DECRETO LEGISLATIVO 1 settembre 1993, n. 385

Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia.

note: Entrata in vigore del provvedimento: 1/1/1994. (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 30/04/2022)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 25-7-2021
aggiornamenti all'articolo
                            Art. 150-bis 
             Disposizioni in tema di banche cooperative. 
 
  1. Alle banche di credito cooperativo non si applicano le  seguenti
disposizioni del codice civile:  2349,  secondo  comma,  2513,  2514,
secondo comma, 2519, secondo comma, 2522, 2525 primo, secondo,  terzo
e quarto comma, 2527, secondo e terzo comma,  2528,  terzo  e  quarto
comma, 2530 secondo, terzo, quarto  e  quinto  comma,  2538,  secondo
comma, secondo periodo, terzo e quarto comma,  2540,  secondo  comma,
2541, 2542 quarto  comma,  2543  primo  e  secondo  comma,  2545-bis,
2545-quater, 2545-quinquies, 2545-octies, 2545-decies, 2545-undecies,
terzo comma, 2545-terdecies, 2545-quinquiesdecies, 2545-sexiesdecies,
2545-septiesdecies e 2545-octiesdecies. 
  2. Alle banche popolari non si applicano le  seguenti  disposizioni
del codice civile: 2349,  secondo  comma,  2512,  2513,  2514,  2519,
secondo comma, 2522, 2525, primo,  secondo,  terzo  e  quarto  comma,
2527, secondo e terzo comma, 2528, terzo e quarto comma, 2530, primo,
secondo, terzo, quarto e quinto comma, ((2534, 2535,  secondo  comma,
primo periodo,)) 2538,  secondo  comma,  secondo  periodo,  e  quarto
comma, 2540, secondo comma, 2542, secondo e quarto comma, 2543, primo
e secondo comma, 2545-bis, 2545-quater, 2545-quinquies,  2545-octies,
2545-decies,    2545-undecies,    terzo    comma,     2545-terdecies,
2545-quinquiesdecies,   2545-sexiesdecies,    2545-septiesdecies    e
2545-octiesdecies. 
  2-bis. In deroga a quanto previsto dall'articolo 2539, primo comma,
del codice civile, gli statuti delle banche popolari  determinano  il
numero massimo di deleghe che possono essere conferite ad  un  socio;
in ogni caso, questo numero non e' inferiore a 10 e non e'  superiore
a 20. 
  3. Alle banche di credito cooperativo continuano ad  applicarsi  le
disposizioni degli articoli 7 e 9 della legge 31 gennaio 1992, n. 59,
in quanto compatibili. 
  4. Lo statuto delle  banche  di  credito  cooperativo  contiene  le
clausole previste dall'articolo 2514, primo comma, del codice civile. 
  5. Nei casi di fusione e trasformazione previsti dall'articolo  36,
nonche' di cessione di rapporti giuridici in blocco  e  scissione  da
cui risulti una banca costituita in forma  di  societa'  per  azioni,
restano fermi gli effetti di  devoluzione  del  patrimonio  stabiliti
dall'articolo 17 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.(67) 
  6. L'atto costitutivo delle  banche  popolari  e  delle  banche  di
credito cooperativo puo'  prevedere,  determinandone  i  criteri,  la
ripartizione  di   ristorni   ai   soci   secondo   quanto   previsto
dall'articolo 2545-sexies del codice civile. 
  7. Il termine per  l'adeguamento  degli  statuti  delle  banche  di
credito  cooperativo  alle  nuove  disposizioni   del   comma   2-bis
dell'articolo 52 e' fissato al 30 giugno 2005. 
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AGGIORNAMENTO (67) 
  Il D.L. 14 febbraio 2016, n. 18, convertito con modificazioni dalla
L. 8 aprile 2016, n. 49, ha disposto (con l'art. 2, comma 3-bis)  che
"In deroga a quanto previsto  dall'articolo  150-bis,  comma  5,  del
decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, la devoluzione non  si
produce per le banche di  credito  cooperativo  che,  entro  sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente  decreto,  presentino  alla   Banca   d'Italia,   ai   sensi
dell'articolo 58 del decreto legislativo n. 385  del  1993,  istanza,
anche congiunta, di conferimento delle rispettive aziende bancarie ad
una medesima  societa'  per  azioni,  anche  di  nuova  costituzione,
autorizzata all'esercizio dell'attivita' bancaria, purche'  la  banca
istante o, in caso di istanza  congiunta,  almeno  una  delle  banche
istanti possieda, alla data del 31 dicembre 2015, un patrimonio netto
superiore a duecento milioni di euro, come  risultante  dal  bilancio
riferito a tale data, su cui il revisore  contabile  ha  espresso  un
giudizio senza rilievi".