DECRETO LEGISLATIVO 30 aprile 1992, n. 285

Nuovo codice della strada.

note: Entrata in vigore del decreto: 1-1-1993 (Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 20/12/2021)
vigente al 26/01/2022
  • Allegati
Testo in vigore dal: 10-11-2021
aggiornamenti all'articolo
                              Art. 142 
                         Limiti di velocita' 
 
  1. Ai fini della sicurezza della circolazione e della tutela  della
vita umana la velocita' massima non puo' superare i 130 km/h  per  le
autostrade, i 110 km/h per le strade  extraurbane  principali,  i  90
km/h per le strade extraurbane secondarie e per le strade extraurbane
locali, ed i 50 km/h  per  le  strade  nei  centri  abitati,  con  la
possibilita' di elevare tale limite fino ad un massimo di 70 km/h per
le strade urbane le cui caratteristiche costruttive e  funzionali  lo
consentano,  previa  installazione  degli  appositi  segnali.   Sulle
autostrade a tre corsie piu' corsia di emergenza per  ogni  senso  di
marcia,  dotate  di  apparecchiature  debitamente  omologate  per  il
calcolo della velocita' media di percorrenza su  tratti  determinati,
gli enti  proprietari  o  concessionari  possono  elevare  il  limite
massimo di velocita' fino a 150 km/h sulla base delle caratteristiche
progettuali ed effettive del tracciato,  previa  installazione  degli
appositi segnali, sempreche' lo consentano l'intensita' del traffico,
le condizioni atmosferiche prevalenti ed  i  dati  di  incidentalita'
dell'ultimo quinquennio. In caso di  precipitazioni  atmosferiche  di
qualsiasi natura, la velocita' massima non puo' superare i  110  km/h
per le autostrade ed i 90 km/h per le strade extraurbane principali. 
  2. Entro i limiti massimi  suddetti,  gli  enti  proprietari  della
strada possono fissare, provvedendo anche alla relativa segnalazione,
limiti di velocita' minimi e limiti di velocita' massimi, diversi  da
quelli fissati al comma 1, in determinate strade e tratti  di  strada
quando l'applicazione al caso concreto dei criteri indicati nel comma
1 renda opportuna la determinazione di limiti  diversi,  seguendo  le
direttive che saranno impartite dal Ministro delle  infrastrutture  e
dei trasporti. Gli enti proprietari della strada hanno  l'obbligo  di
adeguare tempestivamente i limiti di velocita' al  venir  meno  delle
cause che hanno indotto a disporre limiti  particolari.  Il  Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti puo' modificare i  provvedimenti
presi dagli enti proprietari della strada, quando siano contrari alle
proprie direttive e comunque contrastanti con i  criteri  di  cui  al
comma 1. Lo stesso Ministro  puo'  anche  disporre  l'imposizione  di
limiti, ove non vi abbia provveduto l'ente proprietario; in  caso  di
mancato adempimento, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
puo' procedere direttamente alla esecuzione delle  opere  necessarie,
con diritto di rivalsa nei confronti dell'ente proprietario. 
  3. Le  seguenti  categorie  di  veicoli  non  possono  superare  le
velocita' sottoindicate: 
    a) ciclomotori: 45 km/h; 
    b) autoveicoli o motoveicoli utilizzati per  il  trasporto  delle
merci pericolose rientranti nella  classe  1  figurante  in  allegato
all'accordo di  cui  all'articolo  168,  comma  1,  quando  viaggiano
carichi: 50 km/h  fuori  dei  centri  abitati;  30  km/h  nei  centri
abitati; 
    c) macchine agricole e macchine operatrici: 40 km/h se montati su
pneumatici o su altri sistemi equipollenti;  15  km/h  in  tutti  gli
altri casi; 
    d) quadricicli: 80 km/h fuori dei centri abitati; 
    e) treni costituiti da un autoveicolo e da un  rimorchio  di  cui
alle lettere h), i) e l) dell'art. 54, comma 1:  70  km/h  fuori  dei
centri abitati; 80 km/h sulle autostrade; 
    f)  autobus  e  filobus  di  massa  complessiva  a  pieno  carico
superiore a 8 t: 80 km/h fuori dei centri  abitati;  100  km/h  sulle
autostrade; 
    g) autoveicoli destinati al trasporto di cose o ad altri usi,  di
massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t e fino a 12 t:  80
km/h fuori dei centri abitati; 100 km/h sulle autostrade; 
    h) autoveicoli destinati al trasporto di cose o ad altri usi,  di
massa complessiva a pieno carico superiore a 12 t: 70 km/h fuori  dei
centri abitati; 80 km/h sulle autostrade; 
    i) autocarri di massa complessiva a pieno carico superiore a 5  t
se adoperati per il trasporto di persone ai sensi dell'art. 82, comma
6: 70 km/h fuori dei centri abitati; 80 km/h sulle autostrade; 
    l) mezzi d'opera quando viaggiano a pieno  carico:  40  km/h  nei
centri abitati; 60 km/h fuori dei centri abitati. 
  4. Nella parte posteriore  dei  veicoli  di  cui  al  comma  3,  ad
eccezione di quelli di cui  alle  lettere  a)  e  b),  devono  essere
indicate le  velocita'  massime  consentite.  Qualora  si  tratti  di
complessi di veicoli,  l'indicazione  del  limite  va  riportata  sui
rimorchi ovvero sui  semirimorchi.  Sono  comunque  esclusi  da  tale
obbligo gli autoveicoli militari ricompresi nelle lettere c), g),  h)
ed i) del comma 3, quando  siano  in  dotazione  alle  Forze  armate,
ovvero ai Corpi ed organismi indicati nell'articolo 138, comma 11. 
  5. In tutti i casi nei  quali  sono  fissati  limiti  di  velocita'
restano fermi gli obblighi stabiliti dall'art. 141. 
  6. Per la determinazione dell'osservanza dei  limiti  di  velocita'
sono considerate fonti di  prova  le  risultanze  di  apparecchiature
debitamente omologate, anche per il calcolo della velocita' media  di
percorrenza su  tratti  determinati,  nonche'  le  registrazioni  del
cronotachigrafo e i documenti relativi ai percorsi autostradali, come
precisato dal regolamento. 
  6-bis. Le postazioni  di  controllo  sulla  rete  stradale  per  il
rilevamento della velocita' devono essere preventivamente segnalate e
ben visibili, ricorrendo all'impiego di cartelli o di dispositivi  di
segnalazione  luminosi,  conformemente  alle  norme   stabilite   nel
regolamento di  esecuzione  del  presente  codice.  Le  modalita'  di
impiego sono stabilite con decreto del  Ministro  dei  trasporti,  di
concerto con il Ministro dell'interno. 
  7. Chiunque non osserva i limiti minimi di velocita', ovvero supera
i limiti massimi di velocita' di non oltre 10 km/h, e' soggetto  alla
sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 42 a  €  173.
(19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) (145) 
  8. Chiunque supera di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h i limiti
massimi di velocita' e' soggetto  alla  sanzione  amministrativa  del
pagamento di una somma da € 173 a € 694. (19)  (29)  (43)  (52)  (64)
(80) (82) (89) (101) (114) (124) (133) (145) (163) 
  9. Chiunque supera di oltre 40 km/h ma  di  non  oltre  60  km/h  i
limiti massimi di velocita' e' soggetto alla sanzione  amministrativa
del pagamento di una somma da €  543  a  €  2.170.  Dalla  violazione
consegue la  sanzione  amministrativa  accessoria  della  sospensione
della patente di guida da uno a tre  mesi.  (82)  (114)  (124)  (133)
(145) (163) 
  9-bis. Chiunque supera  di  oltre  60  km/h  i  limiti  massimi  di
velocita' e' soggetto alla sanzione amministrativa del  pagamento  di
una somma da € 845 a € 3.382. Dalla violazione consegue  la  sanzione
amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da
sei a dodici mesi, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II,
del titolo VI. (114) (124) (133) (145) (163) 
  10. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma  4  e'  soggetto
alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 26  a  €
102. (19) (29) (43) (52) (64) (80) (89) (101) (114) (124) (145) 
  11. Se le violazioni di cui ai commi 7, 8, 9 e 9-bis sono  commesse
alla guida di uno dei veicoli indicati al comma 3,  lettere  b),  e),
f), g), h), i) e l) le sanzioni amministrative  pecuniarie  e  quelle
accessorie ivi previste  sono  raddoppiate.  L'eccesso  di  velocita'
oltre il limite al quale e' tarato il limitatore di velocita' di  cui
all'articolo 179 comporta,  nei  veicoli  obbligati  a  montare  tale
apparecchio, l'applicazione delle sanzioni amministrative  pecuniarie
previste dai commi 2-bis e 3 del medesimo articolo 179, per  il  caso
di  limitatore  non  funzionante  o  alterato.  E'  sempre   disposto
l'accompagnamento del mezzo presso  un'officina  autorizzata,  per  i
fini di cui al comma 6-bis del citato articolo 179. 
  12. Quando il titolare di una patente di guida sia incorso,  in  un
periodo di due anni, in una ulteriore  violazione  del  comma  9,  la
sanzione amministrativa accessoria e' della sospensione della patente
da otto a diciotto mesi, ai sensi delle  norme  di  cui  al  capo  I,
sezione II, del titolo VI. Quando il titolare di una patente di guida
sia incorso, in un periodo di due anni, in una  ulteriore  violazione
del comma 9-bis, la sanzione amministrativa accessoria e'  la  revoca
della patente, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del
titolo VI. 
  12-bis. I proventi delle sanzioni derivanti dall'accertamento delle
violazioni dei limiti massimi di  velocita'  stabiliti  dal  presente
articolo,  attraverso  l'impiego  di  apparecchi  o  di  sistemi   di
rilevamento della  velocita'  ovvero  attraverso  l'utilizzazione  di
dispositivi  o  di  mezzi  tecnici  di  controllo  a  distanza  delle
violazioni ai sensi dell'articolo 4 del decreto-legge 20 giugno 2002,
n. 121, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2002, n.
168, e successive modificazioni, sono attribuiti, in misura  pari  al
50 per cento ciascuno, all'ente proprietario della strada su  cui  e'
stato  effettuato  l'accertamento  o  agli  enti  che  esercitano  le
relative  funzioni  ai  sensi  dell'articolo  39  del   decreto   del
Presidente della Repubblica 22 marzo 1974, n. 381, e all'ente da  cui
dipende l'organo accertatore, alle condizioni e nei limiti di cui  ai
commi  12-ter  e  12-quater.  Le  disposizioni  di  cui  al   periodo
precedente non si applicano alle strade in concessione. Gli  enti  di
cui al presente comma diversi dallo Stato  utilizzano  la  quota  dei
proventi ad essi destinati  nella  regione  nella  quale  sono  stati
effettuati gli accertamenti. (99) 
  12-ter. Gli  enti  di  cui  al  comma  12-bis  destinano  le  somme
derivanti dall'attribuzione delle quote dei proventi  delle  sanzioni
amministrative pecuniarie di cui al medesimo comma alla realizzazione
di  interventi  di  manutenzione   e   messa   in   sicurezza   delle
infrastrutture stradali, ivi comprese la segnaletica e le barriere, e
dei relativi impianti, nonche' al potenziamento  delle  attivita'  di
controllo  e  di  accertamento  delle  violazioni   in   materia   di
circolazione stradale, ivi comprese le spese relative  al  personale,
nel rispetto della normativa vigente relativa al  contenimento  delle
spese in materia  di  pubblico  impiego  e  al  patto  di  stabilita'
interno. (99) 
  12-quater. Ciascun ente locale  trasmette  in  via  informatica  al
Ministero delle  infrastrutture  e  dei  trasporti  ed  al  Ministero
dell'interno, entro il 31 maggio di ogni anno, una relazione  in  cui
sono  indicati,  con  riferimento  all'anno  precedente,  l'ammontare
complessivo dei proventi di propria  spettanza  di  cui  al  comma  1
dell'articolo 208 e al  comma  12-bis  del  presente  articolo,  come
risultante  da  rendiconto  approvato  nel  medesimo  anno,   e   gli
interventi realizzati a valere su tali risorse, con la specificazione
degli oneri sostenuti per ciascun intervento. ((Ciascun  ente  locale
pubblica la relazione di cui al primo periodo in apposita sezione del
proprio  sito  internet  istituzionale  entro  trenta  giorni   dalla
trasmissione al Ministero  delle  infrastrutture  e  della  mobilita'
sostenibili e al Ministero dell'interno. A decorrere  dal  1°  luglio
2022,  il  Ministero  dell'interno,  entro  sessanta   giorni   dalla
ricezione, pubblica in apposita sezione  del  proprio  sito  internet
istituzionale le relazioni pervenute ai sensi del primo periodo)). La
percentuale dei proventi spettanti  ai  sensi  del  comma  12-bis  e'
ridotta del 90 per  cento  annuo  nei  confronti  dell'ente  che  non
trasmetta la relazione  ((di  cui  al  primo  periodo)),  ovvero  che
utilizzi i proventi di cui al  primo  periodo  in  modo  difforme  da
quanto previsto dal comma 4 dell'articolo 208 e dal comma 12-ter  del
presente articolo, per ciascun anno per il quale sia riscontrata  una
delle predette  inadempienze.  Le  inadempienze  di  cui  al  periodo
precedente rilevano ai fini della responsabilita' disciplinare e  per
danno  erariale  e  devono  essere   segnalate   tempestivamente   al
procuratore regionale della Corte dei conti. (99) 
 
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AGGIORNAMENTO (19) 
  Il Decreto 20  dicembre  1996  (in  G.U.  28/12/1996,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1997. 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  Il Decreto 22  dicembre  1998  (in  G.U.  28/12/1998,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 1999. 
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AGGIORNAMENTO (43) 
  Il Decreto 29  dicembre  2000  (in  G.U.  30/12/2000,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2001. 
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AGGIORNAMENTO (52) 
  Il Decreto 24  dicembre  2002  (in  G.U.  30/12/2002,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2003. 
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AGGIORNAMENTO (64) 
  Il Decreto 22 dicembre 2004  (in  G.U.  30/12/2004,  n.  305)  h  a
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2005. 
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AGGIORNAMENTO (80) 
  Il Decreto 29  dicembre  2006  (in  G.U.  30/12/2006,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2007. 
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AGGIORNAMENTO (82) 
  Il D.L. 3 agosto 2007, n. 117, convertito con  modificazioni  dalla
L. 2 ottobre 2007, n. 160, ha disposto (con l'art.  6-bis,  comma  2)
che chiunque, dopo le ore 20 e prima delle ore  7,  viola  l'articolo
142, commi 8 e 9 del decreto legislativo 30 aprile 1992,  n.  285,  e
successive modificazioni, e' punito con  la  sanzione  amministrativa
aggiuntiva di  euro  200,  che  vengono  destinati  al  Fondo  contro
l'incidentalita' notturna. 
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AGGIORNAMENTO (89) 
  Il Decreto 17  dicembre  2008  (in  G.U.  30/12/2008,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2009. 
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AGGIORNAMENTO (99) 
  La L. 29 luglio 2010, n. 120 ha disposto (con l'art. 25,  comma  3)
che "Le disposizioni di cui  ai  commi  12-bis,  12-ter  e  12-quater
dell'articolo 142 del decreto legislativo n. 285 del 1992, introdotti
dal presente articolo, si applicano a decorrere dal  primo  esercizio
finanziario successivo a quello in corso  alla  data  dell'emanazione
del decreto di cui al comma 2". 
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AGGIORNAMENTO (101) 
  Il Decreto 22  dicembre  2010  (in  G.U.  31/12/2010,  n.  305)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2011. 
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AGGIORNAMENTO (114) 
  Il Decreto 19  dicembre  2012  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  303)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2013. 
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AGGIORNAMENTO (124) 
  Il Decreto 16  dicembre  2014  (in  G.U.  31/12/2012,  n.  302)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 2) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2015. 
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AGGIORNAMENTO (133) 
  Il Decreto 20  dicembre  2016  (in  G.U.  30/12/2016,  n.  304)  ha
disposto (con l'art. 1, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1 gennaio 2017. 
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AGGIORNAMENTO (145) 
  Il Decreto 27  dicembre  2018  (in  G.U.  29/12/2018,  n.  301)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2019. 
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AGGIORNAMENTO (163) 
  Il Decreto 31  dicembre  2020  (in  G.U.  31/12/2020,  n.  323)  ha
disposto (con l'art. 3, comma 1) che le  presenti  modifiche  avranno
effetto a decorrere dal 1° gennaio 2021.