DECRETO-LEGGE 17 marzo 2020, n. 18

Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19. (20G00034)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 17/03/2020
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 24 aprile 2020, n. 27 (in S.O. n. 16, relativo alla G.U. 29/04/2020, n. 110).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 01/10/2021)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 2-10-2021
attiva riferimenti normativi aggiornamenti all'articolo
 
                               Art. 26 
 
(Misure urgenti per la tutela del periodo di sorveglianza attiva  dei
                   lavoratori del settore privato) 
 
  1.Il periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva  o  in
permanenza domiciliare fiduciaria  con  sorveglianza  attiva  di  cui
all'articolo 1, comma  2,  lettere  h)  e  i)  del  decreto-legge  23
febbraio 2020, n. 6, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  5
marzo 2020, n. 13, e di cui all'articolo 1, comma 2,  lettere  d)  ed
e), del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, dai lavoratori dipendenti
del settore privato, e' equiparato a malattia ai fini del trattamento
economico  previsto  dalla  normativa  di  riferimento   e   non   e'
computabile ai fini del periodo di comporto. 
  2. Fino al 30 giugno 2021, laddove la  prestazione  lavorativa  non
possa essere resa in modalita' agile ai sensi del comma 2-bis, per  i
lavoratori   dipendenti   pubblici   e   privati   in   possesso   di
certificazione  rilasciata  dai  competenti   organi   medico-legali,
attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o
da esiti da patologie oncologiche o  dallo  svolgimento  di  relative
terapie  salvavita,  ivi  inclusi  i  lavoratori  in   possesso   del
riconoscimento di disabilita' con connotazione di gravita'  ai  sensi
dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio  1992,  n.  104,  il
periodo di assenza dal servizio e' equiparato al ricovero ospedaliero
ed e' prescritto dalle competenti autorita'  sanitarie,  nonche'  dal
medico di assistenza primaria che ha in  carico  il  paziente,  sulla
base  documentata  del  riconoscimento   di   disabilita'   o   delle
certificazioni dei competenti organi medico-legali di  cui  sopra,  i
cui riferimenti sono riportati, per le verifiche di  competenza,  nel
medesimo certificato. A decorrere dal 17 marzo  2020,  i  periodi  di
assenza dal servizio di cui al presente comma non sono computabili ai
fini del periodo di  comporto;  per  i  lavoratori  in  possesso  del
predetto  riconoscimento  di  disabilita',  non  rilevano   ai   fini
dell'erogazione  delle  somme  corrisposte  dall'INPS,  a  titolo  di
indennita'  di  accompagnamento.  Nessuna  responsabilita',   neppure
contabile,  salvo  il  fatto  doloso,  e'  imputabile  al  medico  di
assistenza primaria nell'ipotesi in cui il riconoscimento dello stato
invalidante dipenda da fatto illecito di terzi. E' fatto  divieto  di
monetizzare le ferie non fruite a causa di assenze  dal  servizio  di
cui al presente comma. (29) (36)((51)) 
  2-bis. A decorrere dal 16 ottobre 2020 e fino al 31 ottobre 2021, i
lavoratori fragili di cui al comma 2 svolgono di norma la prestazione
lavorativa  in  modalita'  agile,  anche  attraverso  l'adibizione  a
diversa mansione  ricompresa  nella  medesima  categoria  o  area  di
inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti,  o  lo
svolgimento di specifiche attivita' di formazione professionale anche
da remoto. (29) (36) (48) ((51)) 
  3. Per i periodi di cui al comma 1, il  medico  curante  redige  il
certificato di malattia. (29) 
  4. Sono considerati validi i  certificati  di  malattia  trasmessi,
prima dell'entrata in vigore della presente  disposizione,  anche  in
assenza del provvedimento di cui al comma 3 da  parte  dell'operatore
di sanita' pubblica. 
  5. In deroga alle disposizioni vigenti,  gli  oneri  a  carico  del
datore di lavoro, che  presenta  domanda  all'ente  previdenziale,  e
dell'INPS connessi con le tutele di cui  al  presente  articolo  sono
posti a carico dello Stato nel  limite  massimo  di  spesa  di  663,1
milioni di euro per l'anno 2020. L'INPS provvede al monitoraggio  del
limite di spesa di cui al primo periodo del presente  comma.  Qualora
dal predetto monitoraggio emerga che e' stato raggiunto anche in  via
prospettica il limite di spesa, l'INPS non prende  in  considerazione
ulteriori domande. 
  6.Qualora il lavoratore si trovi in malattia accertata da COVID-19,
il certificato e' redatto dal medico curante nelle consuete modalita'
telematiche,  senza  necessita'  di  alcun  provvedimento  da   parte
dell'operatore di sanita' pubblica. 
  7. Alla copertura degli oneri previsti  dal  presente  articolo  si
provvede ai sensi dell'articolo 126. 
 
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AGGIORNAMENTO (29) 
  La L. 30 dicembre 2020, n. 178, ha disposto (con  l'art.  1,  comma
481) che "Le disposizioni dell'articolo 26,  commi  2  e  2-bis,  del
decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, si applicano nel  periodo  dal  1°
gennaio 2021 al 28 febbraio 2021". 
  Ha inoltre disposto (con l'art. 1, comma 484) che la  modifica  del
comma 3 del presente articolo avra' effetto dal 1° gennaio 2021. 
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AGGIORNAMENTO (36) 
  Il D.L. 22 marzo 2021, n. 41, convertito con modificazioni dalla L.
21 maggio 2021, n. 69, ha disposto (con l'art. 15, comma 3) che  "Per
il periodo dal 1° marzo 2021 alla  data  di  entrata  in  vigore  del
presente decreto si applica la disciplina  di  cui  all'articolo  26,
commi 2 e 2-bis, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 24 aprile  2020,  n.  27,  cosi'  come
modificato al presente articolo". 
  La L. 30 dicembre 2020, n. 178, come modificata dal D.L.  22  marzo
2021, n. 41, convertito con modificazioni dalla L. 21 maggio 2021, n.
69, ha disposto (con  l'art.  1,  comma  481)  che  "Le  disposizioni
dell'articolo 26, commi 2 e 2-bis, del decreto-legge 17  marzo  2020,
n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020,  n.
27, si applicano nel periodo dal 1° gennaio 2021 al 30 giugno 2021". 
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AGGIORNAMENTO (48) 
  Il D.L. 23 luglio 2021, n. 105 ha disposto (con l'art. 9, comma  2)
che "Per il periodo dal 1° luglio 2021 alla data di entrata in vigore
del presente decreto si applica la disciplina di cui all'articolo 26,
comma 2-bis, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  24  aprile  2020,  n.  27,  cosi'  come
modificato dal presente articolo". 
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AGGIORNAMENTO (51) 
  La L. 30 dicembre 2020, n. 178, come modificata dal D.L.  6  agosto
2021, n. 111, convertito con  modificazioni  dalla  L.  24  settembre
2021, n.  133,  ha  disposto  (con  l'art.  1,  comma  481)  che  "Le
disposizioni dell'articolo 26, commi 2 e 2-bis, del decreto-legge  17
marzo 2020, n. 18, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  24
aprile 2020, n. 27, si applicano nel periodo dal 1° gennaio  2021  al
31 dicembre 2021".