DECRETO-LEGGE 12 luglio 2018, n. 87

Disposizioni urgenti per la dignita' dei lavoratori e delle imprese. (18G00112)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 14/07/2018
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 9 agosto 2018, n. 96 (in G.U. 11/08/2018, n. 186).
(Ultimo aggiornamento all'atto pubblicato il 30/12/2019)
Testo in vigore dal: 12-8-2018
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                               Art. 5 
 
  Limiti alla delocalizzazione delle imprese beneficiarie di aiuti 
 
  1. Fatti salvi i vincoli derivanti dai trattati internazionali,  le
imprese italiane ed estere, operanti nel  territorio  nazionale,  che
abbiano beneficiato di un aiuto di Stato che prevede  l'effettuazione
di investimenti produttivi ai fini dell'attribuzione  del  beneficio,
decadono  dal  beneficio  medesimo  qualora   l'attivita'   economica
interessata dallo stesso o una sua parte venga delocalizzata in Stati
non  appartenenti  all'Unione  europea,  ad  eccezione  degli   Stati
aderenti allo Spazio economico europeo, entro cinque anni dalla  data
di conclusione  dell'iniziativa  agevolata.  In  caso  di  decadenza,
l'amministrazione titolare della misura di aiuto, anche se  priva  di
articolazioni periferiche, accerta e irroga, secondo quanto  previsto
dalla legge 24 novembre 1981, n.  689,  una  sanzione  amministrativa
pecuniaria consistente nel pagamento di una somma in misura da due  a
quattro volte l'importo dell'aiuto fruito. 
  2. Fuori dai casi previsti dal comma 1  e  fatti  salvi  i  vincoli
derivanti dalla normativa europea, le  imprese  italiane  ed  estere,
operanti nel territorio nazionale,  che  abbiano  beneficiato  di  un
aiuto di Stato che prevede l'effettuazione di investimenti produttivi
specificamente localizzati ai fini dell'attribuzione di un beneficio,
decadono  dal  beneficio  medesimo  qualora   l'attivita'   economica
interessata dallo stesso o una sua parte venga delocalizzata dal sito
incentivato in favore  di  unita'  produttiva  situata  al  di  fuori
dell'ambito territoriale del  predetto  sito,  in  ambito  nazionale,
dell'Unione europea e degli  Stati  aderenti  allo  Spazio  economico
((europeo)),  entro   cinque   anni   dalla   data   di   conclusione
dell'iniziativa o del completamento dell'investimento agevolato. 
  3. I tempi e le modalita' per il controllo del rispetto del vincolo
di cui ai commi 1 e 2,  nonche'  per  la  restituzione  dei  benefici
fruiti in caso di accertamento  della  decadenza,  sono  definiti  da
ciascuna   amministrazione   con   propri   provvedimenti   volti   a
disciplinare i bandi e i contratti relativi alle misure di  aiuto  di
propria competenza. L'importo del beneficio da restituire per effetto
della decadenza e', comunque, ((maggiorato di un interesse  calcolato
secondo il)) tasso ufficiale di  riferimento  vigente  alla  data  di
erogazione o fruizione  ((dell'aiuto,  aumentato))  di  cinque  punti
percentuali. 
  4. Per i  benefici  gia'  concessi  o  ((per  i  quali  sono  stati
pubblicati i bandi)), nonche' per  gli  investimenti  agevolati  gia'
avviati, anteriormente alla data di entrata in  vigore  del  presente
decreto,  resta  ferma  l'applicazione   della   disciplina   vigente
anteriormente alla medesima data, inclusa,  nei  casi  ivi  previsti,
quella di cui all'articolo 1, comma 60, della legge 27 dicembre 2013,
n. 147. 
  5. Si applica l'articolo 9, comma 5,  del  decreto  legislativo  31
marzo  1998,  n.  123.  Per  gli   aiuti   di   Stato   concessi   da
Amministrazioni centrali dello Stato, gli importi restituiti ai sensi
del presente articolo  affluiscono  all'entrata  del  bilancio  dello
Stato    per    essere    riassegnati,    nel    medesimo    importo,
all'amministrazione titolare della misura e vanno a  incrementare  le
disponibilita' della misura stessa. 
  ((5-bis. Le somme disponibili derivanti dalle sanzioni applicate ai
sensi del presente  articolo  dalle  amministrazioni  centrali  dello
Stato sono versate ad apposito  capitolo  dell'entrata  del  bilancio
dello Stato per essere riassegnate al Fondo di cui  all'articolo  43,
comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.  112,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e sono destinate al
finanziamento di contratti di sviluppo ai  fini  della  riconversione
del  sito  produttivo  in  disuso  a  causa  della   delocalizzazione
dell'attivita'    economica,    eventualmente    anche     sostenendo
l'acquisizione da parte degli ex dipendenti)). 
  6. Ai fini del presente decreto, per delocalizzazione si intende il
trasferimento ((dell'attivita' economica specificamente incentivata))
o di una sua parte dal sito produttivo incentivato ad altro sito,  da
parte della medesima  impresa  beneficiaria  dell'aiuto  o  di  altra
impresa ((che sia con essa in rapporto)) di controllo o  collegamento
ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile.