DECRETO-LEGGE 1 aprile 2021, n. 44

Misure urgenti per il contenimento dell'epidemia da COVID-19, in materia di vaccinazioni anti SARS-CoV-2, di giustizia e di concorsi pubblici. (21G00056)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 01/04/2021
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 28 maggio 2021, n. 76 (in G.U. 31/05/2021, n. 128)
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 30/12/2022)
Testo in vigore dal: 31-10-2022
aggiornamenti all'articolo
                             Art. 4-ter 
 
(Obbligo  vaccinale  per  il  personale  delle   strutture   di   cui
all'articolo 8-ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502). 
 
  1. Dal 15 dicembre 2021 e fino al ((1° novembre  2022)),  l'obbligo
vaccinale per la prevenzione  dell'infezione  da  SARS-CoV-2  di  cui
all'articolo 3-ter, da adempiersi, per la somministrazione della dose
di richiamo, entro i termini di validita' delle certificazioni  verdi
COVID-19 previsti dall'articolo 9,  comma  3,  del  decreto-legge  22
aprile 2021, n. 52, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  17
giugno 2021, n. 87, si applica anche alle seguenti categorie: 
    a) LETTERA ABROGATA DAL D.L. 24 MARZO 2022, N. 24, CONVERTITO CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 19 MAGGIO 2022, N. 52; 
    b) LETTERA ABROGATA DAL D.L. 24 MARZO 2022, N. 24, CONVERTITO CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 19 MAGGIO 2022, N. 52; 
    c) personale che svolge a qualsiasi titolo la  propria  attivita'
lavorativa nelle strutture di  cui  all'articolo  8-ter  del  decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, ad  esclusione  di  quello  che
svolge attivita' lavorativa con  contratti  esterni,  fermo  restando
quanto previsto dagli articoli 4 e 4-bis; 
    d) LETTERA ABROGATA DAL D.L. 24 MARZO 2022, N. 24, CONVERTITO CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 19 MAGGIO 2022, N. 52. 
  1-bis. COMMA ABROGATO DAL D.L. 24 MARZO 2022, N. 24, CONVERTITO CON
MODIFICAZIONI DALLA L. 19 MAGGIO 2022, N. 52. 
  2.  La  vaccinazione  costituisce  requisito  essenziale   per   lo
svolgimento delle attivita'  lavorative  dei  soggetti  obbligati  ai
sensi del comma 1. I  responsabili  delle  strutture  in  cui  presta
servizio il personale di  cui  al  comma  1  assicurano  il  rispetto
dell'obbligo di cui al medesimo comma 1. Si applicano le disposizioni
di cui all'articolo 4, commi 2 e 7. 
  3.  I  soggetti  di  cui  al  comma  2  verificano   immediatamente
l'adempimento dell'obbligo vaccinale di cui al comma 1 acquisendo  le
informazioni necessarie anche secondo le modalita'  definite  con  il
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all'articolo
9, comma 10, del decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 giugno 2021, n. 87. Nei casi in cui non
risulti l'effettuazione  della  vaccinazione  anti  SARS-CoV-2  o  la
presentazione  della  richiesta  di  vaccinazione   nelle   modalita'
stabilite nell'ambito della campagna vaccinale in atto, i soggetti di
cui al comma 2 invitano, senza  indugio,  l'interessato  a  produrre,
entro cinque giorni dalla ricezione  dell'invito,  la  documentazione
comprovante l'effettuazione della vaccinazione oppure  l'attestazione
relativa all'omissione  o  al  differimento  della  stessa  ai  sensi
dell'articolo 4, comma 2, ovvero la presentazione della richiesta  di
vaccinazione da eseguirsi in un termine non superiore a venti  giorni
dalla  ricezione  dell'invito,   o   comunque   l'insussistenza   dei
presupposti per l'obbligo vaccinale di cui al comma  1.  In  caso  di
presentazione  di   documentazione   attestante   la   richiesta   di
vaccinazione, i soggetti di cui al comma 2 invitano  l'interessato  a
trasmettere immediatamente e comunque  non  oltre  tre  giorni  dalla
somministrazione,   la   certificazione   attestante    l'adempimento
dell'obbligo  vaccinale.  In  caso  di  mancata  presentazione  della
documentazione di cui al secondo e terzo periodo i soggetti di cui al
comma 2 accertano l'inosservanza dell'obbligo vaccinale  e  ne  danno
immediata   comunicazione   scritta   all'interessato.   L'atto    di
accertamento dell'inadempimento determina l'immediata sospensione dal
diritto  di  svolgere  l'attivita'  lavorativa,   senza   conseguenze
disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro.
Per il periodo di sospensione, non sono dovuti  la  retribuzione  ne'
altro compenso o emolumento, comunque denominati. La  sospensione  e'
efficace fino alla comunicazione da parte dell'interessato al  datore
di  lavoro  dell'avvio  o  del  successivo  completamento  del  ciclo
vaccinale primario o della somministrazione della dose di richiamo, e
comunque non oltre il ((1° novembre 2022)). In  caso  di  intervenuta
guarigione si applica la disposizione dell'articolo 4, comma 5. 
  4. COMMA ABROGATO DAL D.L. 24 MARZO 2022, N. 24. 
  5.  Lo  svolgimento   dell'attivita'   lavorativa   in   violazione
dell'obbligo vaccinale di cui al comma 1 e' punito con la sanzione di
cui al comma 6 e restano ferme le conseguenze disciplinari secondo  i
rispettivi ordinamenti di appartenenza. Le  disposizioni  di  cui  al
primo  periodo  si  applicano  anche  in  caso  di  esercizio   della
professione o di svolgimento dell'attivita' lavorativa in  violazione
degli obblighi vaccinali di cui agli articoli 4 e 4-bis. 
  6. La violazione delle disposizioni di cui al comma 2 e' sanzionata
ai sensi dell'articolo 4, commi 1, 3, 5 e  9,  del  decreto-legge  25
marzo 2020, n. 19, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  22
maggio 2020, n. 35. Resta  fermo  quanto  previsto  dall'articolo  2,
comma 2-bis, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020,  n.  74.  La  sanzione  e'
irrogata dal prefetto e si applicano, per quanto  non  stabilito  dal
presente comma, le disposizioni delle sezioni I e II del capo I della
legge 24 novembre  1981,  n.  689,  in  quanto  compatibili.  Per  le
violazioni di cui al comma 5, la sanzione amministrativa prevista dal
comma 1 del citato articolo 4 del decreto-legge n.  19  del  2020  e'
stabilita nel pagamento di una somma da euro 600 a euro 1.500.