DECRETO-LEGGE 28 gennaio 2019, n. 4

Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni. (19G00008)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 29/01/2019.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 28 marzo 2019, n. 26 (in G.U. 29/03/2019, n. 75).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 21/10/2021)
Testo in vigore dal: 30-3-2019
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                               Art. 20 
 
      Facolta' di riscatto periodi non coperti da contribuzione 
 
  1. In via sperimentale, per il  triennio  2019-2021,  gli  iscritti
all'assicurazione  generale  obbligatoria   per   l'invalidita',   la
vecchiaia e i superstiti  dei  lavoratori  dipendenti  e  alle  forme
sostitutive  ed  esclusive  della  medesima,  nonche'  alle  gestioni
speciali dei lavoratori autonomi, e alla  gestione  separata  di  cui
all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, privi di
anzianita' contributiva al 31 dicembre 1995 e non  gia'  titolari  di
pensione, hanno facolta' di  riscattare,  in  tutto  o  in  parte,  i
periodi antecedenti alla data  di  entrata  in  vigore  del  presente
decreto compresi  ((tra  l'anno  del  primo  e  quello))  dell'ultimo
contributo comunque accreditato nelle  suddette  forme  assicurative,
non soggetti a obbligo contributivo e che non siano gia'  coperti  da
contribuzione,  comunque  versata  e  accreditata,  presso  forme  di
previdenza obbligatoria ((,  parificandoli  a  periodi  di  lavoro)).
Detti periodi possono  essere  riscattati  nella  misura  massima  di
cinque anni, anche non continuativi. 
  2. L'eventuale successiva acquisizione di  anzianita'  assicurativa
antecedente al 1° gennaio 1996 determina l'annullamento d'ufficio del
riscatto  gia'  effettuato  ai  sensi  del  presente  articolo,   con
conseguente restituzione dei contributi. 
  3.  La  facolta'  di  cui  al  comma  1  e'  esercitata  a  domanda
dell'assicurato o dei suoi superstiti o dei suoi  parenti  ed  affini
entro il secondo grado, e l'onere e' determinato in base  ai  criteri
fissati dal comma 5 dell'articolo 2 del decreto legislativo 30 aprile
1997, n. 184. L'onere cosi' determinato  e'  detraibile  dall'imposta
lorda nella misura del 50 per cento con una  ripartizione  in  cinque
quote annuali costanti e di pari importo nell'anno di sostenimento  e
in quelli successivi. 
  4. Per i lavoratori del settore privato l'onere per il riscatto  di
cui  al  comma  1  puo'  essere  sostenuto  dal  datore   di   lavoro
dell'assicurato  destinando,  a  tal  fine,  i  premi  di  produzione
spettanti al lavoratore  stesso.  In  tal  caso,  e'  deducibile  dal
reddito  di  impresa  e  da  lavoro  autonomo  e,   ai   fini   della
determinazione dei redditi da lavoro dipendente, rientra nell'ipotesi
di cui  all'articolo  51,  comma  2,  lettera  a),  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. 
  5. Il versamento dell'onere ((per il riscatto di cui al  comma  1))
puo' essere effettuato ai regimi  previdenziali  di  appartenenza  in
unica soluzione  ovvero  in  ((un  massimo  di  120))  rate  mensili,
ciascuna di importo non inferiore a euro 30,  senza  applicazione  di
interessi per la rateizzazione. La rateizzazione dell'onere non  puo'
essere concessa nei casi in cui  i  contributi  da  riscatto  debbano
essere  utilizzati  per  la  immediata  liquidazione  della  pensione
diretta o indiretta o nel caso in cui gli stessi  siano  determinanti
per l'accoglimento di una domanda  di  autorizzazione  ai  versamenti
volontari; qualora  cio'  avvenga  nel  corso  della  dilazione  gia'
concessa, la somma ancora dovuta sara' versata  in  unica  soluzione.
((Alla data del saldo dell'onere l'INPS provvede all'accredito  della
contribuzione e ai relativi effetti)). 
  6. All'articolo 2 del decreto legislativo 30 aprile 1997,  n.  184,
dopo il comma 5-ter, e' aggiunto, in fine, il seguente: 
    «5-quater. ((E' consentita la facolta'  di  riscatto  di  cui  al
presente  articolo  dei  periodi   da   valutare   con   il   sistema
contributivo)). In tal caso,  l'onere  dei  periodi  di  riscatto  e'
costituito  dal  versamento  di  un  contributo,  per  ogni  anno  da
riscattare,  pari  al  livello  minimo  imponibile   annuo   di   cui
all'articolo  1,  comma  3,  della  legge  2  agosto  1990,  n.  233,
moltiplicato   per   l'aliquota   di   computo   delle    prestazioni
pensionistiche  dell'assicurazione  generale   obbligatoria   per   i
lavoratori dipendenti,  vigenti  alla  data  di  presentazione  della
domanda.». 
  ((6-bis. Il Fondo per interventi strutturali di politica economica,
di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre  2004,
n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre  2004,
n. 307, e' incrementato di 1,3 milioni di euro per  l'anno  2024,  di
17,6 milioni di euro per l'anno 2025, di 31,8  milioni  di  euro  per
l'anno 2026, di 26,9 milioni di euro per l'anno 2027 e di 22  milioni
di euro annui a decorrere dall'anno 2028. 
  6-ter. Agli oneri derivanti dal comma 5, valutati in 8  milioni  di
euro per l'anno 2019, in 16,1 milioni di euro  per  l'anno  2020,  in
24,4 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al  2023  e  in
8,5 milioni di euro per l'anno 2024, e dal comma 6-bis,  pari  a  1,3
milioni di euro per l'anno 2024, a 17,6 milioni di  euro  per  l'anno
2025, a 31,8 milioni di euro per l'anno 2026, a 26,9 milioni di  euro
per l'anno 2027 e a 22 milioni di euro annui  a  decorrere  dall'anno
2028, si provvede: 
    a) quanto a 8 milioni di euro per l'anno 2019, a 15,3 milioni  di
euro per l'anno 2020, a 22 milioni di euro per l'anno  2021,  a  19,6
milioni di euro per l'anno 2022 e a 17,1 milioni di euro  per  l'anno
2023, mediante riduzione del  Fondo  per  interventi  strutturali  di
politica  economica,  di  cui   all'articolo   10,   comma   5,   del
decreto-legge   29   novembre   2004,   n.   282,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307; 
    b) quanto a 0,8 milioni di euro per l'anno 2020, a 2,4 milioni di
euro per l'anno 2021, a 4,8 milioni di euro per l'anno  2022,  a  7,3
milioni di euro per l'anno 2023, a 9,8 milioni  di  euro  per  l'anno
2024, a 17,6 milioni di euro per l'anno 2025, a 31,8 milioni di  euro
per l'anno 2026, a 26,9 milioni di  euro  per  l'anno  2027  e  a  22
milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2028,  mediante  utilizzo
delle maggiori entrate derivanti dal comma 5)).