DECRETO-LEGGE 17 marzo 2020, n. 18

Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19. (20G00034)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 17/03/2020
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 24 aprile 2020, n. 27 (in S.O. n. 16, relativo alla G.U. 29/04/2020, n. 110).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 29/06/2022)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 24-5-2022
aggiornamenti all'articolo
 
                               Art. 26 
 
(Misure urgenti per la tutela del periodo di sorveglianza attiva  dei
                   lavoratori del settore privato) 
 
  1. Fino al 31 dicembre 2021, il periodo trascorso in quarantena con
sorveglianza  attiva  o  in  permanenza  domiciliare  fiduciaria  con
sorveglianza attiva di cui all'articolo 1, comma 2, lettere h)  e  i)
del  decreto-legge  23  febbraio  2020,   n.   6,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 5 marzo 2020, n. 13, e di cui all'articolo
1, comma 2, lettere d) ed e), del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19,
dai lavoratori  dipendenti  del  settore  privato,  e'  equiparato  a
malattia ai fini del trattamento economico previsto  dalla  normativa
di riferimento e non e' computabile ai fini del periodo di comporto. 
  2. Fino al 30 giugno 2021, laddove la  prestazione  lavorativa  non
possa essere resa in modalita' agile ai sensi del comma 2-bis, per  i
lavoratori   dipendenti   pubblici   e   privati   in   possesso   di
certificazione  rilasciata  dai  competenti   organi   medico-legali,
attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o
da esiti da patologie oncologiche o  dallo  svolgimento  di  relative
terapie  salvavita,  ivi  inclusi  i  lavoratori  in   possesso   del
riconoscimento di disabilita' con connotazione di gravita'  ai  sensi
dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio  1992,  n.  104,  il
periodo di assenza dal servizio e' equiparato al ricovero ospedaliero
ed e' prescritto dalle competenti autorita'  sanitarie,  nonche'  dal
medico di assistenza primaria che ha in  carico  il  paziente,  sulla
base  documentata  del  riconoscimento   di   disabilita'   o   delle
certificazioni dei competenti organi medico-legali di  cui  sopra,  i
cui riferimenti sono riportati, per le verifiche di  competenza,  nel
medesimo certificato. A decorrere dal 17 marzo  2020,  i  periodi  di
assenza dal servizio di cui al presente comma non sono computabili ai
fini del periodo di  comporto;  per  i  lavoratori  in  possesso  del
predetto  riconoscimento  di  disabilita',  non  rilevano   ai   fini
dell'erogazione  delle  somme  corrisposte  dall'INPS,  a  titolo  di
indennita'  di  accompagnamento.  Nessuna  responsabilita',   neppure
contabile,  salvo  il  fatto  doloso,  e'  imputabile  al  medico  di
assistenza primaria nell'ipotesi in cui il riconoscimento dello stato
invalidante dipenda da fatto illecito di terzi. E' fatto  divieto  di
monetizzare le ferie non fruite a causa di assenze  dal  servizio  di
cui al presente comma. (29) (36) (51) (59) ((69)) 
  2-bis. A decorrere dal 16 ottobre 2020 e fino al 31 ottobre 2021, i
lavoratori fragili di cui al comma 2 svolgono di norma la prestazione
lavorativa  in  modalita'  agile,  anche  attraverso  l'adibizione  a
diversa mansione  ricompresa  nella  medesima  categoria  o  area  di
inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti,  o  lo
svolgimento di specifiche attivita' di formazione professionale anche
da remoto. (29) (36) (48) (51) (59) ((69)) 
  3. Per i periodi di cui al comma 1, il  medico  curante  redige  il
certificato di malattia. (29) 
  4. Sono considerati validi i  certificati  di  malattia  trasmessi,
prima dell'entrata in vigore della presente  disposizione,  anche  in
assenza del provvedimento di cui al comma 3 da  parte  dell'operatore
di sanita' pubblica. 
  5. Dal 31 gennaio 2020 fino al 31 dicembre 2021 gli oneri a  carico
dell'INPS connessi con  le  tutele  di  cui  ai  commi  1  e  2  sono
finanziati dallo Stato nel limite massimo di spesa di  663,1  milioni
di euro per l'anno 2020 e di 976,7 milioni di euro per  l'anno  2021,
dando  priorita'  agli  eventi  cronologicamente  anteriori.   L'INPS
provvede al monitoraggio del limite di spesa di cui al primo  periodo
del presente comma. Qualora dal predetto monitoraggio emerga  che  e'
stato raggiunto anche in via prospettica il limite di  spesa,  l'INPS
non prende in considerazione ulteriori domande. 
  6.Qualora il lavoratore si trovi in malattia accertata da COVID-19,
il certificato e' redatto dal medico curante nelle consuete modalita'
telematiche,  senza  necessita'  di  alcun  provvedimento  da   parte
dell'operatore di sanita' pubblica. 
  7. Alla copertura degli oneri previsti  dal  presente  articolo  si
provvede ai sensi dell'articolo 126. 
  7-bis. Dal 31 gennaio 2020 fino al 31 dicembre 2021 per  le  tutele
di cui al presente articolo, i datori di lavoro del  settore  privato
con obbligo previdenziale presso le  Gestioni  dell'INPS,  esclusi  i
datori di lavoro domestico, hanno diritto a un  rimborso  forfettario
per gli oneri sostenuti relativi ai propri lavoratori dipendenti  non
aventi diritto all'assicurazione economica di malattia presso l'INPS.
Per ciascun anno solare, il rimborso e'  riconosciuto  al  datore  di
lavoro una tantum per ogni singolo lavoratore ed e' previsto solo nei
casi in cui la prestazione lavorativa, durante  l'evento,  non  possa
essere svolta in modalita' agile. Il rimborso e'  erogato  dall'INPS,
per  un  importo  pari  a  euro   600,00   per   lavoratore,   previa
presentazione da parte del datore di lavoro di  apposita  domanda  in
via  telematica  corredata  da  dichiarazione  attestante  i  periodi
riferiti alle tutele di cui al presente articolo da trasmettere nelle
modalita' ed entro i termini che saranno indicati dall'INPS.  L'INPS,
nell'effettuare i controlli a campione, ai sensi dell'articolo 71 del
testo unico di cui al decreto  del  Presidente  della  Repubblica  28
dicembre 2000, n. 445, sulle dichiarazioni  prodotte  dai  datori  di
lavoro, e' autorizzato all'acquisizione e  al  trattamento  dei  dati
sensibili   contenuti   nelle   certificazioni   mediche   e    nella
documentazione sanitaria dei lavoratori interessati. Il beneficio  di
cui al presente comma e' riconosciuto nel  limite  massimo  di  spesa
complessivo pari a 188,3  milioni  di  euro  per  l'anno  2021  dando
priorita' agli eventi cronologicamente anteriori. L'INPS  procede  al
monitoraggio del rispetto dei limiti di  spesa  di  cui  al  presente
comma sulla base delle domande ricevute; qualora venga  raggiunto  il
limite di spesa, non si procede ad ulteriori rimborsi. ((69)) 
 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  La L. 30 dicembre 2020, n. 178, ha disposto (con  l'art.  1,  comma
481) che "Le disposizioni dell'articolo 26,  commi  2  e  2-bis,  del
decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, si applicano nel  periodo  dal  1°
gennaio 2021 al 28 febbraio 2021". 
  Ha inoltre disposto (con l'art. 1, comma 484) che la  modifica  del
comma 3 del presente articolo avra' effetto dal 1° gennaio 2021. 
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AGGIORNAMENTO (36) 
  Il D.L. 22 marzo 2021, n. 41, convertito con modificazioni dalla L.
21 maggio 2021, n. 69, ha disposto (con l'art. 15, comma 3) che  "Per
il periodo dal 1° marzo 2021 alla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente decreto si applica la disciplina  di  cui  all'articolo  26,
commi 2 e 2-bis, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 24 aprile  2020,  n.  27,  cosi'  come
modificato al presente articolo". 
  La L. 30 dicembre 2020, n. 178, come modificata dal D.L.  22  marzo
2021, n. 41, convertito con modificazioni dalla L. 21 maggio 2021, n.
69, ha disposto (con  l'art.  1,  comma  481)  che  "Le  disposizioni
dell'articolo 26, commi 2 e 2-bis, del decreto-legge 17  marzo  2020,
n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020,  n.
27, si applicano nel periodo dal 1° gennaio 2021 al 30 giugno 2021". 
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AGGIORNAMENTO (48) 
  Il D.L. 23 luglio 2021, n. 105 ha disposto (con l'art. 9, comma  2)
che "Per il periodo dal 1° luglio 2021 alla data di entrata in vigore
del presente decreto si applica la disciplina di cui all'articolo 26,
comma 2-bis, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  24  aprile  2020,  n.  27,  cosi'  come
modificato dal presente articolo". 
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AGGIORNAMENTO (51) 
  La L. 30 dicembre 2020, n. 178, come modificata dal D.L.  6  agosto
2021, n. 111, convertito con  modificazioni  dalla  L.  24  settembre
2021, n.  133,  ha  disposto  (con  l'art.  1,  comma  481)  che  "Le
disposizioni dell'articolo 26, commi 2 e 2-bis, del decreto-legge  17
marzo 2020, n. 18, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  24
aprile 2020, n. 27, si applicano nel periodo dal 1° gennaio  2021  al
31 dicembre 2021". 
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AGGIORNAMENTO (59) 
  Il D.L. 24 dicembre 2021,  n.  221,  convertito  con  modificazioni
dalla L. 18 febbraio 2022, n. 11, ha disposto: 
  - (con l'art. 17, comma 1) che "Sono prorogate le  disposizioni  di
cui all'articolo 26, comma 2-bis, del decreto-legge 17 marzo 2020, n.
18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,
fino al 31 marzo 2022"; 
  - (con l'art. 17, comma 3-bis) che "Sono prorogate le  disposizioni
di cui all'articolo 26, comma 2, del decreto-legge 17 marzo 2020,  n.
18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27,
fino al 31 marzo 2022"; 
  - (con l'art. 17, comma 3-ter) che "Le disposizioni di cui ai commi
1 e 3-bis si applicano anche nel periodo dal  1°  gennaio  2022  alla
data di entrata in vigore della legge  di  conversione  del  presente
decreto". 
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AGGIORNAMENTO (69) 
  Il D.L. 24 marzo 2022, n. 24, convertito con modificazioni dalla L.
19 maggio 2022, n. 52, ha disposto (con l'art. 10, comma  1-bis)  che
"Esclusivamente per i soggetti affetti dalle patologie  e  condizioni
individuate dal decreto del Ministro della salute adottato  ai  sensi
dell'articolo 17, comma 2, del decreto-legge  24  dicembre  2021,  n.
221, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2022,  n.
11, la disciplina di cui  all'articolo  26,  commi  2  e  7-bis,  del
decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, e' prorogata  fino  al  30  giugno
2022". 
  Ha  inoltre  disposto  (con  l'art.  10,  comma  1-ter)  che  "Sono
prorogate fino al 30 giugno 2022 le misure in materia di lavoro agile
per i soggetti di cui all'articolo 26, comma 2-bis, del decreto-legge
17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla  legge  24
aprile 2020, n. 27".