DECRETO-LEGGE 17 marzo 2020, n. 18

Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19. (20G00034)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 17/03/2020
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 24 aprile 2020, n. 27 (in S.O. n. 16, relativo alla G.U. 29/04/2020, n. 110).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 09/11/2020)
  • Allegati
Testo in vigore dal: 15-8-2020
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                              Art. 111 
 
(Sospensione quota capitale dei  prestiti  concessi  alle  regioni  a
                         statuto ordinario) 
 
  1.Le regioni a statuto  ordinario  sospendono  il  pagamento  delle
quote capitale, in scadenza nell'anno 2020 successivamente alla  data
di entrata in vigore del presente decreto, dei prestiti concessi  dal
Ministero dell'economia e finanze e dalla Cassa depositi  e  prestiti
S.p.a. trasferiti al  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  in
attuazione dell'articolo  5,  commi  1  e  3,  del  decreto-legge  30
settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
novembre 2003,  n.  326.  Le  quote  capitale  annuali  sospese  sono
rimborsate nell'anno successivo a quello di  conclusione  di  ciascun
piano di ammortamento contrattuale. 
  2. Il risparmio di spesa di cui al comma 1  e'  utilizzato,  previa
apposita variazione di bilancio da approvare da parte della Giunta in
via amministrativa, per le finalita' di rilancio dell'economia e  per
il sostegno ai settori economici colpiti dall'epidemia di Covid-2019,
in coerenza con le disposizioni di cui al presente decreto. 
  3. Ai fini del rispetto del saldo di cui all'articolo 1, comma 466,
della legge 11 dicembre 2016, n. 232, in  sede  di  Conferenza  Stato
Regioni, possono essere  ceduti  spazi  finanziari  finalizzati  agli
investimenti alle Regioni maggiormente colpite. 
  4.  La  sospensione  di  cui  al  comma  1  non  si  applica   alle
anticipazioni di liquidita' di cui agli articoli  2  e  3,  comma  1,
lettere a) e b), del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013,  n.  64,  e  successivi
rifinanziamenti. 
  4-bis.  Il  disavanzo  di  amministrazione  degli   enti   di   cui
all'articolo 2 del  decreto  legislativo  23  giugno  2011,  n.  118,
ripianato nel corso di un esercizio per un importo superiore a quello
applicato al  bilancio,  determinato  dall'anticipo  delle  attivita'
previste  nel  relativo  piano  di   rientro   riguardanti   maggiori
accertamenti o minori impegni previsti in bilancio per  gli  esercizi
successivi in attuazione  del  piano  di  rientro,  puo'  non  essere
applicato al bilancio degli esercizi successivi. 
  5. Agli oneri derivanti dal comma 1 per l'anno  2020,  pari  a  4,3
milioni di euro e a 338,9 milioni di euro in termini di  saldo  netto
da finanziare, si provvede ai sensi dell'articolo 126. 
 
                                                               ((18)) 
 
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AGGIORNAMENTO (18) 
  Il D.L. 14 agosto 2020, n. 104 ha disposto (con l'art. 42, comma 1)
che "Le disposizioni di cui all'articolo  111  del  decreto-legge  17
marzo 2020, n. 18, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  24
aprile 2020, n.  27,  si  applicano  anche  alle  regioni  a  statuto
speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano".