DECRETO LEGISLATIVO 3 aprile 1993, n. 96

Trasferimento delle competenze dei soppressi Dipartimento per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno e Agenzia per la promozione dello sviluppo del Mezzogiorno, a norma dell'art. 3 della legge 19 dicembre 1992, n. 488.

note: Entrata in vigore del decreto: 6-4-1993
L'atto e' integrato con le correzioni apportate dall'errata-corrige pubblicato in G.U. 06/04/1993, n. 80 durante il periodo di "vacatio legis". E' possibile visualizzare la versione originaria accedendo al pdf della relativa Gazzetta Ufficiale di pubblicazione.
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 30/12/2005)
Testo in vigore dal: 31-12-2005
aggiornamenti all'articolo
                             Art. 9-bis 
                   Definizione delle controversie 
 
  1.  Per  i  progetti  speciali  e  le  opere  di  cui  al  comma  1
dell'articolo 9, per i quali, in attuazione  della  delibera  CIPE  8
aprile 1987, n. 157, sia  stato  gia'  disposto  il  trasferimento  a
regioni, enti locali,  loro  consorzi,  enti  pubblici,  consorzi  di
bonifica  e  consorzi  per  le  aree  di  sviluppo  industriale,   la
competenza per la definizione dei  relativi  rapporti  e'  attribuita
alla Cassa depositi e prestiti con le modalita' di  cui  all'articolo
8, commi 2, 3, 4, 5, 6 e 7. Qualora, per  detti  progetti  ed  opere,
alla data di entrata in vigore del presente decreto sia in  atto  una
procedura contenziosa, ovvero sussistano pretese di maggiori compensi
a qualsiasi titolo, il trasferimento alla Cassa depositi  e  prestiti
avviene solo a contenzioso definito. 
  2. Le controversie relative ai progetti speciali e alle altre opere
di cui al comma 1, per le liti pendenti al 31 dicembre 2001,  possono
essere definite transattivamente su iniziativa  d'ufficio  ovvero  su
istanza del creditore da presentare  entro  e  non  oltre  il  ((  31
dicembre 2006 )), nel limite  del  25  per  cento  delle  pretese  di
maggiori compensi, al netto di  rivalutazione  monetaria,  interessi,
spese e onorari. Tale procedimento e' altresi' applicato a tutti  gli
interventi per i  quali  risultano  iscritte  esclusivamente  riserve
nella  contabilita'  dei  lavori.  Qualora  sulla  controversia   sia
intervenuto un lodo arbitrale o  una  decisione  giurisdizionale  non
definitiva, il limite per la definizione transattiva e' elevabile  ad
un massimo del 50 per cento dell'importo  riconosciuto  al  netto  di
rivalutazione monetaria e interessi. All'ammontare definito  in  sede
transattiva si applica un coefficiente di  maggiorazione  forfettario
pari al 5 per cento annuo comprensivo di rivalutazione monetaria e di
interessi. 
  2-bis. L'esame e la definizione delle domande avvengono  entro  sei
mesi dalla data di ricezione di ciascuna istanza.  Per  la  procedura
d'ufficio  lo  stesso  termine  decorre  dalla  data  dell'avvio  del
procedimento.   Nel   caso    di    accettazione    della    proposta
l'Amministrazione puo' ricorrere al parere  dell'Avvocatura  generale
dello Stato, che deve pronunciarsi nel  termine  di  sei  mesi  dalla
richiesta,  sullo  schema  di  transazione  secondo   le   norme   di
contabilita' pubblica. In tal caso il termine e'  interrotto  per  il
tempo  occorrente  ad  acquisire  tale  parere.  Nel  caso   in   cui
l'Avvocatura generale dello Stato non esprima il suo parere entro sei
mesi  dalla  data  della  richiesta  da  parte   dell'Amministrazione
interessata,   vale    il    principio    del    silenzio    assenso.
L'Amministrazione provvede al pagamento degli  importi  entro  i  due
mesi successivi all'acquisizione del parere dell'Avvocatura  generale
dello Stato. 
  3. La presentazione dell'istanza sospende fino al 30 novembre  2002
i termini relativi ai giudizi pendenti anche in fase esecutiva.  Tale
procedimento si applica altresi' ai progetti speciali ed  alle  opere
previste dalla delibera CIPE  8  aprile  1987,  n.  157,  individuati
all'articolo 2, comma 2, della legge 19 dicembre 1992, n.  488,  gia'
trasferiti dal commissario ad  acta  ai  sensi  dell'articolo  9  del
presente decreto. 
  4. Alla chiusura  del  contenzioso  per  il  quale  non  sia  stata
presentata  istanza  di   definizione   transattiva,   nonche'   alla
definizione delle istanze non esaminate dal  commissario  liquidatore
alla data del 31 dicembre 1993,  provvede  il  Ministero  dei  lavori
pubblici. 
  5. Le funzioni  demandate  al  commissario  liquidatore,  ai  sensi
dell'articolo 19, limitatamente alle opere ed ai progetti di  cui  al
comma 1, sono attribuite, a decorrere dalla cessazione dell'attivita'
dello stesso commissario, al Ministero dei  lavori  pubblici  che  vi
provvede, tramite il commissario ad  acta,  fino  alla  data  del  30
aprile 1995. Decorso tale termine il Ministero  dei  lavori  pubblici
assume la diretta gestione delle attivita'.(4) 
  6. Per la definizione delle attivita' previste dai commi 2, 3  e  4
dell'articolo  9,  dal  comma  5  del  presente   articolo,   nonche'
dall'articolo 10, in favore del commissario ad  acta  possono  essere
disposte  apposite  aperture  di  credito.  I  relativi   ordini   di
accreditamento sono emessi in deroga ai  limiti  di  somma  stabiliti
dall'articolo 56 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440; qualora
gli stessi non siano estinti al termine dell'esercizio  in  cui  sono
stati emessi, possono essere trasportati a quelli successivi. 
  7. Per lo svolgimento delle proprie  attivita'  il  commissario  ad
acta  si  avvale  anche  degli   uffici   decentrati   e   periferici
dell'Amministrazione dei lavori pubblici. 
  8. Per gli eventuali completamenti, nonche' per la realizzazione di
nuovi  interventi,  il  Ministero  dei  lavori  pubblici  applica  le
disposizioni contenute nei regi decreti 18 novembre 1923, n. 2440,  e
23 maggio 1924, n. 827, sulla contabilita' generale  dello  Stato,  e
successive modificazioni e integrazioni, salva  l'applicazione  della
normativa comunitaria, ricorrendone i presupposti. 
  9. Gli oneri, da definire con decreto del Ministro del  tesoro,  di
concerto con il Ministro dei lavori  pubblici,  per  i  compensi  del
commissario ad acta,  nonche'  per  i  componenti  della  commissione
consultiva nominata con decreto del Ministro dei lavori  pubblici  in
data 1 settembre 1993 e per non piu' di cinque consulenti  giuridici,
da utilizzare per la definizione del contenzioso, sono a carico della
quota del Fondo  di  cui  all'articolo  19,  comma  5,  assegnata  al
Ministero dei lavori pubblici. 
--------------------- 
AGGIORNAMENTO (4) 
Il D.L. 23 giugno 1995, n. 244, convertito con modificazioni dalla L.
8 agosto 1995, n. 341, ha disposto (con l'art. 71, comma 3)  che  "ll
termine per le attivita' del commissario di cui  all'articolo  9-bis,
comma 5, del decreto legislativo 3 aprile  1993,  n.  96,  introdotto
dall'articolo 7, comma 3, del decreto-legge 8 febbraio 1995,  n.  32,
convertito dalla legge 7 aprile 1995, n.  104,  e'  prorogato  al  15
ottobre 1995."