  obbligatoria  e  nelle  forme  sostitutive     ed
          esclusive  della  stessa, e' determinato secondo il sistema
          contributivo  moltiplicando  il  montante  individuale  dei
          contributi  per  il coefficiente   di trasformazione di cui
          all'allegata      tabella      A   relativo        all'eta'
          dell'assicurato   al momento del  pensionamento. Per  tener
          conto    delle  frazioni     di  anno   rispetto   all'eta'
          dell'assicurato   al     momento  del    pensionamento,  il
          coefficiente di  trasformazione  viene    adeguato  con  un
          incremento   pari  al  prodotto  tra  un  dodicesimo  della
          differenza tra il coefficiente di trasformazione  dell'eta'
          immediatamente  superiore  e    il  coefficiente  dell'eta'
          inferiore a  quella dell'assicurato ed il  numero dei mesi.
          Ad ogni assicurato e'  inviato,  con  cadenza  annuale,  un
          estratto  conto che indichi le contribuzioni effettuate, la
          progressione  del  montante  contributivo  e   le   notizie
          relative alla posizione assicurativa.
            7.   Per   le  pensioni    liquidate  esclusivamente  con
          il   sistema  contributivo,  nei  casi  di  maturazione  di
          anzianita'  contributive  pari  o superiori   a 40 anni  si
          applica  il  coefficiente     di  trasformazione   relativo
          all'eta'  di  57  anni,  in  presenza  di  eta'  anagrafica
          inferiore.    Ai   fini   del    computo   delle   predette
          anzianita'   non concorrono  le  anzianita'  derivanti  dal
          riscatto  di  periodi  di  studio  e    dalla  prosecuzione
          volontaria     dei  versamenti     contributivi   e      la
          contribuzione    accreditata   per i   periodi   di  lavoro
          precedenti  il raggiungimento del diciottesimo anno di eta'
          e' moltiplicata per 1,5.
            8-10. (Omissis).
            11.   Sulla base   delle   rilevazioni    demografiche  e
          dell'andamento  effettivo  del   tasso di  varzione del PIL
          di lungo   periodo rispetto alle  dinamiche    dei  redditi
          soggetti   a      contribuzione   previdenziale,   rilevati
          dall'ISTAT,  il  Ministro  del lavoro  e  della  previdenza
          sociale, sentito  il nucleo   di valutazione   di cui    al
          comma    44, di concerto  con   il  Ministro   del  tesoro,
          sentite    le   competenti commissioni  parlamentari  e  le
          organizzazioni  sindacali  dei  datori  di lavoro   e   dei
          lavoratori   maggiormente   rappresentative    sul    piano
          nazionale,    ridetermina,      ogni   dieci     anni,   il
          coefficiente  di trasformazione previsto al comma 6".
            - I commi 8 e 9 dell'art. 1 della legge n. 335/1995 cosi'
          recitano:
            "8.  Ai    fini  della  determinazione   del     montante
          contributivo  individuale  si  applica alla base imponibile
          l'aliquota di computo nei  casi    che    danno  luogo    a
          versamenti,   ad   accrediti o  ad  obblighi contributivi e
          la contribuzione cosi'   ottenuta  si  rivaluta    su  base
          composta    al    31    dicembre   di ciascun   anno,   con
          esclusione  della contribuzione dello stesso anno, al tasso
          di capitalizzazione.
            9.  Il tasso  annuo di  capitalizzazione e'   dato  dalla
          variazione  media   quinquennale   del  prodotto    interno
          lordo    (PIL)    nominale,  appositamente        calcolata
          dall'Istituto     nazionale  di    statistica (ISTAT),  con
          riferimento   al   quinquennio   precedente    l'anno    da
          rivalutare.  In    occasione di eventuali revisioni   della
          serie storica del PIL   operate  dall'ISTAT  i    tassi  di
          variazione  da    considerare  ai soli fini del calcolo del
          montante contributivo sono  quelli  relativi  alla    serie
          preesistente   anche   per  l'anno in  cui  si verifica  la
          revisione  e   quelli  relativi  alla   nuova   serie   per
          gli  anni successivi".
            -  Per  il  testo  del  comma 12, lettera b), dell'art. 1
          della legge n.  335/1995, si veda in nota all'art. 2.
            - I  commi 20, 21   e 22 dell'art.  1    della  legge  n.
          335/1995 cosi' recitano:
            "20.   Il   diritto   alla  pensione   di  cui  al  comma
          19,   previa risoluzione del    rapporto  di    lavoro,  si
          consegue  al    compimento  del  cinquantasettesimo anno di
          eta', a condizione che risultino versati e accreditati   in
          favore    dell'assicurato     almeno   cinque     anni   di
          contribuzione effettiva  e  che  l'importo  della  pensione
          risulti  essere  non    inferiore a   1,2   volte l'importo
          dell'assegno  sociale di  cui all'art.  3,  commi  6  e  7.
          Si  prescinde   dal   predetto   requisito anagrafico    al
          raggiungimento      della   anzianita'   contributiva   non
          inferiore  a 40  anni,  determinata  ai sensi   del   comma
          7,    secondo  periodo,  nonche' dal predetto   importo dal
          sessantacinquesimo  anno di eta'. Qualora non sussistano  i
          requisiti assicurativi e contributivi per la   pensione  ai
          superstiti   in caso di morte  dell'assicurato, ai medesimi
          superstiti,  che  non  abbiano  diritto   a   rendite   per
          infortunio  sul    lavoro   o malattia   professionale   in
          conseguenza del  predetto evento e che   si  trovino  nelle
          condizioni  reddituali    di  cui  all'art.   3, comma   6,
          compete  una indennita'   una tantum,   pari  all'ammontare
          dell'assegno   di    cui  al  citato  art.    3,  comma  6,
          moltiplicato   per il numero    delle      annualita'    di
          contribuzione   accreditata    a  vore dell'assicurato,  da
          ripartire  fra  gli stessi  in  base ai   criteri  operanti
          per  la  pensione  ai  superstiti.  Per  periodi  inferiori
          all'anno,    la  predetta    indennita'  e'    calcolata in
          proporzione alle settimane coperte   da  contribuzione.  Il
          Ministro  del  lavoro   e della previdenza   sociale,    di
          concerto  con  il   Ministro  del   tesoro, determina,  con
          decreto,  le  modallta'  e  i  termini per il conseguimento
          dell'indennita'.
            21. Per  i pensionati di eta'  inferiore ai 63 anni    la
          pensione di vecchiaia di cui al comma 19  non e' cumulabile
          con redditi da lavoro dipendente nella loro interezza e con
          quelli da lavoro autonomo nella misura del 50 per cento per
          la parte eccedente il trattamento minimo dell'assicurazione
          generale   obbligatoria e fino a  concorrenza con i redditi
          stessi.
            22.  Per i  pensionati  di eta'  pari   o superiore    ai
          63  anni   la pensione   di vecchiaia  di  cui al  comma 19
          non  e' cumulabile  con redditi  da lavoro   dipendente  ed
          autonomo  nella    misura  del   50 per cento per  la parte
          eccente il tratamento   minimo dell'assicurazione  generale
          obbligatoria e fino a concorrenza dei redditi stessi".