DECRETO-LEGGE 21 settembre 2021, n. 127

Misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l'estensione dell'ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di screening. (21G00139)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 22/09/2021
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 19 novembre 2021, n. 165 (in G.U. 20/11/2021, n. 277).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 20/11/2021)
vigente al 21/01/2022
Testo in vigore dal: 21-11-2021
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                               Art. 3 
 
Disposizioni urgenti sull'impiego di certificazioni verdi COVID-19 in
                      ambito lavorativo privato 
 
  1.  Al  decreto-legge  22  aprile  2021,  n.  52,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021,  n.  87,  dopo  l'articolo
9-sexies, come introdotto dall'articolo 2, e' inserito il seguente: 
    «Art. 9-septies (Impiego delle certificazioni verdi COVID-19  nel
settore privato). - 1. Dal 15 ottobre 2021  e  fino  al  31  dicembre
2021, termine di cessazione dello stato  di  emergenza,  al  fine  di
prevenire la diffusione  dell'infezione  da  SARS-CoV-2,  a  chiunque
svolge una attivita' lavorativa nel settore privato e' fatto obbligo,
ai fini dell'accesso ai  luoghi  in  cui  la  predetta  attivita'  e'
svolta, di possedere e di esibire, su  richiesta,  la  certificazione
verde COVID-19 di cui all'articolo 9, comma  2.  Resta  fermo  quanto
previsto dagli articoli 9-ter, 9-ter.1 e 9-ter.2 del presente decreto
e dagli articoli 4 e 4-bis del decreto-legge 1° aprile 2021,  n.  44,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021, n. 76. 
    2. La disposizione di cui al comma 1 si applica altresi' a  tutti
i soggetti che svolgono, a qualsiasi  titolo,  la  propria  attivita'
lavorativa o di formazione ((, anche in qualita' di discenti,)) o  di
volontariato nei luoghi di cui  al  comma  1,  anche  sulla  base  di
contratti esterni. 
    3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e  2  non  si  applicano  ai
((soggetti esentati dalla somministrazione del vaccino))  sulla  base
di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti
con circolare del Ministero della salute. 
    4. I datori di lavoro di cui al comma 1 sono tenuti a  verificare
il rispetto delle  prescrizioni  di  cui  ai  commi  1  e  2.  Per  i
lavoratori di cui al comma  2  la  ((verifica  del  rispetto))  delle
prescrizioni di cui al comma 1, oltre che  dai  soggetti  di  cui  al
primo periodo, e' effettuata anche dai rispettivi datori  di  lavoro.
((Per i lavoratori in somministrazione la verifica del rispetto delle
prescrizioni di cui al comma 1 compete all'utilizzatore; e' onere del
somministratore informare i lavoratori  circa  la  sussistenza  delle
predette prescrizioni)). 
    5. I datori di lavoro di cui ((al comma 1 definiscono)), entro il
15 ottobre 2021, le modalita' operative  per  l'organizzazione  delle
verifiche  di  cui  al  comma  4,  anche   a   campione,   prevedendo
prioritariamente, ove possibile, che ((i controlli)) siano effettuati
al momento dell'accesso ai luoghi di lavoro, e individuano  con  atto
formale i  soggetti  incaricati  dell'accertamento  delle  violazioni
degli  obblighi  di  cui  ai  commi  1  e  2.  Le   verifiche   delle
certificazioni  verdi  COVID-19  sono  effettuate  con  le  modalita'
indicate dal  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri
adottato  ai  sensi  dell'articolo  9,  comma  10.   ((Al   fine   di
semplificare e razionalizzare le verifiche di cui al presente  comma,
i lavoratori possono richiedere di consegnare al  proprio  datore  di
lavoro  copia  della  propria  certificazione   verde   COVID-19.   I
lavoratori che consegnano la predetta certificazione,  per  tutta  la
durata della relativa validita',  sono  esonerati  dai  controlli  da
parte dei rispettivi datori di lavoro)). 
    6. I lavoratori di cui al comma 1, nel caso in cui comunichino di
non essere in possesso della certificazione verde COVID-19 o  qualora
risultino privi della predetta certificazione al momento dell'accesso
al luogo di lavoro, al fine di tutelare la salute e la sicurezza  dei
lavoratori  nel   luogo   di   lavoro,   sono   considerati   assenti
ingiustificati fino alla presentazione della predetta  certificazione
e, comunque, non oltre il 31 dicembre  2021,  termine  di  cessazione
dello stato  di  emergenza,  senza  conseguenze  disciplinari  e  con
diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Per  i  giorni  di
assenza ingiustificata ((di cui al primo periodo)) non sono dovuti la
retribuzione ne' altro compenso o emolumento, comunque denominato. 
    7. Per le imprese con meno di quindici dipendenti, dopo il quinto
giorno di assenza ingiustificata di cui al  comma  6,  il  datore  di
lavoro puo' sospendere il lavoratore per la durata  corrispondente  a
quella  del  contratto  di  lavoro  stipulato  per  la  sostituzione,
comunque per un periodo non superiore a  dieci  giorni  ((lavorativi,
rinnovabili fino al)) predetto termine del 31 dicembre 2021 ((, senza
conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione  del  posto
di lavoro per il lavoratore sospeso)). 
    8. L'accesso di lavoratori ai luoghi di lavoro di cui al comma  1
in violazione degli obblighi di cui ai ((commi 1 e 2)) e' punito  con
la sanzione di  cui  al  comma  9  e  restano  ferme  le  conseguenze
disciplinari secondo i rispettivi ordinamenti di settore. 
    9. In caso di violazione delle disposizioni di cui al comma  4  o
di mancata adozione delle misure organizzative di cui al comma 5  nel
termine previsto, nonche' per la violazione di cui  al  comma  8,  si
applica l'articolo 4, commi 1, 3, 5 e 9, del decreto-legge  25  marzo
2020, n. 19, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  22  maggio
2020, n. 35. Resta  fermo  quanto  previsto  dall'articolo  2,  comma
2-bis, del decreto-legge 16  maggio  2020,  n.  33,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74. Per  le  violazioni
di cui al comma 8, la sanzione amministrativa prevista  dal  comma  1
del citato articolo 4 del decreto-legge n. 19 del 2020 ((e' stabilita
nel pagamento di una somma da euro 600 a euro 1.500)). 
    10. Le sanzioni di cui al comma 9 sono irrogate dal  Prefetto.  I
soggetti incaricati dell'accertamento  e  della  contestazione  delle
violazioni di cui al medesimo comma 9  trasmettono  al  Prefetto  gli
atti relativi alla violazione.».