DECRETO-LEGGE 14 agosto 2020, n. 104

Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell'economia. (20G00122)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 15/08/2020
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 13 ottobre 2020, n. 126 (in S.O. n. 37, relativo alla G.U. 13/10/2020, n. 253).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 31/12/2021)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 14-10-2020
aggiornamenti all'articolo
                               Art. 6 
 
Esonero dal versamento dei contributi previdenziali per assunzioni  a
                         tempo indeterminato 
 
  1.  Fino  al  31  dicembre  2020,  ((ai  datori  di  lavoro)),  con
esclusione  del  settore  agricolo,  che  assumono,   successivamente
all'entrata in vigore del presente decreto, lavoratori subordinati  a
tempo indeterminato, con esclusione dei contratti di apprendistato  e
dei contratti di lavoro domestico,  e'  riconosciuto,  ai  sensi  del
comma 4 e ferma restando  l'aliquota  di  computo  delle  prestazioni
pensionistiche,  l'esonero  totale  dal  versamento  dei   contributi
previdenziali a loro carico, per  un  periodo  massimo  di  sei  mesi
decorrenti dall'assunzione, con esclusione  dei  premi  e  contributi
dovuti all'INAIL, nel limite massimo di un importo di esonero pari  a
8.060 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile. 
  2. Dall'esonero sono esclusi i  lavoratori  che  abbiano  avuto  un
contratto   a   tempo   indeterminato   nei   sei   mesi   precedenti
all'assunzione presso la medesima impresa. 
  3. L'esonero di cui al comma 1 e' riconosciuto anche  nei  casi  di
trasformazione  del  contratto  di   lavoro   subordinato   a   tempo
determinato in contratto di lavoro a tempo  indeterminato  successiva
alla data di entrata in vigore del presente decreto ed e'  cumulabile
con  altri  esoneri  o  riduzioni  delle  aliquote  di  finanziamento
previsti dalla normativa  vigente,  nei  limiti  della  contribuzione
previdenziale dovuta. 
  4. Il  beneficio  contributivo  di  cui  ai  commi  da  1  a  3  e'
riconosciuto nel limite di minori entrate contributive pari  a  371,8
milioni di euro per l'anno 2020 e  a  1.024,7  milioni  di  euro  per
l'anno  2021.  L'ente  previdenziale  provvede  al  monitoraggio  del
rispetto del limite di spesa di cui al primo  periodo  e  comunica  i
risultati di tale attivita' al Ministero del lavoro e delle politiche
sociali e al Ministero dell'economia e  delle  finanze.  Qualora  dal
predetto monitoraggio emerga il verificarsi di scostamenti, anche  in
via prospettica, rispetto al  predetto  limite  di  spesa,  non  sono
adottati altri provvedimenti concessori. 
  5. Alle minori entrate derivanti dai commi da 1 a 4, pari  a  371,8
milioni di ((euro)) per l'anno 2020, a 1.024,7 milioni  di  euro  per
l'anno 2021 e a 165,0 milioni di euro per l'anno  2023,  si  provvede
quanto a 145,4 milioni di euro per l'anno 2021 mediante  le  maggiori
entrate derivanti dai medesimi commi da  1  a  3  e  quanto  a  371,8
milioni di euro per l'anno 2020, 879,3 milioni  di  euro  per  l'anno
2021 e a 165,0 milioni di euro per l'anno 2023 ai sensi dell'articolo
114.