DECRETO-LEGGE 17 marzo 2020, n. 18

Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19. (20G00034)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 17/03/2020
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 24 aprile 2020, n. 27 (in S.O. n. 16, relativo alla G.U. 29/04/2020, n. 110).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 09/11/2020)
vigente al
  • Allegati
Testo in vigore dal: 19-7-2020
attiva riferimenti normativi aggiornamenti all'articolo
 
                               Art. 23 
 
(Congedo  e  indennita'  per  i  lavoratori  dipendenti  del  settore
privato, i lavoratori iscritti alla Gestione separata di cui all'art.
2, comma 26 della legge  8  agosto  1995,  n.  335,  e  i  lavoratori
                 autonomi, per emergenza COVID -19) 
 
  ((1. Per l'anno 2020, a decorrere dal 5 marzo e fino al 31  agosto,
per un periodo continuativo o frazionato  comunque  non  superiore  a
trenta giorni, ciascun genitore  lavoratore  dipendente  del  settore
privato ha diritto a fruire, ai sensi dei commi 10 e 11 del  presente
articolo, per i figli di eta' non superiore  ai  dodici  anni,  fatto
salvo quanto previsto al  comma  5  del  presente  articolo,  di  uno
specifico congedo, per il quale e' riconosciuta un indennita' pari al
cinquanta per cento  della  retribuzione,  calcolata  secondo  quanto
previsto  dall'articolo  23  del  testo  unico   delle   disposizioni
legislative in materia di tutela e sostegno della maternita' e  della
paternita', di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n.  151,  ad
eccezione del comma 2 del medesimo articolo. I suddetti periodi  sono
coperti da contribuzione figurativa.  I  periodi  di  congedo  devono
essere  utilizzati,  nelle  ipotesi  nelle  quali  i   congedi   sono
riconosciuti, in maniera alternata da entrambi i genitori  lavoratori
conviventi e possono essere usufruiti in forma giornaliera od oraria,
fatti salvi i periodi di congedo gia' fruiti alla data di entrata  in
vigore della legge di conversione del presente decreto)). 
  2. Gli eventuali periodi di congedo parentale di cui agli  articoli
32 e 33 del citato decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151,  fruiti
dai genitori durante il periodo di sospensione  di  cui  al  presente
articolo, sono convertiti nel congedo di cui al comma 1  con  diritto
all'indennita' e non computati ne' indennizzati a titolo  di  congedo
parentale. 
  3. I genitori lavoratori iscritti in via  esclusiva  alla  Gestione
separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto  1995,
n. 335, hanno diritto a fruire, ai sensi dei commi 10 e  11,  per  il
periodo di cui al comma 1, per i figli di eta' non  superiore  ai  12
anni, fatto salvo quanto  previsto  al  comma  5,  di  uno  specifico
congedo, per il quale e' riconosciuta una  indennita',  per  ciascuna
giornata indennizzabile, pari al 50 per cento di  1/365  del  reddito
individuato secondo la base  di  calcolo  utilizzata  ai  fini  della
determinazione dell'indennita' di maternita'. La medesima  indennita'
e' estesa ai genitori lavoratori autonomi  iscritti  all'INPS  ed  e'
commisurata, per ciascuna giornata indennizzabile, al  50  per  cento
della retribuzione convenzionale  giornaliera  stabilita  annualmente
dalla legge, a seconda della tipologia di lavoro autonomo svolto. 
  4. La  fruizione  del  congedo  di  cui  al  presente  articolo  e'
riconosciuta alternativamente ad entrambi i genitori, per  un  totale
complessivo di ((trenta giorni)), ed e' subordinata  alla  condizione
che nel nucleo familiare non vi sia altro  genitore  beneficiario  di
strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o  cessazione
dell'attivita'  lavorativa  o  altro  genitore  disoccupato   o   non
lavoratore. 
  5. Ferma restando l'estensione della durata dei permessi retribuiti
di cui all'articolo 24, il limite di eta' di cui ai commi 1 e  3  non
si applica in riferimento ai figli con disabilita' in  situazione  di
gravita' accertata ai sensi dell'articolo 4, comma 1, della  legge  5
febbraio 1992, n. 104, iscritti a scuole di ogni  ordine  e  grado  o
ospitati in centri diurni a carattere assistenziale. 
  6. In aggiunta a quanto previsto nei commi da 1  a  5,  i  genitori
lavoratori dipendenti del settore privato con figli  minori  di  anni
16, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia  altro  genitore
beneficiario  di  strumenti  di  sostegno  al  reddito  in  caso   di
sospensione o cessazione dell'attivita' lavorativa o che non  vi  sia
altro genitore non lavoratore, hanno diritto di astenersi dal  lavoro
per  l'intero  periodo  di  sospensione  dei  servizi  educativi  per
l'infanzia e delle attivita' didattiche nelle scuole di ogni ordine e
grado, senza  corresponsione  di  indennita'  ne'  riconoscimento  di
contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla
conservazione del posto di lavoro. 
  7. Le disposizioni del presente articolo trovano applicazione anche
nei confronti dei genitori affidatari. 
  8. A decorrere dall'entrata in vigore della presente  disposizione,
in alternativa alla prestazione di cui ai commi 1, 3  e  5  e  per  i
medesimi lavoratori  beneficiari,  e'  prevista  la  possibilita'  di
scegliere la corresponsione di uno o piu'  bonus  per  l'acquisto  di
servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di 1200  euro,
da utilizzare per prestazioni effettuate nel periodo di cui al  comma
1. Il bonus viene  erogato  mediante  il  libretto  famiglia  di  cui
all'articolo  54-bis  del  decreto-legge  24  aprile  2017,  n.   50,
convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96.  Il
bonus e' erogato, in alternativa, direttamente al richiedente, per la
comprovata iscrizione ai centri estivi, ai  servizi  integrativi  per
l'infanzia di cui all'articolo 2, del decreto legislativo  13  aprile
2017, n. 65, ai servizi socio-educativi territoriali, ai  centri  con
funzione educativa e ricreativa e ai servizi integrativi o innovativi
per la prima infanzia. La fruizione del bonus per servizi integrativi
per l'infanzia di cui al periodo precedente e' incompatibile  con  la
fruizione del bonus asilo nido di  cui  all'articolo  1,  comma  355,
legge 11 dicembre 2016, n.232, come modificato dall'articolo 1, comma
343, della legge 27 dicembre 2019, n. 160. 
  9. Il  bonus  di  cui  al  comma  8  e'  altresi'  riconosciuto  ai
lavoratori autonomi  non  iscritti  all'INPS,  subordinatamente  alla
comunicazione da  parte  delle  rispettive  casse  previdenziali  del
numero dei beneficiari. 
  10. Le modalita' operative per accedere al congedo di cui ai  commi
1 e 2 ovvero al bonus di cui al comma  8  sono  stabilite  dall'INPS.
Sulla base delle domande pervenute, l'INPS provvede  al  monitoraggio
comunicandone le risultanze al Ministero del lavoro e delle politiche
sociali e al Ministero dell'economia e  delle  finanze.  Qualora  dal
monitoraggio emerga il superamento del limite  di  spesa  di  cui  al
comma 11, l'INPS procede al rigetto delle domande presentate. 
  11. I benefici di cui al presente articolo  sono  riconosciuti  nel
limite complessivo di 1.569 milioni di euro per l'anno 2020. 
  12. Alla copertura degli oneri previsti dal  presente  articolo  si
provvede ai sensi dell'articolo 126.